Aula vuota con banchi e sedie, simbolo di un ambiente scolastico che necessita di protocolli per la protezione dei minori

Abusi sui minori e scuola: la proposta del CNDDU per un protocollo nazionale e la formazione dei docenti

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Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) ha ufficialmente presentato al Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, una proposta strutturata per riformare radicalmente la gestione delle segnalazioni di abusi e maltrattamenti sui minori in ambito scolastico. L'iniziativa nasce dalla necessità di superare l'attuale gestione frammentata delle emergenze, che spesso lascia il personale scolastico in una posizione di vulnerabilità normativa e operativa.

L'obiettivo centrale del documento è trasformare la scuola in un presidio di protezione solido e coerente, senza però trasformarla in un organo di indagine giudiziaria. La proposta mira a colmare il gap tra il dovere di tutela degli alunni e la cronica mancanza di competenze specialistiche — come la psicologia forense o la pedagogia dell'ascolto — da parte dei dirigenti scolastici, che oggi si trovano spesso a dover gestire situazioni di estrema delicatezza senza gli strumenti tecnici adeguati.

Il quadro normativo e la necessità di una riforma strutturale

L'intervento del CNDDU si inserisce in un contesto di crescente urgenza sociale, supportato dai dati del Rapporto Istat 2025 sulla violenza contro le donne e i minori. Secondo tali rilevazioni, l'8,2% delle donne italiane (tra i 16 e i 75 anni) e il 3,4% delle cittadine straniere hanno subito violenze sessuali prima dei 16 anni; se si includono i maltrattamenti fisici, la quota sale rispettivamente al 15,3% e all'11,4%.

In questo scenario, la scuola rappresenta il canale di protezione più affidabile, specialmente considerando che oltre il 58% delle ragazze abusate non rivela mai quanto vissuto a causa della vicinanza dell'aggressore, spesso un familiare. Attualmente, la gestione delle prime dichiarazioni di un minore da parte del personale scolastico può compromettere la genuinità della testimonianza e l'utilizzabilità dei dati nei successivi procedimenti giudiziari.

Sebbene il D.Lgs. 165/2001 (art. 25) attribuisca al dirigente scolastico le funzioni di direzione e responsabilità della gestione unitaria dell'istituzione, e il D.P.R. 275/1999 riconosca l'autonomia scolastica come strumento di organizzazione, tali norme non possono tradursi in un'attribuzione implicita di funzioni istruttorie. La scuola deve intercettare e segnalare, ma non deve svolgere attività che appartengono esclusivamente all'ambito investigativo o processuale, nel rispetto del principio di buon andamento dell'amministrazione sancito dall'art. 97 della Costituzione.

Le tre direttrici della proposta del CNDDU

Per garantire un sistema di responsabilità chiaramente definito, il Coordinamento ha richiesto al Ministero l'adozione di tre pilastri fondamentali:

  • Istituzione di un Nucleo multidisciplinare permanente presso ogni Ufficio Scolastico Regionale (USR), composto da ispettori tecnici, psicologi dell'età evolutiva, pedagogisti, giuristi esperti di diritto minorile e professionisti qualificati nell'audizione protetta.
  • Protocollo nazionale condiviso tra il Ministero dell'Istruzione e del Merito, il Ministero della Giustizia, l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, la magistratura minorile e gli Ordini professionali.
  • Osservatorio nazionale presso il MIM per il monitoraggio costante dei dati, dell'efficacia delle procedure adottate e della qualità dei raccordi con i servizi sociali e le aziende sanitarie.

Il presidente del CNDDU, prof. Romano Pesavento, ha sottolineato come la scuola debba operare entro un sistema di responsabilità definito, evitando che il dirigente debba gestire da solo l'acquisizione delle prime dichiarazioni. La proposta mira a definire con precisione le competenze delle diverse amministrazioni coinvolte, assicurando che la tutela del minore non venga compromessa da procedure inadeguate.

Elemento della PropostaDettaglio Operativo
Nuclei di SupportoComposti da psicologi, pedagogisti e giuristi presso le USR.
Protocollo NazionaleStandardizzazione delle procedure tra scuola, Procure e servizi sociali.
Formazione DocentiCorsi strutturali sulla psicologia della testimonianza e limiti dell'azione amministrativa.
MonitoraggioCreazione di un Osservatorio nazionale per la raccolta dati e l'efficacia delle misure.

Cosa cambia concretamente per il personale scolastico e i dirigenti

Se la proposta verrà approvata e recepita dal Ministero, il cambiamento più significativo sarà la fine delle iniziative occasionali: la prevenzione degli abusi non sarà più un evento sporadico, ma una programmazione didattica continua e strutturale. Per i dirigenti scolastici, ciò significa una delimitazione netta dei ruoli: la scuola intercetta e segnala, ma non indaga. Il personale non dovrà più essere chiamato a svolgere compiti sanitari o giudiziari per i quali non è formato.

In concreto, i docenti e le figure di sistema riceveranno formazione specialistica obbligatoria e aggiornamenti strutturali sulla psicologia della testimonianza. Questo permetterà di gestire le prime dichiarazioni dei minori in modo da non comprometterne la genuinità, garantendo al contempo la protezione legale e professionale dei lavoratori scolastici. L'attivazione immediata di esperti qualificati per le situazioni di maggiore complessità eviterà che il dirigente debba gestire da solo l'acquisizione di elementi conoscitivi sensibili, riducendo il rischio di errori procedurali con gravi conseguenze legali.

Al momento, si resta in attesa di una risposta formale da parte del Ministero dell'Istruzione e del Merito alla proposta inviata il 06 luglio 2026. Non sono ancora stati comunicati dettagli sui costi o sulle modalità di finanziamento dei Nuclei multidisciplinari, né se sia già stato avviato l'iter per l'istituzione dell'Osservatorio nazionale.

L'obiettivo finale rimane la creazione di un quadro normativo uniforme che garantisca il buon andamento dell'amministrazione e il rispetto dei diritti fondamentali dei minori, trasformando la scuola in un luogo sicuro dove il silenzio degli abusati possa essere finalmente interrotto da una risposta istituzionale competente.

FAQs
Abusi sui minori e scuola: la proposta del CNDDU per un protocollo nazionale e la formazione dei docenti

Qual è l'obiettivo principale della proposta del CNDDU presentata al Ministro Valditara?+

L'iniziativa mira a riformare la gestione delle segnalazioni di abusi sui minori attraverso un protocollo nazionale strutturato e la creazione di nuclei multidisciplinari. L'obiettivo è trasformare la scuola in un presidio di protezione efficace, definendo chiaramente i ruoli per evitare che il personale scolastico svolga funzioni di indagine giudiziaria non di sua competenza.

Perché la scuola non deve assumere funzioni di indagine giudiziaria?+

La scuola deve limitarsi a intercettare e segnalare le situazioni di pericolo senza compiere attività istruttorie o processuali. Una gestione impropria delle prime dichiarazioni da parte di personale non specializzato potrebbe infatti compromettere la genuinità delle testimonianze e l'utilizzabilità dei dati nei procedimenti legali.

Quali sono i principali requisiti previsti per la formazione dei docenti e dei dirigenti?+

La proposta prevede una formazione specialistica obbligatoria sulla psicologia della testimonianza e sui limiti dell'azione amministrativa. I dirigenti dovranno acquisire competenze specifiche per gestire le situazioni di maggiore complessità, garantendo il supporto immediato di esperti qualificati come psicologi dell'età evolutiva e pedagogisti.

Cosa cambierebbe concretamente per il personale scolastico se la proposta venisse approvata?+

Il personale scolastico vedrebbe la fine delle iniziative occasionali a favore di una programmazione didattica continua sulla prevenzione. Verrebbero definiti ruoli chiari per evitare compiti sanitari o giudiziari impropri, garantendo al contempo l'accesso a un supporto esterno immediato per la gestione dei casi più critici.

Fonti consultate

Redazione Orizzonte Insegnanti
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