Il sindacato Anief sta portando avanti una linea di contrattazione decisa e strutturata per il rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027, focalizzandosi non solo sugli aspetti economici, ma soprattutto sulla dimensione normativa e sulla tutela della salute dei lavoratori. Secondo quanto dichiarato dal segretario generale Stefano Cavallini, il prossimo incontro del 4 novembre si preannuncia come un momento decisivo per definire le priorità che il sindacato intende vedere recepite nel nuovo testo contrattuale, con un occhio di riguardo alla sicurezza sul lavoro e alla dignità retributiva.
Tra le istanze principali emerge la necessità di affrontare il fenomeno del burnout, che colpisce un numero crescente di dipendenti del comparto scolastico, richiedendo misure concrete di prevenzione dello stress e miglioramento delle condizioni di lavoro. Parallelamente, il sindacato spinge per una revisione profonda delle regole sulla mobilità, chiedendo l'abolizione di ogni deroga ai vincoli di permanenza, sia di natura annuale che territoriale, al fine di garantire il diritto dei lavoratori di essere riuniti con le proprie famiglie. Questa battaglia si intreccia con la richiesta di parità retributiva tra il personale assunto a tempo indeterminato e quello a tempo determinato, un nodo critico che il sindacato intende risolvere attraverso una comparazione equa delle condizioni di impiego.
Un altro pilastro della strategia Anief riguarda la valorizzazione del personale, con particolare attenzione alla figura del Dsga (Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi) e alla costituzione contrattuale delle figure di sistema. Il sindacato mira a dare seguito alle indicazioni contenute nell'atto di indirizzo del Ministro, cercando di tradurre in norme certe il riconoscimento economico e professionale di queste figure chiave. Infine, la trattativa include richieste di welfare come l'istituzione del buono pasto e una revisione delle relazioni sindacali, cercando di integrare queste istanze anche con gli emendamenti proposti nel decreto legge Scuola per rafforzare i diritti dei lavoratori all'interno degli istituti scolastici.
Cosa dice CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 in sintesi
Il nuovo contratto collettivo, di cui è stata già sottoscritta la parte economica il 1° luglio 2026, definisce il campo di applicazione e le basi per il rapporto di lavoro nel comparto Istruzione e Ricerca. Secondo l'articolo 1 del CCNL 2025-2027, il testo si applica a tutto il personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e a tempo determinato dipendente dalle amministrazioni del comparto. Il contratto specifica chiaramente che, in assenza di disposizioni specifiche, continuano a trovare applicazione i precedenti accordi e le norme del d.lgs. n. 165 del 2001, garantendo la continuità normativa per i diritti acquisiti.
Dal punto di vista economico, il documento prevede incrementi della retribuzione professionale per i docenti e dell'indennità fissa di direzione per i Dsga. È inoltre previsto un compenso individuale accessorio per il personale ATA. Una novità rilevante riguarda la parte fissa dell'indennità di direzione del DSGA, che dal 1° gennaio 2027 sarà indicata nel valore di 3.229 euro annui. Il contratto si propone di coprire circa 1,2 milioni di dipendenti, cercando di bilanciare le esigenze di aggiornamento retributivo con la sostenibilità del sistema scolastico.
Cosa dice D.L. 170/2026 in sintesi
Il decreto-legge 30 settembre 2026, n. 170, approvato in Gazzetta Ufficiale il 30 settembre 2026, introduce modifiche sostanziali al D.Lgs. 66/2017 per migliorare il sostegno agli alunni con disabilità. Come riportato dall'articolo 1 del D.L. 170/2026, il testo impone che il Piano Educativo Individualizzato (PEI) sia redatto in via provvisoria entro giugno e in via definitiva entro e non oltre il 15 ottobre per gli studenti di nuova iscrizione o con nuova certificazione.
Per gli alunni già inseriti in percorsi di supporto, il PEI deve essere redatto in via definitiva entro il mese di giugno ed è suscettibile di aggiornamenti, correttivi e integrazioni entro e non oltre le prime due settimane del mese di ottobre. Una novità significativa è l'introduzione del comma 11-bis alla legge 104/1992, che permette al Gruppo di Lavoro Operativo (GLO) di approvare il PEI anche in assenza di una delle componenti regolarmente convocata, qualora la mancata partecipazione impedisca il rispetto dei termini previsti per la sua adozione. Inoltre, il decreto stabilisce che, nel passaggio tra gradi di istruzione, sia valutato in via prioritaria il mantenimento del numero di ore di sostegno dell'anno precedente, salvo aggiornamenti motivati da nuove e sopravvenute condizioni della persona.
Contesto e precedenti
La lotta per la parità retributiva tra precari e personale di ruolo non è una richiesta isolata, ma si inserisce in un solco giurisprudenziale consolidato. Una sentenza della Corte di Cassazione del 2025 ha infatti dichiarato illegittima la discriminazione basata sulla tipologia contrattuale, stabilendo che i docenti assunti a tempo determinato devono essere equiparati a quelli di ruolo agli effetti economici, con la necessaria ricostruzione della carriera. Tale principio si basa sulla Clausola 4 dell'Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato del 1999, che vieta trattamenti deteriori non giustificati da ragioni oggettive.
In ambito di mobilità, il sindacato Anief richiama le istanze emerse già in passato, come la richiesta di deroghe ai vincoli di permanenza per conciliare lavoro e famiglia. Il precedente della mobilità straordinaria introdotta dopo la "Buona Scuola" ha già visto la proposta di partecipazione a trasferimenti e utilizzazioni per il personale in ruolo, con l'obiettivo di superare le barriere territoriali che spesso impediscono la riunificazione familiare. Queste battaglie si intrecciano con la necessità di riconoscere il burnout come problema sistemico, un tema che l'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ha già segnalato come criticità specifica per il settore scolastico.
Cosa cambia per docenti, ATA e scuole
L'attuazione delle richieste di Anief e delle norme del D.L. 170/2026 comporterà cambiamenti operativi significativi per la gestione quotidiana delle scuole e per la vita lavorativa del personale. Per quanto riguarda la burocrazia scolastica, i dirigenti e i docenti dovranno rispettare scadenze più rigide e precise per la definizione del PEI, con la possibilità di procedere all'approvazione anche in assenza di alcuni membri del GLO per evitare ritardi burocratici che danneggiano gli studenti.
Per i docenti e il personale ATA, l'obiettivo della parità retributiva implica una revisione dei criteri di calcolo degli scatti di anzianità e delle indennità. Sebbene la parità non sia ancora una norma automatica per tutti i contratti in corso, la giurisprudenza chiarisce che le indennità per ferie non godute o per disoccupazione non possono essere detratte dal computo delle differenze stipendiali spettanti ai precari. Inoltre, la valorizzazione del Dsga comporterà un riconoscimento economico più solido, con una parte fissa dell'indennità di direzione che dal 2027 raggiungerà i 3.229 euro annui.
Le scuole dovranno inoltre prepararsi a una gestione più strutturata delle figure di sistema, la cui costituzione e retribuzione dovranno essere definite nel nuovo contratto. Per le famiglie e gli studenti, la maggiore precisione nella definizione delle ore di sostegno e la priorità data al mantenimento degli organici esistenti durante i passaggi di grado garantiranno una maggiore continuità didattica e una migliore pianificazione delle risorse umane.
| Elemento | Dettaglio Normativo / Dato |
|---|---|
| Scadenza PEI (Nuovi iscritti) | Provvisorio entro giugno; Definitivo entro il 15 ottobre |
| Scadenza PEI (Già iscritti) | Definitivo entro giugno; aggiornamenti entro le prime due settimane di ottobre |
| Indennità DSGA (Parte fissa) | 3.229 euro annui dal 1° gennaio 2027 |
| Incrementi medi CCNL | 143 euro/mese per docenti; 107 euro/mese per ATA |
Le posizioni
Il sindacato Anief mantiene una posizione di forte opposizione verso le derive che portano al burnout e alla precarietà lavorativa, sottolineando che la salute dei lavoratori non può essere un elemento secondario della contrattazione. La richiesta di parità retributiva è vista come un atto di giustizia sociale per migliaia di docenti che hanno prestato servizio a tempo determinato prima della stabilizzazione. Il sindacato sostiene inoltre che la valorizzazione del personale debba passare attraverso il riconoscimento di responsabilità reali, come previsto per i Dsga e le figure di sistema.
Dall'altra parte, le istituzioni si muovono nel solco della sostenibilità economica, cercando di bilanciare le richieste sindacali con le risorse disponibili. Sebbene il Ministero abbia indicato incrementi medi significativi, il sindacato Anief sottolinea che il divario con le Funzioni centrali rimane ampio, quantificabile in quasi 1.000 euro mensili in alcune comparazioni, rendendo necessaria una copertura finanziaria aggiuntiva di circa 1,5 miliardi annui a regime per colmare i gap più gravi.