L'Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia ha ufficializzato l'individuazione delle istituzioni scolastiche che rappresenteranno il territorio regionale nella II Edizione del Concorso "Biblioteche scolastiche al Quirinale" per l'anno scolastico 2026/2027. Secondo il decreto pubblicato il 26 ottobre 2026, la Regione ha selezionato tre istituzioni di secondo grado, ciascuna destinata a sviluppare una progettualità specifica legata a una delle tre tematiche nazionali individuate dal Ministero dell'Istruzione e del Merito.
L'iniziativa, che si inserisce nel solco del Piano nazionale d’azione per la promozione della lettura, mira a trasformare le biblioteche scolastiche in veri e propri presidi di democrazia e memoria storica. In particolare, la selezione lombarda ha premiato realtà che hanno dimostrato una solida esperienza nella promozione della lettura o che operano come scuole polo responsabili del servizio bibliotecario, garantendo così una partecipazione di alto profilo alle celebrazioni dell'80° anniversario della Repubblica.
Il processo di selezione è stato gestito dalla Commissione regionale, istituita con decreto del 22 ottobre 2026, la quale ha avuto il compito di valutare le proposte progettuali pervenute dagli istituti interessati. Le scuole individuate dovranno ora procedere all'elaborazione delle attività previste, che dovranno coniugare gli obiettivi didattici con le modalità operative richieste dalla Direzione generale per lo studente, l’inclusione, l’orientamento e il contrasto alla dispersione scolastica.
Quadro normativo di riferimento
Il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 fornisce la cornice normativa e finanziaria per l'organizzazione scolastica. In particolare, l'intervento sull'organizzazione scolastica è inserito nel piano programmatico di razionalizzazione e nel successivo riordino del sistema educativo. Sebbene non disciplini direttamente le dinamiche del concorso sulle biblioteche, questo atto definisce i presupposti strutturali e le linee guida per l'efficienza e l'economicità dell'azione amministrativa nelle scuole.
La Legge 7 agosto 1990, n. 241, rappresenta il pilastro del procedimento amministrativo italiano. Essa stabilisce che l'attività della Pubblica Amministrazione deve essere retta dai criteri di economicità, efficacia, imparzialità, pubblicità e trasparenza. Nel contesto del concorso per le biblioteche scolastiche, tale normativa garantisce che la selezione delle scuole da parte degli USR avvenga attraverso criteri predeterminati, motivati e pubblicamente conoscibili, assicurando che i vantaggi derivanti dalla partecipazione siano assegnati in modo equo e trasparente.
Il decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275 disciplina l'autonomia delle istituzioni scolastiche. Esso riconosce alle scuole l'autonomia funzionale, didattica e organizzativa, conferendo loro il compito fondamentale di definire e realizzare l'offerta formativa in relazione al contesto locale, alle famiglie e al territorio. Questa autonomia è il presupposto essenziale affinché le scuole possano progettare attività bibliotecarie interdisciplinari e coerenti con i percorsi di studio.
Il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, definisce le norme generali sull'ordinamento del lavoro nelle amministrazioni pubbliche. L'articolo 2 stabilisce che le linee fondamentali di organizzazione degli uffici debbano ispirarsi alla funzionalità rispetto ai compiti e ai programmi di attività, garantendo flessibilità e trasparenza. Nell'ambito scolastico, il decreto chiarisce il ruolo degli uffici e la responsabilità dei dirigenti nella gestione delle risorse e dei risultati, distinguendo chiaramente tra indirizzo politico e gestione amministrativa.
La Legge 13 luglio 2015, n. 107, ha introdotto la riforma del sistema nazionale di istruzione, rafforzando il ruolo centrale della scuola e della progettazione triennale dell'offerta formativa. Gli articoli 1 e 3 promuovono la valorizzazione delle potenzialità degli studenti attraverso la collaborazione con il territorio e l'innovazione didattica. La riforma collega esplicitamente la biblioteca scolastica al contrasto alla dispersione scolastica, all'orientamento formativo e all'educazione civica, temi centrali della seconda edizione del concorso.
Il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, noto come Codice dei beni culturali e del paesaggio, definisce la biblioteca come un luogo di cultura destinato alla fruizione della collettività. L'articolo 2 qualifica i beni culturali come testimonianze aventi valore di civiltà, mentre l'articolo 17 disciplina la catalogazione e la conservazione dei dati. Il progetto delle biblioteche scolastiche si inserisce in questo quadro, promuovendo la fruizione pubblica e culturale degli spazi di apprendimento come ambienti di cittadinanza.
Contesto e precedenti
Il progetto-concorso "Biblioteche scolastiche al Quirinale" nasce come iniziativa di rilievo nazionale per valorizzare il rapporto tra didattica e biblioteche scolastiche, intese come ambienti di apprendimento interdisciplinare e transdisciplinare. L'iniziativa è promossa dalla Direzione generale per lo studente, l'inclusione, l'orientamento e il contrasto alla dispersione scolastica, in collaborazione con il Segretariato generale della Presidenza della Repubblica.
Il contesto attuale vede una particolare attenzione alla promozione della lettura, in linea con il Piano nazionale d’azione previsto dalla Legge 15/2020. La seconda edizione assume un valore simbolico elevato, essendo legata alle celebrazioni dell'80° anniversario della Repubblica Italiana. In questo scenario, le biblioteche scolastiche sono identificate come presìdi fondamentali per la trasmissione della memoria storica e per lo sviluppo delle competenze civiche nelle giovani generazioni.
Precedenti selezioni regionali, come quelle effettuate dall'USR Friuli Venezia Giulia, hanno già tracciato il percorso metodologico per l'individuazione delle scuole. In tali casi, la selezione ha premiato istituti che possedevano una comprovata esperienza nella promozione della lettura o che erano già stati individuati come scuole polo ai sensi del decreto interministeriale 17 febbraio 2022, n. 61. Questo modello di selezione è stato adottato anche dalla Lombardia per garantire che le scuole partecipanti abbiano le competenze necessarie per gestire progetti di alta rilevanza.
Cosa cambia per docenti, ATA e scuole
L'individuazione delle istituzioni scolastiche da parte dell'USR Lombardia segna l'inizio della fase operativa per la partecipazione al concorso nazionale. Le scuole selezionate non dovranno più presentare candidature, ma dovranno concentrarsi sull'elaborazione dell'attività progettuale specifica per la tematica assegnata. Questo lavoro dovrà coinvolgere gli studenti di una o più classi, dal primo al quinto anno, e potrà essere inserito nel monte ore obbligatorio di Educazione Civica o nei percorsi di Orientamento formativo.
Per i docenti e il personale ATA delle scuole individuate, la sfida principale risiede nella creazione di prodotti creativi e didattici che rispondano ai criteri ministeriali. I prodotti ammessi includono racconti, articoli, fumetti, campagne di sensibilizzazione e contenuti video con una durata massima di 5 minuti. Le scuole dovranno coordinare queste attività assicurando che il progetto sia coerente con il Piano Triennale dell'Offerta Formativa (PTOF) e con le linee guida della biblioteca scolastica come luogo di apprendimento.
Le segreterie scolastiche e i dirigenti dovranno prestare particolare attenzione alla trasmissione dei dati identificativi al Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM). Sebbene il calendario preciso delle scadenze per l'invio dei dati non sia ancora dettagliato nel decreto di individuazione, la scadenza ministeriale generale per la designazione delle scuole regionali è fissata al 15 ottobre 2026. Le scuole selezionate dovranno quindi coordinarsi con l'USR per la corretta gestione della documentazione e per la successiva consegna dei lavori, prevista entro il 31 gennaio 2027.
In sintesi, le scuole individuate in Lombardia sono ora i protagonisti ufficiali del percorso. Il loro compito è trasformare la progettualità in azioni concrete che possano essere presentate al Quirinale, valorizzando il patrimonio bibliotecario come strumento di inclusione e innovazione tecnologica.
Le posizioni
Le istituzioni scolastiche e le organizzazioni del territorio hanno accolto con favore l'iniziativa, sottolineando l'importanza di dare risalto alle biblioteche come spazi di aggregazione. Molte realtà scolastiche hanno espresso il desiderio di vedere riconosciuto il ruolo delle biblioteche non solo come depositi di libri, ma come centri di innovazione didattica. Tuttavia, alcuni soggetti hanno sollevato interrogativi sulla necessità di definire criteri di selezione più trasparenti e criteri di valutazione più dettagliati per le attività progettuali da elaborare.
I sindacati e le associazioni di categoria hanno evidenziato la necessità di supportare adeguatamente le scuole nella gestione dei progetti, chiedendo che le attività non vadano a gravare eccessivamente sul monte ore curricolare senza un adeguato supporto organizzativo. L'attenzione si concentra sulla qualità dei prodotti finali e sulla capacità delle scuole di coinvolgere attivamente gli studenti in modo inclusivo, garantendo che ogni studente possa trovare spazio nelle attività proposte.
| Tematica Concorso | Istituzione Scolastica Individuata (Lombardia) | Codice Meccanico |
|---|---|---|
| Tematica A - Educazione finanziaria: educare a scelte responsabili | Liceo scientifico “C. Golgi – Breno | BSPS03000P |
| Tematica B - Inclusione scolastica: valorizzare l’unicità di ciascuno studente | IIS “Archimede” – Treviglio | BGIS004008 |
| Tematica C - Arte e tecnologia: coniugare linguaggi e innovazione | IIS Serafino Riva – Sarnico | BGIS02300N |
FAQs
Lombardia individua progetti biblioteche scolastiche
Il testo non specifica il calendario preciso delle scadenze per la trasmissione dei dati identificativi al Ministero.
Il documento non fornisce dettagli chiari sui criteri di selezione utilizzati per scegliere le specifiche scuole individuate.
Il contenuto non specifica quali siano i premi previsti per la vittoria del concorso al Quirinale.
Mancano dettagli sulle modalità pratiche di elaborazione delle attività progettate dalle istituzioni individuate per ciascuna tematica.
Il testo non indica i requisiti specifici per le scuole che desiderano partecipare alle prossime edizioni del concorso.