Libri, mela e matite colorate su una scrivania, simboli di apprendimento e valutazione scolastica

Nuovo sistema di valutazione nelle scuole superiori del Trentino per responsabilizzare gli studenti

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La Provincia Autonoma di Trento ha ufficializzato un importante cambio di paradigma per il sistema di valutazione e il recupero delle lacune scolastiche nelle scuole superiori, approvando un Disegno di Legge (DDL) che introduce la cosiddetta "via trentina". Questa riforma strutturale mira a superare le criticità del modello attuale, cercando un equilibrio tra la necessità di garantire il diritto allo studio e l'esigenza di responsabilizzare gli studenti sul proprio percorso formativo, evitando l'accumulo di lacune non sanate fino agli ultimi anni del ciclo.

Il nuovo modello si distingue per un approccio a cicli biennali, che differenzia le modalità di gestione delle carenze a seconda dell'anno scolastico di riferimento. Mentre al primo e terzo anno gli studenti con lacune formative potranno essere promossi con un voto inedito, il 6 con asterisco (6*), al secondo e quarto anno il recupero delle insufficienze diventerà una condizione obbligatoria per l'ammissione alla classe successiva. Questa distinzione operativa nasce dalla necessità di intervenire con maggiore incisività nei momenti di transizione e di consolidamento delle competenze.

L'iniziativa, presentata ufficialmente dalla Giunta provinciale il 21 novembre 2025, si inserisce in un contesto di analisi dei dati provinciali degli ultimi dieci anni, che hanno evidenziato criticità significative: il 30% degli studenti presenta carenze medie e solo il 30% completa l'intero ciclo scolastico in tempo senza accumulare lacune. La riforma intende quindi agire sulla personalizzazione del monitoraggio, fornendo alle famiglie strumenti di informazione più tempestivi e obbligando le istituzioni scolastiche a una progettazione più rigorosa dei percorsi di recupero.

La "via trentina": obiettivi, dati e contesto normativo

Il provvedimento nasce per rispondere a due problemi strutturali del sistema scolastico locale. Il primo è legato all'abolizione degli esami di riparazione a settembre, avvenuta nel 2010, che ha favorito l'accumulo di lacune fino alla fine del percorso. Il secondo riguarda il modello nazionale dei debiti formativi, spesso criticato per la mancanza di garanzie sul recupero reale e per il rischio di trasformarsi in un costo aggiuntivo per le famiglie. La proposta trentina si pone come una terza via, ibrida e autonoma, che mira a rendere il percorso più equo e coerente.

I dati raccolti dalla Provincia tra il 2014 e il 2023 mostrano che le criticità sono particolarmente marcate nei licei scientifici, con una percentuale di carenze che raggiunge il 35% nell'area linguistica e il 23% in quella scientifico-tecnologica. Per contrastare queste tendenze, il DDL prevede non solo la distinzione dei voti, ma anche l'introduzione di strumenti di governance chiari:

  • Piani di recupero d’istituto per garantire omogeneità in tutto il sistema scolastico provinciale;
  • Piani individualizzati per monitorare costantemente gli esiti di ogni singolo studente;
  • Nuova sezione del registro elettronico dedicata esclusivamente alle carenze, per permettere una comunicazione immediata e trasparente con le famiglie;
  • Carta degli studenti e delle studentesse, un documento che regolerà i diritti e i doveri degli alunni nel sistema scolastico provinciale.

Un elemento di forte innovazione riguarda la valutazione delle capacità relazionali. Queste competenze, che includono il rispetto, la collaborazione e la partecipazione, entreranno ufficialmente nel giudizio finale. Se le capacità relazionali risulteranno insufficienti, saranno considerate carenze da recuperare al pari delle discipline curricolari. In particolare, per l'esame di maturità, la mancanza di sufficienza in questo ambito potrà comportare la non ammissione all'esame, in linea con le direttive nazionali sul voto in condotta.

Cronologia della riforma e fasi di implementazione

Il percorso verso l'attuazione della riforma è già ben definito e prevede una serie di tappe istituzionali che coinvolgeranno l'intera comunità scolastica. La presentazione dei principi cardine è avvenuta il 3 novembre 2025, seguita dall'approvazione formale della Giunta Provinciale il 21 novembre dello stesso anno. Il testo sarà sottoposto a discussione presso il Consiglio del sistema educativo provinciale e alla Consulta dei genitori e degli studenti nel mese di febbraio 2026.

La sperimentazione del nuovo sistema inizierà ufficialmente a settembre 2026 e avrà una durata prevista di cinque anni per le classi prime. Questo periodo di transizione permetterà di valutare l'efficacia della "via trentina" prima di una possibile generalizzazione definitiva. Sebbene il testo sia ancora soggetto a modifiche durante le discussioni con i vari stakeholder, i pilastri della riforma — responsabilizzazione, monitoraggio costante e valutazione delle competenze relazionali — rimangono i punti fermi del provvedimento.

Anno ScolasticoModalità di Promozione e Recupero
1° e 3° annoPromozione con 6* (voto inedito); obbligo di seguire percorsi di recupero.
2° e 4° annoRecupero delle insufficienze obbligatorio come condizione necessaria per la promozione.
Esame di StatoNon ammissione in caso di insufficienza nelle capacità relazionali.

Impatto operativo per la comunità scolastica

L'introduzione della "via trentina" comporta cambiamenti significativi per tutti gli attori coinvolti nel sistema educativo. Per i docenti, il ruolo si sposta verso quello di facilitatori dell'apprendimento: non saranno più solo responsabili della trasmissione dei contenuti, ma progettisti attivi di attività di recupero curricolari ed extracurricolari. Sarà necessario predisporre piani di recupero che siano coerenti con gli obiettivi di istituto, garantendo al contempo un approccio personalizzato per ogni studente.

Per le scuole, l'obbligo principale risiede nell'organizzazione strutturata dei corsi di recupero e delle prove di verifica, che dovranno essere completati entro la fine del mese di agosto. Questo richiede una pianificazione logistica e didattica anticipata per assicurare che i percorsi di recupero siano effettivamente efficaci e non meri adempimenti burocratici. Le segreterie scolastiche dovranno inoltre gestire la nuova sezione del registro elettronico dedicata alle carenze, assicurando che le famiglie ricevano aggiornamenti tempestivi.

Per le famiglie, la riforma introduce una maggiore trasparenza. La possibilità di monitorare le lacune in tempo reale attraverso il registro elettronico permette di intervenire prima che le difficoltà diventino insormontabili. Tuttavia, la distinzione tra gli anni scolastici richiede una consapevolezza diversa: mentre al primo e terzo anno la promozione è garantita dal voto 6*, la consapevolezza che al secondo e quarto anno il recupero sia condizione necessaria per non perdere il posto in classe impone un impegno costante nel supporto allo studente.

Cosa cambia concretamente per gli studenti e i docenti

In sintesi, la riforma trasforma il recupero da un evento "di fine anno" a un processo continuo. Gli studenti non potranno più "trascinarsi" fino all'ultimo anno con lacune accumulate, poiché il sistema di cicli biennali crea dei checkpoint obbligatori. Per i docenti, la sfida sarà bilanciare l'aumento della progettazione didattica con la necessità di ridurre il carico burocratico, un punto che ha già sollevato critiche da parte delle organizzazioni sindacali come Uil Scuola e FLC CGIL.

Per gli studenti, la novità più rilevante è la valutazione delle capacità relazionali. Questo significa che il comportamento, il rispetto e la partecipazione non saranno più solo "voti in condotta", ma competenze formative che, se carenti, possono bloccare la progressione scolastica. La Carta degli studenti diventerà il documento di riferimento per definire i confini di questi diritti e doveri, cercando di creare un ambiente scolastico più consapevole e partecipativo.

È importante notare che, al momento della pubblicazione, non sono ancora state pubblicate le linee guida dettagliate della Giunta per i piani di recupero d'istituto. Il testo finale del DDL rimane quindi soggetto a possibili modifiche durante le discussioni con il Consiglio del sistema educativo, ma la direzione politica della "via trentina" appare ormai consolidata come modello di riferimento per il futuro della scuola superiore in Trentino.

Per approfondire i dettagli del provvedimento, è possibile consultare il comunicato ufficiale della Provincia di Trento.

FAQs
Nuovo sistema di valutazione nelle scuole superiori del Trentino per responsabilizzare gli studenti

Quali sono le differenze tra il primo e il secondo anno scolastico nel nuovo modello "via trentina"?+

Al primo e terzo anno, gli studenti con carenze formative saranno promossi con il voto inedito 6*, che comporta l'obbligo di seguire percorsi di recupero dedicati. Al contrario, al secondo e quarto anno, il recupero delle insufficienze diventerà una condizione necessaria e obbligatoria per ottenere l'ammissione alla classe successiva.

Cosa comporta l'introduzione della valutazione delle capacità relazionali?+

Le capacità relazionali, come il rispetto, la collaborazione e la partecipazione, entreranno ufficialmente nel giudizio finale degli studenti. È importante notare che insufficienze gravi e reiterate in questo ambito potrebbero portare alla non ammissione alla classe successiva o alla non presentazione all'esame di Stato.

Quando inizierà la sperimentazione della riforma e chi ne sarà il destinatario?+

La sperimentazione del nuovo sistema inizierà a settembre 2026 e avrà una durata prevista di cinque anni. Il provvedimento si rivolge agli studenti delle scuole superiori della Provincia Autonoma di Trento, con l'obiettivo di responsabilizzare gli alunni e personalizzare il monitoraggio scolastico.

In che modo le famiglie saranno informate sulle carenze degli studenti?+

Le scuole dovranno predisporre una nuova sezione dedicata specificamente alle carenze formative all'interno del registro elettronico. Questo strumento permetterà alle famiglie di ricevere comunicazioni più tempestive e monitorare costantemente il percorso di recupero dei propri figli.

Fonti consultate

Redazione Orizzonte Insegnanti
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