Scuole italiane: entro il 20 luglio scade il bando per il Progetto made in Italy
Il Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) ha ufficializzato l'avvio di una significativa iniziativa strategica per il sistema scolastico italiano attraverso la pubblicazione dell'Avviso n. 1732 del 17 giugno 2026. L'obiettivo centrale è la selezione di un soggetto idoneo alla realizzazione del progetto "Prodotti e servizi made in Italy degli istituti tecnici e professionali", un piano triennale che si estenderà dal 2026/2027 al 2028/2029.
Questa azione mira a strutturare e valorizzare i percorsi formativi delle scuole tecniche e professionali che si occupano della produzione di beni e servizi legati all'identità produttiva nazionale, trasformando la didattica in un vero motore di eccellenza territoriale. L'intervento ministeriale non si limita a una semplice iniziativa di facciata, ma si inserisce in un quadro normativo e politico di ampio respiro volto a rafforzare il legame tra il sistema educativo e le filiere produttive reali.
Attraverso la creazione di percorsi dedicati, il Ministero intende superare la logica delle attività episodiche per costruire attività continuative che abbiano ricadute concrete su didattica, orientamento e rapporti con le imprese. La strategia mira a trasformare gli istituti tecnici in luoghi di formazione attiva, capaci di rispondere alle sfide della transizione ecologica, digitale e alla necessità di preservare il patrimonio di eccellenze che rende il sistema Paese un modello globale.
Per le istituzioni scolastiche, la partecipazione a questo progetto rappresenta un'opportunità di rilievo per consolidare la propria capacità organizzativa e le competenze già maturate nel tempo. Il Ministero ha chiarito che la selezione non premierà esclusivamente la presenza di indirizzi tecnici, ma cercherà realtà che abbiano già costruito laboratori, percorsi applicativi e servizi produttivi efficaci. L'obiettivo è creare un ecosistema formativo coerente, dove la scuola diventi un nodo di innovazione per settori chiave come la meccanica, la moda, l'agroalimentare, l'ospitalità e l'artigianato di alta qualità.
Il quadro normativo e la strategia di rilancio del Made in Italy a scuola
L'iniziativa si fonda su pilastri legislativi solidi che mirano a dare una struttura permanente alla valorizzazione del Made in Italy. Tra questi, la Legge 206 del 27 dicembre 2023 rappresenta il cardine per la tutela e la promozione dell'identità produttiva nazionale, includendo esplicitamente la promozione di percorsi scolastici dedicati.
A questo si affianca la Legge 121 del 8 agosto 2024, che ha istituito la filiera formativa tecnologico-professionale con percorsi quadriennali strutturali, fornendo la base legale per una formazione più lunga e coerente con le esigenze del mercato del lavoro. Un altro riferimento fondamentale è il Dpr 275/1999, art. 7, che disciplina la partecipazione delle reti di scuole, permettendo alle istituzioni di collaborare per progetti comuni.
Questa flessibilità normativa è essenziale per il progetto attuale, poiché mira a superare la logica delle attività "una tantum" per costruire percorsi formativi continuativi. L'obiettivo è integrare laboratori avanzati e rapporti diretti con le imprese del territorio, garantendo che la formazione non sia solo teorica ma si traduca in un reale saper fare italiano, capace di competere su scala globale.
Requisiti di partecipazione e cronologia della procedura di selezione
La procedura di affidamento è stata definita con precisione attraverso la Nota AOODGTVET prot. n. 1741 del 18 giugno 2026. Per poter partecipare, le istituzioni scolastiche devono rispettare criteri rigorosi, in particolare per quanto riguarda l'esperienza pregressa. È infatti obbligatoria una prova documentata di almeno 5 anni di attività specifica nella produzione di beni o servizi in ambito scolastico tecnico/professionale.
Questo requisito serve a garantire che il soggetto selezionato abbia una solida base operativa e non si limiti a una proposta puramente teorica. I destinatari del bando sono le scuole secondarie di secondo grado tecniche e professionali, sia statali che paritarie, inclusi gli istituti di istruzione superiore che dispongono di almeno un indirizzo tecnico o professionale attivo.
La documentazione tecnica completa, che comprende l'Avviso, il Capitolato, le Schede di candidatura e la DGUE, è stata resa disponibile ufficialmente il 10 luglio 2026. La scadenza per la presentazione delle domande è fissata per il 20 luglio 2026, alle ore 23:59, con l'invio da effettuarsi esclusivamente tramite PEC all'indirizzo dgtvet@postacert.istruzione.it.
| Fase della Procedura | Data e Riferimento |
|---|---|
| Pubblicazione Avviso n. 1732 | 17 giugno 2026 |
| Pubblicazione Nota AOODGTVET 1741 | 18 giugno 2026 |
| Pubblicazione Documentazione Tecnica | 10 luglio 2026 |
| Scadenza finale candidature | 20 luglio 2026 (ore 23:59) |
Impatto operativo per la comunità scolastica
Il progetto introduce cambiamenti significativi per tutti gli attori coinvolti nel sistema scolastico. Per le scuole, la sfida principale risiede nella capacità di dimostrare competenze organizzative già consolidate. Non è sufficiente avere un indirizzo tecnico; la candidatura deve poggiare su prove documentate di laboratori esistenti, servizi produttivi attivi e collaborazioni storiche con il tessuto economico locale. La scuola deve dimostrarsi un vero incubatore di progettualità.
Per i docenti, il passaggio fondamentale riguarda la transizione da una didattica prevalentemente teorica a percorsi più applicativi e meno episodici. Gli insegnanti diventeranno mediatori più stretti tra le competenze richieste dal mercato e le abilità degli studenti, dovendo gestire laboratori che integrino le sfide della transizione ecologica e digitale. Per gli studenti, l'impatto si traduce in un orientamento più efficace verso il "saper fare" italiano, con la possibilità di interagire con realtà produttive di eccellenza su una base triennale, garantendo una maggiore continuità formativa.
Cosa deve fare concretamente la scuola per candidarsi
Le istituzioni interessate devono procedere con la massima urgenza per rispettare la scadenza perentoria del 20 luglio. Ecco i passaggi operativi necessari:
- Verificare la presenza di almeno un indirizzo tecnico o professionale attivo.
- Raccogliere la documentazione che attesti almeno 5 anni di attività specifica nella produzione di beni o servizi in ambito scolastico.
- Preparare la documentazione tecnica richiesta (Capitolato, Schede candidatura, DGUE).
- Inviare la domanda completa esclusivamente tramite PEC entro le ore 23:59 del termine stabilito.
È importante notare che, mentre il bando definisce il quadro generale, alcuni dettagli tecnici sulla natura esatta del "soggetto idoneo" (se esclusivamente enti pubblici/scuole o se ammessi soggetti privati come fondazioni/consorzi come attuatori principali) risultano ancora in fase di definizione nei documenti consultati. Si raccomanda quindi di monitorare costantemente gli aggiornamenti ufficiali sul portale del Ministero.
Per approfondimenti sulla normativa e sugli atti ministeriali, è possibile consultare i canali ufficiali del sito della Regione Sicilia (sezione avvisi ministeriali) o i portali istituzionali dedicati alla formazione professionale.
FAQs
Scuole italiane: entro il 20 luglio scade il bando per il Progetto made in Italy
Le domande devono essere inviate esclusivamente tramite PEC all'indirizzo dgtvet@postacert.istruzione.it entro le ore 23:59 del 20 luglio 2026. È fondamentale rispettare questa scadenza perentoria per partecipare alla selezione del soggetto idoneo alla realizzazione del piano triennale 2026/2027 – 2028/2029.
Il bando è rivolto alle scuole secondarie di secondo grado tecniche e professionali, sia statali che paritarie. Possono partecipare gli istituti che dispongano di almeno un indirizzo tecnico o professionale attivo, inclusa la possibilità di collaborare in reti di scuole ai sensi del Dpr 275/1999.
Le istituzioni devono fornire una prova documentata di almeno 5 anni di attività specifica nella produzione di beni o servizi in ambito scolastico tecnico-professionale. Non basta possedere l'indirizzo tecnico, ma occorre dimostrare competenze maturate, laboratori avanzati e collaborazioni storiche con le imprese del territorio.
Per gli studenti, il progetto garantisce un orientamento più efficace verso il "saper fare" italiano e l'interazione con filiere d'eccellenza su base triennale. I docenti passeranno da una didattica teorica a percorsi applicativi, diventando mediatori diretti tra le competenze richieste dal mercato e le abilità degli studenti.