Il nuovo Decreto Scuola, approvato dal Consiglio dei ministri il 24 settembre 2026, introduce una serie di riforme strutturali volte a ridefinire l'integrazione degli alunni stranieri e a contrastare efficacemente la dispersione scolastica. Il provvedimento, articolato in dodici articoli, pone al centro della propria azione la prevenzione delle cosiddette classi ghetto, attraverso una regolamentazione precisa della composizione delle classi prime e un forte investimento sulle competenze linguistiche come pilastro della cittadinanza.
L'iniziativa nasce dalla necessità di garantire che ogni studente, indipendentemente dalla provenienza, possa acquisire rapidamente la padronanza della lingua italiana per non compromettere il proprio percorso formativo. Secondo quanto dichiarato dalla sottosegretaria Paola Frassinetti, l'obiettivo non è discriminatorio, ma pedagogico: evitare che le barriere linguistiche si trasformino in ritardi insalvabili nell'apprendimento. Il decreto mira a costruire una scuola inclusiva ma regolata, dove la lingua comune diventi lo strumento primario per il successo scolastico e l'integrazione sociale.
Le misure chiave del provvedimento: dal tetto numerico ai fondi per i libri di testo
Il cuore del decreto risiede nel tetto del 30% applicabile agli studenti con cittadinanza non italiana che non padroneggiano la lingua italiana nelle classi prime. Questa misura è pensata per bilanciare la composizione degli studenti e permettere una didattica più efficace. Tuttavia, il testo prevede criteri di esclusione specifici per evitare che il limite penalizzi chi è già inserito nel sistema educativo: non saranno soggetti al tetto gli studenti nati e cresciuti in Italia, quelli che hanno frequentato almeno due anni di scuola dell'infanzia o primaria, o chi ha maturato almeno tre anni di percorso scolastico positivo in Italia (per le medie e le superiori).
Oltre alla gestione delle classi, il decreto prevede un significativo rafforzamento economico per il sostegno alle famiglie e la prevenzione dei fenomeni sociali negativi. Tra le novità più rilevanti figurano:
- Fondo Libri di Testo: Un incremento di 21 milioni di euro nel 2026 per la fornitura gratuita o parzialmente gratuita, con l'innalzamento della soglia economica di reddito da 30.000 a 40.000 euro.
- Fondo Dispersione e Tutor: Stanziamento di 70 milioni di euro aggiuntivi nel 2026 per attività di orientamento e inclusione.
- Fondo Cyberbullismo: Risorse per 8 milioni di euro nel biennio 2026-2027 per la prevenzione e la gestione del fenomeno digitale.
- Fondo Integrazione Linguistica: Destinato a 3,4 milioni di euro nel 2027 e oltre 14,1 milioni annui dal 2028 per attività extracurricolari nelle aree dove il tetto del 30% non è rispettabile per motivi demografici o geografici.
Regolamentazione dei comportamenti e semplificazioni per il personale scolastico
Il provvedimento interviene anche sulla disciplina scolastica e sull'organizzazione interna delle istituzioni. Viene introdotto il divieto di coprire il volto in ambito scolastico, con l'applicazione di sanzioni amministrative che variano da 200 a 1.000 euro, applicabili ai genitori dei minori. Parallelamente, il decreto mira a snellire la gestione del personale attraverso una maggiore tempestività nell'assegnazione degli insegnanti di sostegno, grazie alla definizione del calendario delle ore direttamente nel Piano Educativo Individualizzato (PEI).
Questa semplificazione operativa dovrebbe ridurre il carico burocratico per i dirigenti e garantire una maggiore continuità didattica. Per quanto riguarda i genitori con gravi difficoltà linguistiche, la scuola avrà il compito di segnalare i casi ai servizi sociali per permettere l'accesso a corsi di lingua gratuiti (livello A2). È importante sottolineare che il PEI non dovrà più essere riscritto integralmente ogni anno, ma solo in caso di comparsa di nuovi elementi rilevanti, garantendo così una maggiore stabilità nel percorso di inclusione dello studente.
| Misura / Fondo | Dettaglio e Importo |
|---|---|
| Tetto studenti stranieri | Limite del 30% nelle classi prime (esclusi nati in Italia o con percorso pregresso) |
| Fondo Libri di Testo | +21 milioni di euro (2026); soglia reddito portata a 40.000 euro |
| Fondo Dispersione/Tutor | 70 milioni di euro aggiuntivi nel 2026 |
| Fondo Integrazione Ling. | 3,4 mln (2027) e 14,1 mln annui dal 2028 |
| Fondo Cyberbullismo | 8 milioni di euro (biennio 2026-2027) |
Cosa cambia concretamente per la comunità scolastica
Per i dirigenti scolastici e gli Uffici Scolastici Territoriali (UST), la sfida principale sarà il coordinamento logistico per la distribuzione degli alunni. In caso di impossibilità di rispettare il limite del 30% per ragioni geografiche, le autorità dovranno attivare i fondi specifici per il potenziamento linguistico nelle aree critiche. Per il personale docente, la novità principale riguarda la gestione del PEI: la possibilità di non riscriverlo integralmente ogni anno semplifica la pianificazione didattica e garantisce una maggiore stabilità per gli studenti con bisogni educativi speciali.
Le famiglie beneficeranno di un accesso più ampio ai contributi per i libri di testo grazie all'innalzamento della soglia ISEE, mentre i genitori di alunni stranieri potranno usufruire di percorsi di alfabetizzazione linguistica gratuiti se segnalati dalla scuola. Per gli studenti stranieri, il focus si sposta su un percorso di acquisizione rapida dell'italiano, volto a garantire che la lingua non sia un ostacolo all'apprendimento delle altre discipline e alla socializzazione con i compagni di classe.
L'attuazione effettiva del limite del 30% nelle classi prime è prevista per l'anno scolastico 2027-2028, mentre i primi fondi aggiuntivi inizieranno a essere erogati già nel corso del 2026.
Cronoprogramma operativo delle misure:
- 2026: Erogazione dei fondi per libri di testo, tutor e prevenzione cyberbullismo.
- 2027: Avvio del fondo specifico per il potenziamento linguistico nelle aree critiche (3,4 milioni di euro).
- 2027-2028: Implementazione operativa del tetto del 30% nelle classi prime.
FAQs
Decreto Scuola e integrazione: il nuovo tetto del 30% per gli alunni stranieri e le misure per il potenziamento linguistico
Il decreto stabilisce un tetto massimo del 30% per gli alunni stranieri non italofoni nelle classi prime, con l'obiettivo di prevenire la formazione di classi ghetto. Sono esclusi da questo limite gli studenti nati e cresciuti in Italia, chi ha frequentato almeno due anni di scuola dell'infanzia o tre anni di percorso scolastico positivo nel Paese.
Il Fondo Libri di Testo vedrà un incremento di 21 milioni di euro per garantire la fornitura gratuita o parzialmente gratuita, con l'innalzamento della soglia di reddito da 30.000 a 40.000 euro. Inoltre, sono stati stanziati 70 milioni di euro per attività di orientamento e inclusione tramite il Fondo Dispersione e Tutor.
In caso di impossibilità geografica o demografica, i dirigenti e gli Uffici Scolastici Territoriali dovranno coordinarsi per una distribuzione equilibrata degli alunni. Per queste aree critiche, sono previsti fondi specifici (oltre 14,1 milioni annui dal 2028) per attività extracurricolari di potenziamento linguistico.
Le sanzioni variano da 200 a 1.000 euro per il divieto di coprire il volto in ambito scolastico, applicate ai genitori dei minori. È prevista inoltre una sanzione per i genitori segnalati dai servizi sociali che non partecipano ai corsi di lingua obbligatori per il raggiungimento del livello A2.