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Scuola e docenti di sostegno: il nuovo potere di scelta delle famiglie e lo scontro sulla trasparenza

Redazione 6 min di lettura Aggiungi alle fonti preferite su Google
Scuola guida e dibattito sulla didattica: il giudizio dei non professionisti

Il sistema scolastico italiano si trova oggi al centro di un acceso dibattito normativo e pedagogico che riguarda la continuità didattica per gli alunni con disabilità. La questione ruota attorno a un nuovo decreto ministeriale che introduce una procedura sperimentale per l'anno scolastico 2025/2026. Tale normativa mira a dare alle famiglie un ruolo più incisivo nella scelta del docente di sostegno, cercando di bilanciare il diritto alla stabilità educativa con le regole delle graduatorie pubbliche.

L'intervento dell'autore e insegnante Enrico Galiano ha offerto una prospettiva critica su questo fenomeno, sottolineando il rischio di una "scolasticizzazione" del giudizio da parte di soggetti non professionisti. Galiano ha utilizzato un paragone efficace, paragonando il commento di chi non frequenta la scuola ma ne discute i meccanismi tecnici alla visione di un film di fantascienza: parlare di astrofisica dopo aver visto Interstellar. Secondo questa visione, la complessità della didattica non può essere ridotta a una semplice preferenza personale, ma richiede una competenza professionale che solo chi opera quotidianamente sui banchi può possedere.

Nonostante le critiche sulla possibile privatizzazione di una figura pubblica, la misura nasce da una necessità concreta: evitare il turnover eccessivo degli insegnanti specializzati, che spesso danneggia il percorso di apprendimento degli studenti con disabilità. Il decreto prevede che, se la richiesta della famiglia viene accolta dalla scuola, il docente indicato possa ottenere la precedenza assoluta nell'assegnazione del posto, saltando i criteri standard di punteggio delle graduatorie provinciali, a condizione che la scuola ne certifichi l'idoneità pedagogica.

Il quadro normativo e la procedura sperimentale 2025/2026

La normativa in oggetto, introdotta dal Ministero dell'Istruzione e del Merito, si applica sia ai docenti di sostegno in possesso della specializzazione, sia a quelli senza titolo specifico che hanno maturato esperienza nell'anno precedente tramite le graduatorie provinciali per le supplenze. Questo banco di prova operativo mira a verificare se la centralità del bambino possa prevalere sulle procedure burocratiche di rotazione del personale, un punto su cui le associazioni di categoria come FISH e Moige hanno espresso forte sostegno.

Tuttavia, il percorso non è lineare e prevede diversi passaggi obbligatori che coinvolgono la famiglia, il Gruppo di Lavoro Operativo (GLO) e il dirigente scolastico. La scuola non può semplicemente "cedere" alla volontà dei genitori, ma deve agire come garante della qualità educativa. Se la richiesta viene accolta, il docente deve dichiarare la propria disponibilità alla conferma, e l'Ufficio Scolastico Territoriale dovrà verificare la disponibilità del posto per ufficializzare la nomina.

Il dibattito si inserisce in una tensione storica tra il diritto alla continuità e il rispetto delle graduatorie pubbliche. I sindacati hanno sollevato preoccupazioni significative, citando il rischio di un ritorno ai meccanismi della Legge 107/2015, temendo che la scuola possa trasformarsi in un "supermercato" di servizi personalizzati. Per le sigle sindacali, la trasparenza delle procedure di reclutamento è un principio costituzionale che non può essere scalfito da scelte discrezionali, anche se motivate da fini pedagogici.

Reazioni sindacali e lo scontro legale al TAR

Le principali sigle sindacali, tra cui FLC CGIL, Gilda e UIL Scuola, hanno reagito con fermezza, definendo il provvedimento come lesivo della trasparenza e della funzione educativa. La Gilda degli Insegnanti ha parlato di un "pericoloso ritorno ai tempi della chiamata diretta", sostenendo che la vera soluzione per la continuità didattica non sia la scelta diretta, ma la stabilizzazione degli insegnanti attraverso piani di immissione in ruolo certi.

La Uil Scuola Rua ha già mobilitato il proprio ufficio legale per contestare la norma, definendola un sistema che incoraggia il clientelismo e mina l'imparzialità del sistema scolastico statale. Al contrario, le associazioni dei genitori e delle persone con disabilità vedono in questa misura un passo avanti necessario. Per queste realtà, la stabilità del docente è fondamentale per costruire un rapporto di fiducia con l'alunno, che non può essere interrotto ogni anno a causa di rotazioni amministrative.

Il conflitto ha portato all'impugnazione del decreto davanti al TAR del Lazio da parte di FLC CGIL, Gilda Unams e Anief. La causa legale si concentrerà sulla proporzionalità della norma: è possibile garantire il diritto del bambino senza compromettere l'integrità delle graduatorie? La decisione del tribunale sarà determinante per capire se la misura rimarrà confinata a una fase sperimentale o se diventerà il modello strutturale per il futuro.

Cosa cambia concretamente per docenti, famiglie e scuole

Per l'anno scolastico 2025/2026, la gestione delle supplenze e delle nomine per il sostegno subirà una modifica procedurale significativa. Le famiglie non saranno più spettatrici passive della rotazione del personale, ma acquisiranno un potere di influenza diretto sulla scelta del docente, pur restando subordinate al parere tecnico della scuola.

Per i docenti di sostegno, ciò significa che la precedenza assoluta nell'assegnazione del posto diventa un obiettivo raggiungibile attraverso la certificazione di idoneità pedagogica da parte del dirigente. Per le segreterie e i dirigenti, la sfida sarà gestire la documentazione delle richieste entro le scadenze previste, assicurando che ogni scelta sia supportata da una valutazione del GLO che ne attesti l'interesse educativo dell'alunno.

Fase ProceduraleScadenza e Soggetti CoinvoltiEsito Atteso
Richiesta delle famiglieEntro il 31 maggio 2025Raccolta delle richieste per il mantenimento del docente
Valutazione della scuolaEntro il 15 giugno 2025Comunicazione degli esiti a famiglia, docente e UST da parte del Dirigente
Conferma e disponibilitàDopo la valutazione favorevoleIl docente esprime volontà di conferma con precedenza assoluta
Nomina e pubblicazioneEntro il 31 agosto 2025Ufficio Scolastico Territoriale ufficializza la conferma
Limiti e incertezze della misura sperimentale

Nonostante la chiarezza della procedura, permangono diversi punti di incertezza. Non è ancora noto quale sarà l'esito del ricorso al TAR del Lazio e se la misura verrà applicata in modo uniforme su tutto il territorio nazionale o se subirà modifiche durante la fase di attuazione sperimentale. Inoltre, non sono disponibili dati quantitativi sull'effettivo numero di famiglie che intenderanno esercitare questo diritto nel prossimo anno scolastico, rendendo difficile prevedere l'impatto reale sulla gestione delle graduatorie provinciali.

In sintesi, la scuola italiana si trova di fronte a un esperimento normativo che mette in bilico due diritti fondamentali: la trasparenza del reclutamento pubblico e la continuità del percorso educativo individuale. La riuscita di questo modello dipenderà dalla capacità dei dirigenti scolastici di mediare tra le istanze delle famiglie e il rispetto dei criteri di imparzialità richiesti dal sistema statale.

FAQs
Scuola e docenti di sostegno: il nuovo potere di scelta delle famiglie e lo scontro sulla trasparenza

Quali sono i diritti delle famiglie riguardo alla scelta del docente di sostegno?+

Le famiglie degli alunni con disabilità possono richiedere la conferma del docente di sostegno per garantire la continuità didattica. Se la richiesta viene accolta dalla scuola e il docente risulta idoneo pedagogicamente, quest'ultimo può ottenere la precedenza assoluta nell'assegnazione del posto, indipendentemente dal punteggio della graduatoria.

Quali sono le scadenze per le richieste e le valutazioni della scuola?+

Per l'anno scolastico 2025/2026, le famiglie devono presentare le richieste entro il 31 maggio 2025. La scuola ha poi tempo fino al 15 giugno 2025 per valutare l'interesse educativo della permanenza del docente e comunicare gli esiti, con pubblicazione finale della nomina entro il 31 agosto 2025.

Quali sono le principali critiche sollevate dai sindacati su questa normativa?+

Le organizzazioni sindacali, tra cui FLC CGIL, Gilda e UIL, hanno presentato ricorso al TAR del Lazio contestando la norma come lesiva della trasparenza. Temono che tale misura possa trasformare la scuola in un mercato di servizi personalizzati e favorire il clientelismo rispetto alle graduatorie pubbliche.

Quali sono i tempi per l'approvazione del PEI per gli alunni con nuova iscrizione?+

In base al D.Lgs. 66/2017 e al D.L. 170/2026, per gli alunni con nuova iscrizione o nuova certificazione è previsto un PEI provvisorio entro giugno. Il PEI definitivo deve essere approvato entro e non oltre il 15 ottobre.

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