Il futuro del sostegno scolastico: per il 2026/27 i posti in deroga resteranno esclusi dalle immissioni in ruolo
Il sistema scolastico italiano si trova ad affrontare una sfida strutturale di portata storica nella gestione dell'inclusione. Per l'anno scolastico 2026/2027, è stato confermato che migliaia di posti di sostegno definiti "in deroga" (ovvero l'organico di fatto) saranno destinati esclusivamente a coprire assegnazioni provvisorie e supplenze annuali fino al 30 giugno 2027. Questa decisione normativa impedisce l'utilizzo di tali cattedre per le immissioni in ruolo, cristallizzando un modello di gestione che privilegia la copertura immediata del fabbisogno rispetto alla stabilità del personale.
La scelta del Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) riflette una realtà numerica allarmante: i posti di sostegno in deroga hanno ormai superato la soglia delle 125.000 unità. Se confrontati con i circa 130.000 posti totali previsti nell'organico di diritto, emerge un divario critico che costringe il sistema a ricorrere sistematicamente a contratti a termine per garantire il diritto allo studio degli alunni con disabilità. Nonostante la presenza di oltre 118.647 docenti specializzati negli ultimi due anni, il meccanismo della deroga non si traduce in una stabilizzazione del lavoro, ma in un ciclo continuo di rinnovi annuali.
Il paradosso normativo tra esigenze finanziarie e diritto all'inclusione
Il meccanismo delle deroghe nasce dalla necessità di coprire i bisogni certificati laddove l'organico stabile risulti insufficiente, come previsto dalle Leggi 449/1997 e 296/2006. Tuttavia, la gestione di queste cattedre è oggetto di continui contenziosi. Già nel 2017, una sentenza del Consiglio di Stato n. 2023 aveva ribadito la prevalenza delle esigenze degli alunni con disabilità rispetto ai vincoli finanziari delle istituzioni scolastiche. Nonostante questo orientamento, la lentezza nell'incremento dell'organico di diritto — che cresce molto più lentamente rispetto all'aumento delle certificazioni di disabilità, in crescita di circa 8.000 unità all'anno — spinge le scuole verso una precarietà strutturale.
Le recenti disposizioni, tra cui il Decreto Ministeriale n. 58 del 31 marzo 2026, estendono la disciplina del reclutamento per l'anno scolastico 2026/2027, ma mantengono la distinzione netta tra organico di diritto e di fatto. Per i docenti, ciò significa che i posti in deroga non alimentano le procedure di immissione in ruolo, ma vengono gestiti tramite procedure straordinarie destinate ai docenti inseriti nella prima fascia delle GPS per il sostegno. Questo scenario genera forti critiche sindacali, in particolare da parte dell'Anief, che denuncia un possibile abuso di contratti a termine e chiede la trasformazione delle cattedre storicamente assegnate alla stessa scuola in organico di diritto.
Regole operative e procedure per l'anno scolastico 2026/2027
Le scuole dovranno gestire un elevato turnover di personale su posti che, pur essendo essenziali, non garantiscono continuità didattica strutturale. Per la scuola primaria, la Circolare Ministeriale prot. AOODGPER 11814 del 06 maggio 2026 ha introdotto una specifica regola operativa: i posti residui dopo le operazioni di ruolo saranno integrati con ore di programmazione, ma con un limite massimo non superabile di 2 ore. Questa misura mira a dare una parziale risposta alla carenza di ore, pur restando confinata entro limiti molto stringenti.
Le procedure di reclutamento per i posti di sostegno vacanti e disponibili, che residuano dopo le immissioni in ruolo, seguiranno un iter telematico rigoroso. Gli aspiranti dovranno manifestare la volontà di partecipare attraverso la piattaforma POLIS, attestando il possesso dei requisiti tramite istanza nella provincia di iscrizione. È fondamentale sottolineare che la mancata presentazione dell'istanza entro le finestre temporali previste comporterà la rinuncia automatica alla partecipazione alla procedura.
| Evento / Dato | Dettaglio Normativo / Numerico |
|---|---|
| Posti di sostegno in deroga | Superano quota 125.000 (organico di fatto) |
| Docenti specializzati (ultimi 2 anni) | 118.647 unità (dato Anief) |
| Crescita certificazioni disabilità | Circa 8.000 unità all'anno |
| Limite ore programmazione (Primaria) | Massimo 2 ore (non superabili) |
| Finestra piattaforma POLIS | Dal 16 luglio (14:00) al 29 luglio 2026 (14:00) |
Cosa cambia concretamente per docenti e istituzioni scolastiche
Per i docenti specializzati, la novità principale risiede nella conferma che i posti in deroga non saranno utilizzati per le immissioni in ruolo, ma solo per le supplenze annuali. Ciò significa che la copertura di queste cattedre avverrà tramite le GPS (prima fascia) e i percorsi GaE, mantenendo il carattere temporaneo dell'incarico. Per chi lavora nella scuola, questo si traduce in una maggiore incertezza sulla continuità didattica, poiché il turnover dei docenti su questi posti rimarrà elevato.
Le scuole, dal canto loro, dovranno gestire una complessità amministrativa crescente per coordinare le supplenze su migliaia di posti che non appartengono all'organico stabile. Le segreterie scolastiche e i dirigenti dovranno prestare particolare attenzione alle scadenze della piattaforma POLIS, poiché la mancata presentazione dell'istanza entro il 29 luglio 2026 comporterà la perdita del diritto di partecipare alla procedura straordinaria. Per le famiglie, la situazione evidenzia la persistente difficoltà del sistema nel garantire figure stabili per l'inclusione, nonostante la disponibilità di un numero elevato di docenti formati.
In sintesi, la gestione dei posti in deroga per il 2026/2027 conferma un approccio emergenziale che, pur garantendo la presenza di un docente in aula, non risolve il problema della precarietà e della mancanza di stabilità strutturale nel sistema di sostegno italiano.
Per approfondire le istruzioni operative, è possibile consultare la Circolare Ministeriale n. 11814 del 06 maggio 2026 pubblicata sul sito del Ministero dell'Istruzione e del Merito.
FAQs
Il futuro del sostegno scolastico: per il 2026/27 i posti in deroga resteranno esclusi dalle immissioni in ruolo
I posti in deroga sono cattedre non presenti nell'organico di diritto, istituite annualmente per coprire il fabbisogno di inclusione non soddisfatto dalle assunzioni stabili. Per l'anno scolastico 2026/2027, oltre 125.000 di questi posti saranno destinati esclusivamente a supplenze annuali e assegnazioni provvisorie fino al 30 giugno 2027, escludendo la possibilità di immissioni in ruolo.
La procedura straordinaria riguarda i posti di sostegno vacanti e disponibili dopo le immissioni in ruolo, destinati ai docenti della prima fascia delle GPS. Gli aspiranti dovranno presentare le istanze di partecipazione tramite la piattaforma POLIS nel periodo compreso tra il 16 luglio (ore 14.00) e il 29 luglio 2026 (ore 14.00).
Sì, secondo la Circolare Ministeriale 11814 del 06.05.2026, per la scuola primaria i posti residui dopo le operazioni di ruolo possono essere integrati con ore di programmazione. Tale integrazione è consentita fino a un massimo di 2 ore, che non possono essere superate.
Per i docenti, la mancanza di trasformazione dei posti in deroga in organico di diritto significa che la copertura del fabbisogno avverrà tramite GPS e GaE, senza garantire stabilità lavorativa. Le scuole, invece, dovranno gestire un elevato turnover di personale precario per coprire le necessità di inclusione degli alunni con disabilità.