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Personale ATA

Personale ATA: la battaglia per l'esonero dai servizi e lo smart working strutturale

Personale ATA: richiesta di esonero dai servizi e smart working strutturale

Il personale ATA (Amministrativo, Tecnico e Ausiliario) delle scuole italiane si trova oggi al centro di una mobilitazione crescente per colmare il divario normativo con la categoria dei docenti. La questione principale riguarda la persistente disparità di trattamento durante le sospensioni delle attività didattiche, come i ponti festivi, le festività regionali o le chiusure per emergenze meteo.

Mentre i docenti sono legalmente esonerati dal servizio in assenza di studenti, il personale ATA rimane spesso obbligato alla presenza fisica negli istituti, anche quando le attività d'ufficio risultano non urgenti o non strettamente necessarie. Questa situazione ha dato il via a una serie di iniziative che spaziano dalle petizioni popolari, come quella lanciata su Change.org il 27 ottobre 2026, fino a proposte di legge e interventi sindacali strutturati.

L'obiettivo è chiaro: ottenere un esonero automatico o la possibilità di operare in modalità agile durante i giorni di chiusura, eliminando quella che molti rappresentanti di categoria definiscono una "forte vulnerabilità democratica" derivante da un piano delle attività spesso percepito come un atto unilaterale della dirigenza.

Le radici della disparità e il quadro normativo attuale

La divergenza tra le due categorie nasce da una distinzione giuridica fondamentale: il servizio dei docenti è intrinsecamente legato alla presenza degli studenti, mentre le scuole, in quanto uffici pubblici, non possono tecnicamente "chiudere" nei giorni feriali. Questo vuoto normativo costringe il personale ATA a prestare servizio anche in assenza di flussi didattici.

Sebbene il Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020 (Art. 87, comma 1, lettera a) abbia introdotto per la Pubblica Amministrazione l'obbligo di limitare la presenza negli uffici alle sole attività indifferibili, l'applicazione pratica all'interno degli istituti scolastici rimane spesso ambigua e soggetta alla discrezionalità del Dirigente Scolastico.

Le categorie più colpite da questa criticità sono gli Assistenti Amministrativi e Tecnici. Per quanto riguarda invece i Collaboratori Scolastici, le normative vigenti escludono attualmente la possibilità di lavoro agile, rendendo la loro condizione ancora più complessa durante i periodi di sospensione didattica. In assenza di una norma specifica che equipari i diritti di esonero, le amministrazioni scolastiche sono spesso costrette a gestire queste situazioni attraverso l'utilizzo di ferie pregresse, la banca ore o la rotazione del personale, poiché il Dirigente non può, per legge, disporre il recupero d'ufficio in modo arbitrario.

Le proposte sindacali e la spinta verso il lavoro agile strutturale

Negli ultimi mesi, il dibattito si è spostato su un piano più tecnico e contrattuale, con particolare attenzione al CCNL 2025-2027 del comparto Istruzione e Ricerca. Durante i tavoli ARAN, la UIL Scuola ha avanzato una proposta cruciale per rendere il lavoro agile uno strumento strutturale e stabile, superando la logica emergenziale che ha caratterizzato il periodo post-pandemico.

La richiesta specifica mira a identificare chiaramente nel contratto nazionale le figure che possono accedere al lavoro da remoto, con un focus sugli Assistenti Amministrativi, gli Assistenti Tecnici e i Funzionari dell'Elevata Qualificazione. Un punto cardine della proposta sindacale riguarda il potere decisionale della dirigenza: il Dirigente Scolastico non dovrebbe solo "favorire" l'accesso allo smart working, ma doverlo garantire per le attività compatibili. In caso di diniego, la norma dovrebbe imporre un provvedimento formale di motivazione, garantendo al lavoratore la trasparenza sulle ragioni della mancata autorizzazione.

Parallelamente, FederATA sta lavorando alla presentazione di una proposta di legge per istituire un organo collegiale autonomo per il personale ATA, attualmente privo di una struttura deliberativa propria rispetto a quella dei docenti. Questa iniziativa mira a dare una veste istituzionale alla richiesta di parità di trattamento e a contrastare la trasformazione del piano delle attività in un atto unilaterale.

Cosa cambia concretamente per il personale ATA e le scuole

Al momento, non sono ancora intervenute modifiche normative che obblighino le scuole a esonerare gli ATA durante i ponti regionali, ma la mobilitazione attuale mira a tre obiettivi operativi immediati:

  • Esonero automatico: Equiparazione ai docenti per i giorni di sospensione didattica deliberati dalle Regioni o dagli istituti, senza necessità di autorizzazioni singole.
  • Smart Working strutturale: Definizione contrattuale chiara che disciplini il lavoro da remoto per le attività non che richiedono la presenza fisica, con tutele specifiche per le diverse figure professionali.
  • Trasparenza gestionale: Maggiore controllo e monitoraggio sull'uso delle risorse del Fondo per il Miglioramento dell'Offerta Formativa (FMOF) e sulla pianificazione delle attività d'ufficio.
Elemento di AnalisiStato Attuale e Obiettivi
Presenza nei ponti/festività Obbligo di presenza fisica (salvo casi indifferibili); obiettivo: esonero automatico.
Smart Working Logica emergenziale/sperimentale; obiettivo: inserimento strutturale nel CCNL 2025-2027.
Potere del Dirigente Discrezionalità ampia; obiettivo: obbligo di motivazione formale in caso di diniego.
Rappresentanza Assenza di organo collegiale autonomo; obiettivo: proposta di legge per istituirlo.

Per quanto riguarda i prossimi passi, il monitoraggio del CCNL 2025-2027 presso i tavoli ARAN rappresenta il canale principale per la strutturazione delle tutele. I lavoratori sono invitati a seguire gli aggiornamenti sulle negoziazioni sindacali e sulla presentazione della proposta di legge di FederATA, che mira a dare una veste istituzionale alla richiesta di parità di trattamento.

Ad oggi, non sono disponibili sentenze di merito definitive che obblighino le scuole a esonerare gli ATA durante i ponti regionali; la questione rimane in fase di negoziazione contrattuale e pressione politica.

FAQs
Personale ATA: la battaglia per l'esonero dai servizi e lo smart working strutturale

Perché il personale ATA deve lavorare durante i ponti e le chiusure scolastiche?+

A differenza dei docenti, la cui presenza è legata alla presenza degli studenti, le scuole sono uffici pubblici che non possono chiudere nei giorni feriali. Questo obbliga il personale ATA a prestare servizio anche durante le sospensioni didattiche, a meno di specifiche autorizzazioni o attività strettamente indifferibili.

Quali sono le richieste principali della mobilitazione attuale?+

Le richieste principali includono l'esonero automatico dal servizio durante le sospensioni didattiche regionali o istituzionali e l'equiparazione dei diritti ai docenti. Si preme inoltre per la strutturazione contrattuale dello smart working per le attività che non richiedono la presenza fisica in sede.

Lo smart working è già un diritto strutturale per il personale ATA?+

Attualmente non è un diritto strutturale, ma è oggetto di negoziazione nei tavoli ARAN per il CCNL 2025-2027. Le organizzazioni sindacali chiedono che il lavoro agile sia garantito per le attività non presenziali, con l'obbligo per il Dirigente Scolastico di fornire una motivazione formale in caso di diniego.

Quali sono i prossimi passi per ottenere questi diritti?+

Il percorso si sta articolando su tre fronti: il monitoraggio delle negoziazioni del CCNL 2025-2027, la presentazione di una proposta di legge per istituire un organo collegiale ATA e la pressione politica tramite la petizione su Change.org. Al momento, non esistono ancora sentenze definitive che obblighino l'esonero automatico.

Fonti consultate

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