Il panorama scolastico della capitale è stato scosso, nel corso della giornata del 7 ottobre 2026, da un'ondata di proteste e occupazioni studentesche che hanno coinvolto diversi istituti di rilievo. Le mobilitazioni, coordinate dal collettivo Osa (Opposizione studentesca d’alternativa), hanno trasformato le aule in palcoscenici di una contestazione che unisce istanze locali urgenti, come il degrado degli edifici, a critiche sistemiche rivolte alle politiche governative nazionali. La protesta ha assunto una connotazione di "autunno caldo", ispirandosi esplicitamente ai modelli di occupazione visti recentemente in Francia, con lo slogan "Occupiamole tutte. Blocchiamo tutto".
Le ragioni che hanno alimentato il malcontento sono stratificate e toccano diversi ambiti della vita scolastica. Da un lato, la denuncia delle condizioni materiali di fatto, con aule dichiarate inagibili e costi di gestione che pesano sulle famiglie; dall'altro, l'opposizione ai nuovi provvedimenti normativi introdotti dal governo, in particolare quelli relativi alla gestione degli studenti stranieri e alla disciplina scolastica. Le azioni dirette, che hanno visto l'uso di fumogeni e megafoni, hanno costretto l'intervento delle forze dell'ordine (Digos e Carabinieri) in alcuni punti critici, evidenziando una tensione crescente tra il corpo studentesco e le autorità.
Il quadro normativo: il Decreto-Legge 170/2026 e il tetto del 30%
Al centro del dibattito politico e delle proteste si colloca il Decreto-Legge 30 settembre 2026, n. 170, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 227 del 30-09-2026. Questo provvedimento introduce una serie di misure urgenti per l'anno scolastico 2026/2027, con un impatto significativo sulla composizione delle classi e sull'integrazione degli alunni stranieri. L'articolo 13 del decreto stabilisce infatti un tetto del 30% per la presenza di studenti stranieri con competenze linguistiche insufficienti nelle classi della scuola primaria e secondaria.
Questa norma non si applica indiscriminatamente a tutti i cittadini stranieri, ma mira specificamente a chi presenta barriere linguistiche che ostacolano l'integrazione. Sono esplicitamente esclusi dal conteggio gli studenti nati in Italia o coloro che, pur essendo arrivati successivamente, hanno frequentato con successo almeno due anni di scuola dell'infanzia o tre di scuola dell'obbligo senza aver subito bocciature. Per le scuole che si troveranno nell'impossibilità di rispettare tale soglia, il decreto prevede che gli Uffici scolastici territoriali, in accordo con i dirigenti, adottino misure organizzative per garantire una presenza equilibrata, che possono tradursi nello smistamento degli studenti in istituti vicini.
Il decreto introduce inoltre un sistema di sanzioni amministrative per le famiglie dei minori stranieri che non collaborano all'integrazione linguistica. In particolare, i genitori con barriere linguistiche persistenti sono obbligati a frequentare corsi gratuiti di italiano; l'inadempienza a questo obbligo può comportare multe che variano da 200 a 1.000 euro. Parallelamente, il provvedimento conferma il divieto di velo integrale (burqa e niqab) nelle istituzioni scolastiche, con le medesime sanzioni pecuniarie per le famiglie non conformi. Per sostenere queste misure, il governo ha stanziato 3,4 milioni di euro per il 2027 e 14,1 milioni annui a partire dal 2028 per i corsi di potenziamento della lingua italiana.
Le criticità locali: degrado edilizio e costi delle rette
Oltre alla dimensione normativa nazionale, le proteste a Roma hanno evidenziato problemi strutturali che gravano direttamente sulla quotidianità di docenti e studenti. Nel Liceo Scientifico Levi Civita, ad esempio, la protesta è scattata per lo stato di inagibilità di alcune aule, con particolare riferimento al quinto piano, che rappresenta un esempio concreto di come la carenza di manutenzione influisca sulla didattica. Queste lamentele si intrecciano con la denuncia di un sistema scolastico che, secondo il collettivo Osa, rischia di trasformarsi in una struttura rigida e poco accogliente, quasi una "caserma".
Un altro punto di frizione riguarda l'aspetto economico, particolarmente evidente nel caso del Liceo Francese Chateaubriand. Qui, le famiglie denunciano tasse alle stelle e rette scolastiche talmente elevate da rendere difficile il mantenimento del percorso di studi per molti allievi. Rappresentanti della scuola hanno segnalato che l'eccessivo costo sta portando all'abbandono scolastico di alcuni studenti, creando una frattura sociale che si somma alle tensioni politiche. Queste istanze locali, unite alla critica sulla destinazione delle risorse pubbliche (spesso contrapposte tra istruzione e altre priorità governative), alimentano il clima di "autunno caldo" che sta interessando diverse città italiane.
Cosa cambia concretamente per docenti, famiglie e studenti
L'attuazione del Decreto-Legge 170/2026 comporterà cambiamenti operativi immediati e differiti che ogni attore della comunità scolastica deve conoscere per pianificare il prossimo triennio:
- Per le famiglie di studenti stranieri: Dal 2027, sarà necessario monitorare l'obbligo di frequenza ai corsi di lingua italiana per i genitori con barriere linguistiche. L'inosservanza può portare a multe pecuniarie fino a 1.000 euro.
- Per gli studenti stranieri: A partire dall'anno scolastico 2027/2028, gli alunni con competenze linguistiche insufficienti potrebbero essere oggetto di trasferimento in altri istituti per garantire il rispetto del tetto del 30% nelle classi.
- Per il sistema scolastico: Gli istituti tecnici e professionali subiranno un cambio di denominazione in "licei", seguendo un modello ispirato a quello francese, con un ritorno a un curriculum più orientato alle materie di base nel biennio.
- Per i dirigenti scolastici: Sarà necessario coordinarsi con gli Uffici scolastici territoriali per gestire gli smistamenti e le deroghe, che saranno concesse solo in casi di documentata necessità (es. assistenza a disabili gravi).
| Aspetto | Dettaglio Normativo / Operativo |
|---|---|
| Tetto Studenti Stranieri | Limite del 30% per classi con competenze linguistiche insufficienti (dal 2027/2028). |
| Sanzioni per Genitori | Da 200 a 1.000 euro per inadempienza ai corsi di italiano o divieto di velo integrale. |
| Fondi Potenziamento | 3,4 milioni di euro (2027); 14,1 milioni annui (dal 2028). |
| Smistamento Alunni | Prevede il principio di prossimità (raggio non specificato nel decreto). |
In merito alle criticità ancora aperte, il testo normativo non specifica il raggio massimo di prossimità entro cui gli studenti potrebbero essere trasferiti in caso di superamento della soglia del 30%. Inoltre, non è ancora chiaro il numero esatto di istituti che supereranno la soglia e che saranno quindi soggetti a queste misure di riorganizzazione. Queste incertezze potrebbero generare ulteriori attriti tra le segreterie scolastiche e le famiglie durante la fase di pianificazione dei posti per il prossimo anno scolastico.
Prossimi passi e scadenze chiave
Il calendario delle prossime azioni è già delineato: la prima fase di applicazione del tetto del 30% e l'attivazione dei primi corsi di potenziamento linguistico inizieranno nel 2027. Il 2028 segnerà l'incremento dei fondi per la formazione linguistica. Nel breve periodo, i dirigenti scolastici dovranno gestire le procedure disciplinari derivanti dalle recenti occupazioni e coordinarsi con le autorità per garantire la sicurezza degli edifici, mentre il collettivo Osa ha già annunciato nuove iniziative di protesta che potrebbero estendersi ad altri istituti della capitale.
Per le famiglie, è fondamentale verificare la propria posizione rispetto ai requisiti di esclusione dal conteggio (nati in Italia o con percorsi scolastici certificati senza bocciature) per evitare spiacevoli smistamenti o sanzioni amministrative non previste.
FAQs
Crisi e proteste nelle scuole di Roma: tra inagibilità degli edifici e nuove norme sul tetto degli studenti stranieri
Le mobilitazioni sono scatenate dal degrado strutturale di alcune aule, dall'eccessivo costo delle rette scolastiche e dall'opposizione ai nuovi provvedimenti governativi. Nello specifico, gli studenti denunciano l'inagibilità di spazi scolastici e le politiche migratorie introdotte dal recente decreto scuola.
I genitori stranieri con barriere linguistiche avranno l'obbligo di frequentare corsi gratuiti di italiano per raggiungere il livello A-2. L'inosservanza di questo obbligo può comportare sanzioni amministrative che variano da 200 a 1.000 euro.
Il decreto prevede multe da 200 a 1.000 euro per le famiglie che non rispettano l'obbligo di frequentazione dei corsi di lingua per i genitori stranieri. Inoltre, è previsto il divieto del velo integrale (burqa o niqab) nelle istituzioni scolastiche, soggetto alle medesime sanzioni pecuniarie.
Gli istituti tecnici e professionali cambieranno denominazione in "licei", seguendo il modello francese. Inoltre, il curriculum scolastico tornerà a essere più orientato verso le materie di base durante il biennio di studi.