Il personale scolastico del comparto Istruzione e Ricerca della provincia di Campobasso può ora avviare le procedure per l'ottenimento dei permessi straordinari retribuiti relativi al diritto allo studio per l'anno solare 2027. La normativa di riferimento, definita attraverso il Contratto Collettivo Integrativo Regionale (C.C.I.R.) stipulato il 20 gennaio 2026, stabilisce le linee guida per la concessione di queste agevolazioni, rivolte a docenti di ogni ordine e grado, personale educativo e personale ATA.
Secondo quanto comunicato dall'Ufficio Scolastico Regionale per il Molise - Ambito Territoriale di Campobasso, la finestra temporale per la presentazione delle istanze è stata fissata con una scadenza perentoria al 15 novembre 2026. È fondamentale che i richiedenti si avvale del modello di domanda ufficiale, compilato in modo leggibile e completo, accompagnato dall'informativa sulla privacy e dalla documentazione attestante l'iscrizione ai percorsi formativi scelti.
L'accesso a tali benefici è strettamente legato alla consistenza organica del personale scolastico presente nel territorio provinciale. La determinazione del numero complessivo di permessi concedibili non è immediata, ma dipenderà dalla comunicazione del contingente da parte del Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) e dal successivo decreto di riparto tra le province di Campobasso e Isernia, che verrà pubblicato solo a seguito degli accertamenti istituzionali.
Cosa dice il D.P.R. 395/1988 (art. 3) in sintesi
Il D.P.R. 23 agosto 1988, n. 395 costituisce il pilastro normativo per la tutela del diritto allo studio all'interno del comparto scolastico. L'articolo 3 disciplina specificamente i permessi retribuiti che possono essere concessi al personale per frequentare corsi di studio, esami o attività formative. La norma garantisce che il personale possa conciliare gli impegni lavorativi con il percorso di crescita professionale e accademica, stabilendo i criteri di base per la fruizione di tali agevolazioni.
In linea con questa normativa nazionale, il personale può richiedere permessi per la partecipazione a corsi destinati al conseguimento di titoli di studio universitari, post-universitari (incluso il ciclo di dottorato di ricerca, purché non svolto in congedo), o per percorsi di qualificazione professionale riconosciuti dall'ordinamento pubblico. La fruizione è subordinata alla verifica della compatibilità con il servizio e alla disponibilità del monte ore complessivo.
Cosa dice il D.Lgs. 59/2017 in sintesi
Il Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 59 introduce il modello integrato di formazione e abilitazione dei docenti delle scuole secondarie. L'articolo 1 del decreto definisce un percorso universitario e accademico di formazione iniziale e abilitazione per i docenti di posto comune, con l'obiettivo di elevare la qualificazione professionale attraverso un modello formativo strutturato e raccordato tra le università e le istituzioni scolastiche.
Questo provvedimento è centrale per la definizione dei percorsi ammessi ai permessi, poiché identifica le competenze culturali, disciplinari e pedagogiche necessarie per l'esercizio della professione. Le iniziative formative previste da questo decreto sono definite dalla contrattazione collettiva e devono svolgersi fuori dall'orario di insegnamento, garantendo la continuità didattica e l'autonomia organizzativa delle istituzioni scolastiche.
Cosa dice il D.L. 36/2022 in sintesi
Il Decreto-Legge 30 aprile 2022, n. 36, convertito in legge, ha apportato modifiche sostanziali alla definizione dei profili professionali nell'ambito della pianificazione dei fabbisogni di personale. L'articolo 1 del decreto mira a integrare le competenze del personale pubblico con le necessità della transizione digitale ed ecologica, introducendo nuovi profili professionali individuati dalla contrattazione collettiva.
Nel contesto del diritto allo studio, questo atto fornisce il quadro per l'aggiornamento delle competenze del personale scolastico, influenzando la tipologia di corsi che possono essere considerati prioritari o necessari per lo sviluppo delle funzioni scolastiche moderne. Le linee di indirizzo per l'applicazione di queste disposizioni sono state emanate per garantire una gestione coerente delle risorse umane e delle opportunità formative.
Cosa dice la Legge 79/2022 in sintesi
La Legge 29 giugno 2022, n. 79, rappresenta l'atto di conversione del decreto-legge 36/2022. Essa conferma l'inserimento delle misure per l'attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) nell'ordinamento nazionale. Sebbene l'articolo 1 non contenga disposizioni specifiche sui permessi, la legge fornisce il quadro di validità giuridica per le riforme della formazione dei docenti e per l'integrazione dei percorsi formativi previsti dal decreto legislativo 59/2017.
Cosa dice il D.P.C.M. 4 agosto 2023 in sintesi
Il D.P.C.M. del 4 agosto 2023 fornisce indicazioni specifiche circa la definizione del percorso universitario ed accademico di formazione iniziale dei docenti delle scuole secondarie di I e II grado. Questo atto è fondamentale per stabilire le priorità nei percorsi di studio, indicando che, in caso di necessità di conciliazione, devono essere privilegiati i corsi obbligatori rispetto a quelli non obbligatori per il conseguimento dei titoli di studio necessari all'abilitazione.
Contesto e precedenti
La concessione dei permessi per il diritto allo studio non è una novità assoluta, ma si inserisce in un percorso di evoluzione normativa che mira a bilanciare il diritto alla formazione del lavoratore con la necessità di garantire il servizio scolastico. Il C.C.I.R. triennio 2026-2028, sottoscritto il 20 gennaio 2026, rappresenta l'accordo attuale che disciplina i criteri di fruizione per il periodo in oggetto, integrando le disposizioni del D.P.R. 395/1988 e del CCNL.
Storicamente, la gestione di questi permessi è stata caratterizzata da limiti numerici stringenti, spesso fissati in percentuale sulla consistenza organica del personale. Un precedente rilevante riguarda la gestione dei contingenti in altri comparti (come quello sanitario), dove il limite del 3% del personale a tempo indeterminato è stato utilizzato come parametro di riferimento per la ripartizione delle ore disponibili. Nel Molise, la procedura segue un iter di verifica della posizione giuridica e dell'orario di servizio prestato, assicurando che la domanda sia coerente con il contratto individuale del richiedente.
Cosa cambia per docenti, ATA e scuole
Per il personale scolastico del Molise, l'introduzione delle nuove regole per l'anno solare 2027 comporta una serie di adempimenti operativi precisi. I docenti, il personale educativo e il personale ATA (esclusi i DSGA) che intendono usufruire dei permessi devono presentare domanda entro il 15 novembre 2026. La domanda deve essere corredata da:
- Modello di domanda compilato in modo leggibile e corretto;
- Informativa sul trattamento dei dati personali debitamente firmata;
- Certificazione di avvenuta iscrizione al corso di studio prescelto (in formato .pdf).
Le Istituzioni Scolastiche hanno il compito di assumere le istanze al protocollo e, entro il 20 novembre 2026, inoltrarle all'Ufficio Scolastico Regionale di Campobasso tramite l'indirizzo e-mail dedicato. I Dirigenti Scolastici devono, prima dell'invio, attestare la posizione giuridica e l'orario di servizio del richiedente, verificando la conformità ai requisiti del C.C.I.R. Qualora la documentazione sia incompleta o tardiva, l'Ufficio Scolastico non prenderà in considerazione la domanda.
Per quanto riguarda il calcolo delle ore, il monte ore massimo per singolo richiedente è fissato a 150 ore. Per il personale a tempo determinato, la fruizione è permessa solo se il rapporto di lavoro ha una durata non inferiore a sei mesi continuativi. Per il personale a tempo parziale, il monte ore viene calcolato in proporzione al rapporto tra la durata ordinaria del corso di laurea rispetto a quella stabilita per lo studente a tempo parziale. In caso di superamento del limite di disponibilità (calcolato sulla consistenza organica), la priorità sarà data ai dipendenti che frequentano l'ultimo anno del corso o che hanno superato gli esami degli anni precedenti.
Le posizioni
Le organizzazioni sindacali firmatarie del C.C.I.R. (CISL Scuola, FLC CGIL Scuola, ANIEF e SNALS) hanno sottolineato l'importanza di questi permessi come strumento essenziale per l'aggiornamento professionale e la crescita personale dei lavoratori della scuola. La loro posizione è orientata a garantire che il diritto allo studio non sia solo una possibilità teorica, ma una realtà concreta supportata da un monte ore adeguato e da criteri di riparto trasparenti.
Le amministrazioni locali e gli uffici scolastici, d'altra parte, pongono l'accento sulla necessità di garantire la continuità didattica e l'unicità dell'insegnamento. La preoccupazione principale risiede nel garantire che la concessione dei permessi non pregiudichi il normale funzionamento delle classi, specialmente per quanto riguarda le materie letterarie nelle classi a tempo prolungato e gli interventi di sostegno, dove la presenza del docente è considerata non scindibile.
| Scadenza / Dato | Dettaglio |
|---|---|
| Scadenza presentazione domande | 15 novembre 2026 |
| Scadenza invio Istituzioni | 20 novembre 2026 |
| Monte ore massimo | 150 ore |
| Durata rapporto lavoro (T.D.) | Minimo 6 mesi continuativi |
| C.C.I.R. di riferimento | Stipulato il 20.01.2026 |
FAQs
Campobasso, permessi diritto allo studio per il 2027
Sono ammessi i percorsi per il conseguimento di 30, 36 o 60 CFU (con priorità ai corsi obbligatori), i corsi di specializzazione per le attività di sostegno (TFA) per alunni con disabilità e i corsi di laurea in Scienze della Formazione per l'abilitazione all'insegnamento nella scuola dell'infanzia e primaria.
Il numero complessivo dei permessi verrà determinato successivamente alla comunicazione del contingente da parte del MIM e al decreto di riparto tra le Province di Campobasso ed Isernia.
Il modello di domanda richiede comunque la dichiarazione della posizione giuridica e della prestazione lavorativa settimanale per i contratti a tempo determinato e a tempo indeterminato.
La domanda deve essere corredata dall'informativa privacy debitamente firmata e dalla certificazione di avvenuta iscrizione al corso di studio prescelto; tutti i documenti devono essere forniti in formato .pdf.
Gli interessati devono compilare il modello di domanda in modo leggibile e consegnarlo alla propria istituzione scolastica entro il 15 novembre 2026; i Dirigenti Scolastici provvederanno poi ad inoltrare le istanze all'Ufficio Scolastico Regionale entro il 20 novembre 2026.