La Regione Veneto ha dato ufficialmente il via a una trasformazione strutturale nel modo in cui viene garantita l'integrazione scolastica per gli alunni con disabilità. Il nuovo modello organizzativo, approvato dalla Giunta regionale, mira a superare la storica frammentazione gestionale che ha caratterizzato il rapporto tra Comuni e Aziende ULSS, introducendo una visione più unitaria e flessibile del supporto educativo.
Il cuore di questa riforma risiede nell'introduzione sperimentale della figura dell'assistente di plesso (o di istituto), un operatore destinato a operare con una maggiore autonomia e capacità di intervento su più studenti contemporaneamente. Questa iniziativa non rappresenta un semplice cambio di personale, ma un vero e proprio cambio di paradigma operativo: l'obiettivo dichiarato dall'amministrazione regionale, e in particolare dall'assessore Paola Roma, è quello di spostare il focus dalla singola prestazione individuale a un supporto strutturato che metta al centro la persona e il suo Progetto di vita.
In particolare, la nuova figura dovrà essere in grado di gestire situazioni di alta complessità assistenziale, intervenendo non solo nelle attività didattiche quotidiane, ma anche nelle emergenze, nelle mobilitazioni complesse e nel supporto a studenti con gravi disturbi comportamentali o rischi sanitari elevati, specialmente nei plessi scolastici più isolati. Il percorso verso questa nuova realtà è frutto di una lunga serie di atti normativi e di un monitoraggio costante dei bisogni del territorio, identificando la necessità di passare da un rapporto rigido a un modello di supporto più fluido, capace di rispondere all'incremento dei bisogni assistenziali senza generare disparità territoriali.
Per questo motivo, è stato richiesto alle ULSS di accorpare, ove possibile, le ore di assistenza dei singoli alunni in un unico monte ore di istituto, garantendo così una maggiore continuità e una gestione più efficiente delle risorse umane disponibili.
Il nuovo modello organizzativo e la sperimentazione dell'assistente di plesso
La transizione verso il nuovo modello si inserisce in una cornice normativa complessa, che vede la Regione Veneto come ente responsabile degli interventi sociali a favore di persone con disabilità sensoriale (vista e udito), come previsto dalla Legge Regionale n. 11/2001. Attualmente, la gestione di tali funzioni è delegata alle Aziende ULSS, ma la frammentazione dei processi ha spesso reso difficile una risposta tempestiva e uniforme. Il nuovo approccio, approvato con la DGR n. 1311/2024, mira a ottimizzare l'erogazione dei servizi attraverso una mappatura dettagliata dei dati e una gestione più equa delle risorse economiche e professionali.
Uno degli elementi chiave del provvedimento è il monitoraggio sistematico dei dati sull'integrazione scolastica. Entro il 31 ottobre 2026, la Regione dovrà ricevere un censimento dettagliato che includa il numero di studenti presi in carico, il divario tra le ore richieste e quelle effettivamente assegnate, le risorse economiche impiegate e le tipologie professionali coinvolte (come OSS, educatori e addetti alla comunicazione). Questo flusso di dati permetterà di verificare l'efficacia dei modelli esistenti e di ottimizzare le risorse in aderenza con i Piani Educativi Individualizzati (PEI), assicurando che ogni studente riceva il supporto necessario per il proprio percorso di inclusione.
La figura dell'assistente di plesso si configura quindi come un operatore flessibile. A differenza delle figure tradizionali, questo profilo sarà chiamato a coprire l'intero tempo scuola e a gestire situazioni critiche che richiedono una presenza costante e una capacità di adattamento rapido. La Regione ha già dato istruzioni alle ULSS affinché, a partire dall'anno scolastico corrente, si proceda all'accorpamento delle ore di assistenza in un unico monte ore di istituto. Questa strategia mira a garantire che il supporto non sia più "scisso" in piccoli blocchi rigidi, ma possa essere distribuito dove il bisogno è più urgente, garantendo al contempo la continuità educativa.
Cronologia normativa e investimenti per il triennio 2025-2027
Per comprendere la portata della riforma, è necessario analizzare la sequenza degli atti che hanno portato alla decisione attuale. Il percorso è iniziato con il Decreto del Direttore della Unità Organizzativa Non Autosufficienza n. 86 del 29 novembre 2023, che ha disciplinato il riparto delle risorse per le funzioni delegate in materia di servizi sociali. Successivamente, la DGR n. 1399/2023 ha definito il modello organizzativo vigente, che ha trovato un importante aggiornamento con la recente approvazione del nuovo modello di assistenza scolastica su proposta della Giunta regionale.
Un dato di rilievo riguarda il finanziamento specifico per le disabilità sensoriali. La DGR n. 1311 del 14 novembre 2024 ha approvato le determinazioni per il servizio di assistenza scolastica integrativa per alunni con disabilità della vista e dell'udito, stanziando un budget massimo di circa 16,9 milioni di euro per il triennio 2025-2027. Questi fondi sono destinati a garantire la qualità e la specificità clinica degli interventi, coordinati in parte da Azienda Zero per gli acquisti centralizzati, assicurando che le risorse siano destinate correttamente alle diverse tipologie di supporto necessarie.
Il percorso verso il modello definitivo è ancora in fase di definizione tecnica. Un gruppo di lavoro tecnico-scientifico, composto da esperti provenienti dalle ULSS, dai Comuni, dall'USR, dalle Università e dalle associazioni di famiglie, ha il compito di elaborare la proposta operativa finale. La scadenza per la presentazione di tale proposta è fissata per il 31 maggio 2027. Fino a tale data, il modello dell'assistente di plesso resterà in fase di introduzione sperimentale, permettendo di testare la fattibilità della figura e di affinare i criteri di selezione e i requisiti professionali, che al momento non sono ancora stati definiti in modo esaustivo rispetto alle figure già esistenti come gli OSS o gli educatori.
| Fase / Atto Normativo | Dettaglio e Scadenza | ||
|---|---|---|---|
| DGR n. 1399/2023 | Modello organizzativo attuale (scadenza 31/07/2025). | ||
| DGR n. 1311/2024 | Assistenza disabilità sensoriali (budget 16,9 mln € per il triennio 2025-2027). | ||
| Monitoraggio 2026-2027 | Trasmissione dati entro il 31 ottobre 2026. | ||
| Modello Definitivo | Presentazione proposta entro il 31 maggio 2027. | ||
Impatto sulla scuola e sui docenti: cosa cambia concretamente
L'introduzione dell'assistente di plesso segna un passaggio fondamentale per il personale scolastico e per le famiglie. Per le scuole, la novità principale consiste nel passaggio da un rapporto individuale rigido a una gestione più flessibile delle risorse umane. Invece di avere figure vincolate esclusivamente a un singolo studente per un numero fisso di ore, la scuola potrà disporre di un operatore capace di intervenire su più alunni contemporaneamente, garantendo una copertura più capillare del fabbisogno assistenziale e una gestione più agile delle situazioni critiche.
Per i docenti e il personale ATA, questo significa una maggiore possibilità di coordinamento delle attività di sostegno. La figura dell'assistente di plesso potrà supportare la classe in situazioni di emergenza o gestire alunni con gravi disturbi comportamentali, liberando il docente curricolare da compiti puramente assistenziali e permettendogli di concentrarsi sulla didattica. Tuttavia, è importante sottolineare che questa flessibilità deve essere sempre coerente con quanto stabilito nei Piani Educativi Individualizzati (PEI), che rimangono il documento di riferimento per ogni intervento.
Per le famiglie, il cambiamento si traduce in una maggiore garanzia di continuità educativa. L'obiettivo è assicurare che il supporto non si interrompa bruscamente e che l'alunno sia accompagnato in ogni momento della giornata scolastica, inclusi i momenti di transizione e le attività extra-curricolari. La Regione sottolinea che l'assistente di plesso opererà per coprire l'intero tempo scuola, cercando di eliminare le zone d'ombra assistenziali che spesso si verificano nei plessi più isolati o in situazioni di alta complessità.
Cosa deve fare concretamente la scuola e gli operatori
In questa fase di transizione, le scuole e le ULSS devono attivarsi su diversi fronti operativi per preparare l'arrivo della nuova figura. Ecco i passaggi chiave da seguire:
- Accorpamento delle ore: Le scuole devono collaborare con le ULSS per consolidare le ore di assistenza dei singoli alunni in un unico monte ore di istituto, come già richiesto dalla Regione.
- Monitoraggio dei dati: Le segreterie scolastiche e i dirigenti devono predisporre i sistemi di raccolta dati necessari per il censimento del 2026-2027, assicurandosi che le informazioni su ore richieste/assegnate e tipologie professionali siano accurate.
- Coordinamento con le ULSS: È fondamentale mantenere un dialogo costante con le Unità Operative "Infanzia Adolescenza e Famiglia" per la programmazione degli interventi e la gestione delle risorse umane.
- Aggiornamento dei PEI: Ogni nuova modalità di intervento deve essere riflessa nei documenti di programmazione individuale, garantendo che la flessibilità dell'assistente di plesso non comprometta gli obiettivi pedagogici specifici dello studente.
È importante ricordare che, poiché il modello è attualmente sperimentale, i criteri esatti di selezione e i requisiti professionali dettagliati per l'assistente di plesso non sono ancora definitivi. Gli operatori attuali (OSS, educatori) dovranno attendere le delibere del gruppo di lavoro tecnico-scientifico per conoscere le specifiche modalità di inserimento e le eventuali distinzioni di ruolo.
Per approfondire i criteri di inclusione e le linee guida attuali, è possibile consultare il Vademecum provinciale per l'inclusione scolastica aggiornato dall'Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto.
In sintesi, la Regione Veneto sta cercando di costruire un sistema più resiliente e meno frammentato, dove la disabilità non sia gestita come un problema isolato di ogni singolo studente, ma come una responsabilità collettiva e strutturata dell'intero plesso scolastico, garantendo una maggiore efficienza nell'uso delle risorse pubbliche e una migliore qualità della vita per gli alunni coinvolti.
Attenzione: La scadenza per la trasmissione dei dati di monitoraggio è fissata per il 31 ottobre 2026, un passaggio fondamentale per la validazione del modello operativo definitivo.
Per i dettagli normativi completi sul servizio di assistenza scolastica integrativa per disabilità sensoriali, si rimanda alla Deliberazione della Giunta Regionale n. 1311/2024 pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto.
FAQs
Veneto scuola inclusiva: funzioni e compiti dell'assistente di plesso per alunni con disabilità
Si tratta di un operatore flessibile introdotto in via sperimentale per supportare più studenti contemporaneamente e gestire situazioni di alta complessità assistenziale. A differenza del modello tradizionale, questa figura è destinata a coprire l'intero tempo scuola, intervenendo su emergenze, mobilitazioni complesse e alunni con gravi disturbi comportamentali o rischi sanitari elevati.
Il passaggio da un rapporto individuale rigido a un "monte ore" di istituto permette una gestione più fluida e sostenibile delle risorse umane. Questo sistema garantisce la continuità del servizio e una maggiore capacità di risposta alle necessità specifiche previste dai Piani Educativi Individualizzati (PEI) di ogni studente.
Il monitoraggio sistematico dei dati sull'integrazione scolastica dovrà essere completato entro il 31 ottobre 2026. Successivamente, entro il 31 maggio 2027, il gruppo di lavoro tecnico-scientifico dovrà presentare la proposta del modello operativo regionale definitivo.
Il servizio è delegato dai Comuni alle Aziende ULSS, con un finanziamento regionale che prevede, per il triennio 2025-2027, un budget di circa 16,9 milioni di euro per le disabilità sensoriali. L'obiettivo è superare la frammentazione gestionale per garantire un'assistenza più equa su tutto il territorio.