L’Ufficio Scolastico Regionale per le Marche ha ufficializzato, con il DDG n. 2440 del 3 novembre 2026, una fondamentale rettifica alla ripartizione dei contributi ministeriali destinati alle Sezioni Primavera per l’anno educativo 2025/2026. Il provvedimento interviene con l'obiettivo di correggere la distribuzione delle risorse finanziarie, annullando e sostituendo integralmente il precedente decreto emesso dall'amministrazione regionale lo scorso 8 ottobre 2026.
Fonte primaria: USR Marche: Decreto n. 2440 del 3 novembre 2026 (PDF).
La modifica normativa nasce da una lettura più accurata dell'Intesa siglata con la Regione Marche, che ha portato a una diversa interpretazione dei criteri di accesso ai fondi per i piccoli centri e le aree montane. In particolare, il provvedimento chiarisce che i requisiti relativi alla popolazione residente e alla natura del territorio non devono essere intesi come cumulativi, ma alternativi, permettendo l'inserimento di nuovi beneficiari e una distribuzione più equa del monte economico disponibile.
Il finanziamento complessivo oggetto della rettifica ammonta a € 150.498,15, stanziati sul capitolo di spesa 1466/1 attraverso il Decreto Direttoriale AOODPIT n. 11 dell’8 gennaio 2026. Tali risorse sono destinate specificamente alle spese di funzionamento e al personale delle sezioni sperimentali aggregate alla scuola dell’infanzia, garantendo la continuità dei servizi educativi per i bambini nella fascia d'età compresa tra i 24 e i 36 mesi.
Cosa dice il DDG n. 2440 del 3 novembre 2026 in sintesi
Il decreto regionale stabilisce le nuove modalità di riparto del contributo ministeriale, definendo il prospetto dei beneficiari e le quote assegnate a ciascun Comune. Il provvedimento specifica che la somma totale di € 150.498,15 viene riproporzionata in base ai criteri della tabella "Fasce di contributo" previsti dall'Intesa regionale, tenendo conto del numero di bambini iscritti, della presenza di portatori di disabilità e delle ore di funzionamento effettive.
Un punto cardine della rettifica riguarda l'interpretazione della nota in calce all'Intesa: i finanziamenti per le sezioni con un numero di alunni compreso tra cinque e nove sono applicabili ai territori montani oppure ai Comuni con popolazione residente inferiore a 3.000 abitanti. Questa distinzione è fondamentale poiché permette l'inclusione di enti come il Comune di Castelraimondo (MC), che non rientrava nel primo riparto ma soddisfa i requisiti di popolazione o territorialità previsti dal nuovo orientamento normativo.
Il decreto autorizza inoltre l'emissione degli ordini di pagamento mediante mandati informatici e impone obblighi precisi in materia di rendicontazione e gestione delle quote. I Comuni beneficiari sono chiamati a trasmettere la documentazione necessaria entro scadenze perentorie e a gestire il trasferimento dei fondi verso le strutture non di diretta gestione, assicurando la trasparenza e la corretta destinazione delle risorse pubbliche.
Quadro normativo di riferimento
La Legge di contabilità e finanza pubblica costituisce il pilastro normativo per il coordinamento dei bilanci delle amministrazioni pubbliche. Essa stabilisce i principi fondamentali di armonizzazione e i criteri per il perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica in coerenza con le procedure europee. Nel contesto dei finanziamenti scolastici, la legge garantisce che le risorse siano gestite secondo criteri di unità economica e responsabilità condivisa tra Stato e autonomie locali.
In particolare, la normativa definisce il perimetro delle amministrazioni pubbliche e le modalità di ricognizione annuale, assicurando che ogni stanziamento, come quello destinato alle Sezioni Primavera, rispetti i vincoli di bilancio e le tutele della finanza pubblica nazionale. Il riferimento a questa legge nel decreto regionale serve a confermare la legittimità della procedura contabile utilizzata per la ripartizione delle quote.
La Legge 30 dicembre 2025, n. 199, disciplina il Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e il bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028. Questo atto normativo è fondamentale poiché definisce i livelli massimi del saldo netto da finanziare e il ricorso al mercato finanziario, fornendo la copertura economica necessaria per le spese correnti e gli investimenti pubblici.
All'interno della legge, vengono definiti i risultati differenziali e le dotazioni dei vari fondi statali. Il riferimento a questa legge nel decreto di riparto serve a identificare la fonte di finanziamento primaria e a garantire che le risorse destinate alle Sezioni Primavera siano coerenti con le priorità di spesa approvate dal Parlamento e dal Governo per l'esercizio 2026.
La Legge 27 dicembre 2006, n. 296, rappresenta la base normativa primaria per l'istituzione e il funzionamento delle Sezioni Primavera. L'articolo 1, comma 630, prevede la promozione di un'offerta educativa integrativa e sperimentale per i bambini dai 24 ai 36 mesi, con l'obiettivo di migliorare i raccordi tra asilo nido e scuola dell'infanzia e favorire lo sviluppo territoriale dei servizi socio-educativi.
L'articolo 4, comma 1, lettera a), specifica inoltre il concorso al funzionamento di tale servizio da parte del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR), del Dipartimento delle politiche per la famiglia e del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Questa disposizione giustifica l'intervento dello Stato nel co-finanziamento delle strutture, garantendo standard qualitativi e pedagogici uniformi su tutto il territorio nazionale.
Il Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, disciplina le dichiarazioni sostitutive di certificazioni e l'autocertificazione di dati e fatti. È lo strumento giuridico attraverso il quale i Comuni e gli enti gestori possono dichiarare la veridicità dei dati relativi ai ricavi, alle entrate e alle spese sostenute per le Sezioni Primavera.
L'uso di questo decreto è essenziale per la fase di rendicontazione: permette alle amministrazioni di autocertificare i costi del personale, le spese per i materiali didattici e le altre voci di spesa senza dover produrre ogni singola certificazione cartacea, a patto che le dichiarazioni siano veritiere. Il decreto prevede inoltre sanzioni penali in caso di dichiarazioni mendaci, garantendo la massima affidabilità dei dati trasmessi all'Ufficio Scolastico Regionale.
Il Regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, costituisce il quadro generale della contabilità statale italiana. Sebbene sia un atto storico, rimane il riferimento fondamentale per le norme sull'amministrazione del patrimonio e sulla contabilità generale dello Stato, fornendo le linee guida per la gestione delle entrate e delle uscite pubbliche.
Nel decreto regionale, il richiamo a questo regolamento serve a inquadrare la procedura di riparto dei contributi all'interno delle regole generali di gestione del patrimonio pubblico. Assicura che la distribuzione delle quote per le Sezioni Primavera segua i principi di legalità e di corretta imputazione contabile previsti dalla normativa di riferimento nazionale.
Contesto e precedenti
La gestione dei finanziamenti per le Sezioni Primavera nelle Marche è stata oggetto di un costante aggiornamento normativo volto a ottimizzare l'uso delle risorse. Il precedente provvedimento, il DDG n. 2230 dell’8 ottobre 2026, aveva già tentato di definire la ripartizione dei fondi ministeriali, ma è stato ritenuto necessario un intervento correttivo a causa di una lettura non pienamente esaustiva dell'Intesa regionale.
Il nodo centrale della questione risiede nell'interpretazione dei criteri di accesso per i piccoli comuni. La nuova lettura ha evidenziato che la condizione di essere in un territorio montano e quella di avere una popolazione inferiore a 3.000 abitanti devono essere considerate come alternative. Questa precisazione tecnica ha permesso di includere enti che prima erano esclusi, garantendo una copertura più capillare dei servizi educativi in aree geograficamente svantaggiate o con bassa densità demografica.
Inoltre, il contesto è segnato dalla necessità di gestire un fondo complessivo di € 150.498,15 che, pur essendo significativo, risulta insufficiente a coprire gli importi fissati dalle "Fasce di contributo" per ogni singola sezione autorizzata. Per questo motivo, il decreto regionale applica un meccanismo di riproporzionamento, che assicura che tutte le sezioni che hanno presentato istanza ricevano una quota proporzionale in base alla disponibilità effettiva del bilancio.
Cosa cambia per docenti, ATA e scuole
La rettifica introdotta dal DDG n. 2440 comporta cambiamenti operativi immediati per tutti gli attori coinvolti nel sistema scolastico regionale. Per i Comuni beneficiari, la novità principale è l'inserimento di nuovi enti nel prospetto di riparto e la definizione precisa delle quote assegnate. I Comuni che hanno già ricevuto i fondi con il decreto precedente dovranno verificare se la propria quota è stata modificata dalla nuova ripartizione e procedere agli adeguamenti necessari.
Per le segreterie scolastiche e i dirigenti, le indicazioni operative sono chiare e vincolanti:
- Rendicontazione obbligatoria: Entro il 10 dicembre 2026, i Comuni devono inviare via PEC all'indirizzo drma@postacert.istruzione.it lo schema di rendicontazione (file n. 202610010921) contenente il dettaglio delle spese per personale, materiali e gestione.
- Trasferimento quote: I Comuni che non gestiscono direttamente le Sezioni Primavera hanno l'obbligo di trasferire tempestivamente la quota di finanziamento agli enti gestori o alle strutture coinvolte.
- Gestione del personale: I costi per educatori, docenti e personale ausiliario devono essere imputati correttamente in proporzione alle ore effettivamente prestate a favore della Sezione Primavera, come previsto dalle note tecniche.
Per il personale docente e ATA, la rettifica garantisce la stabilità del finanziamento per le spese di funzionamento e il mantenimento dei livelli occupazionali previsti per l'anno educativo 2025/2026. La corretta applicazione dei criteri di riparto assicura che le strutture possano continuare a operare nel rispetto degli standard qualitativi richiesti dall'Accordo Quadro nazionale.
| Comune Beneficiario | Sezione Primavera | Contributo A.S. 2025/2026 |
|---|---|---|
| Ancona | L'Isola di Elinor | € 12.235,62 |
| Ascoli Piceno | Il Piccolo Picchio | € 10.604,21 |
| Castel di Lama (AP) | Il Passerotto | € 10.604,21 |
| Chiaravalle (AN) | Ranocchie | € 12.235,62 |
| Castelraimondo (MC) | Castelraimondo | € 4.894,25 |
| Falconara Marittima (AN) | Falconara | € 12.235,62 |
| Fano (PU) | L'Isola che non c'è | € 9.380,64 |
| Fermignano (PU) | L'Alveare | € 8.157,08 |
| Montappone (FM) | Montappone | € 9.380,64 |
| Moresco (FM) | Moresco | € 8.157,08 |
| Pesaro | La Nuova Scuola | € 10.604,21 |
| Ripe San Genisio (MC) | Ripe San Genisio | € 12.235,62 |
| San Benedetto del Tronto (AP) | Il Girasole | € 8.157,08 |
| Sassocorvaro Auditori (PU) | Pinocchio | € 12.235,62 |
| Senigallia (AN) | I Cuccioli della San Vincenzo | € 9.380,64 |
Le posizioni
Sebbene il decreto sia un atto amministrativo tecnico, la sua approvazione riflette il lavoro di mediazione tra le diverse istanze territoriali. Le associazioni di categoria e i sindacati locali hanno monitorato con attenzione la corretta interpretazione dei criteri di "montagna" e "popolazione", assicurandosi che le aree più isolate non rimanessero escluse dai benefici ministeriali.
Le amministrazioni comunali hanno espresso soddisfazione per la chiarezza con cui il provvedimento risolve le ambiguità del decreto precedente, permettendo una pianificazione finanziaria più certa per l'anno educativo in corso. La trasparenza nel riproporzionamento delle quote è vista come un passo necessario per garantire la sostenibilità dei servizi educativi in un contesto di risorse limitate.
FAQs
Marche, rettifica contributi Sezioni Primavera
La rettifica deriva da una lettura più attenta dell'Intesa che specifica i requisiti per i finanziamenti alle sezioni con un numero di alunni compreso tra cinque e nove. Nello specifico, tali fondi si applicano ai territori montani e ai Comuni con popolazione residente inferiore a 3.000 abitanti, intesi come requisiti alternativi e non concorrenti.
Il provvedimento attuale annulla e sostituisce il decreto precedente (DDG n. 2230 dell'8 ottobre 2026). Tuttavia, il documento non specifica le conseguenze pratiche per i Comuni che non rientrano nei nuovi criteri di popolazione o che non sono situati in zone montane.
I Comuni beneficiari devono procedere al trasferimento delle quote alle Sezioni Primavera non di diretta gestione in modo tempestivo. Non viene indicata una data di scadenza specifica diversa dalla dicitura di tempestività.
Ciascun Comune deve utilizzare lo schema di rendicontazione allegato al decreto e inviarlo via PEC all'indirizzo drma@postacert.istruzione.it. La scadenza ultima per l'invio della documentazione è fissata per il 10 dicembre 2026.