La Conferenza Stato-Regioni ha formalizzato un Piano strategico di preparazione e risposta a pandemie da patogeni respiratori di maggiore potenziale per il periodo 2025-2029. L’approccio quinquennale amplia il modello post pandemico del 2021 e si fonda sul modulo PRET dell’OMS per guidare la valutazione e la gestione delle minacce. Il testo definisce obiettivi concreti, risorse dedicate e fasi operative chiare per rafforzare la sanità pubblica, dalla prevenzione alle scorte logistiche. Con un budget oltre 1,1 miliardo di euro, l’Italia punta a potenziare la sorveglianza, laboratori e DPI, riducendo i tempi di risposta e aumentando la resilienza del sistema sanitario.
Ripartizione risorse e scadenze chiave 2025–2029
Il piano vincola i fondi alle Regioni, includendo espansione del perimetro e l’uso del modulo PRET per la valutazione delle minacce. Di seguito i numeri principali, tra importi annuali e distribuzioni per obiettivo.
| Voce | Importo Euro | Note |
|---|---|---|
| Totale vincolato alle Regioni | 1.099.999.623,99 | Periodo 2025–2029 |
| 2025 allocazione annuale | 50.000.000 | Prima annualità |
| 2026 allocazione annuale | 150.000.000 | Seconda annualità |
| 2027 allocazione annuale | 300.000.000 | Terza annualità |
| 2028 allocazione annuale | 300.000.000 | Quarta annualità |
| 2029 allocazione annuale | 300.000.000 | Quinta annualità |
| Dipartimenti di prevenzione | 569.300.000 | Allocazione strutturale |
| DPI e dispositivi medici | 460.400.000 | Scorte e dispositivi |
| Farmaci antivirali | 50.100.000 | Farmaci antivirali |
Ambito operativo e cornice normativa
Il piano si muove all’interno dell’architettura normativa costituita dall’accordo tra Stato e Regioni e dal decreto legislativo 281/1997. L’allargamento del perimetro comprende patogeni respiratori ad alto potenziale epidemico e si serve del modulo PRET dell’OMS per guidare valutazione e gestione delle minacce.
La strategia privilegia l’integrazione tra sistemi informativi esistenti, come PREMAL, RespiVirNet e SARI, con monitoraggio degli accessi in pronto soccorso e sorveglianza genomica. In caso di emergenza, si attiva il protocollo FFX (First Few X) per studiare subito i primi casi e raccogliere dati epidemiologici essenziali.
Le cinque fasi operative: cosa cambia in pratica
Il Piano definisce una sequenza operativa chiara, pensata per passare rapidamente dall’emergenza al recupero, mantenendo controllo e coerenza. Le azioni sono coordinate tra Regioni, Ministero, ISS e Agenas, con indicatori e tempistiche chiare per ogni fase.
- Prevenzione e preparazione: periodo interd pandemico finalizzato al rafforzamento del sistema e della diagnostica, migliorando formazione e disponibilità di risorse.
- Allerta: attivazione in vista di un possibile caso umano, con notifica rapida e sorveglianza intensificata.
- Contenimento: attivazione in caso di trasmissione interumana, con misure di isolamento, tracciamento e gestione clinica.
- Controllo: interventi di soppressione e mitigazione modulati in base alla pressione sanitaria e al carico sui servizi.
- Recupero: ripristino di una gestione a lungo periodo e riduzione dell’impatto assistenziale, con un focus su sostenibilità e continuità.
Durante l’attuazione, la formazione obbligatoria per il personale sanitario è integrata dal progetto PanSIMEX, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, che mira a potenziare competenze tramite simulazioni pratiche su patogeni potenzialmente pandemici. Secondo gli allegati economici, 50.000 dipendenti partecipano, con un costo complessivo stimato in 56.276 euro per produzione video, docenze ed erogazione su piattaforme.
Allerta imminente e prossime scadenze operative
- Entro 90 giorni Regioni devono trasmettere al Ministero la delibera di recepimento e il primo cronoprogramma.
- Entro 9 mesi deve essere presentato un secondo atto con ulteriori azioni.
- Dal 2028 entro il 28 febbraio ogni anno inviare una relazione di attività e finanziaria.
FAQs
Sanità investe in preparazione pandemica: Piano 2025-2029 oltre 1,1 miliardo per prevenzione, laboratori e DPI
L'obiettivo è potenziare prevenzione, laboratori e DPI, rafforzando la sorveglianza e la capacità di risposta. Il totale vincolato alle Regioni è di 1.099.999.623,99 euro per il periodo 2025–2029.
Le risorse principali riguardano i Dipartimenti di prevenzione (569.300.000 €), DPI e dispositivi medici (460.400.000 €) e Farmaci antivirali (50.100.000 €), con vincolo totale di 1.099.999.623,99 €.
Il modulo PRET guida la valutazione e gestione delle minacce pandemiche; il piano integra sistemi come PREMAL, RespiVirNet e SARI, facilitando monitoraggio e gestione in urgenza, con il protocollo FFX attivato in caso di emergenza.
Le fasi sono Prevenzione e preparazione, Allerta, Contenimento, Controllo e Recupero; definiscono una sequenza chiara per passare dall'emergenza al recupero con coordinamento tra Regioni, Ministero, ISS e Agenas.
Entro 90 giorni Regioni devono trasmettere la delibera di recepimento e il primo cronoprogramma; entro 9 mesi va presentato un secondo atto; dal 2028, entro il 28/02/2028 di ogni anno inviare una relazione di attività e finanziaria.