Bambina con capelli ricci sussurra un segreto all'orecchio di un bambino, in riferimento alla proposta EU Kids Act per proteggere i minori online.

EU Kids Act: la nuova proposta di regolamento europeo per limitare l'accesso dei minori ai social media

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La Commissione Europea ha ufficialmente avviato il percorso legislativo per la tutela dei minori nello spazio digitale con la presentazione, il 15 settembre 2026, della proposta di regolamento denominata EU Kids Act. Questa iniziativa mira a stabilire uno standard comune a livello continentale per gestire l'esposizione dei più piccoli a piattaforme di social media, servizi di video sharing, videogiochi online e assistenti basati sull'intelligenza artificiale, definiti dalla Commissione come categoria "social media plus".

L'intervento di Bruxelles nasce dalla necessità di trasformare la tutela dei minori da una responsabilità frammentata tra singoli Stati membri o singoli fornitori di servizi in un dossier legislativo unico. L'obiettivo primario è garantire la security by design, ovvero assicurare che la sicurezza sia integrata sin dalla progettazione stessa delle piattaforme digitali, rispondendo alle crescenti preoccupazioni per il benessere psicologico dei ragazzi e ai rischi legati all'uso precoce di applicazioni come TikTok e Instagram.

Il percorso verso questa normativa è stato delineato attraverso diverse tappe chiave, tra cui l'annuncio dell'iniziativa all'inizio dell'estate 2026 e la presentazione delle linee guida da parte della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, il 13 luglio 2026. Quest'ultima ha sottolineato come la sicurezza online dei bambini sia una priorità assoluta, ribadendo che la sfida non riguarda il divieto totale, ma la definizione di "a quale età e in quali circostanze" i minori possano accedere a tali servizi e quali requisiti le imprese debbano rispettare per garantire contenuti adeguati.

Il sistema di accesso graduale e scaglionato: i nuovi paletti per le fasce d'età

Il cuore della proposta EU Kids Act risiede nella creazione di un sistema di accesso graduale e scaglionato, che differenzia i diritti e i limiti in base all'età del bambino. Questo approccio mira a proteggere i soggetti più vulnerabili eliminando l'esposizione precoce e introducendo, progressivamente, strumenti di controllo e supervisione per gli adolescenti.

Secondo le linee guida elaborate dal panel di esperti Fegert-Melchior, la normativa prevede distinzioni nette che cambieranno radicalmente il modo in cui le piattaforme devono gestire gli utenti. Per i bambini sotto i 3 anni, la proposta prevede un divieto assoluto di esposizione agli schermi e alle piattaforme digitali. Per la fascia d'età compresa tra i 3 e i 13 anni, l'accesso ai social media sarà consentito esclusivamente sotto la supervisione di genitori, tutori o insegnanti, con l'introduzione di limiti temporali rigorosi e standard di sicurezza elevati.

La fase di transizione per gli adolescenti prevede che i minori tra i 13 e i 15 anni possano accedere a piattaforme attraverso la creazione di "account introduttivi", che dovranno essere autorizzati dai genitori e caratterizzati da restrizioni specifiche sui contatti con sconosciuti e controlli sui tempi di utilizzo. Solo dai 15 anni in su, gli utenti potranno gestire autonomamente i propri account personali senza le limitazioni imposte alle fasce precedenti.

Obblighi per le imprese e strutture di vigilanza europea

La proposta non si limita a imporre restrizioni agli utenti, ma scarica responsabilità dirette sulle imprese tecnologiche. Queste saranno obbligate ad adottare sistemi di verifica dell'età efficaci e a dimostrare che le proprie piattaforme siano effettivamente appropriate per la fascia d'età degli utenti. Un elemento innovativo del piano è la creazione di una struttura di supervisione centralizzata a livello europeo per i servizi considerati ad alto rischio, la cui attività sarà finanziata dalle stesse imprese.

Mentre la vigilanza centrale si occuperà delle realtà più grandi e pericolose, i regolatori nazionali manterranno la competenza sulle realtà minori. È importante notare che, sebbene la proposta sia stata presentata ufficialmente il 15 settembre 2026, il testo non è ancora definitivo: nei prossimi mesi inizieranno le negoziazioni con i governi degli Stati membri e il Parlamento europeo per armonizzare le diverse iniziative nazionali già avviate da paesi come Austria, Danimarca, Francia, Grecia e Spagna.

Fascia d'etàRegole di accesso e supervisione
Sotto i 3 anniDivieto assoluto di esposizione a schermi e piattaforme digitali.
Sotto i 13 anniAccesso ai social solo sotto supervisione di adulti (genitori, tutori, insegnanti) e limiti di tempo.
Tra 13 e 15 anniCreazione di account introduttivi autorizzati, restrizioni sui contatti e controlli d'uso.
Dai 15 anni in suPossibilità di gestione autonoma degli account personali.

Cosa cambia concretamente per la scuola e le famiglie

Per i docenti e i dirigenti scolastici, l'introduzione dell'EU Kids Act potrebbe significare un rafforzamento del ruolo della scuola nella supervisione digitale. Poiché la normativa prevede che i bambini sotto i 13 anni possano accedere ai social anche sotto la guida degli insegnanti, le istituzioni scolastiche potrebbero vedere un aumento delle responsabilità nella gestione degli strumenti digitali didattici e nel monitoraggio dell'uso dei dispositivi da parte degli alunni.

Per le famiglie, il cambiamento principale risiede nell'obbligo di una partecipazione attiva: non basterà più concedere un dispositivo, ma sarà necessario configurare e monitorare gli account introduttivi per i figli adolescenti. Le piattaforme, d'altro canto, dovranno implementare sistemi di verifica dell'età che potrebbero richiedere ai genitori di fornire documentazione o conferme d'identità, rendendo il processo di iscrizione più rigoroso e meno immediato.

Al momento, alcuni dettagli tecnici operativi, come i metodi specifici di verifica dell'età o gli importi esatti delle commissioni per la supervisione centralizzata, non sono ancora stati definiti nel dossier e saranno oggetto di discussione durante la fase di negoziazione parlamentare.

Prossimi passi e scadenze da monitorare

Il percorso legislativo prevede che, a partire dal 15 settembre 2026, la proposta entri nella fase di negoziazione tra Commissione, governi e Parlamento. È fondamentale per gli operatori del settore scolastico e le associazioni di categoria seguire l'evoluzione di questo testo, poiché le decisioni finali potrebbero influenzare le linee guida nazionali sulla sicurezza digitale e sulla gestione dei dispositivi nelle scuole.

Note tecniche sulla normativa

L'approccio europeo si basa sul principio della sicurezza fin dalla progettazione, cercando di prevenire i rischi prima che si manifesti il danno. La proposta mira a creare un quadro armonizzato per evitare che i minori possano aggirare le restrizioni nazionali spostandosi su piattaforme non soggette a controlli locali.

FAQs
EU Kids Act: la nuova proposta di regolamento europeo per limitare l'accesso dei minori ai social media

Quali sono le fasce d'età previste dal regolamento EU Kids Act?+

Il sistema prevede un accesso scaglionato: divieto assoluto per i minori sotto i 3 anni, accesso solo sotto supervisione per i bambini sotto i 13 anni e creazione di "account introduttivi" con restrizioni per gli adolescenti tra i 13 e i 15 anni. Solo dai 15 anni in su sarà possibile gestire autonomamente account personali senza limitazioni specifiche.

Cosa succede ai genitori dei bambini sotto i 13 anni?+

I genitori o i tutori dovranno garantire la supervisione attiva durante l'utilizzo delle piattaforme digitali. Il regolamento imporrà standard di sicurezza rigorosi e limiti di tempo precisi per prevenire rischi psicologici e dipendenze digitali precoci.

Quali obblighi dovranno affrontare le aziende tecnologiche?+

Le imprese saranno obbligate ad adottare sistemi di verifica dell'età e a garantire che le piattaforme siano progettate secondo il principio "security by design". Inoltre, dovranno finanziare una struttura di supervisione centralizzata europea per i servizi considerati ad alto rischio.

Quando entrerà in vigore la proposta di regolamento?+

La proposta ufficiale è stata presentata il 15 settembre 2026. Nei mesi successivi seguiranno le fasi di negoziazione con i governi degli Stati membri e il Parlamento europeo per definire il testo finale e le modalità tecniche di applicazione.

Fonti consultate

Redazione Orizzonte Insegnanti
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