Mano di bambino che suona un pianoforte, simbolo di infanzia e apprendimento, in contrasto con le restrizioni sui minori online

EU Kids Act: il nuovo piano europeo per bloccare i social e i chatbot ai minori

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La Commissione Europea ha ufficialmente avviato un percorso legislativo che promette di ridefinire radicalmente il rapporto tra minori e spazio digitale. Con la presentazione della proposta di regolamento EU Kids Act, formalmente denominato EU Keeping Internet Digital Spaces Accountable and Trustworthy, l'Unione Europea mira a trasformare la tutela dei più piccoli da una responsabilità frammentata tra i singoli Stati membri in un quadro normativo unico e armonizzato a livello continentale.

L'iniziativa, annunciata ufficialmente da Ursula von der Leyen durante il Discorso sullo Stato dell'Unione a Strasburgo il 16 settembre 2026, nasce dalla necessità di rispondere a dati critici che evidenziano una vulnerabilità sistemica: solo la metà dei bambini tra i 9 e i 16 anni in Europa dichiara di sentirsi al sicuro online. Il piano non si limita a imporre restrizioni passive, ma punta a colpire le radici della dipendenza digitale, affrontando rischi che spaziano dal cyberbullismo ai disturbi del sonno, fino all'impatto psicologico dei contenuti estremi.

Il cuore pulsante della proposta risiede nel principio della safety by design, un obbligo per le aziende tecnologiche di integrare la sicurezza e la tutela dei minori direttamente nella progettazione stessa delle piattaforme. Questo significa che i meccanismi progettati per il consumo ininterrotto, come lo scroll infinito, l'autoplay e le notifiche persistenti, dovranno essere eliminati o drasticamente limitati. La normativa si inserisce in un ecosistema normativo già complesso, integrandosi con il Digital Services Act (DSA) e l'AI Act per creare uno scudo protettivo coerente.

Un sistema di accesso scaglionato basato sulla maturità dell'utente

Il testo della proposta, articolato in 43 articoli, introduce una distinzione netta dei diritti e dei limiti in base alle fasce d'età. L'obiettivo è chiaro: proteggere lo sviluppo psicologico e fisico dei minori attraverso un sistema di accesso differenziato che varia drasticamente a seconda degli anni compiuti. Per i bambini sotto i 3 anni, la normativa prevede un divieto assoluto di esposizione agli schermi e alle piattaforme digitali, una misura volta a tutelare le fasi più delicate della crescita.

Per la fascia d'età compresa tra i 3 e i 13 anni, l'accesso ai servizi digitali sarà consentito esclusivamente sotto la supervisione diretta di genitori, tutori o insegnanti. In questo intervallo, la proposta prevede il divieto di raccomandazioni personalizzate e l'imposizione di limiti temporali rigorosi. Un punto critico riguarda le piattaforme video per bambini: l'accesso sarà permesso solo tramite account del genitore, escludendo la creazione di profili indipendenti per il minore.

Per i ragazzi tra i 13 e i 15 anni, la gestione sarà ancora più controllata: l'accesso avverrà solo tramite "account introduttivi" con strumenti di controllo parentale attivi, un limite massimo di 1 ora al giorno e la pre-approvazione obbligatoria dei contatti. Solo dai 15 anni in su gli utenti potranno gestire autonomamente i propri account senza le limitazioni specifiche imposte dal Kids Act. Questa progressione mira a garantire che la transizione verso l'autonomia digitale avvenga in modo graduale e protetto, evitando che i minori siano esposti prematuramente a dinamiche di dipendenza emotiva o a contenuti non adatti alla loro maturità.

Standard tecnici e vigilanza: sanzioni e finanziamenti

La Commissione Europea non intende limitarsi a linee guida morali, ma prevede strumenti coercitivi e finanziari per garantire l'applicazione delle norme. Le piattaforme tecnologiche che violeranno intenzionalmente o per negligenza le disposizioni del Kids Act saranno soggette a multe fino al 6% del fatturato mondiale annuo. Per sostenere la macchina di vigilanza europea, che avrà un budget stimato di 56 milioni di euro, è previsto un contributo annuale a carico delle piattaforme, con un tetto dello 0,03% del reddito netto mondiale.

Per le Very Large Online Platforms (VLOP), la normativa prevede procedure accelerate: le conclusioni preliminari dovranno essere raggiunte entro 30 giorni lavorativi, con una decisione finale entro 90 giorni. Inoltre, per garantire la privacy degli utenti durante la verifica dell'età, sarà obbligatorio l'uso di sistemi basati su "zero-knowledge proof", tecnologie che permettono di confermare l'età senza dover condividere dati identificativi sensibili.

Un focus specifico è rivolto all'Intelligenza Artificiale: i chatbot e gli AI companion dovranno avere la memoria conversazionale disattivata per default e sottoporsi a test obbligatori prima del lancio sul mercato. Inoltre, le app store dovranno implementare una classificazione per età rigorosa con il blocco automatico dei download non adatti ai minori. Altri standard tecnici includono la disattivazione per default della geolocalizzazione e del microfono fino ai 15 anni, oltre al blocco delle notifiche durante l'orario scolastico e tra le 22:00 e le 08:00.

Fascia d'EtàRegole di Accesso e Limitazioni
Sotto i 3 anniDivieto assoluto di esposizione a schermi e piattaforme.
3 - 13 anniAccesso solo sotto supervisione; divieto raccomandazioni personalizzate; limiti temporali rigorosi.
13 - 15 anniAccount introduttivi; max 1 ora al giorno; pre-approvazione contatti; controllo parentale attivo.
Dai 15 anni in suGestione autonoma dell'account senza limitazioni specifiche del Kids Act.

Cosa cambia concretamente per la scuola e le famiglie

Per i docenti e le famiglie, il cambiamento più immediato risiederà nella possibilità di avere strumenti tecnici più solidi per la gestione del tempo digitale. La scuola potrà beneficiare di un ambiente digitale più "pulito", dove le notifiche sono bloccate durante le ore di lezione e i contenuti non sono più spinti da algoritmi di dipendenza. Per i dirigenti scolastici, la normativa offre una base legale chiara per promuovere politiche di digital wellness all'interno degli istituti.

Le famiglie vedranno una semplificazione della sorveglianza grazie agli "account introduttivi" e alla disattivazione automatica di funzioni invasive come il microfono e la geolocalizzazione. Tuttavia, è importante sottolineare che la proposta è attualmente in fase di annuncio e presentazione; l'adozione definitiva dipenderà dal percorso legislativo europeo e dal voto degli Stati membri. La presentazione formale della proposta è prevista per il 17 settembre 2026, mentre l'autunno 2026 vedrà la proposta del Digital Fairness Act, un quadro ancora più ampio per contrastare i meccanismi di dipendenza digitale a livello generale.

Punti chiave della vigilanza e sanzioni
  • Sanzioni pecuniarie: Fino al 6% del fatturato mondiale annuo per violazioni intenzionali.
  • Finanziamento vigilanza: Budget di 56 milioni di euro coperto da contributo piattaforme (max 0,03% del reddito netto).
  • Procedure VLOP: Conclusioni preliminari in 30 giorni, decisione finale in 90 giorni.
  • Privacy: Obbligo di sistemi zero-knowledge proof per la verifica dell'età.

Al momento, non sono ancora disponibili i moduli tecnici specifici per l'implementazione degli account introduttivi, poiché la normativa è in fase di definizione. È consigliabile monitorare i canali ufficiali per l'approvazione definitiva del testo e per le specifiche tecniche che verranno rilasciate dalle autorità di vigilanza europee.

FAQs
EU Kids Act: il nuovo piano europeo per bloccare i social e i chatbot ai minori

Quali sono le restrizioni specifiche per i bambini tra i 3 e i 13 anni secondo l'EU Kids Act?+

I minori in questa fascia d'età potranno accedere alle piattaforme solo sotto stretta supervisione di genitori, tutori o insegnanti. La normativa vieta esplicitamente le raccomandazioni personalizzate e impone limiti temporali rigorosi, con una deroga per i video per bambini solo tramite account del genitore.

Cosa cambierà per gli adolescenti tra i 13 e i 15 anni?+

Gli utenti in questa fascia d'età dovranno utilizzare "account introduttivi" dotati di strumenti di controllo parentale attivi. Le limitazioni includono un tetto massimo di un'ora di utilizzo giornaliero e la necessità di ottenere la pre-approvazione per i contatti.

Quali sono gli obblighi tecnici per le piattaforme e le aziende tecnologiche?+

Le aziende dovranno adottare standard "safety by design", disattivando per default geolocalizzazione e microfono fino ai 15 anni. Inoltre, le notifiche dovranno essere bloccate durante l'orario scolastico e tra le 22:00 e le 08:00, mentre i chatbot dovranno avere la memoria conversazionale disattivata di default.

Quali sono le sanzioni previste in caso di violazione della normativa?+

Le piattaforme che violano intenzionalmente o per negligenza le norme dell'EU Kids Act rischiano multe fino al 6% del loro fatturato mondiale annuo. Per sostenere la vigilanza europea, le piattaforme contribuiranno annualmente con una quota fino allo 0,03% del proprio reddito netto mondiale.

Fonti consultate

Redazione Orizzonte Insegnanti
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