Come valutare il saper fare nella PA? Dalla teoria alla pratica: l'importanza della performance e del merito nel settore pubblico.
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Merito nella PA e valutazione della performance: dal “sapere” al “saper fare”

A cura della Redazione di Orizzonte Insegnanti
3 min di lettura

Indice Contenuti

Zangrillo lega la riforma della PA al merito come mobilità sociale.
Nel DDL approvato dalla Camera (inizio 2026) la performance diventa criterio primario.
Per la dirigenza contano risultati oggettivi: i dirigenti possono proporre promozioni.
Il passaggio è da sapere a saper fare, con valutazioni orientate agli esiti.
Il testo è ora al Senato: i dettagli operativi non sono ancora definitivi.
Per la scuola: preparare evidenze e criteri da ora, durante l’esame.

DDL Zangrillo: cosa cambia e cosa preparare in istituto

Elemento del DDL Traduzione per la scuola Azione “da oggi”
Merito come ascensore sociale Valorizzare risultati e competenze Legare crescita e lavoro a obiettivi e evidenze
Performance come criterio primario Rendere verificabile cosa si ottiene Collegare azioni a effetti (non solo adempimenti)
Promozioni su risultati Valutazioni oggettive e processi più trasparenti Rendere tracciabili criteri e motivazioni nelle decisioni interne
Iter: Camera (inizio 2026) → Senato Quadro già delineato, ma dettagli ancora in evoluzione Monitorare l’aggiornamento e preparare evidenze già disponibili
Resistenza al cambiamento Rischio di frenare l’innovazione organizzativa Confronto interno su perché e come si misura la performance
Giovani misurati sul saper fare Crescita più chiara e attrattiva Feedback e percorsi trasparenti su competenze e impatto

La tabella traduce i principi del DDL indecisioni operativeper l’istituto, senza inventare indicatori tecnici. Serve a collegareobiettivi,attivitàedeffettimentre il testo è alSenato.

Da orapreparaevidenzeecriteri.Collegaobiettivi, attività e risultati.Seguil’iter alSenato.

Nel DDL Zangrillo la valutazione della performance è il criterio per le carriere dirigenziali nella PA. Per la scuola, l’indicazione è pratica: più saper fare e risultati verificabili, meno affidamento su sole credenziali o procedure.

Per trasformare il principio in prassi, adottate una catena semplice: pianificazione degli obiettivi, azioni coerenti, evidenze dell’effetto e feedback periodici. Non servono strumenti nuovi: basta rendere leggibile cosa produce il lavoro su studenti e organizzazione.

La resistenza al cambiamento si gestisce con confronto e comunicazione: spiegate che cosa si valuta (risultati) e perché (equità e trasparenza). In questo modo la valutazione diventa miglioramento, non sanzione.

  • Dirigenti scolastici: definite aspettative e criteri, poi collegate programmazione e rendicontazione interna agli obiettivi. Organizzate momenti di lavoro per chiarire come si legge la performance.
  • Docenti: documentate progetti e attività come azioni + effetti (apprendimenti, inclusione, impatto sul contesto). Rafforzate feedback periodici per rendere visibile il saper fare.
  • Personale ATA: mantenete tracciabilità di attività, criticità e miglioramenti organizzativi che garantiscono continuità e supporto alla didattica. Esplicitate il contributo al servizio.
  • Tutto il personale: seguite l’iter al Senato e chiedete chiarimenti su criteri e procedure quando emergono. Mantenete relazioni interne per allineare linguaggio e aspettative.

Agite da subito e continuate durante l’esame al Senato: il DDL è già stato approvato dalla Camera (inizio 2026), ma il confronto politico/contrattuale resta aperto. Aggiornate le vostre prassi solo quando saranno disponibili indicazioni operative definitive.

FAQs
Merito nella PA e valutazione della performance: dal “sapere” al “saper fare”

In che modo il merito è considerato ascensore sociale nel DDL Zangrillo? +

Il merito è visto come ascensore sociale valorizzando risultati e competenze, con crescita legata a obiettivi ed evidenze. Le nuove generazioni chiedono misure concrete sul saper fare, non solo su titoli o credenziali.

Come si misurerà il "saper fare" nelle nuove valutazioni? +

La misurazione sarà basata su evidenze verificabili: azioni collegate a effetti concreti, criteri chiari e tracciabili, evitando di affidarsi solo a credenziali o procedure; promuove trasparenza e accountability.

Quali azioni pratiche possono intraprendere le scuole ora? +

Preparare evidenze e criteri ora, collegare obiettivi ad attività e risultati, documentare progetti e risultati; monitorare l’iter al Senato per indicazioni operative e aggiornamenti.

Come gestire la resistenza al cambiamento nelle istituzioni? +

La resistenza si gestisce con confronto e comunicazione: spiega cosa si valuta e perché; orienta al miglioramento e alla trasparenza, includendo percorsi di feedback per coinvolgere tutto il personale.

Redazione Orizzonte Insegnanti

Redazione Orizzonte Insegnanti

Questo articolo è stato curato dal team editoriale di Orizzonte Insegnanti. I nostri contenuti sono realizzati sfruttando tecnologie avanzate di intelligenza artificiale per l'analisi normativa, e vengono sempre supervisionati e revisionati dalla nostra redazione per garantire la massima accuratezza e utilità per il personale scolastico.

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