Un approfondimento di Orizzonte Insegnanti in collaborazione con l'Associazione protezione diritti e libertà privacy APS, che per prima ci ha spinto a occuparci del tema con il suo Reel «ROBLOX: non sai cos'è... Ma tuo figlio ci gioca sempre? Potrebbe non essere "solo un gioco"...».
Un bambino di nove anni racconta in classe, durante l'intervallo, che «un amico» incontrato in un gioco gli ha chiesto di passare su un'altra app per parlare meglio. Una ragazzina di tredici anni confida alla docente di lettere che ha speso i soldi del compleanno in una valuta virtuale e non sa come dirlo ai genitori. Un gruppo di alunni di quinta discute a voce alta di un'esperienza «proibita» che tutti hanno provato e nessuno ha raccontato a casa. Sono scene ordinarie, e hanno un elemento in comune: la scuola è spesso il primo luogo in cui i ragazzi esternano ciò che vivono sulle piattaforme di gioco. A casa pesano la paura di perdere il telefono o il gioco, il senso di colpa, la fatica di spiegare a un adulto che «non sa cos'è». Tra compagni e con un insegnante che ascolta, le parole escono più facilmente.
È da questa osservazione che nasce il nostro interesse per Roblox, la piattaforma più usata da bambini e adolescenti, e per il modo in cui scuola e famiglia possono guardarla insieme. Il merito dell'intuizione è dell'Associazione protezione diritti e libertà privacy APS di Rimini, che da anni porta nelle scuole il progetto gratuito «Ambasciatori di privacy e sicurezza informatica – RPD dello studente» e che l'8 ottobre 2026 ha pubblicato un «Kit genitore digitale» in cui Roblox compare tra i nomi «familiari per tanti ragazzi» da conoscere meglio. Questo articolo prova a fare la stessa cosa dal punto di vista di chi sta in cattedra: capire che cos'è Roblox, quali rischi documentati comporta, che cosa dovrebbe valutare un genitore prima di concederlo e come un docente può aiutare famiglie e alunni a leggere dinamiche che, da fuori, sembrano «solo un gioco».
Che cos'è Roblox, davvero
Roblox non è un videogioco: è una piattaforma di «esperienze» create dagli utenti. Chiunque, con lo strumento gratuito Roblox Studio, può costruire un mondo, un minigioco, una chat room, una simulazione, e pubblicarla per tutti gli altri. Si gioca da telefono, tablet, computer e console, con un avatar personalizzabile e una lista di amici con cui chattare per iscritto e, in alcune esperienze, a voce. Nell'estate 2025 un atto giudiziario americano contava oltre 6,4 milioni di esperienze disponibili. Per capire la scala: secondo i dati comunicati da Roblox Corporation alla SEC il 30 luglio 2026, nel secondo trimestre 2026 la piattaforma ha avuto 123 milioni di utenti attivi al giorno e, tra gli utenti con età verificata, il 35 per cento aveva meno di 13 anni e il 38 per cento tra 13 e 17. Per l'Unione europea Roblox ha dichiarato 46,6 milioni di utenti al mese, cifra che il 31 agosto 2026 ha portato la Commissione a designarla «piattaforma online di grandi dimensioni» ai sensi del Digital Services Act. Dati per l'Italia non esistono.
Dentro la piattaforma circola una valuta, i Robux, che si compra con denaro vero e serve ad acquistare oggetti per l'avatar, vantaggi nei giochi e accessi speciali. Esistono abbonamenti mensili: sull'App Store italiano, al 9 ottobre 2026, Premium costa 5,99, 9,99 o 22,99 euro al mese, e dal 30 aprile 2026 i nuovi iscritti trovano il più economico «Roblox Plus». I Termini d'uso non fissano un'età minima assoluta: sotto i 13 anni serve il consenso di un genitore, che risponde degli acquisti del figlio. La classificazione europea PEGI non assegna più un'età ma l'etichetta «Parental Guidance Recommended», proprio perché i contenuti sono troppo eterogenei per un unico bollino.
Che cosa è cambiato nel 2026: età verificata, fasce e «amici fidati»
Sotto la pressione di cause e autorità, Roblox ha riscritto le proprie regole di sicurezza tra la fine del 2025 e la primavera del 2026. Sono cambiamenti che un genitore e un insegnante devono conoscere, perché rendono le impostazioni di oggi diverse da quelle che i ragazzi raccontano di «un anno fa».
- Verifica dell'età per chattare. Dal gennaio 2026, in tutto il mondo, per usare la chat bisogna sottoporsi a una stima dell'età tramite un breve video del volto, gestita dal fornitore Persona, oppure caricare un documento. Roblox dichiara che le immagini vengono cancellate subito dopo l'elaborazione. L'utente viene assegnato a una di sei fasce (sotto i 9 anni, 9-12, 13-15, 16-17, 18-20, oltre 21) e per impostazione predefinita può chattare solo con la propria fascia e con quelle adiacenti. Sotto i 9 anni la chat resta spenta finché un genitore non la attiva.
- Amici fidati. Dal 2 aprile 2026 la funzione «Trusted Friends» consente chat meno filtrate tra persone che si conoscono davvero: ci si aggiunge inquadrando un codice QR dal vivo o abbinando i contatti del telefono. I genitori collegati all'account diventano automaticamente amici fidati del figlio; un minore di 13 anni può essere aggiunto solo con il consenso del genitore.
- Account per bambini. Dal giugno 2026 esistono «Roblox Kids» (5-8 anni), con comunicazione disattivata di default e accesso solo alle esperienze con contenuti minimi o lievi, e «Roblox Select» (9-15 anni), fino al livello «moderato». Chi non verifica l'età ha accesso limitato e nessuna comunicazione.
- Etichette di maturità e controlli parentali. Le esperienze sono classificate in quattro livelli (minimo, lieve, moderato, ristretto, quest'ultimo solo per maggiori di 17 anni verificati). Dal proprio account un genitore può fissare un limite di tempo giornaliero, un tetto di spesa mensile con notifiche, un PIN sulle impostazioni, il livello massimo di contenuti, chi può chattare col figlio, e vedere le venti esperienze più frequentate.
Sono misure reali, e nel suo bilancio della sicurezza dell'ottobre 2025 Roblox parlava di oltre cento iniziative introdotte dall'inizio di quell'anno. Vanno però lette per quello che sono: filtri che riducono i rischi, non li eliminano. La stima facciale può sbagliare di un anno o due, i ragazzi si scambiano consigli per aggirarla, e i controlli valgono solo se un genitore ha collegato il proprio account e li ha impostati.
I rischi documentati
Qui serve precisione, perché su Roblox circolano allarmi esagerati e rassicurazioni altrettanto infondate. Ci limitiamo a ciò che risulta da atti pubblici, autorità e cronaca verificata, consultati il 9 ottobre 2026.
- Contatti con adulti e adescamento. Tra l'agosto e il novembre 2025 i procuratori generali di Louisiana, Kentucky e Texas hanno citato in giudizio Roblox Corporation, e la Florida ha emesso mandati penali, accusando la piattaforma di non proteggere i minori da predatori sessuali. Nell'aprile 2026 tre Stati hanno chiuso accordi: Nevada (oltre 12 milioni di dollari), West Virginia (11,08 milioni) e Alabama (12,2 milioni), con impegni come la verifica dell'età per tutti e il divieto, per gli adulti, di contattare minori di 16 anni che non siano amici fidati. Il procuratore dell'Alabama ha riassunto la posta in gioco con una frase che vale anche per la scuola: «parents need a partner, not a black box». Nell'agosto 2026 una sottocommissione del Senato americano ha aperto un'indagine citando le 65.381 segnalazioni di sospetto abuso inviate da Roblox al centro nazionale per i minori scomparsi e sfruttati nel 2025. In Australia, l'autorità eSafety ha ottenuto nell'agosto 2026 un impegno esecutivo in tribunale con il primo audit indipendente delle misure di sicurezza. Roblox ha sempre respinto le accuse come «sensazionalistiche».
- Un caso italiano. A Viterbo una tredicenne è stata adescata su Roblox da quattro adulti che si fingevano coetanei e poi ricattata per ottenere foto e video. La madre si è rivolta ai Carabinieri; gli arresti sono del dicembre 2024 e l'11 marzo 2026 il tribunale di Roma ha condannato i quattro a pene per complessivi trent'anni. Non è una statistica, è un precedente: la dinamica è partita dalla chat di gioco ed è proseguita su altre app.
- Contenuti inadeguati. Esistono esperienze create dagli utenti con contenuti sessuali o violenti, i cosiddetti «condo games», che Roblox rimuove a ondate e che riappaiono con nomi diversi. La causa della Louisiana cita per nome esperienze dedicate a Epstein e a Diddy. Dal settembre 2025 Roblox ha reso ingiocabili oltre cento milioni di esperienze prive di classificazione.
- Truffe e furto dell'account. Non esistono generatori di «Robux gratis»: chi li promette vuole le credenziali. Nel settembre 2026 una ricerca di NordVPN ha trovato in una sola settimana circa duecento indirizzi che vendono kit di phishing a tema Roblox, e Roblox risulta tra le marche più imitate nel primo semestre 2026. Le pagine false chiedono anche il codice di verifica a due fattori. Un account rubato significa oggetti e Robux persi, e Roblox non ne garantisce il recupero.
- Soldi. Gli acquisti sono pensati per essere facili. L'autorità olandese per i consumatori, che dal 30 gennaio 2026 indaga Roblox ai sensi del DSA, include tra i punti da verificare le «tecniche ingannevoli per stimolare gli acquisti». Le cronache estere raccontano di bambini di dieci anni che hanno speso migliaia di euro in pochi giorni.
- Tempo. Secondo Roblox stessa, nel 2025 l'utente medio ha trascorso sulla piattaforma 2,8 ore al giorno.
Il contesto italiano: ragazzi online, adulti che sottostimano
I numeri nazionali spiegano perché il tema riguarda la scuola e non solo la famiglia. Secondo l'ISTAT (dati 2023, pubblicati nel giugno 2025) il 68,5 per cento degli 11-19enni ha subito almeno un comportamento offensivo o violento nei dodici mesi precedenti, e circa un terzo almeno un episodio online. L'indagine europea EU Kids Online 2026 colloca l'Italia all'ultimo posto per sicurezza percepita: solo il 19 per cento dei minori tra 10 e 16 anni si sente al sicuro in rete, contro una media europea del 48. L'Atlante dell'infanzia di Save the Children del novembre 2025 aggiunge un dato che dovrebbe far riflettere ogni adulto: il 41,8 per cento dei 15-19enni ha chiesto aiuto a un'intelligenza artificiale quando si sentiva triste o solo, e uno su cinque trova più soddisfacente parlare con un chatbot che con genitori, amici o insegnanti. Nel 2025 la Polizia Postale ha trattato 434 casi di adescamento online e 365 di cyberbullismo con minori coinvolti. E chi studia il fenomeno, come la sociologa Giovanna Mascheroni, referente italiana di EU Kids Online, osserva che i genitori «sottostimano sistematicamente» il tempo online e i malesseri dei figli.
In questo quadro il docente ha una posizione unica. Vede i ragazzi ogni giorno, in gruppo, in un contesto dove le dinamiche sociali emergono da sole; non è il genitore che può togliere il telefono; è, per molti alunni, l'adulto più «neutro» a cui raccontare qualcosa. Il «Dossier ascolto» dell'associazione Meter, del marzo 2026, riporta che il 72 per cento degli studenti intervistati dichiara di trovare ascolto negli insegnanti. Non è un dato sulla vita online in particolare, ma dice qualcosa sulla fiducia disponibile.
Che cosa valutare come genitori prima di dire sì
Non spetta alla scuola decidere se un bambino può usare Roblox. Spetta però alla scuola, in un rapporto corretto con le famiglie, aiutarle a decidere con cognizione di causa. Queste sono le domande che un genitore dovrebbe porsi, e che un docente può proporre in un incontro di classe o nel colloquio individuale.
- Chi gestisce l'account? L'account va creato con la data di nascita vera e collegato a un account del genitore, che deve a sua volta verificare la propria età. Senza questo collegamento i controlli parentali non esistono. Per i più piccoli la scelta naturale è un account «Kids».
- Con chi può parlare? Verificare che la chat sia nella configurazione prevista per la fascia d'età, decidere se abilitarla per i minori di 9 anni, bloccare la chat vocale finché non si è pronti, e usare gli «amici fidati» solo per persone conosciute dal vivo. La regola di casa, da ripetere, è una: chi ti chiede di spostarvi su un'altra app, di tenere un segreto o di mandare una foto non è un amico.
- Quanto può spendere? Impostare il tetto mensile di spesa e le notifiche, non salvare la carta sul dispositivo, decidere insieme se e quanti Robux comprare. Spiegare che «Robux gratis» non esiste.
- Che cosa può vedere? Fissare il livello massimo di maturità dei contenuti, guardare ogni tanto le esperienze più giocate dal figlio, e provarne qualcuna insieme: è il modo più semplice per capire di che cosa parla.
- Quanto tempo? Usare il limite giornaliero della piattaforma, ma soprattutto concordarlo. Il limite tecnico funziona se è una regola condivisa, non una sorpresa.
- L'account è protetto? Password lunga e diversa da tutte le altre, verifica in due passaggi attiva, e un patto esplicito: il codice di verifica non si dà a nessuno, nemmeno a chi «lavora per Roblox».
- Se succede qualcosa, a chi lo dice? È la domanda più importante. Un bambino che sa di non essere punito per aver raccontato un contatto strano lo racconta. Vale per i genitori e vale per gli insegnanti.
Come possono aiutare gli insegnanti
La scuola italiana ha già gli strumenti, anche normativi, per occuparsene; spesso manca solo la consapevolezza che Roblox e le piattaforme simili rientrano nel perimetro.
- Ascoltare e riconoscere i segnali. Un alunno che parla di «amici» mai visti, che cita regali di Robux ricevuti da qualcuno, che cambia umore dopo le vacanze passate a giocare, che conosce esperienze «vietate», sta dicendo qualcosa. Non serve conoscere il gioco per fare una domanda in più. Serve non liquidare la cosa come «sono solo videogiochi».
- Usare l'educazione civica. Le linee guida del 7 settembre 2024 per l'insegnamento dell'educazione civica prevedono il nucleo «cittadinanza digitale» nelle 33 ore annuali: identità online, dati personali, comportamento in rete, riconoscimento di truffe e manipolazioni. Roblox è un caso di studio concreto che i ragazzi conoscono meglio dei docenti: farselo spiegare da loro, e poi ragionare insieme su chat, acquisti e sconosciuti, è una lezione che resta.
- Attivare le figure previste. Dal 2021 ogni istituto ha un referente per il bullismo e il cyberbullismo e un Team antibullismo; la legge 71/2017, estesa al bullismo dalla legge 70/2024, obbliga il dirigente ad attivarsi quando viene a conoscenza di episodi e prevede un codice interno. Un ricatto nato in una chat di gioco è cyberbullismo o, nei casi gravi, un reato: la scuola lo segnala e accompagna la famiglia verso la Polizia Postale, non lo gestisce da sola.
- Portare il tema nel patto di corresponsabilità. Il patto educativo che genitori e studenti firmano all'iscrizione può includere impegni espliciti sulla vita digitale: regole condivise sui dispositivi, un canale per segnalare, la disponibilità della scuola a incontri informativi. Non è un documento formale se lo si usa.
- Organizzare un incontro con le famiglie. Un'ora, con un genitore che mostra dal proprio telefono come si collega l'account del figlio e si impostano i controlli, vale più di una circolare. Il progetto «Una vita da social» della Polizia Postale e il Safer Internet Centre «Generazioni Connesse» offrono materiali e, in molte città, incontri gratuiti; l'Associazione protezione diritti e libertà privacy APS, che siede nell'Advisory Board di Generazioni Connesse, porta nelle scuole gli «Ambasciatori di privacy», studenti formati a spiegare ai compagni le regole sulla protezione dei dati e a segnalare criticità al dirigente.
- Proteggere i dati, anche a scuola. Se la scuola decide di usare Roblox o esperienze simili in un laboratorio, deve ricordare che in Italia un minore può prestare da solo il consenso ai servizi digitali solo dai 14 anni, e che l'istituto, come titolare del trattamento, deve valutare quali dati la piattaforma raccoglie prima di farvi accedere gli alunni. Il vademecum del Garante «La scuola a prova di privacy» resta il riferimento.
Perché è anche una questione di cybersecurity
Le abitudini che un bambino prende su Roblox sono le abitudini digitali che si porterà dietro. La password riutilizzata, il codice di verifica dato al primo che lo chiede, il link cliccato per un premio, il «vieni su quest'altra app» accettato senza pensarci: sono esattamente i meccanismi con cui si attaccano gli adulti, le aziende e le stesse scuole. Un account Roblox compromesso oggi è un allenamento per un furto di identità domani. Per questo la Polizia Postale e le autorità europee parlano di «competenze» e non solo di «divieti»: un ragazzo che ha imparato a riconoscere il phishing in un gioco lo riconosce anche in una mail. Insegnare a non fidarsi di chi promette Robux gratis è educazione alla sicurezza informatica, e a scuola si può fare in modo sistematico, con un linguaggio che i ragazzi capiscono perché nasce da ciò che fanno ogni pomeriggio.
In sintesi
| Punto | Che cosa sapere |
|---|---|
| Che cos'è | Piattaforma di esperienze create dagli utenti, con chat, amici e valuta a pagamento (Robux); 123 milioni di utenti al giorno nel 2026 |
| Età | Nessun divieto sotto i 13 anni ma consenso del genitore; dal 2026 età verificata per chattare, sei fasce, account Kids e Select |
| Rischi documentati | Contatti con adulti e adescamento (cause e accordi negli USA, caso di Viterbo), contenuti inadeguati, truffe «Robux gratis», acquisti, tempo |
| Prima di dire sì | Account collegato al genitore, chat per fascia e amici fidati, tetto di spesa, livello dei contenuti, limite di tempo, password e verifica in due passaggi |
| Il ruolo della scuola | Ascolto, educazione civica digitale (D.M. 183/2024), referente e Team antibullismo (legge 71/2017 e 70/2024), patto di corresponsabilità, incontri con le famiglie |
| Con chi | Polizia Postale, Generazioni Connesse, Associazione protezione diritti e libertà privacy APS (Ambasciatori di privacy, Kit genitore digitale) |
Il Reel dell'associazione da cui siamo partiti finisce con una domanda: potrebbe non essere «solo un gioco». La risposta onesta è che Roblox è un gioco, ed è anche una piazza, un negozio e una chat aperta sul mondo. I bambini ci stanno comunque. La differenza la fanno gli adulti che decidono di guardarci dentro insieme a loro: a casa, con i controlli impostati e le regole concordate; a scuola, con un orecchio pronto a cogliere ciò che a casa non si dice.
Fonti consultate il 9 ottobre 2026. Le impostazioni e le funzioni di Roblox cambiano spesso: prima di applicare una procedura, verificatela nel centro assistenza ufficiale.
FAQs
Roblox, scuola e famiglia: perché gli insegnanti sentono prima ciò che accade online
Dipende dall'età e dalle impostazioni. I Termini d'uso non vietano l'accesso sotto i 13 anni ma richiedono il consenso di un genitore. Dal 2026 esistono account «Kids» per i 5-8 anni, con comunicazione spenta e solo contenuti minimi o lievi, e account «Select» per i 9-15. Senza un account del genitore collegato, però, i controlli non sono attivi.
Dal gennaio 2026 la chat richiede una verifica dell'età e, per impostazione predefinita, consente di parlare solo con la propria fascia d'età e con quelle adiacenti. Sotto i 9 anni la chat è spenta finché un genitore non la attiva. Gli «amici fidati», che permettono chat meno filtrate, si aggiungono solo con un codice QR dal vivo o dai contatti del telefono, e per i minori di 13 anni serve il consenso del genitore.
Contatti con adulti e adescamento (negli Stati Uniti diverse cause e, nell'aprile 2026, accordi con Nevada, West Virginia e Alabama; in Italia il caso di Viterbo, con condanne nel marzo 2026), esperienze con contenuti inadeguati, truffe che promettono «Robux gratis» per rubare l'account, acquisti facili e tempo di gioco elevato.
Creare l'account con la data di nascita vera e collegarlo al proprio account verificato; fissare chi può chattare, il tetto di spesa mensile, il livello massimo dei contenuti e il limite di tempo; attivare la verifica in due passaggi con una password lunga e diversa dalle altre. E stabilire che il codice di verifica non si dà a nessuno.
Ascoltare e cogliere i segnali (amici mai visti, regali di Robux, esperienze «vietate»), usare il nucleo di cittadinanza digitale dell'educazione civica, coinvolgere il referente e il Team antibullismo dell'istituto quando emergono episodi, proporre il tema nel patto di corresponsabilità e organizzare incontri con le famiglie, anche con Polizia Postale, Generazioni Connesse o associazioni specializzate.
Può esserlo, e nei casi gravi è un reato. La legge 71/2017, estesa dalla legge 70/2024, obbliga il dirigente scolastico ad attivarsi quando viene a conoscenza di episodi; la scuola segnala e accompagna la famiglia verso la Polizia Postale, non gestisce il caso da sola.
No. Roblox lo dichiara espressamente: chi promette generatori di Robux gratuiti vuole le credenziali dell'account o il codice di verifica. Nel 2026 Roblox risulta tra le marche più imitate nelle campagne di phishing.