Il sistema dell'istruzione per gli adulti in Italia sta per affrontare una trasformazione strutturale senza precedenti. Francesco Manfredi, presidente dell'Indire, ha recentemente proposto un ripensamento sistemico e organizzativo dei Centri Provinciali per l'Istruzione degli Adulti (CPIA), con l'obiettivo di evolvere queste istituzioni da semplici presidi di alfabetizzazione a veri e propri hub di riqualificazione professionale.
La visione proposta mira a colmare il divario tra le competenze attuali dei lavoratori e le richieste di un mercato del lavoro sempre più tecnologico. Questa evoluzione non riguarda esclusivamente l'integrazione dei cittadini stranieri, ma si pone come una risposta strategica alla transizione digitale che minaccia l'esclusione dal lavoro di molti lavoratori italiani. L'idea centrale è quella di "ritarare" l'offerta formativa per offrire una nuova chance a chi rischia di essere espulso dal sistema produttivo, integrando competenze professionali coerenti con le specificità del territorio di riferimento.
Il modello di riferimento per questa metamorfosi è quello degli Istituti Tecnici Superiori (ITS), considerati un esempio virtuoso per quanto riguarda il potenziamento dei laboratori e la connessione diretta con il tessuto imprenditoriale.
Dalla formazione di base alla specializzazione territoriale: il nuovo paradigma dei CPIA
Il sistema attuale, nato con il DPR n. 263 del 29 ottobre 2012 e rafforzato dalla Legge 107/2015, ha storicamente garantito l'accesso ai diritti fondamentali attraverso l'alfabetizzazione e il conseguimento di titoli di studio. Tuttavia, il contesto demografico attuale — segnato da una progressiva denatalità — sta spostando la domanda di formazione dai cicli giovanili a quelli adulti, rendendo i CPIA protagonisti di una sfida educativa cruciale.
La proposta di Manfredi mira a superare il modello puramente accademico o di base per abbracciare una filiera professionalizzante più dinamica. L'intervento si giustifica con la necessità di rispondere a due esigenze convergenti: da un lato, l'integrazione dei lavoratori immigrati che necessitano di apprendere non solo la lingua, ma anche competenze tecniche spendibili localmente; dall'altro, la necessità di proteggere i lavoratori italiani dall'obsolescenza delle competenze.
Per questo motivo, il Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) ha già avviato un monitoraggio nazionale sistemico, con la nota MIM n. 116 del 28 gennaio 2026, per identificare i processi di sviluppo necessari a sostenere questa transizione.
Dati e numeri: lo stato attuale dell'istruzione degli adulti
La rilevazione MIM-INDIRE 2026 ha fornito una fotografia precisa della realtà attuale, evidenziando volumi di partecipazione significativi ma anche criticità strutturali che il nuovo piano intende affrontare. I dati mostrano una popolazione studentesca eterogenea, che include una quota rilevante di soggetti in condizioni di vulnerabilità.
- 524.000 adulti sono attualmente in formazione, secondo il primo rapporto nazionale MIM-INDIRE di giugno 2026.
- Ben 114.325 frequentanti sono identificati come soggetti a rischio di dispersione scolastica, rappresentando il 64% del totale degli iscritti.
- Il sistema include percorsi dedicati a 16.678 studenti detenuti, sottolineando l'importanza della funzione sociale dei CPIA.
- Le risorse regionali giocano un ruolo chiave, come dimostrato dai 22 milioni di euro assegnati dalla Regione Siciliana per le funzioni di Organismo intermedio del PR Sicilia FSE+.
Questi numeri confermano che il sistema CPIA non è solo un servizio di istruzione, ma un pilastro della coesione sociale. La sfida per il prossimo triennio, già delineata nella programmazione 2026-2028 approvata dal MIM il 24 dicembre 2025, sarà quella di trasformare queste statistiche in percorsi di successo lavorativo concreto.
| Aspetto | Dettaglio |
|---|---|
| Atto Istitutivo | DPR n. 263 del 29 ottobre 2012 |
| Riferimento Normativo | Legge 107/2015 (Riforma Istruzione) |
| Monitoraggio Nazionale | Nota MIM n. 116 del 28 gennaio 2026 |
| Obiettivo Strategico | Riqualificazione professionale e transizione digitale |
| Modello di Riferimento | Istituti Tecnici Superiori (ITS) |
Impatto operativo e prospettive per il sistema scolastico
Per i dirigenti scolastici e i docenti dei CPIA, la proposta di Manfredi implica un cambio di passo significativo nella progettazione didattica. Non si tratterà solo di aggiornare i programmi, ma di ripensare l'organizzazione degli spazi e delle risorse. L'integrazione di laboratori tecnologici e la creazione di protocolli di collaborazione con le imprese locali diventeranno elementi centrali della quotidianità scolastica.
Le scuole serali dovranno diventare laboratori di apprendimento attivo, dove la connessione con il tessuto produttivo non sia un'eccezione, ma la norma. Questo richiederà una maggiore sinergia tra istituzioni scolastiche, enti locali e soggetti economici per garantire che i percorsi formativi siano realmente rispondenti alle competenze richieste dai territori.
Cosa cambia concretamente per docenti e studenti
In termini pratici, il passaggio verso un modello di riqualificazione professionale territoriale comporterà:
- Nuovi percorsi formativi: Passaggio da un modello puramente di alfabetizzazione a uno focalizzato sulle competenze tecniche e digitali.
- Focus sui lavoratori italiani: Introduzione di moduli specifici per contrastare l'esclusione dal mercato del lavoro dovuta alla mancanza di competenze digitali.
- Revisione organizzativa: Possibile ristrutturazione dei CPIA ispirata alla flessibilità e alla dotazione tecnologica degli ITS.
- Sinergie locali: Rafforzamento dei legami con le imprese per facilitare l'inserimento lavorativo post-formazione.
Sebbene i dettagli tecnici del nuovo modello siano ancora in fase di costruzione, la direzione è chiara: i CPIA devono diventare il motore della mobilità sociale e della resilienza economica del Paese. La scadenza per la compilazione dei questionari di monitoraggio, fissata al 23 febbraio 2026, rappresenta il primo passo fondamentale per raccogliere i dati necessari a definire queste nuove politiche educative.
È importante sottolineare che, al momento, non sono ancora stati definiti i criteri esatti di selezione dei percorsi professionali da integrare, ma il quadro normativo e la volontà politica del Ministero dell'Istruzione e del Merito delineano una strada chiara verso una scuola degli adulti più professionale, tecnologica e integrata.
L'iniziativa si inserisce in un contesto di ampio rinnovamento, come evidenziato dalla presentazione del bilancio 2025 di Indire e dalla programmazione 2026-2028, che mira a integrare anche temi cruciali come la prevenzione del bullismo e il potenziamento del sostegno agli alunni con disabilità.
La proposta di Manfredi, dunque, non è solo un aggiornamento tecnico, ma una visione politica che vede l'istruzione degli adulti come pilastro fondamentale per la coesione sociale e la competitività del sistema produttivo nazionale.
Pubblicato il 18/08/2026
FAQs
Il futuro delle scuole serali: il piano Indire per trasformare i CPIA in centri di riqualificazione professionale
L'obiettivo è trasformare i CPIA da centri focalizzati principalmente sull'alfabetizzazione e l'integrazione degli stranieri in canali di riqualificazione professionale. La proposta mira a offrire nuove opportunità ai lavoratori italiani a rischio di esclusione dal mercato del lavoro a causa della transizione digitale, integrando competenze coerenti con il territorio.
Il sistema degli Istituti Tecnici Superiori (ITS) è indicato come modello virtuoso per il potenziamento dei laboratori e la connessione diretta con il tessuto produttivo. Questa struttura servirà a definire i contenuti e la gestione dei percorsi formativi per renderli più aderenti alle richieste delle imprese locali.
Il progetto è rivolto sia ai lavoratori immigrati, per favorire la loro integrazione, sia ai lavoratori italiani che necessitano di aggiornamento tecnologico. In particolare, si intende intercettare la domanda di formazione derivante dalla denatalità e dalle sfide poste dalla digitalizzazione del lavoro.
L'implementazione seguirà la programmazione 2026-2028 approvata dal Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM). Il processo prevede l'elaborazione del nuovo modello organizzativo e l'utilizzo dei dati del monitoraggio nazionale MIM-INDIRE 2026 per supportare le politiche educative future.