Maturità estate estrema: CNDDU sollecita Valditara su piano sicurezza termica
L'impasse climatica che sta investendo le aule italiane ha raggiunto livelli critici proprio nel momento più delicato dell'anno scolastico. Il Maturità, caldo nelle scuole: il CNDDU chiede a Valditara un Piano nazionale per la sicurezza climatica durante gli esami è diventato lo slogan di una mobilitazione formale lanciata dal Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU). La richiesta, pubblicata il 13 giugno 2026, arriva in concomitanza con l'avvio ufficiale delle prove di Stato, fissato per il 18 giugno 2026. Il CNDDU non si limita a segnalare un disagio ambientale: evidenzia come migliaia di studenti e lavoratori della scuola stiano affrontando le prove in condizioni che mettono a rischio la salute fisica e la concentrazione mentale.
Situazioni estreme sono ormai documentate in diverse province del Nord Italia. Le temperature interne superano regolarmente i 30 gradi, con picchi registrati fino a 41 gradi in alcuni istituti scolastici. Non si tratta di un'eccezione isolata, ma di una tendenza che ha visto il CNDDU lanciare il primo allarme già nel giugno 2025, segnalando svenimenti e malori tra studenti e docenti. La situazione è peggiorata nei mesi primaverili del 2026, con dati allarmanti emersi da Modena, Carpi e Ravarino.
Cronologia di un'emergenza climatica in aule scolastiche
L'escalation della situazione è documentabile attraverso una serie di eventi verificati nei mesi precedenti l'avvio delle prove. Già nel giugno 2025, il CNDDU aveva lanciato il primo allarme, denunciando la presenza di svenimenti e malori tra studenti e docenti durante le prove d'esame. La situazione si è acuita drasticamente tra maggio e giugno 2026, con temperature estreme registrate in diverse province che hanno superato ogni soglia di comfort.
In Modena, ad esempio, l'Is Ferrari di Maranello ha registrato 37 gradi, mentre al piano superiore dell'Ic Bomporto si sono toccati i 41,2 gradi. A Carpi, alle ore 15:00, la temperatura all'Ic Carpi era di 36,4 gradi; a Nonantola si registravano 34,5 gradi all'Ic locale e a Ravarino (elementari) si sono toccati i 31,2 gradi alle ore 15:28. Anche l'Ic2 di Modena ha sfiorato i 40 gradi.
Questi dati non sono isolati ma confermano un trend in atto. La FLC CGIL, con il suo comunicato stampa del 29 maggio 2026, ha denunciato che le aule scolastiche raggiungono e superano regolarmente le soglie di temperatura previste dalla normativa. Secondo la sindacale, quando molti edifici furono progettati le temperature superiori ai 30°C arrivavano a metà giugno, dopo la fine dell'anno scolastico; oggi arrivano a fine maggio, e il trend è destinato a peggiorare con il cambiamento climatico.
La richiesta formale al Ministro Valditara
Di fronte a questa realtà, il CNDDU ha rivolto una lettera diretta al Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. La richiesta è stata formalizzata il 3 giugno 2026, per poi essere pubblicata ufficialmente il 13 giugno. Il Coordinamento chiede l'istituzione di un Piano nazionale per la sicurezza climatica durante gli Esami di Stato.
Nella nota ufficiale, il presidente del CNDDU, prof. Romano Pesavento, ha dichiarato: "Gli Esami di Stato costituiscono una tappa fondamentale nel percorso formativo e umano delle giovani generazioni. Essi richiedono condizioni ambientali che garantiscano serenità, concentrazione, lucidità e benessere psicofisico". La richiesta specifica include l'avvio di un confronto immediato con gli enti locali responsabili dell'edilizia scolastica e la definizione di un piano pluriennale di adeguamento degli edifici alle nuove condizioni climatiche.
Le richieste specifiche del CNDDU sono dettagliate e puntano a interventi concreti: sistemi di raffrescamento sostenibili, schermature solari, efficientamento energetico e monitoraggio costante delle temperature. Nei casi più critici, il Coordinamento chiede la valutazione di "misure organizzative straordinarie" per lo svolgimento degli esami in condizioni compatibili con la tutela della salute.
Il quadro normativo e le risorse disponibili
Per comprendere la portata della richiesta del CNDDU, è necessario analizzare il quadro normativo vigente. Il Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Testo Unico sulla sicurezza), all'Allegato IV, punto 1.9, stabilisce che la temperatura dei locali di lavoro deve essere "adeguata all'organismo umano", tenendo conto dei metodi di lavoro, degli sforzi fisici, dell'umidità e del movimento dell'aria. L'articolo 63 impone l'obbligo generale di garantire condizioni di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.
Tuttavia, il quadro normativo non fissa valori precisi e vincolanti per le temperature nelle scuole, ma individua obblighi generali. Le Norme tecniche di riferimento, come la UNI EN ISO 7726 e 7730, forniscono parametri per la valutazione del comfort termico e dell'umidità in ambienti moderati. Il DPR 16 aprile 2013, n. 74, fa riferimento a una temperatura estiva non inferiore a 26°C con 2°C di tolleranza.
Inoltre, le Linee guida INAIL (studio "Sicurezza e Benessere nelle scuole", 2015) indicano che in estate la temperatura dovrebbe essere tra 24-26°C con umidità relativa 50-60%. La Legge 11 gennaio 1996, n. 23 sulle norme per l'edilizia scolastica sottolinea che le strutture edilizie costituiscono l'ambiente educativo per eccellenza e devono essere riqualificate in funzione dell'evoluzione delle dinamiche formative.
Sul fronte delle risorse finanziarie, esistono fondi significativi a disposizione. Il Piano di messa in sicurezza e riqualificazione dell'edilizia scolastica prevede un investimento totale di 4,4 miliardi di euro per 2,6 milioni di metri quadrati. Il Decreto Scuola (D.L. 45/2025) ha aumentato il Fondo Unico per l'edilizia scolastica a 840 milioni nel 2025 e 940 milioni nel 2026.
L'Accordo per la Coesione prevede 360 milioni di euro per messa in sicurezza e adeguamento antincendio degli edifici scolastici. Inoltre, l'Avviso pubblico del 16 marzo 2026 ha reso disponibili 223,7 milioni di euro (70% per adeguamento antincendio, 30% per messa in sicurezza), con scadenza domande il 30 marzo 2026 e lavori da appaltare entro il 30 aprile 2026.
Cosa cambia in concreto per studenti, docenti e personale scolastico
L'impatto di queste condizioni ambientali è profondo e riguarda tutte le figure coinvolte nel processo educativo. Per gli studenti, le prove scritte si svolgono per diverse ore consecutive in ambienti potenzialmente surriscaldati. Il carico emotivo della maturità si somma allo stress termico, con particolare attenzione che deve essere riservata agli studenti fragili, con disabilità, patologie croniche o condizioni di vulnerabilità psicologica e sanitaria.
Per il personale scolastico, presidenti, commissari, dirigenti scolastici, assistenti amministrativi e collaboratori scolastici sono chiamati a permanere per molte ore negli edifici scolastici. Il caldo intenso può incidere su attenzione, concentrazione, memoria di lavoro, capacità di ragionamento e precisione espositiva.
Per le commissioni d'esame, le condizioni ambientali inadeguate compromettono il principio di equità che dovrebbe presiedere a ogni processo valutativo. Esiste un rischio concreto di compromettere non solo la salute degli studenti ma anche la qualità della prestazione in una prova importante come la Maturità.
| Aspetto | Dettaglio |
|---|---|
| Temperatura massima registrata | 41,2 gradi (Ic Bomporto) |
| Temperatura media critica | Superiore ai 30 gradi |
| Normativa di riferimento | D.Lgs. 81/08 (Allegato IV, punto 1.9) |
| Fondi PNRR disponibili | 4,4 miliardi di euro (Piano edilizia scolastica) |
| Scadenza appalto lavori | 30 aprile 2026 |
Reazioni delle organizzazioni sindacali e risposte istituzionali
Oltre al CNDDU, anche altre organizzazioni hanno espresso preoccupazione. La CISL Emilia Centrale, con il comunicato del 30 maggio 2026, ha chiesto: "Diteci se ci sono le condizioni di salute e sicurezza", richiedendo un confronto con la Protezione civile per un Piano di gestione del caldo e valutazione dell'uso di grandi luoghi climatizzati.
Tuttavia, non è ancora chiaro se il Ministero abbia ricevuto formalmente la richiesta del CNDDU. Non sono disponibili dati ufficiali sul numero di scuole che superano regolarmente i 30 gradi e non è stato definito un quadro temporale per eventuali risposte istituzionali. Manca una valutazione ufficiale dell'impatto delle temperature estreme sulle prestazioni degli studenti nelle prove scritte e orali.
Inoltre, non è chiaro se esistano protocolli regionali già attivi per la gestione del caldo estremo. Il Veneto ha stabilito con la Delibera n. 1887 del 27 maggio 1997 limiti di temperatura e umidità per i luoghi di lavoro, creando un precedente significativo che potrebbe essere esteso ad altre zone del Paese.
La Giurisprudenza sul rischio termico ricorda che non esiste una norma vincolante che fissa valori precisi per le scuole. Il D.Lgs. 81/08 non stabilisce minimi o massimi di temperatura, ma impone l'adeguatezza della temperatura all'organismo umano secondo l'Allegato IV. La valutazione del rischio microclimatico è demandata al Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) di ogni scuola.
Il TAR Lombardia, con ordinanza n. 569/2026 del 3 febbraio, ha già affrontato casi simili, riguardanti una studentessa con bisogni educativi speciali bocciata all'esame preliminare per mancata predisposizione del piano didattico personalizzato e assenza di tutele specifiche durante l'interrogazione orale.
Cosa deve fare il lettore: prossimi passi e scadenze
Per chi opera nella scuola, è fondamentale monitorare le prossime mosse. Le scadenze imminenti sono cruciali: il 18 giugno 2026 avvio degli esami di maturità; il 30 marzo 2026 (scaduta) termine per presentazione domande PNRR edilizia scolastica; il 30 aprile 2026 scadenza per appalto lavori edilizia scolastica; il 31 dicembre 2026 scadenza per conclusione interventi edilizia scolastica.
I prossimi passi attesi includono la risposta del Ministero dell'Istruzione e del Merito alla richiesta del CNDDU, l'eventuale attivazione di una task force per monitorare le criticità legate al caldo nelle sedi d'esame e la valutazione della possibilità di misure organizzative straordinarie (orari diversi, spostamento in ambienti climatizzati).
È auspicabile un confronto con gli enti locali e le rappresentanze del mondo della scuola. La situazione richiede un'azione rapida e coordinata per garantire che il clima nelle aule non diventi un ostacolo alla realizzazione dei diritti fondamentali degli studenti e dei docenti.
FAQs
Maturità estate estrema: CNDDU sollecita Valditara su piano sicurezza termica
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) ha inviato una richiesta formale al Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. La segnalazione è stata resa pubblica il 13 giugno 2026, in concomitanza con l'avvio delle prove di maturità.
Le temperature interne superano regolarmente i 30 gradi, con picchi fino a 41 gradi registrati in alcuni istituti come l'Ic Bomporto e l'Is Ferrari. Queste condizioni estreme hanno già causato svenimenti e malori tra studenti e lavoratori durante le prove.
Sì, sono attivi il Piano di messa in sicurezza e riqualificazione dell'edilizia scolastica con 4,4 miliardi di euro e il Decreto Scuola che ha aumentato le risorse per il 2026. Inoltre, un avviso pubblico del 16 marzo 2026 offre 223,7 milioni di euro specifici per la messa in sicurezza e l'adeguamento antincendio.
Il CNDDU chiede l'istituzione di un Piano nazionale per la sicurezza climatica che includa sistemi di raffrescamento sostenibili, schermature solari ed efficientamento energetico. Viene inoltre richiesto di valutare misure organizzative straordinarie per gli esami svolti in condizioni critiche.