L'Ufficio Scolastico Regionale per la Campania ha ufficializzato, tramite decreto datato 26 ottobre 2026, l'elenco definitivo delle Sezioni Primavera ammesse a ricevere il contributo statale per l'anno educativo 2025/2026. Il provvedimento definisce le strutture educative destinate a fornire servizi per bambini di età compresa tra i 24 e i 36 mesi, da aggregare alle scuole dell'infanzia o, in casi specifici, ai nidi.
L'approvazione del decreto segue un iter normativo che ha visto la partecipazione di diversi soggetti istituzionali, tra cui la Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del Sistema Nazionale di istruzione. Il provvedimento si basa su una disponibilità complessiva di fondi pari a € 1.022.784,02, destinati a garantire la prosecuzione dell'attività educativa sul territorio regionale, in linea con le intese territoriali siglate tra la Regione Campania e l'Ufficio Scolastico Regionale.
Il documento chiarisce che l'accesso ai finanziamenti è stato valutato attraverso un Tavolo tecnico interistituzionale regionale, istituito il 30 settembre 2026, il cui compito era esaminare le condizioni di ammissibilità dei progetti proposti. La normativa prevede inoltre una flessibilità specifica per le realtà situate in piccoli comuni, dove, in assenza di strutture standard, è possibile proporre soluzioni alternative purché descritte in modo puntuale all'interno dei progetti di partecipazione.
I criteri di riparto dei contributi e le modalità di calcolo
Il decreto stabilisce criteri precisi per il calcolo del contributo da assegnare alle istituzioni scolastiche beneficiarie, basandosi su una logica di attribuzione massimale. Tale importo non è fisso, ma viene determinato prioritariamente in funzione di due variabili fondamentali: il numero complessivo di bambini iscritti e la durata del servizio giornaliero offerto. La struttura dei contributi è articolata in diverse fasce, che permettono di distinguere le diverse dimensioni e intensità delle attività didattiche.
Per le strutture che accolgono un numero di alunni compreso tra 5 e 9, il contributo varia sensibilmente in base alle ore settimanali: si parte da € 5.000,00 per un servizio di 25-30 ore, fino a raggiungere i € 6.200,00 per servizi che superano le 45 ore. Una dinamica simile si applica alla fascia intermedia di 10-15 bambini, dove i contributi possono oscillare tra i € 6.200,00 e i € 7.400,00, a seconda della copertura oraria garantita.
Per le realtà di dimensioni maggiori, con una platea di 16-20 bambini, gli importi previsti sono i più elevati, partendo dai € 7.400,00 per le 25-30 ore settimanali e salendo fino a € 8.600,00 per le strutture che garantiscono un servizio superiore alle 45 ore. È fondamentale sottolineare che, qualora lo stanziamento totale disponibile non risultasse sufficiente a coprire tutti i contributi calcolati secondo questi parametri, gli importi erogabili saranno ridotti proporzionalmente per tutte le sezioni incluse nell'elenco.
| Fascia Alunni | Ore Settimanali | Contributo Massimale |
|---|---|---|
| 5-9 bambini | 25-30 ore | € 5.000,00 |
| 5-9 bambini | 31-40 ore | € 5.400,00 |
| 5-9 bambini | 41-45 ore | € 5.800,00 |
| 5-9 bambini | oltre 45 ore | € 6.200,00 |
| 10-15 bambini | 25-30 ore | € 6.200,00 |
| 10-15 bambini | 31-40 ore | € 6.600,00 |
| 10-15 bambini | 41-45 ore | € 7.000,00 |
| 10-15 bambini | oltre 45 ore | € 7.400,00 |
| 16-20 bambini | 25-30 ore | € 7.400,00 |
| 16-20 bambini | 31-40 ore | € 7.800,00 |
| 16-20 bambini | 41-45 ore | € 8.200,00 |
| 16-20 bambini | oltre 45 ore | € 8.600,00 |
Regole di funzionamento e riduzioni per mancato servizio
Un aspetto critico del decreto riguarda la gestione del periodo di effettivo funzionamento delle strutture. Il provvedimento prevede infatti una clausola di riduzione del 10% sull'importo totale del contributo per ogni mese, o frazione di mese superiore ai 15 giorni, in cui la sezione non sia operativa. Questo parametro serve a garantire che i fondi pubblici siano erogati in stretta correlazione con l'effettiva fruizione del servizio educativo da parte delle famiglie.
Il decreto si inserisce in un quadro normativo che ha visto la conferma dei criteri di accesso ai finanziamenti già disposta con il provvedimento del 21 maggio 2026. Tale percorso ha incluso la valutazione dei progetti sperimentali di ampliamento dell'offerta formativa rivolta ai bambini dai due ai tre anni di età, cercando di bilanciare le esigenze del territorio con la disponibilità economica del Ministero dell'Istruzione e del Merito.
Impatto sulla scuola e sui docenti
L'approvazione dell'elenco definitivo ha un impatto diretto sulla gestione delle istituzioni scolastiche beneficiarie. Per i dirigenti scolastici e i responsabili delle strutture, la notizia principale risiede nella certezza del finanziamento per l'anno educativo 2025/2026. L'Ufficio II del Ministero procederà con l'impegno della somma totale di € 1.022.784,02, autorizzando gli Uffici di ambito territoriale a procedere con l'emissione degli ordini di pagamento.
Per le realtà non incluse nell'elenco definitivo, il decreto non specifica le conseguenze pratiche immediate, ma la mancanza di inserimento comporta l'impossibilità di accedere ai contributi statali previsti per le Sezioni Primavera nell'anno in corso. Questo significa che le strutture non approvate dovranno gestire autonomamente i costi del servizio educativo per la fascia d'età 24-36 mesi, senza il supporto del fondo nazionale.
Dal punto di vista operativo, i gestori delle sezioni approvate devono monitorare attentamente la continuità del servizio. Poiché ogni mese di chiusura non programmata (superiore ai 15 giorni) comporta una decurtazione del 10% sul contributo, è fondamentale una pianificazione rigorosa per evitare riduzioni economiche non necessarie. La trasparenza nei progetti presentati e la conformità alle ore giornaliere indicate nell'allego sono i pilastri su cui si regge l'erogazione dei fondi.
Cosa cambia concretamente per le istituzioni scolastiche
Le scuole e i nidi che figurano nell'elenco definitivo possono ora procedere con la programmazione del bilancio per l'anno educativo 2025/2026, avendo la conferma dei fondi per le Sezioni Primavera. Gli Uffici di ambito territoriale sono chiamati a gestire la fase di pagamento, mentre le strutture devono assicurarsi che il numero di bambini iscritti e le ore di funzionamento corrispondano esattamente a quanto dichiarato nell'allego del decreto per evitare contestazioni sui calcoli dei contributi.
Per le famiglie, la conferma di questi fondi garantisce la stabilità dell'offerta formativa per i bambini piccoli nel territorio campano. La certezza economica delle strutture permette una maggiore continuità didattica e organizzativa, fondamentale per lo sviluppo dei bambini dai due ai tre anni di età.
In sintesi, il decreto chiude la fase di incertezza sulla disponibilità dei fondi e stabilisce una regola di riparto proporzionale che tutela la sostenibilità economica delle attività educative, pur vincolandole a criteri di efficienza e presenza effettiva sul territorio.
Per approfondimenti normativi e consultazione dell'elenco completo, è possibile fare riferimento al decreto pubblicato sul sito dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Campania.
FAQs
Campania, approvato elenco Sezioni Primavera
Il contributo viene calcolato prioritariamente in base a una tabella che incrocia il numero di bambini iscritti (fasce da 5-9, 10-15, 16-20) con la durata del servizio giornaliero. Le ore settimanali massimali variano da 25 a oltre 45 ore, determinando importi che vanno da un minimo di 5.000,00 € fino a 8.600,00 €.
Viene applicata una riduzione del 10% per ogni mese o frazione superiore a 15 giorni di mancato funzionamento della struttura. Questo parametro serve a tenere conto del periodo di effettivo funzionamento e a garantire la proporzionalità rispetto all'importo totale disponibile.
Il documento non specifica scadenze temporali precise per l'emissione degli ordini di pagamento. Indica solo che l'Ufficio II autorizzerà gli Uffici di ambito territoriale a procedere con l'emissione a favore delle istituzioni scolastiche beneficiarie.
Il documento non fornisce informazioni specifiche sulle conseguenze per le istituzioni non incluse nell'elenco definitivo. Il decreto si limita ad approvare l'elenco delle sezioni ammesse a ricevere il contributo statale per l'anno educativo 2025/2026.