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Decreto PA e riforma del merito: le economie sulla retribuzione dei dirigenti destinano alla formazione

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Il quadro normativo della Pubblica Amministrazione ha subito una significativa modifica con l'approvazione del Decreto-legge n. 144/2026. Questo intervento legislativo corregge una delle disposizioni più critiche della precedente Legge n. 119/2026, intervenendo sulla destinazione delle risorse derivanti dalla valutazione della performance del personale dirigenziale. Il nuovo orientamento stabilisce che le economie generate da tali valutazioni non potranno più essere trasferite ai fondi del personale non dirigenziale, ma dovranno essere obbligatoriamente reinvestite nella formazione dei dirigenti stessi.

Questa svolta normativa rappresenta un importante dietrofront del Governo rispetto alle intenzioni iniziali della riforma del merito. Mentre il testo originario prevedeva un meccanismo di "osmosi" delle risorse, la nuova disciplina mira a preservare l'integrità dei fondi contrattuali e a evitare quello che la dottrina giuridica ha definito un "svarione normativo". L'obiettivo è garantire che il risparmio derivante da performance non apicali non diventi uno strumento di trasferimento unilaterale di risorse tra comparti diversi, ma rimanga all'interno del percorso di crescita professionale della dirigenza.

Il percorso normativo: dalla Legge 119/2026 al correttivo del Decreto-legge 144/2026

Per comprendere appieno l'attuale scenario, è necessario analizzare la cronologia degli atti che hanno portato a questa decisione. Tutto è iniziato il 28 gennaio 2026 con l'approvazione alla Camera del Disegno di Legge "Merito", che introduceva il principio di differenziazione retributiva legata alla performance. Successivamente, la pubblicazione della Legge n. 119/2026 a luglio aveva sancito il trasferimento delle economie derivanti dalle valutazioni "non apicali" (limitate al 30% del personale dirigente) verso i fondi del personale non dirigente.

Tale meccanismo aveva suscitato forti critiche da parte di sindacati e organizzazioni, che lo avevano definito un "sistema perverso". Il timore era che le amministrazioni pubbliche, per liberare risorse destinate ad altri comparti, avrebbero potuto deliberatamente "stringere" sulle valutazioni dei dirigenti. In risposta a queste segnalazioni, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto correttivo il 5 agosto 2026, portando alla pubblicazione del Decreto-legge n. 144/2026 in Gazzetta Ufficiale il 7 agosto, con decorrenza immediata fissata per l'8 agosto 2026.

Il cuore del correttivo risiede nell'Art. 1, comma 7, che modifica l'articolo 3, comma 5, del Decreto Legislativo 27 ottobre 2009, n. 150. Questa modifica tecnica chiarisce che le risorse non erogate a causa di performance inferiori devono confluire in un incremento delle risorse per la formazione dirigenziale. La destinazione di tali fondi dovrà essere definita attraverso le procedure di contrattazione integrativa, garantendo il rispetto degli indirizzi della contrattazione collettiva nazionale e la legittimità dei flussi finanziari tra diversi contratti collettivi di lavoro.

Analisi tecnica e criticità per il comparto scolastico

Nonostante la chiarezza del decreto per la dirigenza pubblica generale, permangono alcuni punti di incertezza che richiedono attenzione da parte dei soggetti coinvolti. In particolare, non è ancora stato chiarito se il meccanismo si applichi automaticamente ai dirigenti scolastici. Questo perché la scuola è soggetta a una disciplina specifica e a un sistema di valutazione autonomo, disciplinato dal Decreto Ministeriale n. 47 del 2025, che definisce i criteri per la valutazione dei risultati dei dirigenti scolastici.

Poiché il personale scolastico è regolato dal DLgs 165/2001, Art. 25, resta da verificare se la definizione di "personale dirigenziale" contenuta nel DL 144/2026 includa esplicitamente il comparto scolastico o se l'autonomia di valutazione dei dirigenti scolastici escluda il reinvestimento automatico previsto per la dirigenza pubblica generale. In assenza di una specifica deroga o inclusione, la situazione dei dirigenti scolastici rimane in una fase di attesa interpretativa.

Elemento di RiferimentoDettaglio Normativo / Operativo
Norma di riferimentoDecreto-legge n. 144/2026 (Correttivo alla Legge 119/2026)
Data di entrata in vigore8 agosto 2026
Destinazione RisorseObbligatorio reinvestimento nella formazione del personale dirigenziale
Meccanismo di gestioneProcedure di contrattazione integrativa
Esclusione per il personale non dirigenteNon riceveranno più l'incremento automatico derivante dai risparmi della dirigenza

Cosa cambia concretamente per i dirigenti e le amministrazioni

Per i dirigenti della Pubblica Amministrazione, la novità principale è la garanzia che le economie derivanti dalla valutazione della performance, accertate dagli organi di controllo, non vengano più "sequestrate" per finanziare altri comparti. Queste risorse devono ora essere utilizzate per potenziare i percorsi formativi interni. Per le amministrazioni pubbliche, ciò significa che la gestione dei fondi dovrà essere più rigorosa: non sarà più possibile operare un trasferimento diretto di risorse tra fondi contrattuali diversi senza una base normativa solida.

Per il personale non dirigente, la conseguenza è immediata: viene meno la possibilità di beneficiare di un incremento automatico dei fondi derivante dalle "sanzioni" statistiche alla dirigenza. La gestione delle risorse dovrà ora seguire i canali ordinari della contrattazione collettiva. In sintesi, il decreto omnibus chiude la porta a un sistema di finanziamento incrociato che era stato definito "aberrazione giuridica" dalla dottrina, riportando la destinazione delle risorse entro i confini del comparto di appartenenza.

Prossimi passi e azioni operative

Le amministrazioni coinvolte devono ora avviare le procedure di contrattazione integrativa per definire le modalità tecniche di utilizzo delle risorse destinate alla formazione. Questo processo dovrà basarsi sugli indirizzi della contrattazione collettiva nazionale. Per i dirigenti scolastici, è fondamentale monitorare le circolari ministeriali successive per confermare se il DL 144/2026 influenzerà anche il loro sistema di valutazione autonomo o se rimarranno esclusi dal meccanismo di reinvestimento automatico.

FAQs
Decreto PA e riforma del merito: le economie sulla retribuzione dei dirigenti destinano alla formazione

Cosa prevede il nuovo decreto-legge n. 144/2026 per le economie derivanti dalla valutazione dei dirigenti?+

Il decreto stabilisce che le risorse risparmiate a seguito della valutazione della performance del personale dirigenziale non possono più essere trasferite ai fondi del personale non dirigente. Queste somme devono essere obbligatoriamente reinvestite nella formazione del personale dirigenziale stesso attraverso le procedure di contrattazione integrativa.

Quali sono stati i motivi principali del correttivo introdotto dal Governo?+

Il correttivo è stato introdotto per eliminare un'aberrazione giuridica che avrebbe permesso il trasferimento unilaterale di risorse tra diversi contratti collettivi nazionali. L'obiettivo è evitare che le amministrazioni utilizzassero le valutazioni dei dirigenti come strumento per "liberare" fondi destinati ad altri comparti, preservando l'integrità della contrattazione collettiva.

Come cambia la situazione pratica per il personale non dirigente della Pubblica Amministrazione?+

Il personale non dirigente non riceverà più l'incremento automatico dei fondi derivante dai risparmi generati dalle valutazioni "non apicali" della dirigenza. La destinazione delle risorse per questo comparto rimarrà quindi legata esclusivamente alle proprie procedure contrattuali ordinarie.

Quali sono i prossimi passi per le amministrazioni pubbliche dopo l'entrata in vigore del decreto?+

Le amministrazioni devono avviare le procedure di contrattazione integrativa per definire le modalità specifiche di utilizzo delle risorse destinate alla formazione. Tali definizioni dovranno seguire gli indirizzi stabiliti dalla contrattazione collettiva nazionale e saranno operative a partire dall'8 agosto 2026.

Fonti consultate

Redazione Orizzonte Insegnanti
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