L’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia (Unimore) ha tracciato una rotta definita per l'integrazione dell'intelligenza artificiale nel sistema accademico, adottando ufficialmente il documento denominato "Linee guida per l’utilizzo degli strumenti di intelligenza artificiale nelle attività didattiche, di studio, di ricerca e amministrative". Con questa mossa, l'istituto non si limita a una semplice apertura tecnologica, ma stabilisce un quadro normativo rigoroso volto a bilanciare l'innovazione con la tutela del pensiero critico e della responsabilità umana.
L'iniziativa, approvata il 29 luglio 2026, si traduce in un piano operativo concreto che prevede la distribuzione di oltre 30.000 licenze istituzionali per le piattaforme Gemini Edu e NotebookLM. Questi strumenti saranno messi a disposizione di tutta la comunità accademica, inclusi studenti, docenti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo, con l'obiettivo di promuovere un utilizzo etico, legittimo, consapevole e sicuro delle tecnologie generative, contrastando il rischio di una "delegazione del ragionamento" che potrebbe compromettere la qualità dell'apprendimento.
Il percorso di transizione digitale dell'Ateneo prevede un cronoprogramma preciso: oltre alla diffusione delle notizie e all'attivazione delle licenze iniziata il 1° agosto 2026, il mese di settembre 2026 segnerà il via ai corsi di AI Literacy. Questi percorsi formativi saranno strutturati per tutte le componenti dell'università, garantendo che l'adozione degli strumenti tecnologici sia accompagnata da una competenza metodologica che permetta di distinguere tra il supporto computazionale e la costruzione autonoma della conoscenza.
Il quadro normativo e la filosofia della "supervisione umana"
Il documento adottato da Unimore risponde a una preoccupazione crescente nel mondo della ricerca: la possibilità che la plausibilità statistica dei modelli di linguaggio sostituisca il processo cognitivo della sintesi e dell'analisi. Come sottolineato dalla Rettrice Rita Cucchiara, l'obiettivo non è il divieto — considerato ormai impossibile e controproducente — ma la promozione di un uso consapevole in cui gli strumenti affianchino le persone senza sostituirne il senso critico. In questo senso, la responsabilità scientifica e accademica rimane interamente in capo all'essere umano.
Il Vicerettore alla transizione digitale, Costantino Grana, ha evidenziato come la definizione precisa di responsabilità e limiti sia fondamentale per evitare che l'IA diventi una "scatola nera" decisionale. Questo approccio si riflette in una serie di disposizioni che impongono la trasparenza assoluta: chiunque utilizzi strumenti di IA deve dichiarare esplicitamente in che misura e per quali finalità tali tecnologie sono state impiegate. La responsabilità per eventuali errori, distorsioni o allucinazioni generate dai modelli resta, in ogni caso, a carico dell'autore umano che valida il contenuto finale.
Un punto di particolare rilievo riguarda la ricerca scientifica. Sebbene l'IA possa essere utilizzata per supportare analisi di dati complessi, revisioni della letteratura o traduzioni, è severamente vietato indicare i sistemi automatizzati come autori o coautori di articoli scientifici o brevetti. Tale disposizione mira a preservare l'integrità della produzione accademica e a garantire che il merito della scoperta resti attribuibile esclusivamente ai ricercatori.
Protocolli operativi per studenti, docenti e gestione amministrativa
Le linee guida introducono cambiamenti strutturali che impattano direttamente la quotidianità della vita universitaria. Per gli studenti, la novità più rilevante riguarda la possibilità di utilizzare l'IA per la stesura della tesi di laurea e per gli esami, ma solo previa autorizzazione esplicita del docente o della commissione. Non esiste un "libero accesso" universale: l'uso deve essere preventivamente concordato e inserito nei programmi dei corsi da parte dei docenti, che hanno il compito di definire le modalità e i limiti consentiti per ogni specifica materia.
Per il personale tecnico-amministrativo e per la gestione dei servizi, il documento stabilisce barriere di sicurezza invalicabili. È vietato delegare a sistemi automatizzati decisioni amministrative o accademiche che producano effetti diretti sulle persone, preservando il principio della human-in-the-loop. Inoltre, la protezione dei dati è un pilastro fondamentale: non è consentito caricare informazioni personali, documenti riservati, progetti di ricerca inediti o brevetti su sistemi non autorizzati dall'Ateneo. Le piattaforme fornite istituzionalmente (Gemini Edu e NotebookLM) sono invece garantite per non utilizzare i dati immessi per l'addestramento dei modelli generali dei fornitori.
Inoltre, il documento chiarisce esplicitamente alcuni divieti tecnologici specifici che riflettono una visione etica della scuola e dell'università:
- È vietato l'uso di sistemi di riconoscimento delle emozioni sia per gli studenti che per il personale.
- È obbligatorio il rispetto della privacy e della riservatezza dei dati sensibili in ogni fase di interazione con l'IA.
- È vietato l'uso di strumenti non certificati dall'Ateneo per attività che coinvolgono dati istituzionali o personali.
| Soggetto Coinvolto | Regole e Possibilità Operative |
|---|---|
| Studenti | Uso per tesi ed esami solo con autorizzazione docente; obbligo di dichiarazione d'uso. |
| Docenti | Obbligo di indicare nel programma le modalità e i limiti dell'IA; responsabilità della valutazione. |
| Ricercatori | Supporto per analisi dati e traduzioni; divieto di indicazione come autore/coautore. |
| Amministrazione | Divieto di delegare decisioni con effetti sulle persone; divieto riconoscimento emozioni. |
Cosa cambia concretamente per chi frequenta o lavora all'Ateneo
Per gli studenti, il cambiamento principale risiede nella necessità di una maggiore metodologia di studio. Non sarà più sufficiente ottenere un output dall'IA; sarà necessario saperlo integrare, verificarne la correttezza e saperlo esporre criticamente durante le prove orali o nelle consegne scritte. La tesi di laurea, in particolare, richiede ora un dialogo preventivo con il relatore per definire il perimetro d'azione dello strumento tecnologico.
Per i docenti, la sfida si sposta sulla progettazione didattica. Sarà necessario aggiornare i programmi dei corsi per specificare chiaramente quali strumenti sono ammessi e come devono essere utilizzati, evitando zone d'ombra che potrebbero portare a contestazioni sulla validità delle valutazioni. La formazione in AI Literacy diventerà quindi un requisito fondamentale per gestire correttamente queste nuove dinamiche.
Per il personale ATA e i dirigenti, la priorità è la sicurezza informatica e la conformità normativa. L'uso delle piattaforme istituzionali garantisce che i dati non "scappino" verso l'esterno per scopi di addestramento, ma la vigilanza sulla non condivisione di documenti riservati su strumenti non autorizzati rimane un obbligo operativo costante.
In sintesi, l'Ateneo di Modena e Reggio Emilia sta trasformando l'intelligenza artificiale da "minaccia esterna" a strumento interno regolamentato. Il successo di questa transizione dipenderà dalla capacità della comunità accademica di partecipare attivamente ai corsi di formazione previsti per settembre 2026, trasformando la tecnologia in un alleato della conoscenza e non in un sostituto del pensiero.
FAQs
Università di Modena e intelligenza artificiale: linee guida per l'uso accademico
Sì, è possibile utilizzare strumenti di IA per la stesura della tesi, ma solo previa autorizzazione esplicita del docente o della commissione competente. In ogni caso, è obbligatorio dichiarare chiaramente in che misura e per quali finalità specifiche lo strumento è stato impiegato nel lavoro.
L'Università ha previsto la distribuzione di oltre 30.000 licenze istituzionali per le piattaforme Gemini Edu e NotebookLM. Queste risorse sono destinate a tutta la comunità accademica, inclusi studenti, docenti, ricercatori e personale amministrativo.
No, l'intelligenza artificiale non può essere indicata come autore o coautore di articoli scientifici o brevetti. Sebbene possa supportare analisi dati, revisione della letteratura e traduzioni, la responsabilità scientifica deve rimanere interamente umana.
È vietato caricare dati personali, documenti riservati, progetti inediti o brevetti su sistemi non autorizzati. Inoltre, non è consentito delegare a sistemi automatizzati decisioni amministrative o accademiche che producano effetti diretti sulle persone.