In vista dell'inizio del nuovo anno scolastico 2026/2027, il professor Vincenzo Schettini, figura di spicco nel panorama educativo e noto divulgatore scientifico, ha lanciato un appello che va ben oltre la semplice accoglienza istituzionale. Il docente, celebre per il progetto "Fisica che ci piace", ha invitato gli studenti a percepire l'apprendimento non come un mero trasferimento di nozioni, ma come un atto di resistenza fondamentale contro la dipendenza tecnologica e l'uso acritico degli strumenti digitali contemporanei.
Il cuore del messaggio di Schettini risiede nella necessità di sviluppare il pensiero critico come bussola indispensabile in un'epoca dominata dall'intelligenza artificiale e dalla pervasività degli smartphone. Secondo il docente, la vera sfida pedagogica oggi non è solo l'integrazione delle tecnologie, ma la capacità degli studenti di comprendere quando sia utile ricorrere a tali strumenti e quando, invece, valga la pena affidarsi esclusivamente alle proprie facoltà cognitive.
Questo approccio si inserisce in un dibattito nazionale sempre più acceso sulla corruzione degli spazi sociali e sulla perdita della capacità di dialogo autentico, fenomeni che Schettini ha già denunciato in precedenza. In particolare, il docente ha espresso preoccupazione per il declino della comunicazione familiare e delle abilità di espressione pubblica, fenomeni causati dall'uso compulsivo dei dispositivi mobili.
Il quadro normativo: dal divieto alla gestione pedagogica dell'IA
L'intervento del docente non nasce in un vuoto pneumatico, ma si intreccia con un solido percorso normativo avviato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito. Il punto di svolta è rappresentato dal Decreto Ministeriale n. 166 del 09/08/2025, che ha approvato le Linee guida per l'introduzione dell'Intelligenza Artificiale nelle istituzioni scolastiche. Questo provvedimento, che ha ricevuto il parere favorevole del Garante della Privacy, segna il passaggio da una fase di semplice proibizione a una di gestione operativa e pedagogica delle tecnologie emergenti.
Le linee guida ministeriali promuovono un approccio antropocentrico, dove l'IA deve fungere da strumento per aumentare il benessere umano e promuovere competenze digitali di alta qualità, inclusa l'alfabetizzazione mediatica. Il contesto è ulteriormente definito dal Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), che stabilisce le regole armonizzate a livello europeo per l'intelligenza artificiale.
In questo scenario, la scuola è chiamata a garantire che l'uso dei sistemi algoritmici sia trasparente, sicuro ed etico, assicurando che ogni studente possa acquisire le abilità necessarie per partecipare attivamente ai processi democratici e all'economia moderna. Un elemento centrale di questa transizione è la valorizzazione dei processi cognitivi "lenti": Schettini sottolinea, ad esempio, l'importanza dei momenti di noia, definendoli come il "momento più bello della creatività", in cui la persona sviluppa la propria identità e trova soluzioni originali.
Strumenti operativi per la gestione dei dispositivi e delle deroghe
Per tradurre queste riflessioni pedagogiche in pratica quotidiana, le istituzioni scolastiche stanno adottando un pacchetto di documenti operativi che definiscono le regole sull'uso di smartphone, smartwatch e altri dispositivi personali. La gestione non può limitarsi a una disposizione generica, ma deve essere declinata in procedure interne specifiche che coinvolgano dirigenti, docenti, personale ATA e famiglie.
Le scuole sono ora chiamate a formalizzare queste regole attraverso tre pilastri fondamentali:
- Circolare del Dirigente Scolastico: documento che recepisce le disposizioni ministeriali, disciplinando il divieto di utilizzo durante l'attività didattica e, per il secondo ciclo, per l'intero orario scolastico.
- Patto di Corresponsabilità Educativa: strumento che distribuisce gli impegni tra scuola, studenti e genitori, collegando il rispetto delle regole alla cittadinanza digitale e alla tutela della persona.
- Modelli di Autorizzazione: moduli per gestire le deroghe documentate, fondamentali per garantire l'inclusività e il rispetto dei diritti individuali.
È fondamentale che le eccezioni non vengano gestite in modo informale. Il modulo di autorizzazione deve prevedere esplicitamente casi come l'utilizzo previsto dal Piano educativo individualizzato (PEI) o dal Piano didattico personalizzato (PDP), nonché le specifiche necessità didattiche contemplate dagli ordinamenti. In questi casi, la deroga deve essere inserita nella documentazione amministrativa della scuola per garantirne la tracciabilità e la legittimità.
Cosa cambia concretamente per la comunità scolastica
Per gli studenti, il cambiamento principale risiede nella richiesta di una maggiore consapevolezza individuale. Non si tratta solo di "non usare il telefono", ma di imparare a gestire il proprio tempo e a privilegiare attività analogiche come la lettura, la scrittura manuale e la socializzazione dal vivo. L'obiettivo è trasformare lo studente da consumatore passivo di contenuti a pensatore critico capace di distinguere tra l'uso utile della tecnologia e la dipendenza digitale.
Per i docenti e i dirigenti, la novità risiede nell'adozione dei modelli documentali previsti dal DM 166. Le scuole devono procedere alla mappatura delle sperimentazioni di IA e alla definizione dei protocolli di presa in consegna temporanea dei dispositivi. In caso di violazione delle disposizioni, la scuola dispone ora di un verbale di presa in consegna che ha funzione puramente amministrativa e non sostituisce il procedimento disciplinare, il quale resta comunque regolato dal Regolamento d'Istituto.
| Elemento Normativo/Operativo | Dettaglio e Funzione |
|---|---|
| DM 166 del 09/08/2025 | Linee guida per l'uso dell'IA nelle scuole (principi etici e sicurezza). |
| Regolamento (UE) 2024/1689 | Quadro normativo europeo (AI Act) per l'intelligenza artificiale. |
| Patto di Corresponsabilità | Strumento di mediazione tra scuola e famiglia per la cittadinanza digitale. |
| Moduli di Autorizzazione | Gestione formale delle deroghe per PEI, PDP e necessità didattiche. |
| Verbale di Presa in Consegna | Documento amministrativo per la gestione dei dispositivi in violazione. |
In sintesi, il messaggio di Schettini e il quadro normativo vigente convergono verso un unico obiettivo: restituire lo spazio del pensiero all'educazione. Mentre la scuola fornisce gli strumenti tecnici e i modelli documentali per gestire l'IA e i dispositivi, la sfida pedagogica resta quella di educare gli studenti a non diventare schiavi degli algoritmi, ma a utilizzarli come leve per una crescita cognitiva consapevole.
Per le istituzioni scolastiche, il prossimo passo operativo consiste nell'implementazione effettiva delle Linee guida IA, che richiede la mappatura delle sperimentazioni previste dal decreto e l'aggiornamento dei regolamenti interni per includere le procedure di gestione degli smartphone e dei dispositivi digitali personali.
Al momento, non sono disponibili dati quantitativi sulla percentuale di istituzioni che hanno già avviato progetti pilota di IA in conformità alle nuove linee guida del 2025, ma il percorso di adozione dei modelli documentali è già in corso nelle scuole che intendono conformarsi ai nuovi standard ministeriali.
Per approfondire le linee guida ministeriali sull'intelligenza artificiale, è possibile consultare il Decreto Ministeriale n. 166 del 09/08/2025 pubblicato sul sito del Ministero dell'Istruzione e del Merito.
FAQs
Pensiero critico e resistenza digitale: il messaggio di Vincenzo Schettini per l'anno scolastico 2026/2027
Il docente invita gli studenti a sviluppare il pensiero critico come un vero "atto di resistenza" contro la dipendenza tecnologica. L'obiettivo è promuovere uno studio consapevole e la capacità di distinguere quando l'uso dell'intelligenza artificiale è utile e quando invece compromette la propria autonomia cognitiva.
Le istituzioni devono seguire le Linee guida approvate con il DM 166 del 09/08/2025, che definiscono i principi etici, la trasparenza e la sicurezza dei sistemi di IA. Nello specifico, le scuole sono chiamate a mappare le sperimentazioni e adottare i modelli documentali previsti per un uso "antropocentrico" della tecnologia.
La gestione dei dispositivi deve essere formalizzata attraverso il Regolamento d'Istituto e il Patto di corresponsabilità educativa. Le scuole devono predisporre procedure specifiche, come circolari del dirigente e verbali di presa in consegna, distinguendo le esigenze didattiche o legate a piani educativi personalizzati (PEI/PDP).
Il docente identifica i momenti di noia come il motore fondamentale della creatività e della scoperta di sé. Incoraggia gli studenti a staccarsi dal flusso compulsivo degli smartphone per privilegiare attività analogiche come la lettura, la scrittura e le relazioni autentiche dal vivo.