Il sistema di valutazione dei dirigenti scolastici sta attraversando una fase di profonda metamorfosi strutturale. I dati relativi all'anno scolastico 2024/25 evidenziano una concentrazione straordinaria dei punteggi nella fascia più alta: oltre l'86% dei capi d'istituto ha ottenuto il livello massimo di valutazione. Questo scenario, emerso durante la riunione informativa presso il Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) del 29 luglio 2026, ha aperto un dibattito cruciale sulla capacità del sistema attuale di distinguere le diverse capacità gestionali e le peculiarità dei contesti scolastici.
L'obiettivo del Ministero, come confermato dalla Direttore generale Antonella Tozza, è quello di spostare il baricentro della valutazione dagli adempimenti burocratici e dai dati puramente formali verso le azioni concrete della leadership scolastica. A partire dall'anno scolastico 2026/27, il sistema introdurrà un nuovo obiettivo specifico dedicato al successo formativo e all'inclusione degli studenti, cercando di misurare come la gestione del dirigente influenzi direttamente la prevenzione della dispersione e il benessere degli alunni.
Analisi dei dati 2024/25: una distribuzione dei punteggi quasi uniforme
I numeri relativi all'anno scolastico 2024/25 delineano un quadro di grande omogeneità nei risultati ottenuti dai 7.099 dirigenti scolastici sottoposti a verifica. La stragrande maggioranza, pari a 6.114 unità, ha raggiunto un punteggio pari o superiore a 80, posizionandosi nel livello più favorevole. Al contrario, solo 8 dirigenti non hanno raggiunto la soglia minima di 31 punti, mentre 94 si sono collocati nel livello inferiore.
Questa distribuzione così concentrata verso l'alto solleva interrogativi sulla funzione selettiva della valutazione. Se da un lato il sistema garantisce uniformità e trasparenza a livello nazionale, dall'altro la criticità risiede nella capacità degli indicatori di catturare le sfide reali delle scuole. Per questo motivo, il Ministero ha affidato all'INVALSI un approfondimento qualitativo attraverso focus group che hanno coinvolto 31 dirigenti, con l'intento di far emergere criticità e percezioni che i soli dati quantitativi non riescono a trasmettere.
Contraddittorio e criticità tecniche emerse dai sindacati
Nonostante l'alto numero di punteggi elevati, il percorso di valutazione ha visto un numero significativo di contestazioni. Ben 711 dirigenti hanno richiesto l'attivazione del contraddittorio, mentre 66 hanno presentato istanza di conciliazione presso l'Organismo di garanzia. Questi numeri indicano che, pur essendo il sistema percepito come un elemento di garanzia, la trasparenza dei criteri rimane un punto sensibile, specialmente quando gli esiti incidono sulla retribuzione di risultato.
Le organizzazioni sindacali, tra cui ANP e Dirigentiscuola, hanno sollevato diverse criticità tecniche che potrebbero influenzare i punteggi futuri:
- I tempi stringenti per le supplenze brevi (DPCM 31/08/2016) e la gestione dei pagamenti delle fatture commerciali.
- La mancanza di adeguatezza degli indicatori per i CPIA.
- La vaghezza di alcuni nuovi indicatori e la necessità di eliminare le penalizzazioni per fattori esterni non controllabili (come ritardi dei revisori o malfunzionamenti delle piattaforme).
- La richiesta di graduare gli indicatori con livelli intermedi (es. "raggiunto", "parzialmente raggiunto") per una valutazione più sfumata.
L'impatto operativo: verso una leadership orientata al successo formativo
Il vero cambiamento operativo avverrà con l'entrata in vigore dei nuovi obiettivi nel 2026/27. La valutazione non sarà più una mera verifica di "scartoffie" o adempimenti formali, ma dovrà dimostrare come la gestione scolastica produca effetti tangibili sui processi educativi. Il nuovo obiettivo sull'inclusione richiederà ai dirigenti di documentare azioni concrete per il benessere degli studenti e la capacità di sostenere percorsi inclusivi efficaci.
Per i dirigenti scolastici, ciò significa che la leadership dovrà essere declinata in termini di prevenzione della dispersione scolastica e miglioramento dei risultati formativi. La sfida sarà dimostrare la coerenza tra la gestione della scuola e i documenti programmatici fondamentali, come il PTOF (Piano Triennale dell'Offerta Formativa) e il RAV (Piano di Autovalutazione), trasformando la valutazione in uno strumento di miglioramento continuo piuttosto che in un mero adempimento burocratico.
| Fase di Valutazione / Dato | Dettaglio e Numeri |
|---|---|
| Dirigenti nella fascia più alta (2024/25) | 6.114 (oltre l'86% del totale) |
| Dirigenti nel livello intermedio | 883 (punteggio tra 55 e 79) |
| Richieste di contraddittorio | 711 istanze |
| Nuovo obiettivo dal 2026/27 | Inclusione e Successo Formativo |
Cosa cambia concretamente per la gestione scolastica
A partire dal prossimo ciclo valutativo, i dirigenti dovranno preparare una documentazione più orientata ai risultati pedagogici. Non basterà più dimostrare il rispetto delle scadenze amministrative; sarà necessario evidenziare come la gestione della struttura scolastica abbia favorito l'inclusione e il successo formativo degli studenti. È fondamentale che i dirigenti inizino a monitorare già oggi gli indicatori di benessere e prevenzione della dispersione, poiché questi diventeranno i pilastri della valutazione della loro leadership.
Sebbene non sia ancora chiaro come verranno tradotti operativamente gli obiettivi di successo formativo in indicatori quantitativi misurabili (data la dipendenza da fattori socio-economici esterni), il Ministero ha già confermato la volontà di dare priorità alla centralità dello studente. La scuola è chiamata a passare da una gestione "di adempimento" a una gestione "di risultato", dove la capacità del dirigente di influenzare positivamente il percorso educativo diventa il parametro principale di eccellenza.
Le prossime scadenze rilevanti includono la pubblicazione dei risultati relativi all'anno scolastico 2025/26 (pagamenti, OIV e obiettivi regionali) prevista per agosto 2026, che servirà da banco di prova prima dell'effettiva implementazione delle nuove priorità nel 2026/27.
FAQs
Valutazione dirigenti scolastici: il superamento degli adempimenti formali e il nuovo focus sull'inclusione dal 2026/27
Su un totale di 7.099 dirigenti valutati, oltre l'86% (6.114 unità) ha ottenuto il livello più alto con un punteggio pari o superiore a 80. Solo 8 dirigenti non hanno raggiunto la soglia minima di 31 punti, evidenziando una forte concentrazione dei risultati nella fascia di punteggio più favorevole.
Il Ministero dell'Istruzione e del Merito introdurrà un nuovo obiettivo specifico focalizzato sul successo formativo e sull'inclusione degli studenti. L'obiettivo è spostare il baricentro della valutazione dagli adempimenti burocratici formali verso le azioni concrete di leadership scolastica e la prevenzione della dispersione.
Le associazioni hanno evidenziato criticità tecniche come i tempi stringenti per le supplenze brevi, le difficoltà nei pagamenti delle fatture e la mancanza di adeguatezza per i CPIA. È stata inoltre richiesta una maggiore differenziazione degli obiettivi in base alla dimensione e al contesto specifico della scuola.
Agosto 2026 segnerà la pubblicazione dei risultati relativi ai pagamenti, all'OIV e agli obiettivi regionali dell'anno 2025/26. L'effettiva entrata in vigore dei nuovi obiettivi sulla leadership e l'inclusione è prevista per l'inizio dell'anno scolastico 2026/27.