Il 27 ottobre 2026, l'Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati ha ospitato un confronto di rilievo sulle dinamiche della sicurezza digitale e sulla necessità di una cittadinanza consapevole nelle nuove generazioni. L'iniziativa, promossa dal Movimento Italiano Genitori (MOIGE) con il supporto del Dipartimento per la trasformazione digitale, ha visto protagonisti 250 studenti provenienti da diverse città italiane.
Questi giovani, identificati come Giovani Ambasciatori, hanno portato direttamente alle istituzioni le proprie riflessioni e le domande emerse dalla loro quotidianità scolastica e privata. L'incontro si è strutturato attorno a quattro pilastri tematici fondamentali: la cittadinanza digitale e i rischi invisibili della rete, l'impatto dell'intelligenza artificiale, la gestione dell'informazione e del pensiero critico online, e la lotta contro il cyberbullismo.
Durante le sessioni, gli studenti hanno interagito con esperti di alto profilo, tra cui rappresentanti della Polizia Postale, dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale e specialisti in neuropsichiatria infantile. L'obiettivo dichiarato è quello di trasformare gli studenti da semplici destinatari passivi di politiche di tutela a protagonisti attivi nel definire le linee guida per un ecosistema digitale più responsabile e sicuro.
Le sfide normative e la tutela dei minori nello spazio virtuale
Il contesto di questo intervento è stato delineato da un'indagine condotta dal MOIGE in collaborazione con l'Istituto Piepoli nel 2025. I dati raccolti su un campione di 1.546 studenti delle scuole medie e superiori evidenziano una realtà complessa: il 55% dei ragazzi trascorre almeno tre ore al giorno online al di fuori dell'orario scolastico.
Nonostante l'alta penetrazione tecnologica, emerge una criticità significativa nella formazione: solo il 21% degli intervistati dichiara di aver ricevuto una formazione adeguata sui rischi e sulle opportunità degli strumenti digitali, nonostante il 51% degli studenti li utilizzi regolarmente (percentuale che sale al 71% tra le superiori). Inoltre, il 33% riferisce di aver ricevuto informazioni errate dall'IA e il 48% è incappato occasionalmente in fake news.
Il dibattito parlamentare ha messo in luce la necessità di un quadro normativo più stringente per contrastare fenomeni come la dipendenza digitale e le nuove forme di aggressione online. Secondo le dichiarazioni di Antonio Affinita, Direttore generale del MOIGE, i ragazzi non richiedono solo risposte teoriche, ma impegni concreti e regole certe. La proposta centrale riguarda il rafforzamento dell'offerta formativa e l'adozione di norme che garantiscano una protezione efficace, senza però limitare la libertà di esplorazione e crescita dei minori.
In questo scenario, il ruolo delle istituzioni è stato definito come un dovere di garantire leggi più rigorose. Maria Teresa Bellucci, Vice Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha sottolineato come il Governo stia già muovendosi in questa direzione attraverso azioni specifiche. Tra queste figurano l'istituzione della Giornata nazionale dell'ascolto e lo stanziamento di 7 milioni di euro per il Terzo settore, finalizzati all'uso sano, etico e sicuro dell'intelligenza artificiale e delle tecnologie.
Sono state citate inoltre le nuove barriere sul parental control e la legge 70 del 2024, volta a stringere le maglie contro il bullismo e il cyberbullismo, unitamente alla legge 132 del 2025, che pone al centro i diritti fondamentali nello sviluppo dell'IA. Un punto cruciale emerso dal confronto riguarda la responsabilità delle piattaforme digitali: Sandra Cioffi, Presidente del Consiglio Nazionale degli Utenti presso AGCOM, ha ribadito che i servizi devono essere sicuri fin dalla progettazione e che le aziende devono contrastare i contenuti nocivi, impedire l'accesso alla pornografia ai minori e limitare gli algoritmi che favoriscono comportamenti di dipendenza.
L'educazione tra pari e il ruolo dei Giovani Ambasciatori
Il cuore operativo dell'iniziativa risiede nel progetto Educyber Generations, una campagna che coinvolge una rete di 8.583 Giovani Ambasciatori selezionati dai docenti per le loro attitudini e sensibilità. Questi ragazzi fungono da punti di riferimento all'interno delle scuole, promuovendo una cultura digitale consapevole attraverso il metodo dell'educazione tra pari. L'idea è che un coetaneo sia spesso più efficace nel riconoscere segnali di umiliazione, esclusione o richieste d'aiuto che potrebbero sfuggire agli adulti.
Tuttavia, come evidenziato dal dott. Giuseppe Lavenia, fondatore dell'associazione Di.Te., l'efficacia di questo modello dipende dalla presenza di adulti preparati. I ragazzi devono poter raccontare ciò che accade online senza timore di essere giudicati o di subire il sequestro del dispositivo. La sfida educativa consiste dunque nel non delegare alle singole famiglie un problema che riguarda l'intera società, ma in creare un'alleanza tra scuola, famiglia e istituzioni che fornisca strumenti di autoregolazione e senso critico.
Dal punto di vista psicologico, il Prof. Stefano Vicari ha sollevato una questione fondamentale: il paradosso della loneliness. Nonostante l'iper-connessione, molti giovani sperimentano livelli di solitudine elevati. La sfida non è dunque formare individui "più digitali", ma crescere persone più umane, capaci di non delegare alle tecnologie la capacità di pensare, scegliere e costruire relazioni autentiche. La tecnologia deve rimanere uno strumento al servizio della crescita, non un sostituto delle interazioni umane.
Prospettive per la scuola e la formazione
Sebbene l'iniziativa non preveda ancora modifiche immediate ai programmi scolastici o nuove leggi specifiche derivanti direttamente da questo singolo incontro, essa delinea una chiara direzione operativa per il sistema scolastico:
- Formazione dei docenti: Si prospetta una richiesta di potenziamento dei percorsi formativi per permettere agli insegnanti di gestire l'uso dell'intelligenza artificiale in classe e di riconoscere i segnali di cyberbullismo.
- Ruolo dei Giovani Ambasciatori: Gli studenti selezionati continueranno a operare come mediatori e punti di riferimento, favorendo la prevenzione dei rischi attraverso il dialogo tra pari.
- Coinvolgimento delle famiglie: L'approccio educativo si sposta verso una responsabilità condivisa, dove la scuola fornisce gli strumenti e le famiglie collaborano all'educazione all'uso consapevole dei dispositivi.
- Monitoraggio dei rischi: Le scuole saranno chiamate a prestare maggiore attenzione alla protezione dei dati personali e alla gestione della dipendenza digitale, seguendo le linee guida promosse dal MOIGE e dal Dipartimento per la trasformazione digitale.
Al momento, non è specificato se l'iniziativa porterà a nuove leggi concrete o a modifiche immediate dei programmi scolastici. Inoltre, non sono ancora stati forniti i dettagli sugli strumenti pratici specifici che verranno messi a disposizione dei docenti per la gestione dell'IA in classe, né è chiaro se il Dipartimento per la trasformazione digitale preveda fondi specifici per la formazione del personale ATA.
| Dato/Indicatore | Valore Riscontrato (Indagine MOIGE 2025) |
|---|---|
| Studenti online fuori orario scolastico | 55% (almeno 3 ore al giorno) |
| Utilizzo regolare di Intelligenza Artificiale | 51% (71% tra le superiori) |
| Studenti con formazione adeguata sui rischi IA | Solo il 21% |
| Incidenza di fake news (almeno occasionalmente) | 48% |
| Vittime dirette di cyberbullismo | 7% |
| Segnalazione dell'accaduto a un adulto | Solo il 5% |