La CGIL ha ufficializzato la proclamazione di uno sciopero generale nazionale per la giornata del 20 novembre 2026. Questa mobilitazione di massa, che coinvolge contemporaneamente i comparti del settore pubblico e privato, si configura come una protesta strutturata contro le attuali politiche economiche e sociali del governo, con l'obiettivo di rivendicare diritti fondamentali legati al lavoro, al welfare e, in modo specifico per il mondo della scuola, al diritto allo studio.
Le motivazioni alla base dell'astensione dal lavoro non sono isolate, ma rappresentano il culmine di un percorso di contestazione iniziato nei mesi precedenti. In particolare, la protesta si focalizza sulle criticità emerse con l'approvazione del Decreto-legge 170 del 30 settembre 2026 (noto come DL Scuola) e sulle incertezze legate alla discussione della Legge di Bilancio 2025. I sindacati denunciano un'erosione sistematica del potere d'acquisto causata dall'inflazione e una mancanza di interventi strutturali per contrastare la precarietà che affligge i settori della ricerca e dell'università.
Le rivendicazioni chiave: dal DL Scuola al ripristino dei salari
Il cuore della protesta guidata dalla FLC CGIL risiede nella difesa dell'inclusione scolastica e del welfare studentesco. Per questo motivo, il sindacato ha presentato in Senato una serie di emendamenti mirati a contrastare le misure del DL Scuola 170/2026, ritenute lesive della qualità educativa. Una delle richieste centrali riguarda l'inserimento, nella Legge di Bilancio, di risorse specifiche destinate al triennio 2028-2030 per il ripristino dei salari nel settore della Conoscenza, un ambito che oggi soffre di gravi carenze di investimento.
Oltre alla questione salariale, la mobilitazione critica duramente la riforma degli istituti tecnici (filiera 4+2). Secondo le federazioni di categoria, tale riforma promuove una visione classista che rischia di creare una separazione netta tra i percorsi formativi, penalizzando gli studenti e riducendo le opportunità di ascesa sociale. La CGIL definisce queste politiche come un attacco ai valori costituzionali, chiedendo invece un piano straordinario di assunzioni e la stabilizzazione dei posti di sostegno, per garantire una scuola realmente inclusiva.
Ambito di applicazione e garanzie dei servizi pubblici
L'astensione dal lavoro durerà per l'intera giornata lavorativa del 20 novembre 2026 e interesserà una vasta gamma di soggetti. Tra questi figurano il personale del comparto Istruzione e Ricerca, l'Area dirigenziale, i docenti universitari, il personale della formazione professionale e le scuole non statali. È fondamentale sottolineare che, nonostante la portata della protesta, verranno garantite le prestazioni indispensabili previste dall'accordo del 2 dicembre 2020 sulle norme di garanzia dei servizi pubblici essenziali.
Parallelamente alla giornata di sciopero, le organizzazioni sindacali manterranno un monitoraggio costante sull'iter di conversione del DL Scuola in Senato. L'attenzione è rivolta soprattutto alle risorse destinate al Fondo per il Finanziamento Ordinario (FFO) delle università e al Fondo per gli Enti di Ricerca (EPR), oltre che alla possibile cancellazione della riduzione del turnover nella ricerca, un punto che al momento non presenta ancora criteri precisi di definizione.
| Soggetto Coinvolto | Ambito di Astensione |
|---|---|
| Docenti e Personale Scolastico | Istruzione, Ricerca e Formazione Professionale |
| Docenti Universitari | Atenei e Università |
| Scuole Non Statali | Istruzione privata e paritaria |
| Area Dirigenziale | Gestione e amministrazione scolastica |
Cosa cambia concretamente per docenti e istituzioni
Per il personale scolastico, lo sciopero del 20 novembre comporterà una sospensione delle attività didattiche e amministrative per l'intera giornata. È necessario che le segreterie scolastiche e i dirigenti organizzino la comunicazione verso le famiglie, ricordando che le prestazioni essenziali saranno comunque garantite per la sicurezza degli studenti. I docenti dovranno coordinarsi per gestire eventuali attività di recupero o per informare gli studenti sulla sospensione delle lezioni, evitando sovrapposizioni con le fasce di garanzia.
Per le famiglie, la giornata richiederà una pianificazione alternativa per la gestione dei figli, poiché la chiusura delle scuole non statali e delle istituzioni di formazione professionale è prevista per l'intera durata della mobilitazione. È importante monitorare le comunicazioni specifiche delle singole scuole, che potrebbero fornire indicazioni puntuali sulle modalità di gestione delle classi durante le ore di astensione.
In sintesi, la protesta rappresenta un momento di forte pressione politica volto a influenzare la Legge di Bilancio e la conversione del DL Scuola, con l'obiettivo di ottenere risorse concrete per il ripristino dei salari e la stabilizzazione del personale nel settore dell'istruzione.
Per approfondimenti sulle posizioni sindacali e sugli emendamenti presentati, è possibile consultare i comunicati ufficiali della FLC CGIL o i documenti relativi al decreto scuola.
FAQs
Sciopero generale 20 novembre: le ragioni della mobilitazione nel settore scuola e ricerca
La mobilitazione interessa i comparti Istruzione e Ricerca, i docenti universitari, il personale della formazione professionale e le scuole non statali. L'astensione dal lavoro copre l'intera giornata lavorativa dei dipendenti coinvolti in questi settori.
Le proteste mirano a contrastare l'erosione del potere d'acquisto dovuta all'inflazione e a richiedere risorse specifiche per il ripristino dei salari nel settore della Conoscenza per il triennio 2028-2030. I sindacati chiedono inoltre un piano straordinario di assunzioni e la stabilizzazione dei posti di sostegno nell'istruzione.
Le prestazioni indispensabili saranno garantite in conformità con l'accordo del 2 dicembre 2020 sulle norme di garanzia dei servizi pubblici essenziali. Questo assicura il mantenimento delle attività minime necessarie per la tutela della sicurezza e della salute pubblica.
La CGIL contesta le misure del DL Scuola ritenute lesive dell'inclusione scolastica e del welfare studentesco. La federazione ha presentato emendamenti in Senato per contrastare la riforma degli istituti tecnici e la mancanza di interventi strutturali nel settore dell'istruzione.