Mani di un bambino e di un adulto che si tengono strette sopra un modulo di richiesta di adozione, simboleggiando l'importanza del consenso genitoriale.
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Consenso di entrambi i genitori obbligatorio per pubblicare foto di minori sui social

Redazione Orizzonte Insegnanti
3 min di lettura

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Consenso di entrambi i genitori obbligatorio per pubblicare foto di minori sui social

La pubblicazione di fotografie di minori di 14 anni sui social network richiede oggi, in modo non negoziabile, il consenso esplicito di entrambi i genitori. Il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha recentemente ribadito questa linea di principio, chiarendo che la responsabilità genitoriale congiunta non autorizza alcuno dei due genitori a decidere unilateralmente sulla diffusione dell'immagine del figlio, indipendentemente dal regime di affidamento o dalla presenza di conflitti familiari.

L'Autorità ha sottolineato come il fenomeno dello sharenting — ovvero la condivisione sistematica di contenuti riguardanti i figli sui social media — non possa più essere giustificato da finalità puramente affettive o dalla quotidianità domestica. La decisione del Garante mira a proteggere la vulnerabilità dei minori, che sono meno consapevoli dei rischi legati alla circolazione dei propri dati personali in spazi digitali che, per loro natura, sono difficilmente controllabili.

Il provvedimento nasce da un caso specifico in cui un padre ha lamentato la pubblicazione non autorizzata di immagini dei figli (entrambi sotto i 14 anni) sul profilo Facebook della madre. Nonostante la difesa della donna avesse invocato la limitazione della visibilità a una "cerchia ristretta" di amici, il Garante ha rigettato tale tesi, definendo i social network come "piazze telematiche". In questi contesti, il rischio di diffusione incontrollata, copia e salvataggio da parte di terzi è costante, rendendo il trattamento dei dati non più un'attività privata ma un'esposizione a una platea potenzialmente indeterminata.

Il divieto di pubblicazione unilaterale e il superamento del concetto di "attività domestica"

Uno dei punti cardine della recente decisione riguarda la natura giuridica del trattamento dei dati. Il Garante ha chiarito che la pubblicazione di foto di minori sui social non può essere considerata un'attività domestica o privata. Poiché i contenuti possono essere facilmente inoltrati o salvati da chiunque li visualizzi, la protezione offerta dalle impostazioni di privacy (come i profili per "amici stretti") risulta inefficace nel prevenire la diffusione del dato personale.

In assenza di un accordo preventivo tra i genitori, viene a mancare l'idonea base giuridica prevista dal Regolamento UE (GDPR) e dal Codice della Privacy italiano. L'Autorità ha dunque stabilito che il "best interest" del minore deve prevalere sul desiderio dei genitori di condividere la propria vita familiare online. Questo principio è fondamentale per prevenire rischi di cyberbullismo, abusi o la compromissione della futura capacità di autodeterminazione digitale dei bambini.

Il provvedimento ha portato all'emissione di un ammonimento formale nei confronti della madre coinvolta nel caso specifico. L'Autorità ha concesso un termine di 30 giorni per comunicare le misure adottate per conformarsi alla decisione, avvertendo che la mancata adozione di correttivi potrebbe portare all'irrogazione di pesanti sanzioni amministrative. Tale intervento segna un punto di svolta nel monitoraggio dei casi di conflitto familiare legati alla gestione della privacy digitale.

Sanzioni e responsabilità legali per la violazione della privacy dei minori

Le conseguenze per chi ignora le direttive del Garante non sono solo morali, ma pesantemente punitive. La violazione della normativa sulla privacy può comportare sanzioni pecuniarie fino a 20 milioni di euro, ai sensi dell'art. 83, paragrafo 5, lettera e del GDPR. Sebbene l'ammonimento sia il primo passo, la recidiva o la gravità della violazione possono attivare procedure sanzionatorie molto più severe.

È importante sottolineare che il fatto di avere l'affidamento condiviso non conferisce automaticamente il diritto di pubblicazione unilaterale. La gestione della privacy digitale deve essere oggetto di accordo preventivo tra i genitori, specialmente in caso di separazione o divorzio. La normativa mira a garantire che il minore non diventi vittima di una scelta arbitraria di uno dei genitori, proteggendo la sua identità online da rischi permanenti.

Elemento NormativoDettaglio e Regole
Soglia d'età criticaSotto i 14 anni: obbligo di consenso di entrambi i genitori. Sopra i 14 anni: il minore può decidere autonomamente.
Natura del trattamentoLa pubblicazione sui social non è considerata attività domestica o privata.
Rischi identificatiDiffusione incontrollata, copia da terzi, cyberbullismo, compromissione dell'autodeterminazione.
Sanzioni massimeFino a 20 milioni di euro (ai sensi dell'art. 83, par. 5, lett. e del GDPR).
Effetto del provvedimentoDivieto immediato di pubblicazione non autorizzata e ammonimento formale.

Cosa cambia concretamente per i genitori e le famiglie

Per chiunque gestisca profili social o condivida contenuti relativi ai figli, le nuove linee guida impongono un cambio di abitudini immediato. Ecco i passaggi operativi da seguire:

  • Obbligo di accordo preventivo: Prima di ogni caricamento di foto o video, ogni genitore deve ottenere il consenso esplicito dell'altro.
  • Gestione dei profili in caso di separazione: La disponibilità di chi gestisce fisicamente il profilo non sostituisce il consenso legale. È necessario un accordo scritto o verbale sulla gestione della privacy digitale.
  • Verifica delle impostazioni: Sebbene le restrizioni di visibilità siano utili, non eliminano la natura pubblica del dato; è necessario limitare drasticamente la quantità di informazioni sensibili condivise.
  • Rispetto dei termini: Chi ha ricevuto un ammonimento deve cessare immediatamente le pubblicazioni non autorizzate per evitare sanzioni pecuniarie elevate.

In sintesi, la tutela del minore prevale sulle finalità affettive. La autodeterminazione digitale dei figli deve essere preservata, garantendo loro il diritto di non essere esposti a una platea indeterminata senza il controllo e il consenso di entrambi i responsabili della loro educazione e protezione.

Per ulteriori approfondimenti sulle linee guida del Garante, è possibile consultare i provvedimenti ufficiali pubblicati sul sito dell'Autorità.

Nota informativa: Il divieto di pubblicazione non autorizzata ha effetto immediato.

FAQs
Consenso di entrambi i genitori obbligatorio per pubblicare foto di minori sui social

È sufficiente il consenso di un solo genitore per pubblicare foto dei figli sui social?+

No, il Garante della Privacy stabilisce che per i minori di 14 anni è obbligatorio il consenso espresso da entrambi i genitori. La responsabilità genitoriale congiunta impedisce a uno dei due di decidere unilateralmente sulla diffusione delle immagini, anche in caso di separazione o divorzio.

Le impostazioni di privacy del profilo (es. "solo amici") proteggono dai rischi di sharenting?+

Le restrizioni di visibilità non eliminano la natura diffusiva del dato, poiché i contenuti possono essere facilmente salvati o inoltrati da terzi. Il Garante definisce i social network come "piazze telematiche" dove il rischio di diffusione incontrollata è costante e non può essere considerato un'attività privata.

Quali sono le sanzioni previste in caso di pubblicazione non autorizzata?+

Le violazioni della normativa sulla privacy possono portare a provvedimenti di ammonimento immediati e, in caso di gravità o recidiva, a sanzioni pecuniarie elevate. Ai sensi del GDPR, le multe possono raggiungere fino a 20 milioni di euro.

A che età un minore può decidere autonomamente di pubblicare le proprie foto?+

La soglia d'età stabilita dal Garante è di 14 anni. Sopra questa età, il minore acquisisce la capacità di decidere autonomamente sulla propria immagine online, mentre sotto tale limite la tutela della privacy è gestita congiuntamente dai genitori.

Redazione Orizzonte Insegnanti
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Questo articolo è stato curato dal team editoriale di Orizzonte Insegnanti. I nostri contenuti sono realizzati sfruttando tecnologie avanzate di intelligenza artificiale per l'analisi normativa, e vengono sempre supervisionati e revisionati dalla nostra redazione per garantire la massima accuratezza e utilità per il personale scolastico.

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