Lucchetto con combinazione dorato su tastiera con carte di credito, simbolo di sicurezza e privacy online per minori
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Privacy dei minori online: il Garante invita i genitori a un consenso condiviso

Redazione Orizzonte Insegnanti
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Privacy dei minori online: il Garante invita i genitori a un consenso condiviso

Il Garante per la protezione dei dati personali ha recentemente ribadito con forza che la pubblicazione di immagini riguardanti figli minori di 14 anni sui social network richiede il consenso preventivo e condiviso di entrambi i genitori. L'Autorità ha chiarito che la condivisione online non può essere considerata una semplice attività privata o familiare, ma costituisce un trattamento di dati personali soggetto a limiti normativi rigorosi, volti a tutelare l'autodeterminazione digitale e la privacy dei bambini.

Secondo il provvedimento ufficiale, la diffusione di fotografie online da parte di un solo genitore, senza l'autorizzazione dell'altro, è considerata illecita. Questa decisione non trova eccezioni basate sul regime di affidamento o sul contenuto affettivo dei post: anche se le immagini ritraggono momenti di serenità, affetto o attività ludiche quotidiane, la mancanza del consenso del co-genitore rende il trattamento non conforme alle norme vigenti. L'intervento dell'Autorità mira a prevenire i rischi derivanti dallo sharenting, ovvero la condivisione sistematica di contenuti che espongono i minori a potenziali abusi e compromettono la loro futura capacità di gestire la propria identità digitale.

Il provvedimento del Garante e la tutela della responsabilità genitoriale

Il provvedimento (Registro n. 314 del 29 aprile 2026) nasce da un reclamo presentato da un padre contro l'ex moglie per la pubblicazione non autorizzata di foto dei figli su Facebook. Nonostante la madre abbia sostenuto che le immagini fossero "neutre" e destinate a una cerchia ristretta, il Garante ha stabilito che la pubblicazione online eccede l'ordinaria amministrazione. L'Autorità ha sottolineato che la mera finalità affettiva non giustifica la violazione della privacy del minore, che deve essere protetto da una valutazione prudente e consapevole da parte di chi esercita la responsabilità genitoriale.

La base giuridica di tale divieto poggia sull'Art. 58, par. 2, lett. f) del GDPR e sul Codice Privacy nazionale (D.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, modificato dal d.lgs. 10 agosto 2018, n. 101). È fondamentale ricordare che il consenso autonomo del minore è riconosciuto solo dai 14 anni in poi; per i bambini più piccoli, la legge impone che ogni decisione sulla loro presenza digitale sia presa congiuntamente. Il Garante ha inoltre smontato il mito del profilo privato, avvertendo che le impostazioni di visibilità limitata non garantiscono la sicurezza assoluta, poiché i dati possono essere salvati, inoltrati o condivisi oltre la cerchia iniziale di utenti.

Cronologia e precedenti normativi del caso

Il percorso che ha portato a questo provvedimento evidenzia una crescente attenzione verso i diritti digitali dei minori. Il caso ha visto diverse fasi di confronto:

  • 2 luglio 2025: Presentazione del reclamo da parte del padre contro la pubblicazione non autorizzata di immagini di figli sotto i 14 anni.
  • 22 dicembre 2025: Risposta della madre che difendeva la propria condotta come espressione di cura e affetto.
  • 29 aprile 2026: Pubblicazione del provvedimento ufficiale con ammonimento e divieto di ulteriore trattamento.

Il provvedimento si inserisce in un filone di giurisprudenza consolidata che include diverse sentenze e ordinanze (come quelle dei Tribunali di Pavia, Rieti, Trani e Ravenna) che hanno confermato la necessità di proteggere il minore da una "identità digitale imposta" dagli adulti. Il Garante ha ribadito che la pubblicazione non autorizzata rappresenta un vulnus alla sfera privata del bambino, indipendentemente dalla qualità del rapporto tra i genitori.

AspettoDettaglio
Soglia di età critica Minori di 14 anni (necessario consenso congiunto)
Base Giuridica Art. 58 GDPR e Codice Privacy (D.lgs. 196/2003)
Divieto specifico Pubblicazione immagini senza consenso di entrambi i genitori
Efficacia del provvedimento Immediata a seguito del 29 aprile 2026

Cosa cambia in concreto per genitori e istituzioni

Per i genitori, la novità operativa è netta: non è più possibile pubblicare foto di figli sotto i 14 anni basandosi esclusivamente sul proprio diritto di genitore, anche in presenza di un affidamento condiviso. È necessario un accordo esplicito e verificabile con l'altro genitore prima di ogni condivisione. In caso di genitori non conviventi, la mancanza di un accordo formale scritto non esime dalla responsabilità: il consenso deve essere comunque espresso e documentabile per evitare contestazioni.

I genitori che hanno già pubblicato contenuti devono procedere alla rimozione immediata delle immagini o alla messa in conformità del profilo ottenendo il consenso dell'altro genitore. La violazione di questo divieto può portare a nuovi provvedimenti sanzionatori oltre all'ammonimento già ricevuto nel caso specifico. Per le scuole e le istituzioni, il provvedimento rafforza la necessità di educare le famiglie all'autodeterminazione digitale, sottolineando che la protezione della privacy del minore è un diritto fondamentale che prevale sulle dinamiche relazionali degli adulti.

Per approfondire i dettagli tecnici del provvedimento, è possibile consultare il provvedimento ufficiale del Garante Privacy.

Sanzioni e rischi per la recidiva

Sebbene il provvedimento attuale sia un ammonimento, la reiterazione della condotta illecita può esporre i genitori a sanzioni pecuniarie. Il Garante ha chiarito che la pubblicazione online "eccede l'ordinaria amministrazione" e richiede una base giuridica adeguata che, in assenza di consenso condiviso, semplicemente non esiste.

Passaggi operativi per la messa in conformità
  1. Verificare la presenza di immagini di figli sotto i 14 anni sui propri profili social.
  2. Contattare l'altro genitore per ottenere il consenso esplicito alla permanenza o alla pubblicazione.
  3. In caso di disaccordo, procedere alla cancellazione definitiva dei contenuti pubblicati.
  4. Modulare le impostazioni di privacy per limitare la visibilità ai soli contatti diretti, pur sapendo che non garantisce la protezione totale dei dati.

Il provvedimento è entrato in vigore con efficacia immediata dal 29 aprile 2026.

FAQs
Privacy dei minori online: il Garante invita i genitori a un consenso condiviso

È necessario il consenso di entrambi i genitori per pubblicare foto dei figli sui social?+

Sì, il Garante Privacy stabilisce che per i minori di 14 anni è obbligatorio il consenso preventivo e condiviso di entrambi i genitori. Questa regola si applica indipendentemente dal regime di affidamento o dal contenuto affettivo dei post, poiché la condivisione online è considerata un trattamento di dati personali.

L'impostazione del profilo "privato" protegge la privacy dei figli?+

No, l'Autorità chiarisce che il profilo privato non garantisce la sicurezza assoluta dei dati. Le immagini possono essere facilmente salvate, inoltrate o condivise da terzi oltre la cerchia iniziale, compromettendo l'autodeterminazione digitale del minore.

Quali sono le conseguenze per i genitori che pubblicano foto senza autorizzazione?+

I genitori possono ricevere ammonimenti formali e provvedimenti di divieto di ulteriore trattamento delle immagini. In caso di recidiva, la violazione del divieto può portare a ulteriori sanzioni amministrative previste dal GDPR e dal Codice Privacy.

Cosa devono fare i genitori che hanno già pubblicato contenuti dei figli?+

I genitori devono procedere immediatamente alla rimozione dei contenuti pubblicati senza consenso condiviso. In alternativa, devono ottenere l'autorizzazione esplicita dell'altro genitore per mantenere le immagini online e metterle in conformità con le linee guida del Garante.

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Questo articolo è stato curato dal team editoriale di Orizzonte Insegnanti. I nostri contenuti sono realizzati sfruttando tecnologie avanzate di intelligenza artificiale per l'analisi normativa, e vengono sempre supervisionati e revisionati dalla nostra redazione per garantire la massima accuratezza e utilità per il personale scolastico.

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