Il diritto all'istruzione per gli studenti affetti da gravi patologie rappresenta una delle sfide più delicate e prioritarie per il sistema scolastico italiano. Per l'anno scolastico 2026/2027, le Regioni Lombardia e Piemonte hanno ufficializzato le nuove linee guida operative per i servizi di Scuola in Ospedale (SiO) e Istruzione Domiciliare (ID). Questi documenti definiscono percorsi distinti ma coordinati, volti a garantire la continuità didattica e la tutela del percorso formativo degli alunni che, a causa di condizioni di salute critiche, non possono frequentare regolarmente le aule.
Le direttive regionali stabiliscono criteri rigorosi per la gestione amministrativa, i limiti di monte ore e le modalità di finanziamento. Un elemento di forte rilievo è il riconoscimento del principio della "non ospedalizzazione": l'attivazione dell'istruzione domiciliare non richiede più necessariamente una precedente degenza in struttura ospedaliera. Questo approccio risponde all'evoluzione delle cure mediche moderne, dove molte terapie complesse vengono oggi somministrate direttamente nell'ambiente domestico, rendendo necessaria la presenza della scuola anche fuori dalle mura del nosocomizio.
Entrambe le regioni ribadiscono con forza che i servizi di SiO e ID non devono essere interpretati come percorsi alternativi o sostitutivi dell'offerta formativa ordinaria, bensì come modalità flessibili e integrate. L'obiettivo primario è permettere agli studenti di mantenere il legame con la propria comunità scolastica, garantendo al contempo la sicurezza e il benessere necessari per affrontare le proprie condizioni di salute. Per i dirigenti scolastici e i docenti, le nuove linee guida introducono procedure specifiche che variano significativamente tra i due territori, richiedendo un'attenzione particolare alla conformità normativa e alla gestione dei flussi documentali.
Requisiti di accesso e certificazioni mediche nelle due regioni
Per accedere ai servizi di Istruzione Domiciliare in entrambe le regioni, è necessario che lo studente non possa frequentare le lezioni per un periodo minimo di 30 giorni, anche non continuativi, durante l'anno scolastico. Tali assenze devono essere motivate da stati di grave invalidità, traumi o terapie prolungate che impediscano una normale vita di relazione e la partecipazione alle attività didattiche standard.
Un punto di fondamentale importanza riguarda la natura della certificazione medica richiesta. In entrambe le amministrazioni, il documento deve essere rilasciato esclusivamente da un medico ospedaliero o dai servizi sanitari pubblici. Questo requisito serve a garantire la validità clinica della richiesta e a evitare che certificazioni da medici di famiglia o specialisti privati siano sufficienti per l'attivazione dei percorsi straordinari. La certificazione deve indicare chiaramente la patologia e la durata prevedibile dell'assenza, fornendo alla scuola gli elementi necessari per la progettazione didattica.
Sebbene il principio di base sia comune, esistono sottili differenze nelle indicazioni regionali. In Lombardia, la normativa è molto esplicita nel dichiarare l'esclusione dei medici di famiglia o degli specialisti privati dalla validazione del servizio. In Piemonte, pur mantenendo il rigore sulla provenienza pubblica della certificazione, la circolare fa riferimento più genericamente alle indicazioni del medico curante, purché coerenti con i requisiti di gravità e durata stabiliti dalle linee guida regionali.
Specifiche operative e gestione amministrativa in Lombardia
In Lombardia, il servizio si rivolge agli alunni della scuola primaria e della secondaria di primo e secondo grado. La gestione del coordinamento e delle domande è affidata a una specifica Scuola Polo regionale, identificata nell'Istituto Statale Puecher Olivetti di Rho. Questa struttura funge da snodo centrale per la valutazione dei progetti e la distribuzione delle risorse.
La procedura per i dirigenti scolastici lombardi è strutturata per proteggere la privacy degli studenti. I documenti sanitari e le dichiarazioni di consenso della famiglia non devono essere spediti alla Scuola Polo, ma devono rimanere custoditi esclusivamente negli archivi della scuola di appartenenza. Il dirigente scolastico deve procedere alla compilazione online di una scheda informativa sul portale della Scuola Polo e inviare esclusivamente via PEC il Modello A, che attesta l'acquisizione della documentazione e descrive il progetto didattico.
La Scuola Polo è tenuta a fornire un riscontro scritto, contenente il nulla osta o le richieste di integrazione, entro un massimo di 5 giorni lavorativi dalla ricezione della documentazione. Per quanto riguarda l'erogazione delle lezioni a domicilio, la regione ha fissato limiti precisi sul monte ore settimanale massimo:
- Scuola primaria: massimo 4 ore a settimana;
- Scuola secondaria di primo grado: massimo 5 ore a settimana;
- Scuola secondaria di secondo grado: massimo 7 ore a settimana.
Per i progetti che superano la durata di due mesi, il Consiglio di classe ha l'obbligo di pianificare un percorso personalizzato. In questi casi, è possibile e consigliato l'utilizzo del modello PPA (Piano di Personalizzazione dell'Apprendimento) per esplicitare con precisione le competenze, le discipline, i tempi e le modalità di verifica previste per l'alunno.
Il modello di supporto e le procedure in Piemonte
In Piemonte, le linee guida si rivolgono a tutti gli alunni iscritti alle scuole di ogni ordine e grado. La struttura di supporto è coordinata dalla Direzione Generale dell'USR di Torino e dalla Scuola Polo regionale, rappresentata dall'Istituto Comprensivo Amedeo Peyron di Torino. A differenza del modello lombardo, la gestione della documentazione richiede una trasmissione simultanea di diversi documenti.
Per avviare l'iter finalizzato all'eventuale finanziamento, le scuole piemontesi devono inviare contemporaneamente la richiesta compilata dalla famiglia e il relativo progetto didattico a due indirizzi distinti: la casella dell'USR e quella della Scuola Polo Peyron. Questa doppia trasmissione è necessaria per permettere la valutazione congiunta del materiale da parte degli organi competenti. Un'innovazione significativa riguarda lo strumento digitale: è prevista l'attivazione una tantum del Registro Elettronico Specifico (RESO) tramite il portale SIDI per l'anno scolastico di riferimento.
Un aspetto cruciale riguarda il ruolo del docente di sostegno per gli alunni con disabilità. In Piemonte, viene ribadito che il docente di sostegno è imprescindibile, ma non deve essere l'unico soggetto coinvolto nell'attività didattica. L'intero Consiglio di classe deve partecipare attivamente alla progettazione del percorso, garantendo una visione olistica delle necessità dell'alunno. Inoltre, le ore svolte dal docente di sostegno devono rientrare nel servizio ordinario e non possono essere conteggiate come ore extracurricolari.
Cosa cambia concretamente per dirigenti, docenti e famiglie
Per i dirigenti scolastici, il cambiamento principale risiede nella gestione dei flussi documentali e dei tempi di risposta. In Lombardia, la procedura è più centralizzata sulla Scuola Polo con un focus sulla privacy (invio solo del Modello A), mentre in Piemonte richiede una gestione parallela delle richieste verso due enti diversi. In entrambe le regioni, la responsabilità della corretta conservazione dei dati sensibili resta in capo alla scuola di appartenenza.
Per i docenti, le linee guida chiariscono i limiti di monte ore e gli strumenti di progettazione. In Lombardia, la necessità di utilizzare il modello PPA per progetti lunghi impone una pianificazione più strutturata delle competenze. In Piemonte, la distinzione tra ore di servizio ordinario e extracurricolari per il sostegno è un punto critico che richiede una corretta mappatura delle attività didattiche a domicilio.
Per le famiglie, la novità principale riguarda la necessità di una certificazione medica estremamente dettagliata. Il documento deve non solo attestare la patologia, ma indicare con precisione la durata prevedibile dell'assenza, permettendo alla scuola di programmare con maggiore certezza il percorso didattico. È inoltre importante sottolineare che l'attivazione del servizio non è subordinata alla disponibilità immediata di fondi ministeriali, specialmente in Piemonte, dove si suggerisce l'uso del Fondo di Istituto per coprire spese non rimborsate come viaggi, progettazione e coordinamento.
| Regione | Scuola Polo / Supporto | Limiti Monte Ore (Max) | Specifiche Procedurali |
|---|---|---|---|
| Lombardia | I.S. Puecher Olivetti di Rho | Primaria: 4h; 1° Grado: 5h; 2° Grado: 7h | Invio Modello A via PEC; Riscontro entro 5gg |
| Piemonte | USR Torino / I.C. Amedeo Peyron | Non specificati (da definire nel progetto) | Invio simultaneo a USR e Scuola Polo; Registro RESO via SIDI |
In termini di gestione delle risorse, la Lombardia fornisce un consiglio operativo importante: le scuole sono invitate ad accantonare nel Programma annuale almeno il 70% delle risorse necessarie per gli interventi. Questo serve a mitigare le criticità legate ai co-finanziamenti e a garantire la sostenibilità del servizio nel lungo periodo. In Piemonte, la linea guida è più orientata alla tutela del diritto, sottolineando che il servizio non può essere bloccato in attesa di fondi ministeriali, ma deve essere attivato utilizzando le risorse disponibili a livello di istituto.
Per quanto riguarda il monitoraggio, è utile ricordare che le rilevazioni dati per l'anno scolastico precedente (2025/2026) sono state ufficialmente chiuse il 26 giugno 2026, segnando la fine del ciclo di monitoraggio ministeriale che ha permesso la definizione delle attuali linee guida per il nuovo ciclo scolastico.
Punti di attenzione e limiti normativi
Nonostante l'ampiezza delle linee guida, permangono alcuni punti non chiariti nelle circolari regionali. Non sono stati indicati i costi esatti dei co-finanziamenti richiesti dalle scuole lombarde oltre la soglia del 70% e non sono presenti criteri di priorità specifici in caso di sovrapposizione di richieste per le risorse del Fondo di Istituto in Piemonte. In queste situazioni, la discrezionalità del Dirigente Scolastico, in accordo con il Consiglio di Classe, rimane il principale strumento di gestione.
Azioni pratiche per il personale scolastico
Per garantire una corretta applicazione delle norme, i dirigenti scolastici dovrebbero:
- Verificare la validità della certificazione medica (pubblica e specifica sulla durata);
- Assicurarsi che la documentazione sensibile rimanga negli archivi della scuola di appartenenza;
- Monitorare i tempi di risposta della Scuola Polo (5 giorni in Lombardia);
- Verificare la corretta attivazione del Registro RESO in Piemonte tramite SIDI;
- Pianificare il percorso didattico con il coinvolgimento dell'intero Consiglio di classe, non solo del docente di sostegno.
Le scuole interessate possono consultare i portali istituzionali per approfondire le procedure specifiche e scaricare la modulistica aggiornata, come previsto dalle direttive del Ministero dell'Istruzione e del Merito - USR Lombardia e dai siti ufficiali delle rispettive Scuole Polo regionali.
FAQs
Scuola in ospedale e istruzione domiciliare: le nuove linee guida di Lombardia e Piemonte per il 2026/2027
Per accedere al servizio è necessaria una certificazione medica che attesti un'assenza minima di 30 giorni, anche non continuativi. È fondamentale che il certificato sia rilasciato esclusivamente da un medico ospedaliero o da servizi sanitari pubblici, escludendo medici di famiglia o specialisti privati.
Le linee guida definiscono limiti specifici in base al grado di istruzione: fino a 4 ore settimanali per la scuola primaria, 5 ore per la scuola secondaria di primo grado e 7 ore per la scuola secondaria di secondo grado. Questi limiti garantiscono la continuità didattica senza sovraccaricare il percorso terapeutico dello studente.
Il dirigente deve inviare contemporaneamente la richiesta della famiglia e il progetto didattico a due destinatari: la Direzione Generale USR di Torino e la Scuola Polo regionale (Istituto Comprensivo Amedeo Peyron). Inoltre, è prevista l'attivazione una tantum del Registro Elettronico Specifico (RESO) tramite il portale SIDI per l'anno scolastico.
No, le linee guida si basano sul principio della "non ospedalizzazione", riconoscendo che molte terapie complesse vengono oggi somministrate direttamente a casa. L'istruzione domiciliare è quindi una modalità flessibile per studenti con gravi patologie, indipendentemente dal luogo fisico della cura.