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Un traguardo di Orizzonte Insegnanti · Privacy by design

ZDR Google per PEI Assistant: il PEI non resta né presso Google né presso di noi

Che cosa copre, con quali prove e perché conta per i dati scolastici

Dal 30 settembre 2026 PEI Assistant genera le sezioni del PEI con Google Cloud (Gemini Enterprise Agent Platform, ex Vertex AI), con elaborazione nell'Unione europea e la Zero Data Retention che Google ha approvato per noi il 30 luglio 2026, su nostra richiesta: non è un'impostazione predefinita. Google non conserva i contenuti delle richieste. E noi non salviamo né il testo che scrivi né il PEI generato. Dal 1° ottobre 2026 la stessa ZDR vale per tutti gli strumenti IA di EquiAssistant. Il vero valore nasce dall'averla integrata con Architettura OI: il backend che abbiamo progettato per controllare il percorso del dato, non soltanto il modello.

Francesco Silvaggio Aggiornato il 8 minuti di lettura
Approvazione Google della Zero Data Retention per il progetto Google Cloud 77022326671 e guardrail dell'Architettura OI

Perché abbiamo chiesto la ZDR

Il 30 luglio 2026 il team Generative AI Services di Google ci ha comunicato l'approvazione della richiesta di eccezione al prompt logging per il monitoraggio degli abusi, per il nostro progetto Google Cloud. L'eccezione vale per l'uso regolato dai Google Cloud Platform Terms of Service, cioè Gemini Enterprise Agent Platform: per questo dal 30 settembre 2026 PEI Assistant genera le sezioni del PEI su Agent Platform, con elaborazione nell'Unione europea, e dal 1° ottobre 2026 ci passano anche tutti gli strumenti IA di EquiAssistant.

È una misura concreta, riferita a un progetto e a un perimetro precisi, che interviene su uno dei punti più delicati della catena dei dati. Come ha scritto Francesco Silvaggio su ICT Security Magazine il 23 settembre 2026, la ZDR è «una condizione contrattuale perimetrata, non un marchio di qualità»: non è una certificazione e non copre l'intera piattaforma. È una condizione precisa, che abbiamo inserito in un'architettura applicativa più ampia.

Se un documento scolastico viene analizzato tramite IA, non basta sapere che non sarà usato per addestrare un modello. Occorre verificare il servizio effettivamente usato, il progetto coperto, le funzioni ammesse, i tempi dichiarati e i controlli applicativi che accompagnano la richiesta.

Che cosa ha approvato Google

Il progetto approvato è identificato dal numero 77022326671. L'eccezione al prompt logging per il monitoraggio degli abusi è una delle condizioni che la documentazione di Agent Platform elenca per la Zero Data Retention (pagina Zero data retention, consultata il 30 settembre 2026). Le altre dipendono da come si usa il servizio: niente grounding, niente logging di richieste e risposte, Interactions API solo con store=false, niente Live API con ripresa della sessione.

Noi le rispettiamo tutte: non usiamo grounding, Interactions API e Live API, e il logging di richieste e risposte non è configurato, cioè è spento. La cache in memoria, che Google dichiara compatibile con la ZDR (solo in memoria, 24 ore, isolata per progetto), l'abbiamo disattivata lo stesso dal 30 settembre 2026.

Questo passaggio è diverso dalla semplice restrizione di addestramento. Un servizio può non usare i dati per migliorare i modelli e conservarli comunque per finalità di sicurezza o funzionamento. L'eccezione approvata interviene proprio sulla conservazione dei contenuti nei log di abuse monitoring. Su Agent Platform vale anche la restrizione di addestramento: Google non usa i dati per addestrare o rifinire modelli senza permesso, e si applica il Cloud Data Processing Addendum, che disciplina anche i trasferimenti.

Perché non la Gemini API? Per la Gemini API di Google AI for Developers, Google registra prompt e risposte per un periodo limitato, al solo scopo di rilevare violazioni, e per una ZDR garantita rimanda a Vertex AI, oggi Agent Platform (pagina aggiornata il 14 settembre 2026). Per questo tutte le funzioni che elaborano con Google contenuti degli utenti passano da Agent Platform; la Gemini API resta solo per i flussi editoriali, senza dati degli utenti.

Perché è importante quando sono coinvolti dati scolastici

PEI, PDP, profili di funzionamento e verifiche adattate possono contenere informazioni riferite a minori, disabilità, salute, relazioni familiari e percorsi educativi. Togliere nome e cognome non rende anonimi i dati (Corte di giustizia dell'Unione europea, causa C-413/23 P, 4 settembre 2025): combinazioni di date, istituto, territorio, diagnosi ed eventi possono continuare a rendere una persona riconoscibile.

Per questo la ZDR conta: con PEI Assistant puoi lavorare sul contenuto reale che serve al PEI (diagnosi, profilo di funzionamento, osservazioni) senza che resti presso Google o presso di noi. La minimizzazione resta: nome, cognome, codice fiscale, indirizzo e recapiti non servono alla generazione e si aggiungono nel documento finale. E la scuola resta titolare del trattamento: a lei spettano base giuridica, condizioni dell'art. 9 del GDPR, minimizzazione, valutazione d'impatto e istruzioni ai docenti.

Come usare l'IA per il PEI, dove restano i dati nelle principali app di chat e che cosa ha deciso il Garante nelle scuole lo spieghiamo nella guida PEI con l'IA: come crearlo, esempi, rischi e sanzioni.

La nostra protezione nasce da una catena, non da uno slogan

L'approvazione definisce ciò che accade nel perimetro del provider. Noi l'abbiamo inserita in un sistema che controlla anche le scelte applicative: quali dati sono davvero necessari, come raggiungono il provider, quali funzioni possono essere abilitate e quali controlli devono restare attivi nel tempo.

Per questo presentiamo la protezione come una catena composta da tre livelli:

  1. 1. Provider. Google Cloud con elaborazione nell'Unione europea, restrizione di addestramento, Cloud Data Processing Addendum ed eccezione approvata al prompt logging.
  2. 2. Applicazione. Chiamate senza stato, logging di richieste e risposte spento, cache in memoria disattivata e controlli automatici prima di ogni rilascio; per PEI Assistant, nessun salvataggio del PEI e log con soli metadati.
  3. 3. Organizzazione. Base giuridica, minimizzazione, valutazione d'impatto e istruzioni ai docenti, a cura della scuola titolare del trattamento.

Come abbiamo costruito il backend che accompagna la ZDR

PEI Assistant chiama Agent Platform solo con richieste generateContent senza stato e solo testo: niente file, cache esplicite, grounding con Google Search o Maps, Interactions API o Live API. Il browser dell'utente non chiama direttamente Google.

Prima di ogni rilascio, controlli automatici verificano che nei log non finisca testo, che la pagina non carichi risorse esterne e che le richieste non chiedano conservazione. In questo modo una scelta di sicurezza non resta una dichiarazione: diventa una proprietà controllata nel codice.

La nostra piattaforma: PEI Assistant non salva il PEI

La ZDR riguarda Google. Per la nostra parte non salviamo né il testo che scrivi né il PEI generato, e lo abbiamo verificato nel codice e in produzione:

  • le sezioni generate non vengono salvate nel nostro database: arrivano solo al tuo browser e restano nella pagina finché non le copi; se aggiorni la pagina, si perdono;
  • la pagina di PEI Assistant non usa localStorage o sessionStorage e, dal 30 settembre 2026, non carica script o risorse di terze parti;
  • per PEI Assistant i log del sito registrano solo metadati (sezione, esito, durata, numero di token), mai testo.

I dati che scegli di salvare nel sito (i profili PEI e PDP di EquiAssistant, le verifiche e gli elaborati salvati, l'account) restano invece finché non li cancelli, con le regole della Privacy Policy: la ZDR riguarda ciò che conserva Google, non questi dati.

Il perimetro, con precisione

La ZDR vale per tutti gli strumenti IA di PEI Assistant ed EquiAssistant, cioè per tutto ciò che tratta contenuti degli utenti o dati degli studenti, sullo stesso progetto e alle stesse condizioni:

  • le sezioni del PEI di PEI Assistant, dal 30 settembre 2026;
  • la Descrizione del Discente di EquiAssistant, dal 30 settembre 2026;
  • l'estrazione del testo da immagini e PDF nel generatore di verifiche, dal 1° ottobre 2026;
  • il testo di EquiAssistant (analisi del contenuto, strategie didattiche, verifica con analisi, generatore di verifiche e impaginazione), dal 1° ottobre 2026.

Per la Descrizione del Discente e l'estrazione del testo i file partono solo dopo una conferma esplicita. OpenAI non riceve più contenuti degli utenti: resta solo negli strumenti editoriali interni della redazione. Fuori dalla ZDR restano soltanto i dati che scegli di salvare nel sito.

Perché questo traguardo fa la differenza

Non chiediamo di fidarsi della parola “sicuro” o del nome di un provider. Rendiamo verificabile ciò che abbiamo ottenuto e spieghiamo come lo abbiamo inserito nel prodotto. Google ha approvato l'eccezione al prompt logging per il nostro progetto Google Cloud; noi abbiamo configurato il progetto e il backend perché valgano anche le altre condizioni della ZDR, e PEI Assistant non salva il PEI.

Per chi scrive un PEI significa poter lavorare sul contenuto che serve senza che resti presso Google o presso di noi: la protezione del provider e quella applicativa sono state progettate per lavorare insieme. È questo, più del nome del modello, a distinguere una piattaforma costruita intorno ai dati scolastici da una chat consumer generalista.

Una protezione che puoi verificare

Rendiamo pubblici perimetro, progetto approvato, configurazione, controlli tecnici, limiti e fonti. Puoi verificare il risultato e poi scoprire PEI Assistant ed EquiAssistant.

Fonti ufficiali

Per il quadro generale su chat consumer, API, retention, governance applicativa e sistemi locali consulta il dossier Privacy e IA a scuola.