L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha ufficialmente avviato una seconda consultazione pubblica per definire il nuovo prezzo di riferimento nazionale relativo al servizio di ristorazione scolastica nelle scuole primarie italiane. L'iniziativa mira a stabilire un parametro di prezzo massimo vincolante per le future procedure di gara d'appalto, con l'obiettivo primario di garantire l'economicità della spesa pubblica senza però sacrificare la sostenibilità economica dei servizi offerti e la qualità nutrizionale dei pasti.
Il provvedimento si inserisce in un percorso normativo volto a contrastare la marcata variabilità territoriale dei costi della ristorazione scolastica, che spesso penalizza le amministrazioni locali nel reperire offerte competitive. Attraverso l'analisi di oltre 1.600 stazioni appaltanti e 765 contratti per un valore complessivo di circa 1,4 miliardi di euro, l'Autorità sta cercando di creare un modello standardizzato che tenga conto delle diverse condizioni operative, come la geografia, i costi del lavoro e le filiere locali.
Il nuovo modello statistico e la strategia dei percentili
Il punto centrale del dibattito attuale riguarda la scelta del valore numerico da adottare come soglia massima. Sebbene l'indagine condotta dall'ANAC abbia rilevato un prezzo medio nazionale di 5,46 - 5,49 euro per pasto (al netto dell'IVA) e una mediana di 5,45 euro, l'Autorità non intende utilizzare questi dati come base per il prezzo di riferimento. La strategia proposta prevede di collocare il valore su un livello di percentile più alto della mediana, precisamente tra il 75° e l'85° percentile.
Questa scelta tecnica è fondamentale per evitare il rischio di gare deserte: se la base d'asta fosse fissata troppo vicina alla media, gli operatori economici potrebbero non essere in grado di formulare ribassi sostenibili, rendendo impossibile l'aggiudicazione del contratto. L'obiettivo è dunque individuare una soglia che garantisca la partecipazione dei fornitori pur rispettando i limiti di spesa. Il servizio di riferimento identificato per questo calcolo è il modello "fresco-caldo", che copre il 94% dei contratti attuali, con distribuzione prevalente in refettorio e servizio al tavolo, e un porzionamento "multiporzione con scodellamento" presente nel 90% dei casi.
Variabilità regionale e criticità degli operatori
Nonostante la spinta verso un parametro nazionale, l'analisi evidenzia scostamenti significativi tra le diverse aree del Paese. I dati rilevati mostrano come la Valle d'Aosta registri costi elevati (8,66 euro) e il Trentino-Alto Adige (7,76 euro), mentre il Sud e le Isole si attestano su valori più bassi (4,96 euro). Altre regioni mostrano cifre intermedie, come la Campania (4,03 euro) e la Calabria (4,44 euro). Per queste ragioni, il modello ANAC punta a una distinzione regionale o macroregionale per garantire che il prezzo sia congruo alle realtà locali.
Gli operatori economici, tra cui LegaCoop e FIPE, hanno espresso preoccupazioni sulla qualità del servizio in caso di prezzi troppo contenuti. Le associazioni sottolineano che un valore troppo basso compromette la salubrità e la qualità delle materie prime. In questo senso, si richiede che il prezzo di riferimento sia una soglia massima e non un vincolo rigido, e che siano inserite sistematicamente clausole di revisione prezzi per gestire l'inflazione e i costi delle materie prime, distinguendo chiaramente dal prezzo base elementi accessori come manutenzioni, lavori edili o forniture aggiuntive (colazioni e merende).
| Aspetto | Dettaglio |
|---|---|
| Prezzo Medio Nazionale | 5,46 - 5,49 euro (al netto IVA) |
| Mediana Valore | 5,45 euro |
| Target Percentile ANAC | Tra il 75° e l'85° percentile |
| Modello di Riferimento | Fresco-caldo (94% dei contratti) |
| Scadenza Consultazione | 30 settembre 2026 |
Cosa cambia concretamente per le stazioni appaltanti e gli operatori
Per le stazioni appaltanti (comuni, province e altri enti), il nuovo prezzo di riferimento diventerà il limite massimo oltre il quale non sarà possibile aggiudicare un contratto. Qualsiasi accordo stipulato in violazione di tale limite sarà considerato nullo, come previsto dall'Art. 222, comma 3, lett. i) del D.lgs. 36/2023. Questo garantisce una maggiore trasparenza e uniformità nei criteri di scelta del fornitore.
Per gli operatori economici, il parametro fornirà una bussola di sostenibilità per formulare le offerte, riducendo il rischio di partecipare a gare con basi d'asta irrealistiche. Per il sistema scolastico, l'impatto principale sarà una maggiore omogeneità qualitativa, con un'attenzione rafforzata ai CAM (Criteri Ambientali Minimi) e ai prodotti certificati o locali, che sono già richiesti nell'84,4% dei casi.
Scadenze e prossimi passi operativi
La fase attuale della consultazione pubblica è aperta fino al 30 settembre 2026, ore 23:59. Entro questa data, i soggetti interessati possono trasmettere osservazioni e contributi tramite il questionario online sulla pagina dedicata dell'Autorità. Dopo la chiusura, l'ANAC procederà all'analisi dei dati per definire il modello finale di prezzo di riferimento regionale/macroregionale.
Al momento, non è ancora stata pubblicata la griglia precisa dei prezzi regionali finali, né è stato fissato il calendario esatto di entrata in vigore del nuovo parametro vincolante, che seguirà la definizione del modello statistico post-consultazione.
FAQs
Prezzi mensa scolastica primaria: scade il 30 settembre la consultazione ANAC
Si tratta di un parametro di prezzo massimo vincolante per le future gare d'appalto nelle scuole primarie italiane. L'obiettivo è garantire l'economicità della spesa pubblica, la trasparenza dei contratti e la sostenibilità economica dei servizi offerti, rendendo nulli i contratti stipulati oltre tale limite.
La seconda fase della consultazione pubblica è iniziata il 1° settembre 2026. Gli interessati hanno tempo fino al 30 settembre 2026, ore 23:59, per trasmettere osservazioni e contributi tramite il questionario online sulla pagina dedicata di ANAC.
ANAC propone di collocare il prezzo di riferimento su un livello di percentile più alto della mediana (tra il 75° e l'85° percentile). Questa strategia mira a evitare che basi d'asta troppo basse scoraggino la partecipazione degli operatori economici per mancanza di sostenibilità economica.
Le stazioni appaltanti avranno un limite massimo oltre il quale non è possibile aggiudicare un contratto, mentre gli operatori avranno un parametro chiaro per formulare offerte sostenibili. Il sistema scolastico beneficerà di una maggiore omogeneità qualitativa e trasparenza, con particolare attenzione ai Criteri Ambientali Minimi (CAM).