Il DDL divieto social ai minori resta fermo in Commissione. Valditara richiama urgenza di intervento e priorità alla sicurezza. Collega lo stop a criticità su protezione dei dati personali e verifica dell’età. Il Garante per la protezione dei dati personali replica: secondo l’Autorità, i nodi privacy erano già stati affrontati tra agosto e inizio settembre. Le indicazioni sarebbero state recepite nel nuovo testo del 24 settembre 2025. Finché il nodo politico non si sblocca, scuole e famiglie devono lavorare su prevenzione e regole digitali.
Perché ilDDL divieto social ai minorinon decolla: privacy “già risolta” dal Garante e stallo in Commissione
| Data | Passaggio | Chi | Nodi indicati |
|---|---|---|---|
| Agosto 2025 - inizio settembre | Confronto tecnico sul testo originario sul piano privacy | Governo e Garante privacy | Recepimento di indicazioni per la protezione dei dati |
| 24 settembre 2025 | Nuovo testo presentato | Garante (posizione pubblica) | Criticità privacy già affrontate, inclusi profili su verifica dell’età |
| 21 ottobre 2025 | Iter bloccato in Commissione | Commissione parlamentare | Stallo senza chiarire quale sia la causa effettiva |
| Da ottobre 2025 | Frizione pubblica su cause tecniche vs nodo politico | Valditara e Garante | Valditara: urgenza e sicurezza prima della privacy. Garante: nodi privacy già trattati |
La cronologia spiega la frizione. Valditara cita problemi tecnici sulla privacy. Il Garante sostiene che le indicazioni erano già nel testo del24 settembre 2025. Il resto resta un nodo politico e procedurale, non un problema di competenza dell’Autorità.
Cosa fare a scuola e con le famiglie mentre ilDDL divieto social ai minoriresta in iter
Le parole di Valditara e del Garante privacy non cambiano domani l’accesso ai social, ma orientano il lavoro quotidiano. Per i docenti e l’ATA contano due binari: sicurezza degli studenti e tutela dei dati personali quando si usano piattaforme.
Se il provvedimento passerà, è probabile che aumentino le richieste su verifica dell’età. Nel frattempo, potete prepararvi senza raccogliere informazioni inutili e senza mettere in campo controlli invasivi.
- Aggiorna le regole di istituto: chiarisci cosa è consentito su chat, gruppi social e condivisione di immagini nelle attività.
- Fai formazione mirata su rischio, consenso e privacy: includi cyberbullismo, tracciamento, pubblicazione e gestione dei contenuti.
- Riduci i dati negli strumenti digitali: prima di usare piattaforme, verifica con il DPO/RPD minimizzazione, informative e basi giuridiche.
- Apri canali segnalazione: definisci come studenti e famiglie segnalano episodi, con presa in carico rapida e riservatezza.
Quando parlerete con le famiglie, tenete un messaggio semplice: l’eventuale divieto per i minori non sostituisce educazione e controlli domestici. Indirizzatele su controllo parentale e impostazioni di privacy delle piattaforme, senza chiedere alla scuola dati personali degli account.
Per dirigenti e staff amministrativo, tradurre il tema in procedure significa anche rivedere autorizzazioni e gestione dei dispositivi scolastici. Così sarete pronti a recepire eventuali indicazioni su sistemi di verifica dell’età, senza stravolgere il vostro impianto privacy.
Confrontati con DPO e referente cyber: verifica aggiornamenti delGarante privacye dell’iter suparlamento.itprima del prossimo Collegio docenti
FAQs
DDL divieto social ai minori: Valditara chiede urgenza sulla sicurezza, il Garante dice i nodi privacy sono già stati trattati
Valditara ha chiesto urgenza di intervento e ha posto la priorità alla sicurezza. Sottolinea che la protezione degli studenti deve precedere altre valutazioni, anche in relazione alla verifica dell’età e all’uso delle piattaforme da parte dei minori.
Secondo l’Autorità, i nodi privacy erano già stati affrontati tra agosto e inizio settembre; le indicazioni sarebbero state recepite nel nuovo testo del 24 settembre 2025.
Dal 24/09/2025 è stato presentato un nuovo testo. Da ottobre 2025 l’iter mostra frizioni tra politica e tecnica e, il 21/10/2025, l’iter è rimasto bloccato in Commissione.
Aggiorna le regole di istituto, forma su rischio e privacy e riduci i dati raccolti; apri canali di segnalazione con presa in carico rapida e riservatezza. Il messaggio è: se il divieto diventasse legge, non sostituisce educazione e controlli domestici; orienta su controllo parentale e impostazioni di privacy delle piattaforme.