L'introduzione del Latino per l'educazione linguistica (LEL) come disciplina opzionale per le classi seconde e terze della scuola secondaria di primo grado rappresenta una delle novità più significative del recente Decreto scuola. Questa misura, volta a rafforzare le competenze linguistiche e il pensiero critico attraverso un approccio metalinguistico e laboratoriale, mira a fornire agli studenti strumenti per comprendere meglio il funzionamento della lingua italiana e le strutture della civiltà classica, senza però sottrarre ore alle altre discipline fondamentali come l'italiano.
Il percorso verso l'attuazione di questa riforma è stato delineato attraverso una serie di atti normativi precisi, tra cui il DM n. 221 del 9 dicembre 2025, approvato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito. Il provvedimento è stato ufficialmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 gennaio 2026, stabilendo una tabella di marcia che prevede l'inizio dell'applicazione graduale a partire da settembre 2026, con il completamento della transizione per il primo ciclo previsto per il biennio 2028-2029.
Nonostante l'obiettivo educativo sia chiaro, l'implementazione pratica solleva interrogativi rilevanti per i dirigenti scolastici e per la gestione del personale. L'iniziativa non sostituisce la didattica tradizionale basata esclusivamente su grammatica e traduzione, ma si configura come un intervento curricolare volto a integrare la formazione umanistica. Tuttavia, la gestione del monte ore e la copertura dei costi per i docenti specializzati restano i nodi centrali su cui si concentrano le preoccupazioni delle istituzioni scolastiche e dei sindacati.
Quadro normativo e modalità di inserimento nel curricolo scolastico
Le nuove Indicazioni Nazionali, che sostituiscono quelle vigenti dal 2012, pongono la civiltà classica come pilastro della formazione culturale, ma lasciano la scelta dell'attivazione alla piena autonomia scolastica. Gli istituti non sono obbligati ad attivare la disciplina, ma hanno la facoltà di inserirla nel proprio progetto didattico e nel Piano Triennale dell'Offerta Formativa (PTOF) in base alle adesioni delle famiglie e alle risorse disponibili.
Per quanto riguarda la gestione pratica, le famiglie avranno a disposizione due modalità distinte di fruizione del corso di latino:
- Inserimento nell'area di lettere: il latino viene integrato nel monte ore esistente della macro-area umanistica, senza modificare il carico orario complessivo dello studente. In questo caso, la scuola deve rimodulare le ore dedicate a grammatica, antologia o produzione scritta senza ridimensionarle.
- Ora aggiuntiva di potenziamento: la disciplina viene offerta come attività extra-curricolare o di potenziamento pomeridiano, sommandosi all'orario scolastico ordinario.
Un aspetto fondamentale per la trasparenza verso le famiglie riguarda la valutazione: il latino non confluirà nel giudizio di italiano, ma avrà un voto autonomo e indipendente sulla scheda di valutazione. Questa scelta conferisce dignità disciplinare alla materia, evitando che venga percepita come un'appendice marginale e responsabilizzando gli studenti sulla scelta del percorso effettuato.
Sfide organizzative e il nodo della carenza di organico
Il passaggio dalla teoria alla pratica presenta criticità rilevanti, soprattutto per quanto riguarda la disponibilità dei docenti. La disciplina è affidata ai docenti di italiano (classe di concorso A-22) che possiedono già le abilitazioni specifiche per l'insegnamento del latino. Tuttavia, la carenza di personale specializzato nelle scuole medie potrebbe generare una debolezza organizzativa significativa, con il rischio che un singolo docente specializzato debba coprire fino a 18 classi diverse, come segnalato dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI).
Dal punto di vista economico, il monte ore previsto è di almeno 1 ora settimanale (circa 33 ore annue). Il compenso per il docente, per le ore di attività aggiuntiva, è stimato in 38,50 euro lordi dipendente per ogni ora, con un totale di circa 1.270,50 euro per il percorso di 33 ore. L'Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici (ANP) ha espresso preoccupazione per la mancanza di garanzie finanziarie certe, chiedendo un'alimentazione urgente del Fondo Unico per mantenere i livelli retributivi e sostenere i costi derivanti dall'ora aggiuntiva richiesta dalle famiglie.
| Aspetto | Dettaglio |
|---|---|
| Circa 33 ore annue (1 ora settimanale) | |
| 38,50 euro lordi dipendente per ora extra | |
| Esame annuale di lingua/letteratura latina o 12 CFU nel settore L-FIL-LET/04 | |
| Settembre 2026 |
Cosa cambia concretamente per la scuola e i docenti
Per i Dirigenti Scolastici, la priorità immediata riguarda la mappatura delle competenze interne per identificare i docenti di lettere con titoli specifici in latino. In caso di carenza strutturale, sarà necessario avviare convenzioni con gli istituti superiori del territorio. È inoltre fondamentale procedere con l'aggiornamento del PTOF entro la scadenza di settembre 2026 per definire la pianificazione operativa.
Per i Docenti, l'insegnamento del latino non sottrarrà ore all'italiano, ma richiederà una progettazione didattica autonoma. Per le ore extra-curricolari, la priorità deve essere data agli "spezzoni" disponibili nell'organico dell'autonomia; solo in mancanza di questi si attiveranno i compensi aggiuntivi tramite il Fondo FIS. Per le Famiglie, la scelta del latino sarà accompagnata da un voto autonomo e indipendente, permettendo di scegliere tra l'integrazione nell'area di lettere o l'ora aggiuntiva pomeridiana.
Limiti e criticità ancora aperte
Ad oggi, permangono alcune zone d'ombra che richiedono attenzione. Non è ancora disponibile un piano di formazione strutturato per i docenti di lettere che non possiedono titoli specifici in latino. Inoltre, la mancanza di garanzie finanziarie certe per la copertura delle ore aggiuntive espone al rischio di una distribuzione "a macchia di leopardo", basata esclusivamente sulle risorse del singolo istituto scolastico. Resta inoltre da chiarire come verranno gestite le prove d'esame a fine ciclo per quanto riguarda il contributo specifico della disciplina.
FAQs
Decreto scuola e Latino per l'educazione linguistica: le sfide del monte ore e della gestione dei costi
I docenti della classe A-12 devono possedere almeno un esame annuale di lingua o letteratura latina, due esami semestrali, oppure almeno 12 CFU nel settore L-FIL-LET/04. In caso di carenza di personale interno con tali titoli, le scuole potranno avviare convenzioni con gli istituti superiori del territorio.
Le famiglie possono scegliere tra l'integrazione nell'area di lettere (rimodulazione ore esistenti) o l'attivazione di un'ora aggiuntiva pomeridiana. Questa flessibilità permette di bilanciare il carico didattico senza compromettere le discipline fondamentali.
I fondi per questi compensi sono previsti tramite il Fondo FIS, sebbene le organizzazioni sindacali abbiano segnalato la necessità di garanzie finanziarie strutturali per coprire l'intero monte ore richiesto.
I dirigenti scolastici sono chiamati a mappare le competenze interne e definire le modalità di erogazione del LEL in base alle adesioni delle famiglie e alle risorse disponibili.