L'istituto INDIRE ha reso disponibile il report di ricerca relativo alla predisposizione e sperimentazione di un modello di certificazione delle competenze digitali destinato al personale scolastico. Il documento, che include quadri di riferimento, architettura del modello e le evidenze emerse dalle fasi pilota, nasce all'interno di un ampio Programma integrato volto a supportare la transizione digitale nelle scuole italiane.
Tale iniziativa è inserita nella Missione 4 – Istruzione e ricerca del PNRR, specificamente all'interno dell'Investimento 2.1 dedicato al potenziamento dell'offerta dei servizi di istruzione e alla didattica digitale integrata. Il progetto, finanziato dall'Unione europea attraverso il programma Next Generation EU, si articola in tre linee d'azione principali: la formazione del personale ATA, il supporto ai docenti neoassunti e la creazione di un modello di certificazione professionale delle competenze digitali.
A differenza dei percorsi di certificazione di tipo accademico o informale, il modello sviluppato da INDIRE è calibrato specificamente sul contesto lavorativo scolastico. L'obiettivo è tradurre le competenze tecniche in abilità pratiche applicabili quotidianamente nelle istituzioni educative, garantendo un approccio che risponda alle reali esigenze del territorio.
La ricerca ha visto la partecipazione di una coorte sperimentale composta da 392 volontari, suddivisi tra 296 docenti e 96 unità di personale ATA. Attraverso questo percorso, è stato possibile testare un approccio multi-metodo e multiprospettico che integra strumenti di autovalutazione, valutazioni tra pari e scenari di interazione assistiti da sistemi di Intelligenza Artificiale. Il processo di validazione ha coinvolto attivamente le Équipe Formative Territoriali (EFT), supportate da esperti selezionati e formati dall'istituto.
L'architettura del modello e i quadri di competenza per docenti e ATA
Il cuore del report risiede nella definizione di due quadri di competenza distinti, progettati per riflettere le diverse mansioni e responsabilità del personale scolastico. Per il corpo docente, il framework è stato costruito attraverso un mapping tra i quadri europei DigCompEdu e DigComp 3.0. Questo lavoro ha portato alla definizione di 2 aree principali, 8 descrittori e ben 53 obiettivi specifici, mirati a delineare con precisione le competenze necessarie agli insegnanti nell'era digitale.
Parallelamente, è stato sviluppato un quadro specifico per il personale ATA. Questo framework si basa sulle aree di DigComp 3.0 e sulla dichiaratoria delle aree di competenza prevista dal CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021. La struttura identifica 2 aree e 9 competenze chiave, garantendo che la certificazione non sia un esercizio teorico, ma uno strumento di riconoscimento delle mansioni effettive svolte all'interno della scuola.
Un elemento distintivo di questa architettura è l'associazione di quattro livelli di padronanza a ciascun obiettivo specifico. Tale stratificazione permette di distinguere diverse gradazioni di abilità, facilitando una valutazione più granulare. I quadri e gli strumenti correlati sono stati sottoposti a una validazione esterna condotta tra gennaio e aprile 2026 dall'Istituto per le Tecnologie Didattiche del CNR (CNR-ITD), utilizzando anche procedure in doppio cieco per garantirne l'oggettività e la solidità scientifica.
Metodologia di sviluppo e il ruolo dell'Intelligenza Artificiale
Il percorso di certificazione, ospitato sulla piattaforma BRHUNO di INDIRE, adotta una logica di scaffolding progressivo. Il partecipante segue un percorso strutturato che parte da questionari preliminari di orientamento e prosegue con percorsi di autoformazione facoltativa, che includono video, studi di caso, riflessioni contestualizzate e attività di valutazione tra pari, permettendo di acquisire le competenze necessarie prima della fase di valutazione.
Una delle innovazioni tecnologiche più rilevanti riguarda l'integrazione di un sistema basato su Large Language Model (LLM), sviluppato dalla Fondazione Bruno Kessler (FBK). Questo sistema non funge da strumento di valutazione diretto, ma viene utilizzato per generare scenari professionali personalizzati. Attraverso il modello di instructional design impostato da INDIRE, l'IA permette ai partecipanti di interagire con casi studio dinamici che simulano situazioni reali della vita scolastica, fornendo feedback contestuali e personalizzati durante l'apprendimento.
L'esito finale di questo percorso non è una semplice valutazione automatizzata, ma un Report della competenza e un Dossier dettagliato. Questi documenti vengono analizzati collegialmente da gruppi di lavoro composti da esperti INDIRE e dagli équipers delle Équipe Formative Territoriali. Il giudizio finale rimane infatti affidato a esperti umani, che valutano le evidenze raccolte durante la sperimentazione per confermare il raggiungimento dei livelli di padronanza richiesti.
Impatto pratico sulla carriera e sulla formazione continua
Sebbene il report sottolinei la praticabilità del modello, è importante chiarire che la certificazione è attualmente presentata come uno strumento di valorizzazione professionale. Il documento indica che il modello mira a integrare l'autovalutazione con il giudizio esperto per fornire una fotografia accurata delle competenze digitali del personale. Per i docenti, ciò significa avere un punto di riferimento chiaro per la propria formazione continua; per il personale ATA, rappresenta un riconoscimento formale delle competenze acquisite nell'ambito della transizione digitale.
Dal punto di vista operativo, il modello offre una struttura per valorizzare le certificazioni all'interno delle scuole, suggerendo direzioni per la loro integrazione nei percorsi di crescita professionale. Tuttavia, il report non specifica se la certificazione prevista dal modello sarà obbligatoria o facoltativa per l'intero personale scolastico. Inoltre, non vengono forniti dettagli espliciti su come i risultati della validazione influenzeranno direttamente la progressione di carriera o gli eventuali incentivi economici per i docenti e il personale ATA.
| Componente Modello | Dettagli Tecnici e Strutturali |
|---|---|
| Target Docenti | Mapping DigCompEdu/DigComp 3.0: 2 aree, 8 descrittori, 53 obiettivi specifici. |
| Target ATA | Basato su DigComp 3.0 e CCNL 2019-2021: 2 aree e 9 competenze. |
| Strumenti di Valutazione | Autovalutazione, valutazione tra pari, scenari LLM e giudizio esperto collegiale. |
| Validazione Esterna | Condotta dal CNR-ITD tra gennaio e aprile 2026. |
Sintesi dei risultati della sperimentazione
I dati raccolti durante la fase pilota mostrano un alto tasso di coinvolgimento nell'utilizzo degli strumenti tecnologici. Dei 2.307 scenari aperti tramite il sistema LLM, ben 1.657 sono stati completati, pari a una percentuale del 71,8%. Questo dato evidenzia l'efficacia del sistema di scaffolding e della personalizzazione degli scenari nel mantenere alto l'interesse dei partecipanti. I questionari somministrati a docenti, ATA ed esperti confermano la validità e la solidità del dispositivo di rilevazione delle competenze, percepito come utile per la propria crescita professionale.
Considerazioni finali e limiti dello studio
Il report conclude sottolineando che, sebbene le evidenze abbiano carattere descrittivo e preliminare, il modello dimostra la praticabilità di un sistema di certificazione professionale robusto. Le direzioni di ricerca future si concentreranno sul superamento dei limiti attuali e sulla valorizzazione sistematica delle certificazioni all'interno del sistema scolastico. Per il personale scolastico, il documento rappresenta una base normativa e metodologica su cui si costruirà il riconoscimento delle competenze digitali, pur restando in attesa di definizioni operative più precise sulla loro impatto sulla carriera.
Per approfondimenti sui quadri di riferimento e sulla metodologia di validazione, è possibile consultare il report completo pubblicato da INDIRE.