La comunità medica e accademica italiana è colpita dalla scomparsa del professor Davide Francesco D'Amico, figura di spicco della scuola chirurgica dell'Università di Padova e storico direttore del Dipartimento di Chirurgia generale e Trapianti. Il luminare della medicina, deceduto il 17 agosto 2026 all'età di 89 anni, è stato uno dei protagonisti assoluti della trasformazione di Padova in un hub di eccellenza nazionale e internazionale per la trapiantologia epatica.
Il percorso del professor D'Amico è stato segnato da una dedizione costante alla ricerca e alla pratica clinica, coniugando una visione della medicina basata sul lavoro di squadra con una straordinaria capacità formativa. Definito da molti colleghi come un "maestro di vita" e un "padre professionale", ha dedicato oltre tre decenni della propria carriera a restituire speranza e salute a migliaia di pazienti, lasciando un'eredità che continuerà a vivere attraverso le generazioni di medici da lui istruiti.
Una carriera di primerie: i traguardi della scuola padovana
La storia del professor D'Amico è indissolubilmente legata ai successi della chirurgia padovana, dove ha saputo coniugare l'eredità dei grandi maestri del passato con l'innovazione tecnologica del futuro. Allievo di Giuseppe Cèvese, ha contribuito a rendere il territorio del Nordest un punto di riferimento per gli interventi più complessi, segnando la cronologia della medicina italiana con operazioni di portata storica.
Tra i momenti più significativi della sua carriera professionale spiccano due pietre miliari che hanno cambiato il volto della chirurgia nel Paese:
- Il 23 novembre 1990: l'esecuzione del primo trapianto di fegato nel Nordest Italia presso l'Università di Padova.
- Il 27 ottobre 1997: la realizzazione del primo trapianto pediatrico di fegato da donatore vivente in Italia, un intervento che ebbe una risonanza tale da essere trasmesso in diretta al congresso della Società italiana di chirurgia a Padova Fiere.
In complessivo, durante i suoi 30 anni di attività, il professor D'Amico ha eseguito 800 trapianti di fegato, di cui 11 trapianti da donatore vivente. La sua guida come direttore del Dipartimento Assistenziale Integrato di Chirurgia Generale e Trapianti d'organo ha permesso di consolidare una struttura di eccellenza che oggi è riconosciuta a livello globale.
L'eredità formativa e il passaggio di consegne
Oltre all'aspetto clinico, il valore del professor D'Amico risiedeva nella sua attenzione alla formazione. La rettrice dell'Università di Padova, Daniela Mapelli, ha sottolineato come la sua eredità continuerà a vivere nelle persone formate e nella scuola costruita, definendolo un "grande maestro della chirurgia". Anche il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha evidenziato il valore umano del suo operato, capace di restituire vita a molte persone attraverso una dedizione che andava oltre il semplice atto tecnico.
Il passaggio di testimone è già stato delineato per garantire la continuità della scuola padovana. Il professor Umberto Cillo, allievo e successore del defunto, assumerà ufficialmente la guida della Chirurgia epatobiliare e del Centro Trapianti di Fegato dell'Università di Padova. La continuità operativa sarà garantita da un modello di lavoro in équipe che vedrà Cillo collaborare con Francesco D'Amico, figlio del professor D'Amico, assicurando che i metodi e i valori trasmessi dal maestro restino il pilastro dell'attività clinica.
| Traguardo Storico | Dettaglio dell'Intervento |
|---|---|
| 1990 | Primo trapianto di fegato nel Nordest Italia (Padova) |
| 1997 | Primo trapianto pediatrico di fegato da donatore vivente in Italia |
| Carriera Totale | 800 trapianti di fegato eseguiti in 30 anni |
| Donatore Vivente | 11 interventi di questo tipo |
Cosa cambia concretamente per la struttura e la ricerca
Per il personale sanitario, gli studenti e i pazienti, il decesso del professor D'Amico non segna la fine di un modello, ma il passaggio a una nuova fase di gestione della Chirurgia epatobiliare. La struttura di Padova manterrà i suoi standard di eccellenza, con il professor Umberto Cillo che si assume la responsabilità della direzione clinica. È fondamentale per i pazienti e le famiglie sapere che la continuità assistenziale è garantita dal passaggio di consegne già strutturato tra il successore e la famiglia del maestro.
Per i giovani medici e gli specializzandi, la "scuola padovana" rimane un punto di riferimento imprescindibile. La metodologia di insegnamento, basata sulla visione d'insieme e sulla collaborazione multidisciplinare, continuerà a essere il cuore pulsante del Dipartimento, mantenendo vivo il metodo di lavoro che ha reso il professor D'Amico un punto di riferimento internazionale.
Il funerale del professor D'Amico sarà celebrato nei prossimi giorni nel Duomo di Padova, dove la comunità medica si riunirà per rendere omaggio a un uomo che ha trasformato la medicina in un atto di speranza quotidiana.
FAQs
Morto Davide D’Amico, il pioniere della trapiantologia epatica che ha fatto scuola a Padova
Il professor D'Amico è stato un pioniere della trapiantologia epatica, avendo eseguito il primo trapianto di fegato nel Nordest Italia nel 1990 e il primo trapianto pediatrico da donatore vivente in Italia nel 1997. Nel corso della sua carriera di 30 anni, ha effettuato complessivamente 800 trapianti di fegato, inclusi 11 interventi da donatore vivente.
La guida della Chirurgia epatobiliare e del Centro Trapianti di Fegato passa ufficialmente al professor Umberto Cillo, allievo e successore del defunto. Per garantire la continuità della "scuola padovana", Cillo lavorerà in équipe con Francesco D'Amico, figlio del professor Davide D'Amico.
Definito "maestro di vita" e "padre professionale", il professor D'Amico ha dedicato gran parte della sua carriera alla formazione delle nuove generazioni di chirurghi. La sua eredità accademica e clinica continuerà a vivere attraverso la scuola di chirurgia costruita presso l'Università di Padova.
Il funerale del professor D'Amico sarà celebrato nei prossimi giorni presso il Duomo di Padova. L'evento segna la conclusione del percorso di un luminare che ha trasformato la città in un punto di riferimento internazionale per la trapiantologia.