Fonti verificate il . PEI Assistant è uno strumento a pagamento di Orizzonte Insegnanti, il sito che pubblica questa guida; chi la firma lo ha progettato. Lo presentiamo per esteso in una sezione dedicata, segnalata come contenuto promozionale, e lo richiamiamo nei punti in cui lo confrontiamo con le chat generiche; i criteri che usiamo per gli altri valgono anche per noi.
Indice della guida
- Si può scrivere il PEI con l'intelligenza artificiale?
- ChatGPT, Gemini, Claude: dove restano i dati
- Basta togliere il nome dell'alunno?
- PEI Assistant: il PEI con l'IA senza che i dati dell'alunno restino salvati
- Hai già incollato una diagnosi in una chat? Che cosa fare
- Chi risponde se un docente usa un'IA non autorizzata
- Sanzioni, conseguenze e casi reali
- Che cosa chiedono Ministero, Garante e AI Act
- Come scegliere una piattaforma di IA: 7 domande
- Che cos'è il PEI e chi lo crea
- Come creare un PEI: gli 8 passaggi
- Scadenze 2026/27
- I 4 modelli e le 12 sezioni
- Le 4 dimensioni, con esempi
- Esempi di PEI compilati
- In pratica: tre cose da fare
- Domande frequenti
Hai più di un PEI da preparare e il GLO è tra pochi giorni. Sul telefono c'è la chat di intelligenza artificiale che usi già per le lezioni: basterebbe incollare la diagnosi, scrivere «preparami il PEI» e aspettare qualche secondo.
Prima di farlo, fermati un momento. Quello che stai per incollare è la descrizione della salute di un alunno, quasi sempre minorenne, affidata alla scuola perché serva a una cosa sola: il suo percorso. Da quando premi Invio, quel testo non sta più soltanto sul tuo dispositivo.
In breve
Si può creare il PEI con l'intelligenza artificiale? Come bozza sì: l'IA può proporre i testi, ma il PEI lo elabora e lo approva il GLO, il gruppo di lavoro previsto dalla legge.
Con una chat generica puoi fare tutto ciò che non contiene dati dell'alunno: capire una sezione, preparare una griglia. Il limite: con un account personale le principali app di chat conservano le conversazioni, anche quelle «temporanee», e la diagnosi lì non va inserita. PEI Assistant, il nostro strumento, è costruito per quel contenuto: l'IA elabora su Google Cloud, nell'Unione europea, con la Zero Data Retention, e il testo non resta né presso Google né presso di noi. Lo usi senza il nome dell'alunno e dentro le indicazioni della scuola, che resta titolare dei dati.
- Il PEI contiene dati sulla salute: per il Garante il solo riferimento al PEI di un alunno è già un'informazione sulla sua salute. Togliere nome e cognome, da solo, non lo rende anonimo.
- Conta dove lo scrivi: in una chat generica con account personale quel testo resta salvato presso il fornitore; in uno strumento costruito per non conservarlo, no. Prima vengono le indicazioni della scuola, che dei dati degli alunni risponde.
- Davanti al Garante, di regola, risponde la scuola: nei provvedimenti del 2024-2026 che riportiamo, da 1.000 a 10.000 euro oppure un ammonimento. Per il docente le conseguenze possibili sono disciplinari e, solo per dolo o colpa grave, davanti alla Corte dei conti.
- Non abbiamo trovato provvedimenti del Garante su scuole o docenti per l'uso di una chat di IA: al 4 ottobre 2026, sul sito dell'Autorità, i precedenti sulle scuole che riportiamo riguardano email, siti e registro elettronico.
Si può scrivere il PEI con l'intelligenza artificiale?
Il PEI si può preparare con l'intelligenza artificiale solo come bozza: lo elabora e lo approva il GLO. Con i dati dell'alunno contano tre cose: le indicazioni della scuola, scrivere solo ciò che è indispensabile e usare uno strumento che non conservi ciò che scrivi. La terza è una cautela che le Linee guida del Ministero chiedono per l'IA a scuola e che qui applichiamo al PEI. Né le norme, né il Ministero, né il Garante parlano in modo espresso del PEI scritto con l'IA: queste condizioni si ricavano dalle regole generali.
Su un PEI l'IA può mettere in ordine le osservazioni, proporre formulazioni di obiettivi verificabili, tenere il linguaggio vicino a quello del modello nazionale, rendere più chiaro un testo. Non può osservare l'alunno, scegliere gli obiettivi, decidere le ore di sostegno o sostituire il confronto nel GLO.
Che cosa puoi chiedere a qualsiasi chatbot, senza scrivere nulla dell'alunno
- di spiegarti una sezione del modello nazionale o un termine dell'ICF, la classificazione che descrive come funziona una persona nel suo ambiente;
- una griglia di osservazione vuota per una dimensione;
- idee di attività per un bisogno descritto in generale («difficoltà a rispettare il turno in una classe terza»);
- di rendere verificabile un obiettivo generico che hai scritto tu.
La regola pratica: se dal testo si capisce di chi parli, è già troppo. È qui il limite di una chat generica con account personale: aiuta su tutto ciò che sta intorno al PEI, non sul contenuto vero, che è fatto di dati sulla salute.
Come compilare il PEI con l'intelligenza artificiale: 6 passaggi
- Chiedi alla scuola che cosa è ammesso: regolamento d'istituto, dirigente, responsabile della protezione dei dati.
- Parti dalle osservazioni fatte in classe: l'IA non ha visto l'alunno.
- Togli ciò che non serve: niente nome, cognome, data di nascita, codice fiscale, indirizzo. Ciò che resta va trattato comunque come un dato sulla salute.
- Chiedi una sezione alla volta: osservazioni, poi obiettivi ed esiti attesi, attività, strategie e strumenti, poi il contesto.
- Rivedi ogni frase e togli ciò che non corrisponde all'alunno.
- Porta la bozza al GLO e di' come è nata: il PEI si discute, si approva e si firma lì.
Al passaggio 3: in una chat generica con account personale la diagnosi non va inserita. In PEI Assistant sì, senza nome e secondo le indicazioni della scuola: non resta presso Google né presso di noi.
Il secondo rischio: una bozza che non parla del tuo alunno
C'è un rischio che non riguarda i dati ma la qualità. Un testo generato è scorrevole e sembra completo: per questo va letto con più attenzione, non con meno.
- Riconosci l'alunno? Se il testo andrebbe bene per chiunque abbia la stessa diagnosi, è generico.
- C'è qualcosa che non hai osservato? L'IA può aggiungere comportamenti o difficoltà plausibili ma inventati: toglili.
- Gli obiettivi hanno un esito atteso? Che cosa farà l'alunno, in quale situazione, e da che cosa si capirà che ci è riuscito.
Si può usare ChatGPT, Gemini o Claude per il PEI? Dove restano i dati
ChatGPT, Gemini e Claude vanno bene per tutto ciò che non contiene i dati di un alunno. Con un account personale, però, quello che scrivi resta salvato presso il fornitore, che lo tratta secondo le proprie condizioni: i dati sanitari di un alunno lì non vanno inseriti. Il quadro cambia solo se è la scuola ad aver adottato lo strumento e ad aver deciso quali dati vi si possono inserire.
Con un account personale il fornitore tratta ciò che scrivi per conto proprio (come «titolare autonomo»), non per conto della scuola. Ecco che cosa dichiarano le pagine ufficiali di tre fra le principali app di chat, consultate il 4 ottobre 2026:
| Servizio | Che cosa resta con un account personale, secondo il fornitore |
|---|---|
| ChatGPT | Chat normali: restano nell'account finché non le cancelli; dopo la cancellazione l'eliminazione è programmata entro 30 giorni, con eccezioni. Chat temporanea: OpenAI può conservarne una copia fino a 30 giorni. Addestramento: OpenAI può usare le conversazioni per addestrare i modelli, a meno che tu non lo escluda dalle impostazioni. |
| App Gemini | Chat normali: l'attività è salvata e, per impostazione predefinita, cancellata dopo 18 mesi. Chat temporanee o con l'attività disattivata: restano per 72 ore. Revisione: una parte delle chat è letta da revisori e resta fino a 3 anni, scollegata dall'account, anche se cancelli l'attività. Google stessa invita a non inserire informazioni riservate che non vorresti far vedere a un revisore. |
| Claude | Chat normali: restano finché non le cancelli; quelle cancellate lasciano i sistemi entro 30 giorni, salvo eccezioni. In incognito: non servono all'addestramento, ma restano comunque 30 giorni. Addestramento: se l'impostazione per migliorare i modelli è attiva, i dati delle chat possono restare fino a 5 anni, in forma de-identificata. |
- Spegnere la memoria o l'addestramento non cancella le chat: in ChatGPT e in Claude restano nella cronologia finché non le elimini.
- Le versioni per scuole e aziende cambiano il quadro, ma solo se è la scuola ad averle attivate e ad aver deciso quali dati vi si possono inserire: non coprono l'account personale del docente. Se la tua scuola usa Google Workspace o Microsoft 365, chiedi se l'assistente di IA è attivo e con quali dati puoi usarlo.
- La Zero Data Retention è un'altra cosa ancora: è l'impegno del fornitore a non conservare i contenuti delle richieste dopo averle elaborate. Non riguarda le app di chat: Anthropic lo scrive espressamente, e nelle pagine di OpenAI e di Google che abbiamo consultato compare solo per i servizi con cui aziende e sviluppatori collegano i propri programmi all'IA. Con questi tre fornitori non è l'impostazione di partenza: di norma va richiesta e approvata, oppure prevista da un accordo, e vale solo per le funzioni compatibili.
Il 30 luglio 2025 il Garante ha lanciato un allarme su chi carica referti e analisi sulle piattaforme di IA generativa: il rischio è la perdita di controllo su dati sanitari. Si rivolgeva a chi carica i propri referti; il parallelo con una diagnosi dentro un PEI è nostro. L'autorità olandese per la protezione dei dati, il 6 agosto 2024, è stata più diretta: quando un dipendente usa un chatbot di IA di propria iniziativa, contro gli accordi presi con il datore di lavoro, e vi inserisce dati personali, c'è una violazione dei dati. In Italia non ci risulta che un'autorità lo abbia scritto.
Conta anche chi sta in mezzo. A gennaio 2026 un'app di terzi che faceva da interfaccia a più modelli ha lasciato accessibili, secondo il ricercatore che l'ha segnalato, circa 300 milioni di messaggi: era una piattaforma intermedia che salvava le conversazioni. Vale per ogni piattaforma costruita sopra un modello, compresa la nostra: chiedi sempre che cosa salva chi sta in mezzo.
Il limite delle chat generiche è questo: con un account personale ciò che incolli resta salvato e, secondo il servizio e le impostazioni, può essere letto da revisori o usato per l'addestramento. Finché non scrivi nulla di una persona, una chat va bene; i dati sanitari di un alunno, invece, lì non vanno inseriti. Eppure un PEI che parla davvero dell'alunno nasce proprio da quel contenuto. Per lavorarci abbiamo costruito uno strumento che non lo conserva, da usare con i soli dati indispensabili e secondo le indicazioni della scuola: PEI Assistant, che trovi subito dopo il punto sul nome dell'alunno.
Basta togliere il nome dell'alunno? No: ecco perché
No: togliere nome e cognome dal PEI è una buona pratica, ma non lo rende anonimo. È al più una pseudonimizzazione: il nome è sostituito, ma chi conosce il contesto può ancora risalire alla persona. Per il GDPR un'informazione resta un dato personale finché la persona può essere ragionevolmente riconosciuta, anche con l'aiuto di altre informazioni (considerando 26).
Il 4 settembre 2025 la Corte di giustizia dell'Unione europea, in una causa su un'istituzione europea e sulle stesse definizioni del GDPR, ha precisato che per chi possiede le informazioni utili a risalire alla persona i dati pseudonimizzati restano dati personali; per chi li riceve dipende da quanto può ragionevolmente riconoscerla. La sentenza non parla di scuola: l'applicazione è nostra. Scuola e docente sanno di chi si parla: per loro un PEI senza nome resta un dato sulla salute.
E a volte lo capirebbe anche un estraneo: nell'aprile 2026 il Garante ha sanzionato con 4.000 euro un istituto per un avviso online con le iniziali di un alunno e il riferimento alla documentazione medica, perché il contesto lo rendeva comunque identificabile (provvedimento n. 307/2026, tra i casi reali).
Che cosa fare, allora. I dati che identificano l'alunno non servono a nessuno strumento per preparare una bozza: non scriverli. Al posto del nome scrivi «l'alunno»; il modello nazionale prevede già un «codice sostitutivo personale». Togli la scuola, il paese, i familiari, gli episodi riconoscibili. Ciò che resta è comunque un dato sulla salute: in una chat generica con account personale non va inserito. Meglio uno strumento costruito per non conservarlo, usato secondo le indicazioni della scuola.
PEI Assistant: il PEI con l'IA, senza che i dati dell'alunno restino salvati
Contenuto promozionale · il nostro prodotto
PEI Assistant è il generatore di bozze che abbiamo costruito per le parti testuali del PEI, sul modello nazionale.
Con PEI Assistant puoi lavorare sul contenuto reale che serve al PEI (diagnosi, profilo di funzionamento, osservazioni) senza che resti presso Google o presso di noi. Nome, cognome, codice fiscale, indirizzo e recapiti non servono: bastano le iniziali, e puoi fare a meno anche di quelle. La scuola resta titolare dei dati degli studenti e tu li usi secondo le sue indicazioni: per il dirigente e il responsabile della protezione dei dati (DPO) c'è la scheda dedicata.
PEI Assistant è l'unico in Italia che genera il PEI con l'IA e con la Zero Data Retention, senza salvare né il PEI né i dati degli studenti*.
La Zero Data Retention non è un'impostazione predefinita: l'abbiamo richiesta e Google l'ha approvata per Orizzonte Insegnanti il 30 luglio 2026. PEI Assistant lavora su quel perimetro dal 30 settembre 2026.
L'intelligenza artificiale lavora su Google Cloud, nell'Unione europea, e Google non conserva i contenuti delle richieste. PEI Assistant non salva né il testo che scrivi né il PEI generato: resta solo nella tua pagina finché non lo copi.
*Verifica del 01/10/2026 sulle piattaforme italiane che dichiarano di generare il PEI con l'IA: nessun'altra dichiara la Zero Data Retention presso il fornitore IA. Metodo e fonti.
| Chat generica (account personale) | PEI Assistant |
|---|---|
| Nell'account In ChatGPT e in Claude la chat resta salvata finché non la cancelli; nell'app Gemini, per impostazione predefinita, per 18 mesi. | Restano i dati dell'account (registrazione, acquisti), non i testi. |
| Presso il fornitore Anche le chat temporanee restano: fino a 30 giorni in ChatGPT, per 72 ore nell'app Gemini. | Google non conserva i contenuti delle richieste. |
| Addestramento e revisori In ChatGPT le chat possono servire all'addestramento, se non lo escludi dalle impostazioni; nell'app Gemini una parte è letta da revisori e resta fino a 3 anni. | Il testo serve solo a generare la sezione richiesta. Nei registri tecnici restano solo dati tecnici, mai il testo. |
| Costruita per Conversare su qualsiasi argomento. | Il PEI: 20 aree di testo, ognuna con il suo percorso di generazione, sul modello nazionale e sul linguaggio ICF. |
Chat: pagine ufficiali consultate il 4 ottobre 2026 (fonti).
Dietro c'è Architettura OI, il sistema applicativo proprietario che abbiamo sviluppato per la scuola su modelli di intelligenza artificiale di terzi. Ogni area di testo ha il suo percorso e le sezioni si appoggiano a quanto elaborato nelle precedenti, che riporti tu nella pagina: così il PEI resta coerente. Il testo non va dal tuo dispositivo direttamente al fornitore: passa dal nostro server, che non lo salva.
I limiti. La Zero Data Retention non è una certificazione e non copre l'intera piattaforma: riguarda i contenuti inviati all'intelligenza artificiale. Non rende lecito qualsiasi dato: valgono le indicazioni della scuola e la regola dei soli dati indispensabili. Come ha scritto l'autore di questa guida, Francesco Silvaggio, su ICT Security Magazine il 23 settembre 2026, è «una condizione contrattuale perimetrata, non un marchio di qualità». Finalità solo educative e didattiche, non cliniche né diagnostiche: ogni testo è una bozza da rivedere e discutere nel GLO.
Prova PEI Assistant Le prove della Zero Data Retention
Alla registrazione ricevi 1 credito di benvenuto: basta per provare un'area di testo, non per un PEI. Un credito vale un testo generato: per tutte e 20 le aree ne servono circa 20. Pacchetti e condizioni.
Hai già incollato una diagnosi in una chat? Che cosa fare adesso
Se i dati di un alunno sono già finiti in una chat: annota che cosa hai inserito, cancella la conversazione e parlane subito con il dirigente. Sono indicazioni pratiche nostre, ricavate dalle regole generali.
- Fermati. Non aggiungere altri dati a quella conversazione.
- Annota i fatti: quale servizio, quale account, in che data, che cosa hai incollato.
- Cancella la conversazione e gli eventuali file caricati. In ChatGPT controlla anche la memoria: cancellare la chat non cancella per forza un ricordo salvato da quella chat. Non è una cancellazione immediata: secondo le pagine ufficiali consultate il 4 ottobre 2026, in ChatGPT l'eliminazione dai sistemi è programmata entro 30 giorni e in Claude avviene entro 30 giorni, in entrambi i casi con eccezioni; nell'app Gemini le chat già scelte per la revisione restano fino a 3 anni anche se cancelli l'attività.
- Dillo subito al dirigente scolastico, che può coinvolgere il responsabile della protezione dei dati (DPO), la figura che le scuole statali devono designare per vigilare sul rispetto delle regole sui dati. Spetta alla scuola valutare se è una violazione da documentare o da notificare al Garante: i tempi decorrono da quando ne viene a conoscenza.
Prima di usare qualsiasi strumento bastano tre domande al dirigente, anche per email e senza nominare alcun alunno: la scuola ha indicazioni sull'uso dell'IA con i dati degli alunni? Quali strumenti sono autorizzati per le bozze di PEI e PDP, e con quali dati? A chi mando la documentazione di uno strumento nuovo? Se la risposta è «non abbiamo ancora regole», è il momento di chiederle: porta al dirigente la documentazione dello strumento che vuoi usare. Per PEI Assistant c'è la scheda per il dirigente e il DPO.
Chi risponde se un docente usa un'IA non autorizzata dalla scuola
Davanti al Garante, di regola, risponde la scuola, che è titolare del trattamento anche quando l'errore è di un singolo docente. Il docente risponde alla scuola: sul piano disciplinare e, solo per dolo o colpa grave, davanti alla Corte dei conti.
Il motivo sta nei ruoli. La scuola è il «titolare del trattamento»: decide perché e come si usano i dati degli alunni e ne risponde. Docenti e personale usano i dati come «persone autorizzate», secondo le istruzioni ricevute (art. 29 del GDPR; art. 2-quaterdecies del Codice privacy). Un'azienda che tratta dati per conto della scuola, come accade con il registro elettronico, è invece un «responsabile del trattamento» (art. 28): serve un contratto, e il termine indica il fornitore, non «chi ha la colpa». È una regola che vale per ogni fornitore, noi compresi. Per PEI Assistant la scheda per il dirigente e il DPO descrive chi fa cosa e dove passano i dati; se e come usarlo lo decide la scuola.
Se un docente inserisce di sua iniziativa i dati di un alunno in uno strumento che la scuola non ha adottato né autorizzato, di regola li sta trattando fuori dalle istruzioni ricevute e li sta facendo conoscere a un soggetto che con la scuola non ha alcun rapporto. È la lettura che si ricava dalle regole generali: in concreto dipende dalle istruzioni e dal regolamento dell'istituto.
Per il Garante il titolare è «sempre la persona giuridica nel suo complesso», anche quando la violazione nasce dalla negligenza di chi è autorizzato (provvedimento n. 583/2025; nello stesso senso il n. 385/2025). Nei provvedimenti scolastici che abbiamo esaminato l'Autorità ha sempre sanzionato o ammonito l'istituto, mai il singolo docente. Diverso è il caso di chi usa i dati per scopi propri, estranei al lavoro: lì, secondo le linee guida europee, può rispondere in prima persona.
Che cosa rischiano scuola e docente: sanzioni e conseguenze
La sanzione del Garante, di regola, colpisce la scuola: nei provvedimenti del 2024-2026 che riportiamo va da 1.000 a 10.000 euro, oppure c'è un ammonimento; il massimo di legge arriva fino a 20 milioni di euro. Per il docente le conseguenze possibili sono disciplinari e, solo per dolo o colpa grave, una condanna della Corte dei conti a rifondere il danno, in tutto o in parte. Nessuna di queste conseguenze è automatica: dipendono dal caso concreto.
Prima, una cosa va detta con chiarezza. Al 4 ottobre 2026, tra i provvedimenti pubblicati sul sito del Garante, non ne abbiamo trovati che riguardino una scuola o un docente per aver inserito i dati di un alunno in una chat di IA; le sanzioni disciplinari, poi, non sono pubbliche. Che l'invio a un fornitore non autorizzato dalla scuola sia una comunicazione illecita, o una violazione dei dati da notificare, è una lettura coerente con le regole generali, ma non ci risulta che un'autorità italiana lo abbia scritto. E diffida delle cifre senza fonte che circolano in rete.
Per il docente
- Responsabilità disciplinare. Il codice di comportamento dei dipendenti pubblici impone di osservare il segreto d'ufficio e le norme sui dati personali; violarlo è fonte di responsabilità disciplinare (D.P.R. 62/2013, artt. 12 e 16). Per i docenti di ruolo delle scuole statali la legge prevede, secondo la gravità, l'avvertimento scritto, la censura e, nei casi più seri, la sospensione; per la violazione del segreto d'ufficio, la sospensione fino a un mese (D.Lgs. 297/1994, artt. 492-494). Per i supplenti la scala è diversa (art. 535); nelle paritarie valgono i contratti privati. Se e quale sanzione applicare lo valuta, caso per caso, chi conduce il procedimento.
- Danno erariale (Corte dei conti). Se l'amministrazione paga una sanzione o un risarcimento, la Procura della Corte dei conti può chiedere a chi ha causato il danno di rifonderlo, ma solo se ha agito con dolo o colpa grave (legge 20/1994, art. 1). Dal 22 gennaio 2026, salvo dolo o illecito arricchimento, la condanna non può superare il 30% del danno accertato né il doppio della retribuzione lorda annua.
Per la scuola
- Sanzione del Garante. Fino a 20 milioni di euro per le violazioni delle regole sui dati particolari, come quelli sulla salute (art. 83, par. 5, GDPR); fino a 10 milioni per gli obblighi del titolare e del responsabile (par. 4). Sono massimi di legge e in Italia valgono anche per gli enti pubblici: nei provvedimenti sulle scuole del 2024-2026 che riportiamo gli importi vanno da 1.000 a 10.000 euro.
- Violazione dei dati. Se i dati arrivano a chi non è autorizzato può esserci una violazione dei dati personali: la scuola deve documentarla e, salvo che un rischio per le persone sia improbabile, notificarla al Garante se possibile entro 72 ore da quando ne viene a conoscenza; se il rischio è elevato deve avvisare anche le famiglie (artt. 33 e 34 GDPR).
- Risarcimento. Chi subisce un danno, anche non patrimoniale, da un trattamento illecito può chiederlo al titolare (art. 82 GDPR). Per la Corte di giustizia (comunicato stampa n. 72/23, PDF) la sola violazione non basta e il danno va dimostrato, ma non serve una soglia minima di gravità.
E il penale? Il reato di trattamento illecito di dati richiede che si agisca al fine di trarre profitto o di recare danno all'interessato e che questi subisca un nocumento, cioè un danno (art. 167 del Codice privacy). Senza quel fine e senza nocumento il reato non si configura; se ricorrano nel caso concreto lo valuta il giudice.
Sul danno erariale un precedente aiuta a capire. Nel 2019 la Corte dei conti del Lazio (sentenza n. 246) ha condannato una dirigente scolastica a pagare 7.500 euro dopo che la scuola aveva pagato una sanzione del Garante di 20.000 euro per una circolare del 2014 finita online con i nomi di alunni con disabilità. I tre docenti citati con lei sono stati assolti: erano «meri esecutori» delle sue istruzioni. I fatti sono anteriori al GDPR e la sentenza non riguarda chi agisce di propria iniziativa; in quel caso aver seguito le indicazioni della scuola ha contato.
I casi reali: quando il Garante è intervenuto sulle scuole
Nei sei provvedimenti che riportiamo, adottati tra dicembre 2024 e aprile 2026, il Garante ha sanzionato o ammonito scuole per dati sulla salute di alunni, in cinque casi alunni con disabilità, arrivati a chi non doveva conoscerli: email al destinatario sbagliato, circolari e avvisi online, un PEI visibile nel registro elettronico. Nessuno riguarda una chat di intelligenza artificiale.
| Che cosa è successo | Esito e provvedimento |
|---|---|
| Comunicazioni relative ai PEI di alcuni alunni inviate tre volte per email, tra il 2021 e il 2023, a una persona estranea alla scuola, per un probabile errore di completamento automatico dell'indirizzo | 1.000 euro n. 767 del 12 dicembre 2024 |
| PEI caricato nel registro elettronico con la visibilità sbagliata: per circa 22 minuti è rimasto accessibile a tutti i genitori della classe | Ammonimento n. 115 del 27 febbraio 2025 |
| Circolare con le convocazioni dei GLO, con cognome e iniziale del nome degli alunni, rimasta sul sito per circa 28 giorni | 4.000 euro n. 385 del 10 luglio 2025 |
| Circolare finita online e indicizzata dai motori di ricerca con i nomi di 51 studenti con disabilità, le classi e gli orari dei GLO | 10.000 euro n. 64 del 29 gennaio 2026 |
| Comunicazioni sul PEI di uno studente inviate agli indirizzi email dei compagni di classe. Il Garante precisa che il solo riferimento al PEI è già un dato sulla salute | Ammonimento n. 36 del 29 gennaio 2026 |
| Avviso online per l'istruzione domiciliare di un alunno, con le sue iniziali, il riferimento alla documentazione medica e ai docenti della sua classe | 4.000 euro n. 307 del 29 aprile 2026 |
In nessuno di questi provvedimenti si parla di malafede: all'origine ci sono errori comuni. Ed è questo che conta: con i dati sulla salute non serve la malafede perché ci sia una violazione. Di uno di questi casi abbiamo scritto quando è uscito: la scuola ammonita per le email sul PEI inviate ai compagni di classe.
E i controlli? Per il periodo gennaio-luglio 2026 il Garante aveva inserito nel piano ispettivo le verifiche sugli strumenti di IA usati a scuola: al 4 ottobre 2026 non abbiamo trovato esiti pubblicati, e il piano per agosto-dicembre 2026 non ha un punto dedicato alla scuola. A giugno 2026, però, l'Autorità ha chiesto informazioni su una sperimentazione di IA generativa in un gruppo di scuole paritarie: una richiesta di informazioni, non una sanzione.
IA a scuola: che cosa chiedono Ministero, Garante e AI Act
Le Linee guida del Ministero sull'IA a scuola (decreto 166/2025), su cui il Garante ha dato parere favorevole, non parlano della stesura del PEI, ma fissano criteri generali per l'uso dell'IA a scuola con i dati degli studenti: intervento umano, dati sulla salute solo nei casi strettamente indispensabili, strumenti configurati per impedire la conservazione dei prompt, cioè dei testi che si scrivono alla chat. Si rivolgono agli istituti e chiedono anche ambienti controllati dalla scuola, prompt «preferibilmente» senza dati personali identificativi, comunicazione preventiva alle famiglie se si trattano dati di minori e una valutazione d'impatto, cioè un'analisi dei rischi per i dati, prima di partire. Il passo sui prompt riguarda l'uso didattico con gli studenti: estenderlo alla stesura del PEI è una nostra lettura.
Non conservare ciò che scrivi è il criterio che abbiamo scelto per PEI Assistant. Non è un'approvazione del Ministero: è una scelta di progetto, con le prove pubblicate.
- La legge italiana e l'AI Act. Per le pubbliche amministrazioni la legge 132/2025 (art. 14) prevede che l'IA sia uno strumento di supporto e che la persona resti responsabile dei provvedimenti in cui è stata usata. Il regolamento europeo (AI Act) non nomina il PEI: le regole per i sistemi ad alto rischio dell'istruzione, per esempio quelli che valutano i risultati dell'apprendimento, si applicano dal 2 dicembre 2027. Uno strumento che aiuta a scrivere una bozza, senza valutare l'alunno e senza proporre da solo il livello di sostegno, appare fuori da quei casi: è una lettura interpretativa, e la classificazione spetta a ciascun fornitore, noi compresi.
- La tua scuola. Se l'istituto ha un regolamento o una circolare sull'IA, parti da lì: può escludere PEI e PDP dagli strumenti non autorizzati, e in quel caso l'esclusione vale per ogni strumento, compreso il nostro. C'è chi è più netto: per il Centro territoriale di supporto di Milano diagnosi, verbali, profili di funzionamento e altri dati personali non devono essere copiati nei servizi generativi aperti.
Come scegliere una piattaforma di IA per il PEI: 7 domande
Sono le domande che un dirigente o un responsabile della protezione dei dati farebbe a qualsiasi fornitore. Le abbiamo fatte anche a noi: sotto ognuna c'è la risposta di PEI Assistant.
- Rientra nelle indicazioni della scuola? La scuola è titolare dei dati degli studenti.
Con PEI Assistant: lo scegli tu, ma se e come usare uno strumento di IA con i dati degli alunni lo decide la scuola: PEI Assistant non sostituisce le sue indicazioni. Per dirigente e DPO c'è la scheda dedicata. - Chi è il fornitore dell'intelligenza artificiale e dove elabora i dati?
Con PEI Assistant: Google Cloud, nell'Unione europea, passando dal nostro server. Restano possibili accessi da fuori dello Spazio economico europeo per manutenzione e supporto del fornitore. - Il fornitore dell'IA conserva ciò che scrivo? Per quanto? «Non usiamo i dati per l'addestramento» non significa «non li conserviamo».
Con PEI Assistant: no. Google non conserva i contenuti delle richieste: è la Zero Data Retention, che abbiamo richiesto e che Google ha approvato per Orizzonte Insegnanti il 30 luglio 2026. - La piattaforma salva il PEI o la cronologia nel mio account?
Con PEI Assistant: no. Non salva né il testo che scrivi né il PEI generato: copialo prima di chiudere o aggiornare la pagina. Nel sito restano solo i dati del tuo account. - Che cosa finisce nei registri tecnici?
Con PEI Assistant: solo dati tecnici, come sezione, esito e durata; mai il testo. - Posso lavorare senza nome e cognome dell'alunno?
Con PEI Assistant: sì. Bastano le iniziali, e puoi fare a meno anche di quelle. - Le tutele sono documentate? Con data, perimetro e fonti verificabili, non con aggettivi.
Con PEI Assistant: sì, limiti compresi, nella pagina con le prove della Zero Data Retention.
Per un controllo più approfondito c'è la guida ai 10 controlli prima di caricare PEI e PDP.
Da qui in poi la guida riguarda il PEI in sé: chi lo crea, come, entro quando, con quali modelli e con quali esempi.
Che cos'è il PEI
Il PEI (Piano Educativo Individualizzato) è il documento con cui la scuola progetta il percorso di un alunno con disabilità: obiettivi educativi e didattici, strumenti, strategie, modalità di verifica e risorse per il sostegno. È regolato dall'art. 7 del decreto legislativo 66/2017 e si scrive sul modello nazionale, a partire dal Profilo di funzionamento. Il Profilo di funzionamento è il documento con cui l'équipe dell'ASL, con la famiglia e la scuola, descrive il funzionamento dell'alunno; dove non c'è ancora si usano Diagnosi funzionale e Profilo dinamico funzionale. Secondo l'ISTAT, nel 2024/2025 gli alunni con disabilità erano quasi 377mila, il 4,8% degli iscritti.
Chi crea il PEI?
Il PEI non lo scrive da solo il docente di sostegno: per legge è «elaborato e approvato» dal GLO, il Gruppo di lavoro operativo per l'inclusione. Ne fanno parte i docenti della classe, compreso il docente di sostegno, con la partecipazione dei genitori e delle figure professionali che seguono l'alunno, e con il supporto dell'ASL; lo presiede il dirigente scolastico o un suo delegato. Per le Linee guida ministeriali i genitori partecipano «a pieno titolo». Una novità discussa: dal 1° ottobre 2026 il decreto-legge 170/2026 consente al GLO di approvare il PEI anche in assenza di una componente, purché regolarmente convocata, quando la sua assenza impedirebbe di rispettare i termini.
Come creare un PEI: gli 8 passaggi
Per creare un PEI si parte dalla documentazione e dall'osservazione dell'alunno, si definiscono obiettivi e interventi nelle dimensioni su cui serve intervenire, si analizza il contesto e si porta la bozza al GLO, che la discute e la approva. Di solito la bozza la prepara il docente di sostegno, ma con i colleghi della classe: il PEI è di tutto il team.
- Raccogli la documentazione: verbale di accertamento, Profilo di funzionamento e, se esiste, Progetto individuale. Il quadro informativo (sezione 1) è a cura dei genitori o di altri componenti del GLO esterni alla scuola.
- Stabilisci su quali dimensioni lavorare: la sezione 2 chiede di indicare, per ognuna delle quattro dimensioni, se «va definita» o «va omessa».
- Osserva l'alunno con i colleghi di classe (sezione 4), partendo dai punti di forza.
- Definisci con loro obiettivi e interventi (sezione 5): obiettivi ed esiti attesi, attività, strategie e strumenti.
- Guarda il contesto (sezioni 6 e 7): barriere, facilitatori e che cosa cambiare nell'ambiente di apprendimento.
- Progetta il percorso curricolare e l'organizzazione (sezioni 8 e 9) con i docenti delle discipline.
- Porta la bozza al GLO: il PEI si discute, si approva e si firma lì.
- Verifica e aggiorna: verifica intermedia e verifica finale (sezione 11), dove il modello colloca la proposta delle ore di sostegno per l'anno successivo. Il decreto-legge 170/2026, in corso di conversione, prevede ora che il PEI le definisca «con adeguata motivazione»; le risorse le attribuisce comunque l'Ufficio scolastico regionale, nei limiti dell'organico.
Per mettere in forma osservazioni, obiettivi e interventi c'è PEI Assistant: prepara la bozza un'area di testo alla volta. Poi la rivedi tu e la discute il GLO.
Entro quando va fatto il PEI: le scadenze 2026/27
In base al decreto-legge 170/2026, in vigore dal 1° ottobre 2026, il PEI degli alunni di nuova iscrizione o con nuova certificazione è redatto in via provvisoria entro giugno e in via definitiva entro il 15 ottobre; il PEI degli alunni già seguiti e già iscritti nella stessa scuola è definitivo entro giugno, con correzioni entro le prime due settimane di ottobre. Al 4 ottobre 2026 il decreto-legge 170/2026 non è ancora convertito: il termine è il 29 novembre 2026.
| Situazione dell'alunno | Scadenze |
|---|---|
| Nuova iscrizione o nuova certificazione | PEI provvisorio: entro giugno. PEI definitivo: entro e non oltre il 15 ottobre. |
| Già seguito e già iscritto nella stessa scuola | PEI provvisorio: non previsto. PEI definitivo: entro giugno, cioè prima dell'anno scolastico a cui si riferisce. Aggiornamenti: correzioni entro le prime due settimane di ottobre; dopo, se cambiano le condizioni di funzionamento. |
Fino al 30 settembre 2026 la regola era: PEI definitivo «di norma» entro ottobre. Il 31 ottobre, che in rete si trova ancora indicato come scadenza (anche in nostre pagine precedenti al decreto), compare nel decreto 182/2020 accompagnato da «di norma»: era un termine ordinario, non perentorio. Due avvertenze: in sede di conversione il decreto-legge può cambiare, e il testo non dice come applicare le nuove date all'anno scolastico 2026/27, già iniziato. Al 4 ottobre 2026 non ci risultano note applicative del Ministero.
In pratica: la data del GLO la fissa la scuola. Se non hai ancora la convocazione, chiedi al dirigente o a chi coordina l'inclusione quale calendario segue l'istituto quest'anno, e intanto prepara osservazioni e bozza. Secondo il report dell'ISTAT, nel 2024/25 per il 17% degli alunni il PEI non era ancora stato predisposto al 31 ottobre: con tempi più stretti è normale cercare un aiuto per fare prima. Conta sceglierlo bene.
Che cosa si scrive nel PEI: i 4 modelli e le 12 sezioni
I modelli nazionali di PEI sono quattro, uno per ordine di scuola: infanzia (allegato A1), primaria (A2), secondaria di I grado (A3) e secondaria di II grado (A4). Sono stati adottati con il decreto interministeriale 182/2020 e aggiornati dal decreto 153/2023; si scaricano in PDF e in Word dal portale ministeriale «Inclusione e nuovo PEI». Il modello della primaria ha dodici sezioni:
- Quadro informativo
- Elementi generali desunti dal Profilo di Funzionamento
- Raccordo con il Progetto Individuale (art. 14, legge 328/2000)
- Osservazioni sull'alunno per progettare gli interventi di sostegno didattico
- Interventi per l'alunno: obiettivi educativi e didattici, strumenti, strategie e modalità
- Osservazioni sul contesto: barriere e facilitatori
- Interventi sul contesto per realizzare un ambiente di apprendimento inclusivo
- Interventi sul percorso curricolare
- Organizzazione generale del progetto di inclusione e utilizzo delle risorse
- Certificazione delle competenze con eventuali note esplicative (classi quinte)
- Verifica finale e proposte per le risorse professionali e i servizi di supporto necessari
- PEI provvisorio per l'anno scolastico successivo
Non si compilano tutte nello stesso momento: la sezione 10 riguarda solo le classi quinte, la 11 è la verifica finale e la 12 è il PEI provvisorio. Gli altri modelli hanno la stessa ossatura, con adattamenti: nell'infanzia la sezione 8 riguarda i campi di esperienza e manca la sezione 10; nella secondaria di II grado la sezione 8 comprende i percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento (dal 2025/26 «formazione scuola-lavoro»). Sempre nella secondaria di II grado il PEI indica il tipo di percorso dello studente, uno di tre (i «tre tipi di PEI»): ordinario, personalizzato con prove equipollenti, oppure differenziato.
Quali sono le 4 dimensioni del PEI (con esempi)
Le quattro dimensioni del PEI sono: relazione, interazione e socializzazione; comunicazione e linguaggio; autonomia e orientamento; cognitiva, neuropsicologica e dell'apprendimento. Corrispondono ai quattro domini del Profilo di funzionamento e reggono le sezioni 4 (osservazioni) e 5 (obiettivi e interventi). Gli esempi qui sotto sono inventati, pensati per una classe della scuola primaria, e seguono le voci del modello nazionale: mostrano la forma, non un testo da copiare.
A. Relazione, interazione e socializzazione
Si osservano: il rapporto con adulti e compagni, la partecipazione al gruppo, la motivazione.
- Obiettivo ed esito atteso: durante un gioco in piccolo gruppo aspetta il proprio turno senza che l'adulto intervenga. Entro la verifica intermedia ci riesce in quattro turni su cinque.
- Attività: gioco da tavolo con due compagni, dieci minuti, due volte alla settimana.
- Strategie e strumenti: regole anticipate con immagini, cartellino «tocca a me / tocca a te», rinforzo verbale.
B. Comunicazione e linguaggio
Si osservano: comprensione, produzione, uso di linguaggi alternativi o integrativi, modi di interagire.
- Obiettivo ed esito atteso: quando non riesce a proseguire nel lavoro individuale chiede aiuto all'adulto con la modalità concordata (frase o immagine). Entro la verifica intermedia lo fa in almeno tre occasioni su cinque osservate.
- Attività: lavoro individuale con consegne brevi in cui serve chiedere un materiale o un chiarimento.
- Strategie e strumenti: carta-aiuto sul banco, esempio dato dall'adulto e da un compagno, qualche secondo di attesa prima di intervenire.
C. Autonomia e orientamento
Si osservano: autonomia personale e sociale, motricità globale e fine, funzionalità sensoriale.
- Obiettivo ed esito atteso: all'inizio della lezione prepara il materiale seguendo una sequenza illustrata di quattro passaggi. Entro la verifica intermedia lo fa senza richiami in quattro giorni su cinque.
- Attività: routine di inizio lezione, ogni giorno.
- Strategie e strumenti: sequenza illustrata sul banco, aiuto dell'adulto ridotto un po' alla volta.
D. Cognitiva, neuropsicologica e dell'apprendimento
Si osservano: memoria, organizzazione spazio-temporale, strategie e stili cognitivi, lettura, scrittura e calcolo.
- Obiettivo ed esito atteso: legge un testo di cinque righe con parole ad alta frequenza e risponde in modo corretto ad almeno due domande di comprensione su tre, con il supporto di immagini, entro la verifica intermedia.
- Attività: lettura guidata di brevi testi illustrati, tre volte alla settimana.
- Strategie e strumenti: testo ad alta leggibilità, parole nuove anticipate, domande accompagnate da immagini.
«Migliorare la comunicazione» è un'intenzione. «Quando non riesce a proseguire chiede aiuto con la modalità concordata, in tre occasioni su cinque» è un obiettivo: dice che cosa farà l'alunno, in quale situazione e da che cosa si capirà che ci è riuscito.
Esempi di PEI compilati: dove trovarli e come usarli
Esempi di PEI compilati si trovano sui siti di scuole, formatori ed editori; sul portale del Ministero ci sono i modelli vuoti e le Linee guida, e al 4 ottobre 2026 non vi abbiamo trovato PEI compilati. Nessun esempio va copiato: serve a capire come si formula una sezione, perché il PEI si costruisce sull'osservazione di quell'alunno, in quella classe. Prima di usarne uno controlla due cose:
- Il modello è quello del 2023? Nella primaria la sezione 8 ha i punti 8.1, 8.2 e 8.4.
- Il caso è inventato? Un esempio serio lo dichiara. Se riconosci una scuola, una classe o una persona, non riusarlo.
Un PEI vero, con i dati di un alunno, non dovrebbe circolare: il Garante, nella pagina dedicata alla scuola, ricorda che i dati sulla salute degli alunni non possono essere diffusi e che possono conoscerli solo i soggetti legittimati, come i docenti, i genitori e gli operatori sanitari che insieme predispongono il PEI.
In pratica: tre cose da fare questa settimana
- Chiedi alla scuola quali indicazioni ha dato sull'uso dell'IA con i dati degli alunni. Se vuoi usare PEI Assistant, inoltra la scheda per il dirigente e il DPO.
- Tieni i dati sanitari dell'alunno fuori dalle chat generiche usate con un account personale: lì chiedi solo ciò che non riguarda una persona. Per lavorare sul contenuto reale usa uno strumento che non lo conservi, secondo le indicazioni della scuola.
- Tratta ogni testo generato come una bozza: la rileggi tu, la discute il GLO.
Un PEI ben fatto racconta un bambino o un ragazzo meglio di qualsiasi altro documento della scuola. È il motivo per cui va scritto con cura, ed è lo stesso motivo per cui va protetto. L'intelligenza artificiale può toglierti ore di scrittura. Non può toglierti il dovere di sapere dove finiscono quelle parole.
Per questo abbiamo costruito PEI Assistant così: quelle parole non restano né presso Google né presso di noi. Se vuoi vedere come lavora, provalo su un'area di testo.
Domande frequenti sul PEI con l'intelligenza artificiale
Si può creare il PEI con l'intelligenza artificiale?
Come bozza sì, a condizioni precise. L'intelligenza artificiale può proporre i testi delle sezioni, ma il PEI lo elabora e lo approva il GLO (art. 7 del decreto legislativo 66/2017). Poiché il PEI contiene dati sulla salute dell'alunno, contano tre cose: le indicazioni della scuola, che è titolare del trattamento, i soli dati indispensabili e uno strumento che non conservi ciò che scrivi.
Si può usare ChatGPT per scrivere il PEI?
ChatGPT si può usare per un dubbio generale, o per migliorare la forma di un testo senza dati personali. Con i dati di un alunno e un account personale è da evitare. Secondo le pagine ufficiali di OpenAI consultate il 4 ottobre 2026, le chat restano salvate finché non le cancelli e possono servire all'addestramento, se non lo escludi dalle impostazioni. Per il contenuto reale del PEI meglio uno strumento che non lo conservi, usato secondo le indicazioni della scuola.
Posso incollare la diagnosi in una chat se tolgo il nome dell'alunno?
In una chat generica con account personale, no. Togliere il nome aiuta, ma da solo non rende anonimo il testo: classe, scuola, età, diagnosi e contesto possono bastare a riconoscere l'alunno. Nell'aprile 2026 il Garante ha sanzionato un istituto per un avviso online con le iniziali di un alunno e il riferimento alla documentazione medica. Per quel contenuto meglio uno strumento che non lo conservi, usato secondo le indicazioni della scuola.
La chat temporanea o la modalità in incognito bastano a proteggere i dati?
No, da sole non bastano. Tengono la chat fuori dalla cronologia e dall'addestramento, ma secondo le pagine ufficiali consultate il 4 ottobre 2026 i contenuti restano comunque: ChatGPT può conservare una copia della chat temporanea fino a 30 giorni, Claude conserva 30 giorni le chat in incognito e l'app Gemini conserva per 72 ore le chat temporanee.
Posso usare l'IA dell'account della scuola (Google Workspace, Microsoft 365) per il PEI?
Dipende da che cosa ha deciso la scuola. Le versioni per scuole e aziende cambiano il quadro rispetto all'account personale, ma solo se è la scuola ad averle attivate e ad aver stabilito quali dati vi si possono inserire. Chiedi al dirigente se l'assistente di IA è attivo e con quali dati puoi usarlo: anche lì si scrive solo ciò che è indispensabile.
Ho già incollato una diagnosi in una chat: che cosa faccio?
Fermati, annota che cosa hai inserito (servizio, account, data), cancella la conversazione e parlane subito con il dirigente scolastico, che può coinvolgere il responsabile della protezione dei dati. Spetta alla scuola valutare se è una violazione dei dati da documentare o da notificare al Garante: i tempi decorrono da quando ne viene a conoscenza.
Chi risponde se un docente carica un PEI su una piattaforma di IA non autorizzata?
Davanti al Garante, di regola, risponde la scuola, che è titolare del trattamento anche quando l'errore è di un singolo docente. Il docente può però andare incontro a conseguenze disciplinari e, solo per dolo o colpa grave, a una condanna della Corte dei conti a rifondere il danno, in tutto o in parte. Al 4 ottobre 2026, sul sito del Garante, non abbiamo trovato provvedimenti su scuole o docenti per una chat di IA.
I docenti sono autorizzati al trattamento dei dati personali degli alunni?
Sì. I docenti trattano i dati degli alunni come persone autorizzate dalla scuola, che è titolare del trattamento, e solo secondo le istruzioni ricevute (art. 29 del GDPR; art. 2-quaterdecies del Codice privacy). Inserire di propria iniziativa i dati di un alunno in uno strumento che la scuola non ha adottato né autorizzato significa, di regola, uscire da quelle istruzioni.
Quali sanzioni prevede il GDPR per i dati sulla salute degli alunni?
Fino a 20 milioni di euro per le violazioni delle regole sui dati particolari, come quelli sulla salute (art. 83, par. 5). È il massimo di legge e riguarda il titolare del trattamento, cioè di regola la scuola e non il singolo docente. Nei provvedimenti del 2024-2026 sulle scuole riportati in questa guida il Garante ha applicato da 1.000 a 10.000 euro, oppure un ammonimento.
Il Garante ha mai sanzionato una scuola per una chat di IA?
Al 4 ottobre 2026, tra i provvedimenti pubblicati sul sito del Garante, non ne abbiamo trovati. I provvedimenti sulle scuole riportati in questa guida riguardano email inviate alla persona sbagliata, circolari online e documenti visibili nel registro elettronico: mostrano come il Garante tratta i dati del PEI, non che cosa deciderebbe su una chat di IA.
Che cosa significa Zero Data Retention?
Zero Data Retention (ZDR) significa che il fornitore dell'IA si impegna a non conservare i contenuti delle richieste dopo averle elaborate. È diversa dal «no training»: un fornitore può non usare i dati per l'addestramento e conservarli comunque per settimane. Con Google, OpenAI e Anthropic non è l'impostazione di partenza: di norma va richiesta e approvata, o prevista da un accordo, e vale per un perimetro preciso.
Chi crea il PEI?
Il PEI non lo scrive da solo il docente di sostegno: per legge è elaborato e approvato dal GLO, il Gruppo di lavoro operativo per l'inclusione. Ne fanno parte i docenti della classe, compreso il docente di sostegno, con la partecipazione dei genitori e delle figure professionali che seguono l'alunno e con il supporto dell'ASL; lo presiede il dirigente scolastico o un suo delegato.
Quali sono i 4 modelli di PEI?
Sono i modelli nazionali per la scuola dell'infanzia, la primaria, la secondaria di I grado e la secondaria di II grado (allegati da A1 ad A4 al decreto interministeriale 182/2020, aggiornati dal decreto 153/2023). Hanno la stessa ossatura, con adattamenti per ogni ordine di scuola, e si scaricano dal portale ministeriale «Inclusione e nuovo PEI».
Quali sono le 4 dimensioni del PEI?
Le quattro dimensioni del PEI sono: relazione, interazione e socializzazione; comunicazione e linguaggio; autonomia e orientamento; cognitiva, neuropsicologica e dell'apprendimento. Corrispondono ai quattro domini del Profilo di funzionamento. Per ogni dimensione su cui si interviene il modello chiede obiettivi ed esiti attesi, attività, strategie e strumenti.
Quali sono i 3 tipi di PEI?
Nella scuola secondaria di II grado il PEI indica uno di tre percorsi: ordinario, personalizzato con prove equipollenti, oppure differenziato. Non vanno confusi con i quattro modelli nazionali di PEI, che sono uno per ordine di scuola.
Entro quando va fatto il PEI?
Dal 1° ottobre 2026 (decreto-legge 170/2026, al 4 ottobre 2026 non ancora convertito) il PEI degli alunni di nuova iscrizione o con nuova certificazione va redatto in via provvisoria entro giugno e in via definitiva entro il 15 ottobre; per gli alunni già seguiti e già iscritti nella stessa scuola è definitivo entro giugno, cioè prima dell'anno scolastico a cui si riferisce, con correzioni entro le prime due settimane di ottobre. Per il 2026/27, già iniziato, il decreto non dice come applicare le nuove date: chiedi alla scuola.
Dove trovo esempi di PEI compilati?
Esempi di PEI compilati si trovano sui siti di scuole, formatori ed editori; sul portale del Ministero ci sono i modelli vuoti e le Linee guida. Servono a capire come si formula una sezione, non a essere copiati, e non tutti sono aggiornati ai modelli del 2023. Un esempio serio usa un caso di fantasia: un PEI con i dati reali di un alunno non dovrebbe circolare.
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Posso inserire la diagnosi e il profilo di funzionamento in PEI Assistant?
Sì, secondo le indicazioni della scuola, che resta titolare dei dati degli studenti. Con PEI Assistant puoi lavorare sul contenuto reale che serve al PEI (diagnosi, profilo di funzionamento, osservazioni) senza che resti presso Google o presso di noi. Nome, cognome, codice fiscale, indirizzo e recapiti non servono: bastano le iniziali, o nemmeno quelle. Per dirigente e DPO c'è una scheda dedicata.
Che differenza c'è tra PEI Assistant e una chat come ChatGPT per il PEI?
Cambia che cosa resta dopo. Nelle principali app di chat, con un account personale, le conversazioni restano salvate per impostazione predefinita: per questo i dati sanitari di un alunno lì non vanno inseriti. Con PEI Assistant Google non conserva i contenuti delle richieste e noi non salviamo né il testo che scrivi né il PEI generato. Lo usi senza il nome dell'alunno e secondo le indicazioni della scuola.
PEI Assistant usa ChatGPT?
No. Al 4 ottobre 2026 l'intelligenza artificiale di PEI Assistant lavora su Google Cloud, nell'Unione europea, e Google non conserva i contenuti delle richieste. La Zero Data Retention non è un'impostazione predefinita: l'abbiamo richiesta e Google l'ha approvata per Orizzonte Insegnanti il 30 luglio 2026. PEI Assistant non salva né il testo che scrivi né il PEI generato: resta solo nella tua pagina finché non lo copi.
Quanto costa PEI Assistant?
PEI Assistant funziona a crediti, con pacchetti senza abbonamento. Alla registrazione ricevi 1 credito di benvenuto: basta per provare un'area di testo, non per un PEI. Un credito vale un testo generato: per tutte e 20 le aree ne servono circa 20. Pacchetti e condizioni sono nella pagina dei prezzi.
Come abbiamo lavorato. Norme, provvedimenti e pagine dei fornitori sono stati consultati il 4 ottobre 2026 sulle fonti indicate nel testo: atti e siti ufficiali dove esistono, testate e banche dati dove è indicato (la sentenza della Corte dei conti è letta su una banca dati privata). Per la Zero Data Retention di PEI Assistant le fonti sono l'email di Google del 30 luglio 2026, descritta nella pagina delle prove con data, mittente e progetto (la copia integrale è conservata da Orizzonte Insegnanti e non è pubblicata), e la pagina di Google Cloud sulla Zero Data Retention. Aggiorneremo la guida dopo la conversione del decreto-legge 170/2026. Questa guida ha scopo informativo e non è un parere legale: per i casi concreti rivolgiti al dirigente scolastico e al responsabile della protezione dei dati della tua scuola.