Le dichiarazioni di Valditara e le critiche di Loiero
Recentemente, il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha accusato lo spontaneismo espressivo di Tullio De Mauro di aver indebolito l’apprendimento della grammatica e della sintassi nelle scuole italiane. Secondo Valditara, questa tendenza, che si sarebbe diffusa a partire dagli anni ’70, avrebbe compromesso la capacità degli studenti di padroneggiare gli aspetti strutturali della lingua.
Tuttavia, la posizione di Loiero, figura di spicco nel campo dell’educazione linguistica e stretta collaboratrice di De Mauro, è nettamente contraria. Silvana Loiero afferma che queste affermazioni sono una distorsione della reale posizione del linguista. Anzi, sottolinea come De Mauro abbia sempre sostenuto un approccio bilanciato tra teoria e pratica, mai abbandonando il ruolo essenziale della grammatica.
Le fondamenta scientifiche delle teorie di De Mauro
Per chiarire il fraintendimento, Loiero evidenzia che, analizzando i testi di De Mauro, appare chiaro che l’approccio del linguista non consente di interpretare il suo pensiero come favorevole a una disfatta della grammatica in aula. La sua teoria si basa sulla distinzione tra due livelli di grammatica:
- Grammatica implicita o vissuta: quella che si manifesta spontaneamente nell’uso quotidiano del linguaggio, senza un’analisi conscia.
- Grammatica riflessa o esplicita: lo studio metodico delle strutture linguistiche attraverso regole e descrizioni.
Perché questa distinzione è importante?
De Mauro riteneva che l’insegnamento efficace dovesse partire dall’osservazione dell’uso reale, integrando l’apprendimento con attività di lettura e scrittura autentiche. La grammatica, quindi, serviva come supporto allo sviluppo delle competenze comunicative, e non come un insieme di definizioni astratte da imparare a memoria.
Le implicazioni pedagogiche
In tema di approccio didattico, De Mauro sosteneva che:
- Per la scuola primaria: poche nozioni fondamentali, pratiche e con un’introduzione graduale ai termini legati all’esperienza quotidiana.
- Per la scuola secondaria di primo grado: consolidamento di basi solide, senza anticipazioni premature.
- Per la scuola secondaria di secondo grado: una grammatica più strutturata, capace di sviluppare capacità logiche e semiotiche.
Le tesi sull’educazione linguistica e la loro interpretazione
Le Dieci Tesi sulla educazione linguistica democratica, redatte dagli anni ’70, rafforzano l’importanza di un insegnamento grammaticale che integri riflessione metalinguistica e vitalità della lingua. De Mauro stessa ribadiva la necessità di coniugare grammatica scientificamente fondata con l'evoluzione naturale della lingua, senza rinunciare alla praticità e all’uso reale.
In relazione alle Indicazioni Nazionali 2025, Loiero critica il rischio di ripetere errori interpretativi, proponendo un percorso di insegnamento che favorisca un atteggiamento critico e funzionale verso la grammatica, senza ridurla a un insieme di regole astratte.
Sulla relazione tra grammatica, uso e riflessione, De Mauro sosteneva che la conoscenza linguistica debba nascere dall’osservazione degli usi quotidiani, favorendo un apprendimento critico e naturale. La sua visione si basa sul principio che le regole devono essere strettamente collegate ai testi e alla comprensione, per sviluppare una competenza linguistica autentica e durevole.
Una citazione memorabile di De Mauro (1998)
Per chiudere, ricordiamo una delle sue affermazioni più significative:
«Evviva sempre la grammatica implicita o vissuta; evviva, come chiedevano le Dieci Tesi, un curriculum grammaticale alleggerito rispetto a quello tradizionale, e creato ex novo nella scuola media superiore».
FAQs
Le controversie sul ruolo della grammatica secondo Valditara e la posizione di De Mauro
Domande frequenti su Valditara, De Mauro e il dibattito sulla grammatica
Valditara sostiene che lo spontaneo espressivo di De Mauro avrebbe indebolito l’insegnamento della grammatica e della sintassi, attribuendo a questa tendenza un ruolo negativo nel processo educativo.
Loiero, collaboratrice di De Mauro, ribatte che quest’ultima affermazione è una distorsione della reale posizione del linguista e sottolinea come De Mauro abbia sempre sostenuto un equilibrio tra teoria e pratica, senza abbandonare la grammatica.
De Mauro adottava un metodo che distingue tra grammatica implicita, spontanea nell’uso quotidiano, e grammatica esplicita, analitica e normativa. Questa distinzione sottolinea come l’insegnamento debba partire dall’uso reale per favorire competenze autentiche.
Questa distinzione permette di sviluppare un insegnamento più efficace, integrando l’uso naturale con lo studio metodico, e di promuovere una comprensione più profonda e naturale della lingua.
De Mauro sosteneva un approccio graduale e pratico, con attenzione alla comunicazione reale e all’uso quotidiano della lingua, evitando un insegnamento troppo astratto e teorico.
Le Tesi evidenziano l'importanza di un insegnamento che integre riflessione metalinguistica e vitalità della lingua, con un equilibrio tra teoria scientifica e praticità, sostenendo un approccio democratico e naturale all’apprendimento linguistico.
Loiero critica il rischio di fraintendimento e propone un percorso di insegnamento che favorisca il pensiero critico e l’uso funzionale della grammatica, evitando di ridurla a semplici regole astratte.
De Mauro affermava che la conoscenza linguistica deve derivare dall’osservazione degli usi quotidiani, collegando strettamente le regole grammaticali alla comprensione reale e alla comunicazione autentica.
«Evviva sempre la grammatica implicita o vissuta; evviva, come chiedevano le Dieci Tesi, un curriculum grammaticale alleggerito rispetto a quello tradizionale, e creato ex novo nella scuola media superiore».