La provincia di Belluno ha ufficializzato una nuova linea di indirizzo strategica per la gestione dell'inclusione scolastica degli alunni con disabilità, attraverso una formale intesa per l'inclusione scolastica sottoscritta tra i principali attori del territorio. L'accordo mira a uniformare i criteri diagnostici e a coordinare i servizi tra i servizi per l'età evolutiva dell'ULSS 1 Dolomiti e la Provincia di Belluno, garantendo una maggiore coerenza nei percorsi educativi e sanitari.
L'iniziativa nasce dalla necessità di superare la frammentazione degli interventi, ponendo al centro del processo l'alunno e il suo progetto di vita complessivo. L'obiettivo dichiarato è quello di garantire il diritto all'istruzione e allo studio attraverso una sinergia operativa che coinvolga scuola, servizi sanitari, enti locali e famiglie, assicurando che ogni studente con bisogni educativi speciali possa accedere a un sistema di supporto coerente e adattato alle proprie potenzialità.
Il documento, che sostituisce l'accordo di programma scaduto nel 2019, si inserisce in un quadro normativo in forte evoluzione, tra cui il D.Lgs. 66/2017 e le recenti riforme sulla disabilità. L'intesa si presenta come uno strumento di programmazione coordinata, volto a definire processi, tempistiche e strumenti operativi uniformi su tutto il territorio provinciale, cercando di rispondere in modo efficace alle criticità che si presentano quotidianamente ai responsabili dei servizi e agli operatori scolastici.
Un modello di cooperazione tra ULSS 1 Dolomiti e Provincia di Belluno
Il cuore dell'accordo risiede nella collaborazione tra l'Ufficio IV dell'Ambito Territoriale di Belluno e la Direzione Generale dell'Azienda ULSS 1 Dolomiti. Questa alleanza istituzionale mira a creare una rete di prossimità capace di gestire la complessità delle certificazioni e degli interventi di sostegno. La linea di indirizzo condivisa è stata pensata specificamente per le diagnosi che, storicamente, hanno generato interpretazioni diverse o non omogenee tra i vari servizi sanitari e scolastici.
Secondo i documenti tecnici allegati, la diagnosi clinica viene espressa utilizzando i codici e le definizioni del ICD-10 dell'OMS, con l'eccezione di alcune categorie diagnostiche per le quali è più appropriata la terminologia del DSM-5 (APA). È fondamentale sottolineare che la presenza di una diagnosi clinica non comporta automaticamente la redazione di una certificazione ai fini scolastici; quest'ultima attiene esclusivamente all'integrazione scolastica e non ad altre tipologie di procedure, come già previsto dal ex DPCM 185 del 23/01/05.
Sebbene tale DPCM sia stato ufficialmente abrogato dal DL 66/17 e dalle successive modifiche del DL 96/19, il documento specifica che, fino a quando non entreranno realmente in funzione le nuove norme per la certificazione, esso rimane alla base delle procedure attualmente in uso. Questo passaggio evidenzia una fase di transizione normativa in cui la linea di indirizzo bellunese funge da bussola per garantire la continuità dei servizi agli studenti.
Criteri diagnostici e aggiornamento dei profili di funzionamento
L'intesa chiarisce i criteri per la certificazione del sostegno scolastico ai sensi degli articoli 12 e 13 della Legge 104/92. Un disturbo viene certificato quando comporta una compromissione significativa del funzionamento adattivo in ambito sociale e scolastico, nel pieno rispetto dell'autonomia e dell'indipendenza professionale del clinico. La documentazione rilasciata deve riflettere le capacità acquisite o perse dal minore, evitando interpretazioni generiche e focalizzandosi sui bisogni reali.
Per quanto riguarda i rinnovi delle certificazioni, il documento stabilisce che l'aggiornamento deve avvenire in tre scenari specifici:
- alla scadenza riportata sul certificato vigente;
- al passaggio di ciclo scolastico (es. dal primo alla secondaria);
- in caso di riscontri oggettivi di una rilevante modificazione del profilo di funzionamento del minore (aggravamento o miglioramento della condizione).
L'intesa si impegna inoltre a recepire le modifiche introdotte dal decreto-legge 27 dicembre 2024, n. 202, convertito con la legge 21 febbraio 2025, n. 15, e dal decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62. Questi atti, insieme alle linee guida per la redazione della certificazione in età evolutiva, mirano a integrare la classificazione internazionale delle malattie (ICD) con la classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute (ICF) dell'OMS.
Impatto operativo per scuole e famiglie: cosa cambia concretamente
Per i dirigenti scolastici e gli insegnanti, l'intesa introduce una maggiore prevedibilità degli strumenti operativi. La scuola si impegna nella progettazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI) e nella gestione del Gruppo di Lavoro Operativo (GLO), mentre l'ULSS 1 Dolomiti si occupa della valutazione della salute e dei sostegni necessari. Questo significa che le scuole potranno contare su una linea di indirizzo più chiara per la richiesta di certificazioni, riducendo le incertezze burocratiche legate a diagnosi ambigue.
Le famiglie, d'altra parte, troveranno un percorso più strutturato per l'individuazione dei bisogni speciali. L'intesa prevede che il profilo di funzionamento del minore possa essere aggiornato su richiesta della famiglia, garantendo che il percorso educativo sia sempre allineato con l'evoluzione reale del bambino. Un punto critico riguarda la continuità dei servizi: l'accordo mira a evitare che il passaggio da un ordine di scuola all'altro comporti interruzioni o ritardi nell'erogazione dei sostegni, grazie alla concertazione tra i servizi territoriali.
| Soggetto Coinvolto | Responsabilità Principale |
|---|---|
| Scuola (Dirigenti e Docenti) | Progettazione didattica, PEI, gestione GLO e organizzazione inclusiva. |
| Azienda ULSS 1 Dolomiti | Valutazione della salute, diagnosi clinica e definizione dei sostegni sanitari. |
| Enti Locali (Provincia e Comuni) | Servizi territoriali, opportunità sociali e politiche per le famiglie. |
| Famiglie e Associazioni | Partecipazione attiva al processo educativo e monitoraggio del progetto di vita. |
In termini numerici, la presentazione dell'intesa evidenzia una crescita significativa della presenza di alunni con disabilità nella provincia di Belluno. Rispetto all'anno scolastico 2016/2017, dove si contavano 275 alunni con disabilità su un totale di 24.503 (pari al 3,23%), i dati relativi all'anno scolastico 2025/2026 mostrano un aumento a 1.007 alunni su un totale di 20.370, portando la percentuale al 4,94%. Questo dato sottolinea l'urgenza di strumenti di inclusione efficaci e coordinati.
Nonostante l'intesa sia un passo avanti fondamentale, il dossier non specifica il numero esatto di alunni che beneficeranno direttamente dei nuovi criteri diagnostici nel breve periodo, né indica le tempistiche precise per l'entrata in funzione completa delle nuove norme sulla certificazione. Inoltre, non sono riportati i dettagli sulle scadenze esatte per l'aggiornamento dei certificati specificamente al passaggio di ciclo scolastico, sebbene il principio di aggiornamento sia chiaramente sancito.
FAQs
Belluno, intesa per inclusione scolastica disabilità
Il profilo di funzionamento del minore certificato ai fini dell'integrazione scolastica può essere aggiornato su richiesta della famiglia al passaggio da un ordine di scuola all'altro. L'aggiornamento deve tenere conto delle capacità perse o acquisite e delle eventuali modifiche della diagnosi.
Il decreto legislativo 62/2024, che ridefinisce l'intero sistema per l'inclusione, prevede che il profilo di funzionamento entri pienamente in vigore il 1° gennaio 2027. Attualmente, l'iter normativo per l'applicazione completa non è ancora stato completato.
La presenza di una diagnosi clinica non comporta necessariamente la redazione di una certificazione scolastica. Il disturbo viene certificato solo quando comporta una compromissione significativa del funzionamento adattivo in ambito sociale e scolastico.
La diagnosi clinica viene espressa normalmente utilizzando i codici e le definizioni del ICD-10 dell'OMS. Tuttavia, per alcune categorie diagnostiche specifiche, viene utilizzata la terminologia clinica del DSM-5 (APA) in quanto attualmente più appropriata.