Il panorama normativo della scuola italiana sta vivendo una fase di profonda trasformazione con l'attuale iter parlamentare dedicato alla conversione del decreto-legge 170 del 30 settembre 2026, comunemente denominato "decreto scuola". Al centro del dibattito politico e sindacale si colloca la necessità di dare risposte concrete e strutturali alla cronica questione della precarietà, con particolare attenzione alla tutela dei docenti idonei ai concorsi dal 2020 e ai lavoratori che operano attualmente con contratti a termine.
La FLC CGIL ha preso posizione attiva presso la 7ª Commissione del Senato, indirizzando alle forze parlamentari una serie di proposte emendative volte a correggere l'impostazione del provvedimento governativo. L'obiettivo primario della federazione è garantire che il reclutamento non sia guidato da logiche demagogiche o da vincoli temporanei, ma da una visione di lungo periodo che promuova la qualità dell'istruzione e la stabilità del personale scolastico, intervenendo su nodi critici come i posti di sostegno in deroga e i costi della formazione abilitante.
Secondo le analisi sindacali, è fondamentale che il governo riconosca come priorità assoluta l'immissione in ruolo delle decine di migliaia di docenti idonei che, a partire dal concorso 2020 e includendo le procedure PNRR, hanno superato le prove selettive e attendono da anni una stabilizzazione. La proposta della FLC CGIL mira a utilizzare le graduatorie vigenti nel rispetto dell'ordine cronologico di indizione, promuovendo un incremento degli organici reali anziché nuovi tagli che penalizzerebbero ulteriormente il sistema scolastico.
Cosa dice il D.L. 170/2026 in sintesi
Il decreto-legge 170/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, introduce misure urgenti per il funzionamento della scuola, con un focus specifico sul sostegno didattico agli alunni con disabilità. L'articolo 1 del provvedimento modifica il D.Lgs. 66/2017 per ridefinire le modalità di redazione del Piano educativo individualizzato (PEI).
Nello specifico, la normativa introduce distinzioni chiare tra gli studenti di nuova iscrizione o con nuova certificazione e quelli già inseriti in percorsi di supporto. Per i primi, il PEI deve essere redatto in via provvisoria entro giugno e in via definitiva entro e non oltre il 15 ottobre, tenendo conto degli elementi previsti dal decreto ministeriale di cui al comma 2-ter. Per gli studenti già iscritti presso la medesima scuola, il PEI definitivo deve essere approvato entro giugno, con la possibilità di inserire aggiornamenti, correttivi e integrazioni entro e non oltre le prime due settimane del mese di ottobre.
Un altro punto cardine del decreto riguarda la gestione delle ore di sostegno. Viene introdotto il concetto di "mantenimento del numero di ore" in via prioritaria nel passaggio da un anno di corso all'altro, fatta salva l'assegnazione dell'organico, per evitare discontinuità didattiche. Inoltre, il decreto modifica la Legge 104/1992 aggiungendo il comma 11-bis, che permette al Gruppo di lavoro operativo (GLO) di approvare il PEI anche in assenza di una delle componenti previste, purché regolarmente convocata, qualora la mancata partecipazione non consenta il rispetto dei termini previsti per la sua adozione.
Contesto e precedenti
La situazione attuale è il risultato di un lungo percorso normativo che ha visto l'integrazione delle graduatorie dei concorsi ordinari con gli idonei, una misura introdotta per gestire l'emergenza e gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Tuttavia, il meccanismo ha generato forti tensioni, specialmente per quanto riguarda la precedenza accordata alle graduatorie più recenti. Il gruppo Idonei2020 ha espresso forte preoccupazione per il rischio che le proprie graduatorie (GM22) vengano ulteriormente posticipate rispetto a quelle bandite dal 2023 in avanti.
In precedenza, il decreto-legge 45 del 2025 aveva stabilito che, per i concorsi banditi dal 2023, l'integrazione con gli idonei fosse limitata a un massimo del 30% dei posti messi a concorso per un periodo di tre anni, con priorità rispetto alle graduatorie precedenti in funzione del raggiungimento dei target europei. Gli emendamenti attualmente in discussione mirano a rimuovere questo vincolo, proponendo che le GM22 vengano utilizzate successivamente alle graduatorie del 2023 indipendentemente dagli obiettivi PNRR, per evitare che l'attesa dei docenti idonei diventi imprevedibile.
Parallelamente, la questione dei posti in deroga ha assunto rilevanza internazionale. L'Unione Europea ha più volte sottolineato la necessità per l'Italia di eliminare l'abuso dei contratti a termine su posti che, pur essendo formalmente "temporanei", risultano stabili nel tempo. Questa pressione esterna sta spingendo verso una trasformazione dei posti in deroga in organico di diritto, con l'obiettivo di garantire che le migliaia di cattedre di sostegno siano coperte da docenti di ruolo e non da supplenti con contratti annuali.
Cosa cambia per docenti, ATA e scuole
L'approvazione degli emendamenti della FLC CGIL e la conversione del decreto porterebbero cambiamenti strutturali significativi per l'intera comunità scolastica. Per i docenti idonei, la principale novità risiederebbe nella certezza del diritto riguardo l'ordine di immissione in ruolo, cercando di proteggere le graduatorie storiche dal rischio di un ulteriore slittamento indefinito. Per i vincitori dei concorsi PNRR, la proposta prevede la trasformazione a tempo indeterminato del contratto qualora conseguano l'abilitazione entro dicembre dell'anno scolastico di riferimento, con il contestuale avvio dell'anno di formazione e prova.
Per il personale ATA e gli educatori, le richieste mirano al superamento dei limiti di turnover e alla possibilità di sostituire il personale assente sin dal primo giorno di assenza, eliminando le attuali barriere burocratiche. Inoltre, si prefigura un piano per il collocamento fuori ruolo del personale ATA inidoneo, con la conseguente copertura dei posti lasciati liberi da personale qualificato. Per quanto riguarda le scuole, la stabilizzazione dei posti in deroga per il sostegno dovrebbe garantire una continuità didattica fondamentale per gli alunni con disabilità, eliminando la necessità di attendere mesi per l'arrivo di un supplente.
Sul fronte della formazione, il decreto e le proposte sindacali mirano ad abbattere i costi dei percorsi abilitanti. Si prevede un piano di finanziamento alle Istituzioni AFAM e alle Università Statali per rendere accessibili i corsi di abilitazione, che attualmente gravano interamente sui precari. Questo intervento è visto come essenziale per garantire che l'accesso alla professione non sia condizionato dalla capacità economica del singolo docente, ma dalla qualità del percorso formativo intrapreso.
In sintesi, le azioni concrete richieste includono:
- Proroga delle assunzioni finalizzate al ruolo da GPS sostegno di prima fascia.
- Trasformazione in organico di diritto dei posti in deroga attivati per due anni consecutivi.
- Finanziamento pubblico per ridurre le tasse universitarie sui corsi abilitanti.
- Eliminazione del vincolo provinciale per le assegnazioni provvisorie dei docenti vincitori di concorso.
- Revisione delle regole sulle supplenze per permettere la sostituzione immediata del personale assente.
Le posizioni
La FLC CGIL sostiene con forza che non servano tagli agli organici, ma investimenti mirati. Il sindacato denuncia come "demagogico" il tentativo di mettere in competizione docenti precari che hanno superato concorsi diversi e che attendono tutti una legittima assunzione. La federazione insiste sul fatto che la scuola statale ha bisogno di risposte concrete, non di misure che arricchiscono le università telematiche profit a scapito dei lavoratori.
Dall'altra parte, il gruppo Idonei2020 ha manifestato il proprio dissenso verso le proposte di emendamento che potrebbero posticipare ulteriormente l'uso delle graduatorie GM22. La loro posizione è chiara: la precedenza deve essere garantita per evitare che l'attesa per circa 18.000 docenti diventi un vicolo cieco. Il sindacato Anief, invece, ha spinto per la trasformazione dei posti in deroga in organico di diritto, sottolineando come la discontinuità didattica sul sostegno sia uno dei principali freni all'apprendimento degli studenti.
Le posizioni sindacali convergono sulla necessità di superare il precariato, ma divergono sulle priorità tecniche degli emendamenti. Mentre alcune forze politiche puntano su una gestione più flessibile delle graduatorie per rispondere ai target PNRR, la base sindacale chiede una tutela più rigorosa dei diritti acquisiti e una stabilizzazione che non sia legata a concessioni temporanee, ma a una riforma strutturale del sistema di reclutamento.
| Evento / Scadenza | Dettaglio Normativo / Azione |
|---|---|
| 15 ottobre | Termine per la redazione definitiva del PEI per nuovi iscritti o nuove certificazioni (D.L. 170/2026). |
| Prime due settimane di ottobre | Termine per aggiornamenti, correttivi e integrazioni del PEI per alunni già iscritti. |
| Dicembre 2026 | Termine proposto per l'approvazione del nuovo Regolamento sulle supplenze e per la trasformazione dei contratti PNRR. |
| 20 novembre | Data dello sciopero generale per la tutela dei diritti del personale scolastico. |