Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha fornito aggiornamenti cruciali riguardanti il bilancio delle immissioni in ruolo per il personale ATA, delineando lo stato dell'arte delle assunzioni per l'anno scolastico 2026/2027. Durante un tavolo tecnico tenutosi il 27 ottobre 2026, l'Amministrazione ha illustrato i dati relativi alle procedure in corso, evidenziando il divario tra le autorizzazioni ottenute e le necessità effettive del sistema scolastico nazionale. L'incontro, richiesto dalla FLC CGIL, ha messo in luce le sfide operative legate alla gestione delle graduatorie, alla stabilità dei posti in deroga e alle progressioni di carriera.
Secondo i dati ufficiali comunicati dal Ministero, a fronte di un contingente autorizzato di 12.284 assunzioni, sono state effettuate 12.160 immissioni in ruolo. Di queste, 11.856 riguardano i diversi profili ATA, mentre 304 sono state assegnate nell'area dei Funzionari e dell'Elevata Qualificazione. Questi numeri riflettono un lavoro di coordinamento complesso, che ha visto la Ragioneria Generale dello Stato autorizzare il contingente dopo la detrazione di 7 esuberi nell'area dei funzionari/EQ, partendo da una richiesta iniziale di 12.291 unità. L'obiettivo primario resta quello di ridurre il precariato e garantire la continuità didattica e amministrativa nelle scuole.
Nonostante i progressi, permangono diverse incertezze strutturali che il Ministero ha riconosciuto durante il confronto sindacale. Tra queste, spiccano i ritardi nell'emanazione del decreto interministeriale per le progressioni tra le aree, attualmente bloccato in fase di istruttoria tecnica presso il MEF. Questa situazione crea un collo di bottiglia che impedisce l'avvio dei successivi iter autorizzativi, mettendo a rischio il rispetto dei termini contrattuali previsti per la fine dell'anno scolastico. La gestione delle posizioni economiche e la definizione dei criteri per i posti in deroga restano, ad oggi, i nodi più critici da sciogliere per garantire la piena valorizzazione del personale.
Cosa dice il D.L. 170/2026 in sintesi
Il decreto-legge scuola (D.L. 170/2026), entrato in vigore il 1° ottobre 2026, introduce modifiche sostanziali al D.Lgs. 66/2017, con particolare attenzione al supporto per gli alunni con disabilità. L'articolo 1 del decreto riscrive le modalità di redazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI), introducendo scadenze più rigide e differenziate. Per gli studenti di nuova iscrizione o con nuova certificazione, il PEI deve essere redatto in via definitiva entro e non oltre il 15 ottobre. Per gli alunni già inseriti in un percorso di supporto, la scadenza per la redazione definitiva è fissata entro il mese di giugno, con la possibilità di apportare aggiornamenti, correttivi e integrazioni entro e non oltre le prime due settimane di ottobre.
Un altro punto chiave del decreto riguarda l'approvazione del PEI da parte del Gruppo di Lavoro Operativo (GLO). Il nuovo comma 11-bis dell'articolo 15 della legge 104/1992 permette al GLO di approvare il documento anche in assenza di una delle componenti regolarmente convocata, qualora la mancata partecipazione impedisca il rispetto dei termini previsti per la sua adozione. Questa misura mira a snellire le procedure burocratiche e a garantire che il diritto allo studio non venga compromesso da assenze individuali. Inoltre, il decreto specifica che, nel passaggio tra un anno di corso e quello successivo, deve essere valutato in via prioritaria il mantenimento del numero di ore di sostegno dell'anno precedente, salvo aggiornamenti motivati da nuove condizioni della persona.
Per quanto riguarda il reclutamento nell'area dei funzionari e dell'elevata qualificazione, il decreto prevede che dall'anno scolastico 2027/2028 le graduatorie regionali del concorso e della procedura valutativa siano utilizzate per le assunzioni entro le disponibilità autorizzate. In caso di esaurimento di una graduatoria, i posti saranno compensati sull'altra, con una priorità assoluta per i vincitori. Le facoltà residue consentiranno lo scorrimento oltre i posti banditi, inizialmente in misura pari tra le due procedure e successivamente sulla graduatoria ancora capiente. Il testo del decreto può essere consultato sul portale sito ufficiale di Normattiva.
Contesto e precedenti
La gestione delle immissioni in ruolo e dei posti in deroga si inserisce in un contesto di forte pressione sulle risorse scolastiche. Storicamente, il divario tra i posti autorizzati e le nomine effettive è stato oggetto di numerose critiche: ad esempio, nella tornata del 2024/2025, sono state prodotte solo 10.336 immissioni a fronte di oltre 30.000 posti liberi. Questa discrepanza evidenzia la difficoltà del Ministero nel conciliare le autorizzazioni con la disponibilità di candidati idonei e la gestione dei saldi di finanza pubblica.
I posti in deroga rappresentano una delle soluzioni più dinamiche per rispondere alle esigenze emergenti, specialmente nel sostegno alla disabilità. Questi posti non fanno parte dell'organico di diritto, ma vengono autorizzati dagli Uffici Scolastici Territoriali (USP) sulla base di richieste documentate dai dirigenti scolastici. L'impatto di queste autorizzazioni è immediato sulle procedure di attribuzione delle supplenze, poiché le cattedre aggiuntive rientrano nelle disponibilità destinate agli incarichi a tempo determinato. Tuttavia, la mancanza di un dato nazionale definitivo rende difficile una pianificazione strategica a lungo termine, rendendo ogni procedura strettamente dipendente dalle verifiche territoriali.
Parallelamente, la questione delle posizioni economiche ATA ha visto un'evoluzione significativa con il DM 140/2024. La prima applicazione ha riguardato 46.297 nuove posizioni, destinate a essere attribuite dopo la gestione prioritaria degli aspiranti nelle graduatorie degli Accordi 2008-2009. Nonostante il primo pagamento massivo sia avvenuto nel settembre 2024, la gestione delle compensazioni territoriali e dei successivi scorrimenti rimane un compito complesso, che richiede un coordinamento costante tra Ministero, ARAN e organizzazioni sindacali per evitare disomogeneità nei pagamenti e nei benefici.
Cosa cambia per docenti, ATA e scuole
Per il personale ATA, le novità introdotte dal tavolo tecnico e dal quadro normativo attuale comportano cambiamenti significativi nelle procedure di assunzione e progressione. Le immissioni in ruolo per l'anno 2026/2027 sono state consolidate su un numero di 12.284 unità, con una chiara distinzione tra i profili operativi e l'area dei funzionari EQ. È fondamentale per il personale interno monitorare l'avvio delle procedure valutative per i posti da funzionario EQ e da operatore scolastico, che il Ministero ha promesso di accelerare per valorizzare le risorse contrattuali già stanziate.
Le scuole e le segreterie dovranno prestare particolare attenzione alle scadenze relative ai posti in deroga. Le autorizzazioni, che dipendono dai Direttori generali degli USP, devono essere completate entro l'11 novembre. Una volta ottenuti i decreti, questi posti devono essere inseriti tempestivamente nei bollettini delle nomine annuali o gestiti tramite le graduatorie d'istituto qualora le GPS risultino esaurite. Per quanto riguarda il sostegno, i dirigenti scolastici devono assicurarsi che il PEI sia redatto entro le scadenze del D.L. 170/2026: entro il 15 ottobre per i nuovi iscritti e entro giugno per gli alunni già inseriti, con aggiornamenti entro le prime due settimane di ottobre.
Sul fronte delle progressioni e delle posizioni economiche, il personale ATA deve attendere la conclusione dell'istruttoria tecnica presso il MEF. Sebbene il Ministero abbia riconosciuto le difficoltà nel rispettare il termine del 31 dicembre 2026 per le procedure di prima applicazione, è probabile che venga richiesta una proroga. Nel frattempo, le scuole dovranno gestire le compensazioni territoriali seguendo le indicazioni della nota 20526 del 6 agosto 2026, assicurandosi che i benefici seguano il dipendente in caso di trasferimento, pur restando a carico del contingente della provincia di origine.
Infine, è imminente un aggiornamento della terza fascia ATA. Questo aggiornamento si concentrerà sui titoli di accesso per il profilo dell'Operatore scolastico, tenendo conto della complessa evoluzione normativa sui percorsi di istruzione e formazione professionale. Le scuole dovranno collaborare con l'ARAN per definire gli approfondimenti tecnici prima che vengano condivisi con le organizzazioni sindacali per il confronto finale.
Le posizioni
Le organizzazioni sindacali, in particolare la FLC CGIL, hanno espresso forte preoccupazione per i ritardi amministrativi che rischiano di compromettere i diritti del personale. Viene denunciata la distanza tra le autorizzazioni ministeriali e il numero di posti effettivamente disponibili, con il rischio che posti autorizzati rimangano inutilizzati nonostante la presenza di graduatorie capienti e di un precariato ancora diffuso. Il sindacato chiede inoltre indicazioni uniformi sulle surroghe per garantire che i posti che si liberano entro il 31 agosto abbiano decorrenza giuridica ed economica corretta.
Sul fronte delle progressioni, la preoccupazione riguarda la possibile perdita di opportunità di valorizzazione professionale a causa dell'inerzia del MEF. La proposta sindacale è quella di anticipare tutte le attività preparatorie per salvaguardare le risorse contrattuali già stanziate. Per quanto riguarda il personale ATA, si richiede una revisione complessiva del regolamento delle supplenze, considerato ormai datato, e un potenziamento degli organici amministrativi, inclusa l'inserimento stabile di almeno un assistente tecnico informatico in ogni scuola del primo ciclo.
In merito alle posizioni economiche, la critica è rivolta agli Uffici scolastici regionali per i ritardi nell'avvio dei confronti sindacali. Nonostante le indicazioni ministeriali di agosto, molte sedi non hanno ancora avviato i piani di compensazione, creando disomogeneità territoriali. Il sindacato ribadisce inoltre la necessità di recuperare le risorse delle posizioni economiche rimaste disponibili a seguito di cessazioni dal servizio, mantenendole nel fondo nazionale per la valorizzazione del personale ATA.
| Ambito di Intervento | Dettaglio e Scadenze |
|---|---|
| Immissioni in ruolo ATA | 12.284 unità autorizzate (388 Funzionari/EQ, 11.896 altri profili) |
| Posti in deroga | Termine ultimo per autorizzazioni territoriali: 11 novembre 2026 |
| PEI (Nuovi iscritti) | Redazione definitiva entro e non oltre il 15 ottobre |
| PEI (Già iscritti) | Redazione definitiva entro giugno; aggiornamenti entro prime 2 settimane ottobre |
| Progressioni tra aree | Istruttoria MEF in corso; termine 31 dicembre 2026 (probabile proroga) |
FAQs
Personale ATA, il MIM aggiorna le immissioni in ruolo
Le autorizzazioni per i posti in deroga rientrano nelle competenze dei Direttori generali degli Uffici scolastici regionali. Tali decisioni vengono prese sulla base delle esigenze specifiche rappresentate dalle singole istituzioni scolastiche.
L'Amministrazione ha sollecitato gli Uffici scolastici regionali ad avviare il confronto con le organizzazioni sindacali per definire i piani di compensazione territoriali. Tale gestione deve avvenire indipendentemente dai successivi provvedimenti relativi ai pagamenti.
Il decreto-legge, attualmente in discussione al Senato, prevede la possibilità di utilizzare fino a esaurimento le graduatorie della procedura valutativa e del concorso ordinario per l'area dei Funzionari e dell'Elevata Qualificazione. Questa misura permette di superare i precedenti limiti temporali di utilizzo.
Il Ministero ha richiesto un'accelerazione per avviare subito le procedure valutative riservate al personale interno per questi profili. Per quanto riguarda l'Operatore scolastico, sono in corso approfondimenti sui titoli di accesso alla luce delle disposizioni contrattuali e dell'evoluzione normativa.