La gestione dei viaggi di istruzione rappresenta oggi una delle sfide più complesse per il sistema scolastico italiano, oscillando tra la necessità di garantire esperienze formative di alto valore e le difficoltà operative legate alla reperibilità del personale. Nonostante la normativa vigente cerchi di disciplinare l'attività dei docenti accompagnatori attraverso il principio di rotazione, la realtà scolastica evidenzia spesso un divario significativo tra le prescrizioni ministeriali e la disponibilità effettiva dei lavoratori della scuola.
Il problema centrale risiede nel fatto che l'accompagnamento non costituisce un obbligo di servizio per il corpo docente, ma rimane un incarico conferito dal dirigente scolastico sulla base della disponibilità volontaria. Questa dinamica crea un paradosso gestionale: mentre le scuole sono tenute a garantire l'avvicendamento dei docenti per evitare sovraccarichi, la mancanza di una retribuzione specifica per l'attività di vigilanza e la responsabilità civile e penale connessa rendono molti insegnanti restii a dichiarare la propria disponibilità. Di conseguenza, si osserva una persistenza di docenti "seriali" che accettano incarichi multipli per scelta o necessità, mentre le classi terminali faticano a trovare personale sufficiente per coprire le mete programmate.
Il quadro normativo: dalla Circolare del 1992 alle nuove soglie di affidamento
Per comprendere appieno la situazione attuale, è necessario fare riferimento alla Circolare Ministeriale del 14 ottobre 1992, n. 291. Questo atto normativo ha stabilito il principio cardine secondo cui deve essere assicurato, di norma, l'avvicendamento dei docenti accompagnatori, con l'obiettivo di escludere che lo stesso docente partecipi a più di un viaggio nello stesso anno scolastico, fatta eccezione per le semplici visite guidate. Tale disposizione nasce con l'intento di tutelare il benessere del personale e garantire una distribuzione equa degli impegni extra-curricolari, ma la sua applicazione pratica si scontra con la natura non coercitiva dell'incarico.
Parallelamente, il sistema degli affidamenti è stato profondamente riformato dall'entrata in vigore del nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.lgs. 36/2023), integrato dal D.lgs. 209/2024. Queste norme introducono regole rigorose sulla progettazione e sull'affidamento dei servizi, definendo soglie di rilevanza che le istituzioni scolastiche devono rispettare scrupolosamente. La recente Nota Ministeriale del 24 settembre 2025 (prot. 7254) ha fornito le indicazioni operative necessarie per l'anno scolastico 2025/2026, distinguendo chiaramente tra affidamenti diretti e procedure negoziate per evitare frazionamenti artificiosi dei lotti, specialmente per i corsi di lingua e i viaggi culturali.
Le soglie di affidamento e la qualificazione delle stazioni appaltanti
Uno degli aspetti più tecnici e rilevanti per i dirigenti scolastici riguarda l'obbligo di qualificazione. A partire dal 1° luglio 2023, le stazioni appaltanti devono essere qualificate per la progettazione e l'affidamento degli appalti se l'importo supera determinate soglie. Nello specifico, per i servizi e le forniture, la soglia è fissata a 140.000 euro. Dal 1° gennaio 2025, tale obbligo è stato esteso anche alla fase di esecuzione dei contratti pubblici.
Le istituzioni scolastiche, spesso inquadrate come amministrazioni sub-centrali, possono procedere con l'affidamento diretto per importi inferiori alla soglia dei 140.000 euro, anche senza consultare più operatori, purché siano scelti soggetti con documentata esperienza. Tuttavia, la buona prassi suggerisce di acquisire più preventivi per garantire trasparenza e concorrenza. Per importi superiori, le scuole che non hanno conseguito una qualificazione superiore possono utilizzare gli strumenti telematici delle centrali di committenza qualificate per procedere a procedure negoziate senza bando, assicurando così la piena aderenza alla normativa vigente.
È importante sottolineare che la Circolare MIM del 7 novembre 2025 (prot. 0008524) ha fornito ulteriori chiarimenti operativi proprio per uniformare i comportamenti delle scuole in merito alla suddivisione dei lotti e alle procedure di affidamento, cercando di rendere più fluido il passaggio tra la programmazione didattica e l'esecuzione amministrativa del viaggio.
| Elemento Normativo / Operativo | Dettaglio e Scadenza |
|---|---|
| Circolare Ministeriale n. 291 (14/10/1992) | Stabilisce il principio di rotazione dei docenti accompagnatori. |
| D.lgs. 36/2023 e D.lgs. 209/2024 | Nuovo Codice dei Contratti Pubblici: regole su soglie e qualificazione. |
| Nota Ministeriale prot. 7254 (24/09/2025) | Indicazioni operative per l'anno scolastico 2025/2026. |
| Soglia Affidamento Diretto | Inferiore a 140.000 euro per servizi e forniture. |
| Circolare MIM prot. 0008524 (07/11/2025) | Chiarimenti sulle procedure di affidamento e suddivisione lotti. |
Impatto sulla scuola e sui docenti: cosa cambia in concreto
Per il personale docente, la situazione attuale richiede una maggiore consapevolezza sui propri diritti e doveri. Sebbene non esista un obbligo di servizio, la partecipazione ai viaggi di istruzione deve essere sempre finalizzata a obiettivi didattici chiari. I docenti che decidono di collaborare devono essere consapevoli che la responsabilità di vigilanza è un elemento critico che spesso scoraggia la disponibilità. È fondamentale che le scuole promuovano una cultura della collaborazione che non si basi solo sul volontariato "di emergenza", ma su una pianificazione che tenga conto del carico di lavoro reale.
Per i dirigenti scolastici, la sfida si sposta sul piano della conformità amministrativa. È necessario monitorare attentamente le soglie di spesa per evitare irregolarità negli affidamenti. In particolare, per i viaggi che superano i 140.000 euro, la scuola deve necessariamente interfacciarsi con le centrali di committenza o avviare procedure negoziate, evitando qualsiasi tipo di frazionamento artificioso dei contratti che potrebbe essere interpretato come una violazione delle norme sulla concorrenza.
Per le famiglie, l'impatto principale riguarda la gestione dei costi e la qualità dell'offerta formativa. Con l'aumento dell'inflazione, i prezzi dei pacchetti turistici scolastici sono cresciuti sensibilmente, oscillando tra diverse fasce di prezzo a seconda della destinazione e della durata. È importante che le famiglie siano informate tempestivamente sulle voci di costo non incluse (come pasti extra o ingressi a musei) e sulla reale finalità didattica del viaggio, che deve essere distinta da una semplice vacanza studio.
Azioni operative per le istituzioni scolastiche
Le scuole devono procedere immediatamente alla ricognizione dei fabbisogni per l'anno scolastico in corso e futuro. Questo processo deve includere:
- Verifica della disponibilità dei docenti attraverso una mappatura preventiva delle competenze e delle preferenze.
- Consultazione delle centrali di committenza qualificate per gli affidamenti che superano la soglia dei 140.000 euro.
- Redazione di una programmazione didattica coerente, come richiesto dalla Circolare del 1992, per garantire che il viaggio sia un'attività integrativa e non un'occasione di evasione.
- Monitoraggio costante dei costi aggiuntivi per evitare sorprese alle famiglie e garantire la trasparenza degli affidamenti.
In sintesi, la corretta gestione dei viaggi di istruzione richiede un equilibrio delicato tra il rispetto delle norme sui contratti pubblici, la tutela del personale docente e il mantenimento degli obiettivi educativi. La mancanza di una retribuzione per l'accompagnamento rimane un nodo critico che, se non affrontato con una migliore organizzazione interna, continuerà a rendere difficile l'applicazione del principio di rotazione, mettendo a rischio la qualità delle esperienze formative degli studenti.
Per approfondire le norme vigenti, è possibile consultare il registro ufficiale della nota ministeriale sui viaggi di istruzione o fare riferimento alla Circolare Ministeriale n. 291 del 1992 per i principi di rotazione.
FAQs
Viaggi di istruzione: le criticità del criterio di rotazione e le nuove regole sugli affidamenti
La difficoltà deriva dal fatto che l'incarico di accompagnatore non è un obbligo di servizio, ma si basa sulla disponibilità volontaria dei docenti. Molti insegnanti preferiscono non aderire a causa della responsabilità di vigilanza e della mancanza di una retribuzione specifica per l'attività svolta.
Secondo la Nota Ministeriale 7254/2025, le scuole devono seguire le soglie del nuovo Codice dei Contratti Pubblici: l'affidamento diretto è consentito per importi inferiori a 140.000 euro, mentre per cifre superiori sono necessarie procedure negoziate o gare. È inoltre vietato il frazionamento artificioso dei lotti tra viaggi culturali e corsi di lingua.
I dirigenti scolastici devono procedere alla ricognizione dei fabbisogni e selezionare le centrali di committenza qualificate per gli affidamenti sopra soglia. Data la carenza di volontari, la scuola deve gestire la pianificazione con attenzione per garantire il personale sufficiente richiesto dalle norme di sicurezza.
Le famiglie devono affrontare costi significativi, che possono variare tra i 600 e i 2.000 euro a studente a causa dell'inflazione. È fondamentale monitorare i costi aggiuntivi, come visite a musei o pasti extra, che spesso non sono inclusi nei pacchetti base offerti dalle agenzie.