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Obbligo di corsi di italiano per i genitori stranieri: le nuove norme del Decreto Scuola e le sanzioni previste

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Il panorama della scuola italiana sta per affrontare una trasformazione significativa con l'approvazione del Decreto-legge 170 del 30 settembre 2026. Una delle misure più rilevanti, inserita nel più ampio "Decreto Scuola", riguarda l'introduzione di un obbligo di frequenza ai corsi di lingua italiana per i genitori stranieri. Questa iniziativa non è destinata a colpire l'intera popolazione straniera, ma si attiva esclusivamente in quei casi in cui il deficit linguistico dei genitori ostacola concretamente il percorso scolastico, l'integrazione o il comportamento dei figli minori.

La normativa mira a contrastare le barriere comunicative che impediscono la corresponsabilità educativa tra istituzioni scolastiche e nuclei familiari. L'obiettivo, coerente con le raccomandazioni OCSE sulla necessità di coinvolgere i genitori nella vita scolastica dei figli, è garantire che la mancanza di padronanza della lingua nazionale non diventi un fattore di segregazione scolastica. Per i genitori coinvolti, la partecipazione ai percorsi formativi sarà gratuita, ma diventerà un adempimento obbligatorio qualora la scuola rilevi criticità documentabili e i servizi sociali intervengano per predisporre un piano di sostegno specifico.

Il meccanismo di attivazione e il ruolo dei servizi sociali

Il percorso procedurale previsto dall'Articolo 12 del decreto disciplina la procedura di segnalazione, il progetto di sostegno alla genitorialità e l'obbligo dei corsi. La scuola ha il compito di individuare le situazioni critiche e segnalarle tempestivamente ai servizi sociali territoriali. Questi ultimi dovranno valutare il nucleo familiare e, in caso di necessità, predisporre un progetto personalizzato di sostegno alla genitorialità, che includerà il percorso linguistico presso i Centri Provinciali per l'Istruzione degli Adulti (CPIA).

Il livello linguistico di riferimento richiesto per il completamento del percorso è almeno il livello A2 del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue. È importante sottolineare che la misura non è una sanzione preventiva, ma un intervento di supporto che diventa coercitivo solo in presenza di inadempimento persistente. I genitori potranno richiedere l'esenzione dall'obbligo solo presentando una certificazione medica (per patologie, disabilità o età avanzata) o fornendo documentazione che attesti comprovati motivi lavorativi.

Sanzioni amministrative e monitoraggio della frequenza

Il mancato rispetto dell'obbligo di frequenza, dopo che sia stata notificata una formale diffida da parte del CPIA, comporterà l'irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie. L'importo della multa varierà da 200 a 1.000 euro e sarà applicato dal Prefetto in caso di inadempimento persistente. I CPIA diventeranno gli enti erogatori dei corsi e, contemporaneamente, gli organi incaricati di accertare la frequenza regolare dei partecipanti e segnalare eventuali violazioni.

Oltre alla questione linguistica, il decreto introduce altre misure di controllo e supporto che interessano la gestione delle classi e la sicurezza:

  • Tetto del 30% per gli alunni con cittadinanza non italiana (non nati in Italia o con scarse esperienze scolastiche pregresse) nelle classi prime dal 2027/28.
  • Fondi di supporto: 3,4 milioni di euro nel 2027 e 14.139.760 euro annui dal 2028 per le lezioni di italiano fuori orario nelle scuole che superano la soglia del 30% di alunni stranieri.
  • Divieto di coprirsi il volto: sanzioni fino a 1.000 euro anche per chi partecipa alle attività scolastiche con il volto coperto, con l'accertamento affidato al dirigente e l'irrogazione al prefetto; se a violare il divieto è un minore, paga il genitore.
Soggetto CoinvoltoRuolo e Obblighi Principali
ScuolaIndividuazione criticità, segnalazione ai servizi sociali e monitoraggio classi.
Servizi SocialiValutazione nuclei familiari e predisposizione progetti di sostegno.
Genitori StranieriFrequenza obbligatoria corsi CPIA (livello A2) in caso di segnalazione.
CPIAErogazione corsi gratuiti e accertamento della frequenza.

Cosa cambia concretamente per la scuola e le famiglie

Per i dirigenti scolastici e il personale docente, la novità principale risiede nella necessità di una mappatura più accurata delle situazioni di fragilità linguistica. Non si tratta più solo di gestire l'integrazione in classi, ma di attivare una procedura formale di segnalazione che coinvolge la rete dei servizi sociali. Le segreterie dovranno essere preparate a gestire le comunicazioni relative ai percorsi di sostegno e alle eventuali diffide per inadempimento.

Per le famiglie straniere, il decreto introduce un punto di attenzione critico: la partecipazione ai corsi non è più una scelta facoltativa se la scuola rileva che la barriera linguistica danneggia il minore. È fondamentale che i genitori siano consapevoli che il percorso è gratuito ma vincolante. In caso di rifiuto ingiustificato, la sanzione amministrativa non è solo un costo economico, ma un segnale della volontà dello Stato di garantire il diritto allo studio e alla corretta educazione dei figli attraverso la partecipazione attiva dei genitori.

Le scadenze operative sono già delineate: il decreto, approvato dal Consiglio dei Ministri il 24 settembre 2026, è in attesa di firma al Quirinale e successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Dal momento della pubblicazione partiranno i 60 giorni per la conversione in legge. L'applicazione strutturale dei fondi e dei limiti di classe inizierà ufficialmente con l'anno scolastico 2027/2028.

Note operative e limiti attuali

Al momento, non sono ancora stati definiti i criteri esatti con cui i servizi sociali valuteranno la persistenza delle barriere linguistiche per attivare il progetto. Inoltre, non è ancora chiaro il numero preciso di CPIA che riceveranno i maggiori investimenti per gestire l'afflusso previsto. La normativa è dunque in una fase di transizione che richiederà decreti attuativi per definire i dettagli tecnici della gestione dei fondi e delle procedure di monitoraggio.

Per i genitori che intendono regolarizzare la propria posizione o per le scuole che devono pianificare il prossimo triennio, è fondamentale monitorare la pubblicazione del testo definitivo per conoscere le modalità di iscrizione ai corsi presso i centri provinciali. La sanzione massima di 1.000 euro rappresenta il limite superiore per i casi di inadempimento persistente dopo la diffida, salvo esenzioni documentate.

FAQs
Obbligo di corsi di italiano per i genitori stranieri: le nuove norme del Decreto Scuola e le sanzioni previste

Chi è obbligato a frequentare i corsi di italiano per i genitori stranieri?+

L'obbligo non è generalizzato, ma scatta solo per i genitori stranieri i cui deficit linguistici ostacolano concretamente il percorso scolastico, l'integrazione o il comportamento dei figli minori. La partecipazione diventa obbligatoria solo in seguito a una segnalazione da parte della scuola e a una successiva valutazione da parte dei servizi sociali.

Quali sono le sanzioni previste in caso di mancata partecipazione?+

In caso di inadempimento persistente dopo una formale diffida da parte dei CPIA, il Prefetto può applicare sanzioni amministrative pecuniarie che variano da 200 a 1.000 euro. È importante sottolineare che la misura non prevede il collocamento del minore fuori dalla famiglia, ma mira esclusivamente alla responsabilità educativa dei genitori.

Come vengono erogati i corsi e quali sono i requisiti di esenzione?+

I corsi sono gratuiti e vengono erogati dai Centri Provinciali per l'Istruzione degli Adulti (CPIA). Le esenzioni dalla frequenza obbligatoria sono possibili solo previa presentazione di una certificazione medica per patologie o disabilità, oppure per motivi lavorativi documentati.

Quali sono le scadenze principali per l'attuazione del Decreto Scuola?+

Il decreto è in fase di conversione in legge con una scadenza prevista per l'inizio dell'anno scolastico 2027/2028. In tale anno entreranno in vigore anche le quote di supporto finanziario per le lezioni fuori orario e il limite del 30% per gli alunni stranieri nelle classi prime.

Fonti consultate

Redazione Orizzonte Insegnanti
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