Nel panorama della scuola italiana, il dibattito sulla professionalità della conoscenza si sta spostando progressivamente dai risultati immediati e visibili alla profondità del percorso pedagogico. Ezio Sina, Presidente nazionale di APIDGE (Associazione Professionale Insegnanti delle Scienze Giuridiche ed Economiche), ha recentemente sollevato una questione fondamentale che tocca il cuore dell'identità docente: la distinzione tra "quanto appare" e "quanto rimane".
Secondo Sina, la reale bravura di un insegnante non può essere misurata attraverso la spettacolarizzazione dei progetti o la loro capacità di diventare virali sui social media, ma deve risiedere nella sostanza didattica e nell'impatto duraturo che la dedizione quotidiana produce sugli studenti. Questa critica si inserisce in un contesto di crescente pressione verso la rendicontazione di "pura facciata", dove spesso la visibilità mediatica di un'iniziativa scolastica sembra pesare più della qualità della relazione pedagogica.
Sina sostiene che la vera eccellenza risieda nella capacità di aspettare, di riconoscere chi sta in un angolo della classe e di saper decifrare un silenzio prima che questo si trasformi in un problema strutturale. La riflessione mira a riportare l'attenzione sui beni immateriali della scuola: la preparazione costante, le correzioni, l'ascolto attivo e la capacità di gestire l'eterogeneità degli apprendimenti, elementi che non lasciano tracce digitali immediate ma costruiscono il futuro degli studenti.
Dalla nascita di APIDGE alla difesa della professionalità giuridico-economica
Per comprendere appieno il peso di queste dichiarazioni, è necessario analizzare il percorso istituzionale dell'associazione che le promuove. APIDGE è nata nel giugno 2014 con l'obiettivo specifico di rappresentare i docenti della classe di concorso A019, una categoria che ha spesso lamentato una mancanza di rappresentanza organizzativa strutturata.
Fin dalle sue origini, l'associazione ha lavorato per dare dignità e riconoscimento al ruolo cardine dei docenti di discipline giuridiche ed economiche nell'assetto della cosiddetta "Buona Scuola", come evidenziato già nel 2015 attraverso documenti ufficiali che ne sottolineavano l'importanza strategica. Un momento di svolta significativo è avvenuto nel giugno 2018, quando APIDGE ha inviato una lettera ufficiale al Ministro Bussetti per richiedere l'affidamento specifico dell'insegnamento di Cittadinanza e Costituzione ai docenti abilitati in Scienze Giuridiche ed Economiche.
Questa iniziativa non era solo una richiesta di competenze tecniche, ma una rivendicazione della professionalità della conoscenza: l'idea che chi insegna i fondamenti dello Stato e dell'economia debba possedere una preparazione specifica e non essere un mero esecutore di programmi generici. Oggi, la riflessione di Sina sulla "brace calda" della dedizione quotidiana è il naturale proseguimento di questo percorso di tutela della specificità professionale.
Il quadro normativo e le sfide della selezione dei nuovi docenti
Il dibattito sulla qualità dell'insegnamento si intreccia inevitabilmente con gli strumenti normativi che regolano l'accesso al ruolo. Il D.M. 22 dicembre 2023, n. 255 ha recentemente revisionato e aggiornato la tipologia delle classi di concorso, definendo i requisiti necessari per l'accesso ai ruoli del personale docente.
Questo aggiornamento normativo è fondamentale per garantire che i titoli di studio e le competenze acquisite siano coerenti con le necessità del sistema scolastico attuale, specialmente per le classi oggetto di accorpamento come le nuove A01, A12, A22, A30, A48, A70 e A71. Attualmente, il sistema sta affrontando una fase cruciale di selezione attraverso le procedure concorsuali previste dal DPIT n. 2939/2025 (PNRR3) per l'accesso al ruolo del personale docente (classe A019).
Le prove orali, previste per gennaio 2026, rappresentano il momento pratico in cui la teoria della "bravura" incontra la realtà della selezione. In questo senso, la critica di Sina ai criteri di valutazione meramente esteriori diventa un monito per le istituzioni: la selezione non dovrebbe premiare la capacità di creare "fuochi d'artificio" temporanei, ma la solidità della preparazione e la sensibilità pedagogica.
Cosa cambia concretamente per docenti e istituzioni scolastiche
Per il docente, il messaggio di Ezio Sina e di APIDGE rappresenta un richiamo alla responsabilità etico-professionale. In un'epoca in cui la rendicontazione dei progetti può diventare un onere burocratico, la riflessione suggerisce di non privilegiare la risonanza mediatica a scapito della sostanza. Ciò significa che la valutazione della propria performance dovrebbe basarsi sulla capacità di accompagnare lo studente nel percorso di apprendimento, garantendo continuità e attenzione ai bisogni individuali.
Per le istituzioni e i dirigenti scolastici, la riflessione apre una strada verso una revisione dei criteri di merito. Sebbene non esistano decreti ministeriali che vietino formalmente la valutazione basata su "progetti virali", la critica sottolinea la necessità di criteri che privilegino la continuità didattica e la capacità di gestire l'eterogeneità della classe. L'obiettivo è spostare il focus dalla "pura facciata" alla misurazione dei benefici reali arrecati agli studenti, intesi come beni immateriali che si costruiscono giorno dopo giorno attraverso l'ascolto e la dedizione costante.
| Aspetto | Dettaglio |
|---|---|
| Classe di Concorso | A019 (Scienze Giuridiche ed Economiche) |
| Riferimento Normativo | D.M. 22 dicembre 2023, n. 255 |
| Strumento di Selezione | DPIT n. 2939/2025 (PNRR3) - Prove previste per gennaio 2026 |
| Focus Critico | Distinzione tra "fuochi d'artificio" (visibilità) e "brace calda" (dedizione) |
| Obiettivo APIDGE | Affidamento specifico di Cittadinanza e Costituzione ai docenti abilitati |
Prossimi passi e monitoraggio istituzionale
Il percorso di APIDGE non si esaurisce con la riflessione etica, ma prosegue con un monitoraggio attivo sulle politiche di affidamento degli insegnamenti. L'associazione continua a vigilare affinché la presenza di docenti abilitati nelle discipline giuridico-economiche sia garantita in ogni scuola, assicurando che la qualità dell'insegnamento non sia sacrificata a logiche di convenienza.
Per i docenti interessati ai titoli di accesso, è fondamentale consultare i portali ufficiali per verificare i requisiti aggiornati, specialmente in relazione alle nuove classi di concorso e agli accorpamenti previsti dal decreto del 2023. In sintesi, la sfida per il futuro della scuola italiana risiede nel proteggere la professionalità della conoscenza dalle derive della spettacolarizzazione.
La bravura di un insegnante si conferma essere un valore che si misura sulla capacità di lasciare un segno duraturo nella mente e nella formazione degli studenti, un segno che non si vede nelle foto di un progetto virale, ma nella consapevolezza di chi ha saputo trasformare la didattica in un percorso di crescita reale.
Consultare i titoli di accesso ufficiali sul sito del Ministero per approfondire i requisiti delle classi di concorso.
FAQs
Quanto vale un insegnante? La riflessione di Ezio Sina sulla sostanza didattica e il valore della dedizione quotidiana
Il concetto di "quanto appare" si riferisce alla visibilità mediatica, alla spettacolarizzazione di progetti virali e alla rendicontazione di facciata. Al contrario, "quanto rimane" indica la sostanza didattica, la dedizione quotidiana e la capacità del docente di produrre un impatto duraturo sulla formazione degli studenti.
L'accesso alla classe di concorso A019 (Scienze Giuridiche ed Economiche) è regolato dal D.M. 22 dicembre 2023, n. 255. I titoli richiesti includono lauree di vecchio ordinamento, lauree magistrali di nuovo ordinamento o diplomi accademici di II livello, con procedure concorsuali specifiche previste per il 2026.
L'associazione sostiene che l'insegnamento di Cittadinanza e Costituzione debba essere affidato specificamente ai docenti abilitati in Scienze Giuridiche ed Economiche. Questa posizione è stata formalizzata in una lettera ufficiale al Ministro Bussetti per garantire una maggiore competenza tecnica e professionale in queste materie.
La valutazione dovrebbe spostarsi dalla produzione di eventi isolati alla capacità di gestire l'eterogeneità della classe e la relazione pedagogica. Si propone di premiare benefici immateriali, come la capacità di decifrare i silenzi degli studenti e la preparazione costante, piuttosto che la semplice visibilità esterna.