L'elevato costo dei libri scolastici in Italia è diventato oggetto di un'analisi approfondita da parte dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM). L'indagine conoscitiva, avviata ufficialmente il 10 settembre 2024 ai sensi dell'art. 12, comma 2, della L. 287/1990, ha messo a nudo le criticità strutturali di un settore caratterizzato da una forte concentrazione e da barriere normative che penalizzano direttamente le famiglie e gli studenti.
Il rapporto finale, pubblicato il 12 gennaio 2026, delinea un quadro in cui la scarsa concorrenza e le licenze digitali poco efficienti contribuiscono a mantenere i prezzi su livelli considerati insostenibili. Secondo i dati raccolti dall'Autorità, il mercato dei libri nuovi in Italia si aggira su un valore di circa 800 milioni di euro annui, mentre il mercato dell'usato copre una quota significativamente inferiore, attestandosi intorno ai 150 milioni di euro.
Questa sproporzione non è casuale, ma deriva da un assetto di mercato in cui oltre l'80% della quota è detenuta da soli quattro grandi gruppi editoriali: Mondadori Education, Zanichelli, Sanoma e La Scuola. Tale concentrazione limita la libertà di scelta e la pressione competitiva sui prezzi, creando un ambiente in cui le dinamiche di adozione e distribuzione sono fortemente polarizzate.
Le barriere strutturali: tra limiti normativi e inefficienze del digitale
Uno dei nodi centrali emersi dall'indagine riguarda il limite di sconto fissato per legge al 15% sul prezzo di copertina, noto come normativa "salva librai". Questo tetto, sebbene volto a tutelare la distribuzione, impedisce una riduzione più marcata dei costi per i consumatori finali. A questo si aggiunge la questione della foliazione: i manuali italiani presentano una media di pagine superiore rispetto ai modelli europei, aumentando di fatto il costo di produzione e, di conseguenza, il prezzo finale di vendita.
Il settore digitale, che avrebbe dovuto rappresentare la soluzione per abbattere i costi, mostra invece segnali di scarsa adozione effettiva. Sebbene il 95% delle classi utilizzi libri in formato misto (cartaceo+digitale), solo il 16% delle licenze digitali è stato realmente attivato nel periodo 2023/24. Le licenze attuali sono spesso poco efficienti, rendendo difficile la riattivazione dei contenuti o la loro condivisione, e frenano lo sviluppo di risorse open source (OER) e di autoproduzioni scolastiche, che restano poco competitive rispetto all'offerta commerciale dominante.
Il contesto normativo ha anche giocato un ruolo determinante negli ultimi anni. La riforma del 2013, pur spingendo verso la digitalizzazione, ha causato una polarizzazione del mercato e l'abolizione della norma che bloccava le nuove adozioni per periodi pluriennali, favorendo la produzione massiccia di nuove edizioni. Questa scelta ha accelerato il ciclo di sostituzione dei testi e aumentato il carico economico sulle famiglie, che per il ciclo di secondaria di I grado spendono mediamente 580,75 euro, mentre per il secondo grado la cifra sale a 1.250,43 euro.
Risposte degli editori e interventi istituzionali per il futuro
In risposta alle evidenze dell'AGCM, i principali operatori del settore, tra cui Mondadori, Zanichelli e Sanoma, hanno manifestato la disponibilità a modificare le condizioni di licenza. L'obiettivo è favorire la riattivazione dei contenuti a costi ridotti, permettere la stampa di parti digitali e garantire accessi più prolungati. Parallelamente, l'Associazione Italiana Editori (AIE) si è resa disponibile a una maggiore trasparenza tra le edizioni, proponendo modifiche al codice di autodisciplina per rendere il mercato più fluido.
L'Autorità Garante ha inviato una segnalazione formale al Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM), fornendo indicazioni puntuali per la supervisione del settore. Tra le misure richieste figurano interventi per favorire l'interoperabilità delle piattaforme tramite un sistema di autenticazione unificata e la promozione di incentivi concreti per le autoproduzioni scolastiche. Il Ministero ha già avviato iniziative per migliorare l'accessibilità delle risorse digitali, cercando di colmare il divario tra offerta commerciale e necessità pedagogiche.
| Parametro di Analisi | Dati e Risultanze Indagine IC57 |
|---|---|
| Concentrazione di Mercato | Oltre l'80% in mano a 4 gruppi (Mondadori, Zanichelli, Sanoma, La Scuola) |
| Spesa Media Secondaria I Grado | 580,75 euro per famiglia |
| Spesa Media Secondaria II Grado | 1.250,43 euro per famiglia |
| Utilizzo Licenze Digitali | Solo il 16% effettivamente attivato nel 2023/24 |
| Limite Sconti Legali | Fissato al 15% sul prezzo di copertina |
| Mercato Libri Nuovi vs Usati | 800 milioni € vs 150 milioni € |
Cosa cambia concretamente per docenti, famiglie e scuole
Per le famiglie, il risultato immediato dell'indagine non è una riduzione istantanea dei prezzi, ma l'apertura di una strada verso una maggiore flessibilità nelle licenze digitali. Gli editori si sono impegnati a rendere più semplice la riattivazione dei contenuti e la sostituibilità razionale delle parti dei libri (ad esempio tramite QR Code), riducendo potenzialmente la necessità di acquistare nuove edizioni complete per ogni aggiornamento.
Per i docenti e i dirigenti scolastici, il focus si sposta sulla supervisione e sull'interoperabilità. Il Ministero dovrà recepire le indicazioni dell'AGCM per promuovere l'uso efficace delle risorse digitali e degli incentivi alle autoproduzioni scolastiche. Questo significa che, nel prossimo futuro, le scuole potrebbero vedere una maggiore facilità nel gestire piattaforme diverse e nell'integrare materiali prodotti internamente, cercando di rendere le autoproduzioni scolastiche una realtà competitiva e non più un'eccezione difficile da attuare.
È importante sottolineare che l'indagine non identifica soggetti colpevoli specifici, ma evidenzia criticità sistemiche. Sebbene siano previsti monitoraggi da parte dell'AGCM per verificare l'attuazione delle indicazioni fornite al Ministero, non è ancora chiaro quanto velocemente le disparità regionali nei sistemi di sostegno economico alle famiglie verranno risolte. La strada verso un mercato più equo passa per la revisione delle licenze d'uso e per una reale spinta verso l'interoperabilità tecnologica.
Per approfondire i dettagli tecnici del provvedimento, è possibile consultare il rapporto finale dell'indagine IC57 sull'editoria scolastica pubblicato dall'Autorità Garante.
FAQs
Libri scolastici: l'indagine AGCM svela le cause dell'alto costo e le barriere al mercato dell'usato
L'elevato costo è causato da una forte concentrazione di mercato, con oltre l'80% del settore controllato da soli quattro grandi gruppi editoriali. A questo si aggiungono limiti normativi sugli sconti (fissati al 15% per legge) e una foliazione dei manuali mediamente superiore rispetto agli standard europei.
Il mercato dell'usato è ostacolato da licenze digitali poco efficienti che limitano la rivendibilità dei contenuti. Inoltre, nonostante il 95% delle classi utilizzi formati misti, solo il 16% delle licenze digitali è stato effettivamente attivato nel periodo 2023/24, frenando il risparmio tecnologico.
L'Autorità ha evidenziato criticità sistemiche e ha inviato una segnalazione formale al Ministero dell'Istruzione per interventi di supervisione. L'obiettivo è promuovere l'interoperabilità delle piattaforme, favorire le risorse open source (OER) e migliorare la trasparenza tra le diverse edizioni.
Gli editori si sono impegnati a revisionare le licenze per permettere riattivazioni a costi ridotti e una maggiore sostituibilità dei contenuti tramite QR Code. Il Ministero sta inoltre avviando iniziative per rendere le risorse digitali più accessibili e per incentivare le autoproduzioni scolastiche.