Segnale luminoso rosso con la scritta EMERGENCY su sfondo scuro, simboleggia l'urgenza e la necessità di protocolli di sicurezza per affrontare il caldo a scuola.

Emergenza caldo a scuola: protocolli di sicurezza e gestione del rischio termico per docenti e ATA

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Indice Contenuti

Il rischio da calore all'interno degli istituti scolastici non è più considerato un semplice disagio ambientale, ma è stato formalmente riconosciuto come un fattore di rischio professionale concreto. Questa evoluzione normativa impone alle scuole italiane l'adozione di procedure operative specifiche per tutelare l'integrità fisica di docenti, personale ATA, collaboratori scolastici e alunni, trasformando la gestione del microclima in un obbligo di sicurezza strutturato.

L'approccio attuale si basa sulla necessità di integrare nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) ogni variabile termica che possa compromettere la salute dei lavoratori. Non si tratta più di interventi sporadici, ma di una strategia che combina misure organizzative, tecniche e formative, con l'obiettivo di prevenire colpi di calore, disidratazioni e stress termico durante l'anno scolastico.

Il quadro normativo e le responsabilità del Dirigente Scolastico

La base giuridica di queste misure poggia sul D.Lgs. 81/2008, il Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro. In particolare, gli articoli 18 e 28 stabiliscono l'obbligo per il Datore di Lavoro (il Dirigente Scolastico) di valutare tutti i rischi, inclusi quelli fisici legati al microclima. Inoltre, gli articoli 36-37 impongono il dovere di informazione e formazione specifica per tutto il personale coinvolto.

A questo si aggiunge l'Art. 2087 del Codice Civile, che sancisce l'obbligo generale del datore di lavoro di tutelare l'integrità fisica dei dipendenti. Per quanto riguarda gli standard tecnici, la Nota INL del 13 luglio 2023 (prot. 5056) fornisce indicazioni precise sull'uso degli indici WBGT (UNI EN ISO 7243) e PHS (UNI EN ISO 7933) per misurare correttamente il carico termico negli ambienti di lavoro.

Recentemente, il D.M. 9 luglio 2025, n. 95 ha introdotto un protocollo quadro nazionale per le emergenze climatiche, rafforzando la necessità di avere piani di emergenza aggiornati. In caso di temperature interne superiori ai 30°C associate a malesseri diffusi, il Dirigente Scolastico ha il potere e il dovere di disporre la sospensione o la rimodulazione delle attività non indifferibili per garantire la sicurezza.

Misure di prevenzione e gestione operativa per gruppi omogenei

La prevenzione si articola su tre livelli principali: organizzativo, tecnico e formativo. A livello organizzativo, le scuole devono prevedere la rotazione dei turni, l'aerazione costante degli ambienti e la creazione di zone d'ombra o locali freschi per le pause. Sul piano tecnico, è fondamentale la manutenzione degli impianti di climatizzazione e l'installazione di sistemi di ventilazione meccanica, supportati dal monitoraggio costante tramite termoigrometri.

Il piano formativo prevede invece sessioni specifiche per il personale, differenziate per gruppi omogenei, per permettere a ciascuna categoria di riconoscere i segnali precoci di stress termico. Le organizzazioni sindacali, come la CISL Scuola, hanno già fornito modelli di DVR e circolari per uniformare queste risposte, sottolineando che il caldo estremo richiede una responsabilità condivisa tra il Datore di Lavoro e il RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione).

Le misure pratiche variano significativamente in base alle mansioni svolte:

  • Collaboratori Scolastici: Le pulizie di fondo e la movimentazione di arredi pesanti devono essere concentrate nelle fasce orarie più fresche, preferibilmente prima delle 10:00 o dopo le 16:00. Sono previste pause aggiuntive obbligatorie per le mansioni più gravose.
  • Docenti: È possibile concordare con la Direzione lo spostamento delle lezioni in aule più fresche durante le ore di picco. È obbligatorio garantire la disponibilità di acqua potabile in classe e, per la sorveglianza all'aperto, è richiesta la rotazione se l'esposizione supera i 30 minuti consecutivi.
  • Personale ATA: Si prevede la limitazione del lavoro in laboratori o locali con apparecchiature a caldo (forni, autoclavi, stampanti) tra le 10:00 e le 16:00, con riduzione dei tempi di permanenza in archivi e magazzini non ventilati.
  • Alunni: Il protocollo prevede l'obbligo di idratazione regolare e la riprogrammazione delle attività motorie o sportive nelle ore più calde.

Cosa cambia concretamente: protocollo di primo intervento e scadenze

In caso di malore, il personale deve seguire una procedura rigida per evitare comportamenti irrazionali dettati dall'ansia. Se la scena è sicura, occorre avvicinarsi al soggetto utilizzando i dispositivi di protezione individuale (DPI) necessari. In caso di sintomi lievi (nausea, capogiri, stanchezza), il lavoratore deve interrompere l'attività, spostarsi in un'area fresca e idratarsi. Se invece si manifestano sintomi gravi (confusione, perdita di coscienza, crampi diffusi), è necessario interrompere immediatamente ogni attività, allontanare la persona dal calore e chiamare il 112, allertando contemporaneamente il personale addetto al primo soccorso.

Per quanto riguarda le scadenze operative, il personale scolastico deve prendere visione immediata degli allegati al DVR e firmare il relativo registro. Annualmente, il RSPP deve programmare gli incontri formativi pre-estivi con moduli differenziati. Ogni evento critico o malore deve essere obbligatoriamente registrato per l'aggiornamento periodico del documento di valutazione dei rischi.

Categoria LavoratoreMisure di Prevenzione Specifiche
Collaboratori ScolasticiPulizie di fondo prima delle 10:00 o dopo le 16:00; pause aggiuntive obbligatorie.
DocentiSpostamento lezioni in aule fresche; rotazione sorveglianza esterna ogni 30 minuti.
Personale ATALimitazione lavoro in laboratori/magazzini tra le 10:00 e le 16:00.
AlunniIdratazione regolare obbligatoria; riprogrammazione attività motorie.

È importante sottolineare che le misure specifiche possono variare in base alla valutazione del rischio locale effettuata da ogni singolo plesso. Poiché la sicurezza dipende dalle caratteristiche strutturali degli edifici (come la presenza di locali interrati o l'efficienza degli impianti di climatizzazione), il DVR di ogni scuola rappresenta il documento di riferimento unico per le procedure da seguire.

In situazioni di emergenza sanitaria, è fondamentale mantenere la calma e valutare la sicurezza della scena prima di intervenire. In caso di pazienti incoscienti o con difficoltà respiratorie, il consiglio è di ipotizzare sempre la situazione più grave e non sottovalutare mai l'evento, specialmente se la persona coinvolta è un alunno. Per ogni intervento, è necessario allertare immediatamente il numero unico di emergenza 112 e il personale interno addetto al pronto soccorso.

Per approfondimenti sui protocolli di gestione delle emergenze sanitarie, è possibile consultare il regolamento sulla gestione dell'emergenza sanitaria a scuola.

FAQs
Emergenza caldo a scuola: protocolli di sicurezza e gestione del rischio termico per docenti e ATA

Quali sono le misure organizzative obbligatorie per il personale scolastico durante le ondate di calore?+

Le scuole devono adottare misure specifiche come la riprogrammazione degli orari, la rotazione dei turni e la concessione di pause aggiuntive in locali freschi. Per i collaboratori scolastici, le pulizie di fondo devono essere svolte preferibilmente prima delle 10:00 o dopo le 16:00, mentre per i docenti è prevista la possibilità di spostare le lezioni in aule climatizzate o ventilate.

Cosa deve fare il personale in caso di malessere da calore di un collega o di un alunno?+

In caso di sintomi lievi come nausea o capogiri, la persona deve interrompere l'attività, spostarsi in un'area fresca e idratarsi immediatamente. Se si manifestano sintomi gravi come confusione, perdita di coscienza o crampi diffusi, occorre allontanare il soggetto dal calore, chiamare il numero unico di emergenza 112 e allertare il personale addetto al primo soccorso della scuola.

Quali sono i requisiti tecnici e normativi per la gestione del rischio termico nelle scuole?+

Il rischio calore deve essere formalmente inserito nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) ai sensi del D.Lgs. 81/2008 e del Codice Civile. Le misure tecniche includono la manutenzione degli impianti di climatizzazione, l'installazione di ventilazione meccanica e il monitoraggio costante dei parametri termici tramite termoigrometri.

Chi è responsabile della sicurezza e della gestione delle emergenze climatiche nella scuola?+

Il Dirigente Scolastico, in qualità di datore di lavoro, ha la responsabilità primaria di tutelare l'integrità fisica dei lavoratori e degli alunni, potendo disporre la sospensione delle attività non indifferibili in caso di temperature critiche. Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) deve invece coordinare la valutazione dei rischi e la formazione specifica del personale.

Fonti consultate

Redazione Orizzonte Insegnanti
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