Situazione aggiornata sul Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa e la decisione della Gilda
Incontro tra rappresentanze sindacali e il Ministero dell'Istruzione
Recentemente, presso il Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM), si è svolto un incontro volto a definire le modalità di gestione del Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa (FMOF) per l’anno scolastico 2025/2026. La Federazione Gilda-Unams (FGU-Gilda degli Insegnanti) ha deciso di non firmare il contratto integrativo proposto, sottolineando alcune criticità.
Principali motivi della non firma
La Gilda ha evidenziato come, rispetto agli anni precedenti, si sia verificata una progressiva riduzione dei fondi destinati ai docenti. Inoltre, le risorse disponibili sono state concentrati principalmente su posizioni organizzative, lasciando meno spazio alle attività di insegnamento diretto. La richiesta avanzata dal sindacato è di destinare direttamente le risorse al personale docente, affinché possano essere riflesse nel loro stipendio e migliorare concretamente le condizioni economiche.
Disposizioni sulla distribuzione delle risorse e la trasparenza
Nel corso delle trattative, la Gilda ha richiesto una ripartizione chiara e trasparente delle risorse, basata su criteri oggettivi come il numero di:
- Docenti
- Personale educativo
- Personale ATA
Al fine di evitare conflitti interni alle scuole, spesso originati da modalità di distribuzione poco trasparenti o ingiuste.
Fondi per i corsi di recupero
Altra questione importante riguarda le risorse destinate ai corsi di recupero e supporto. Attualmente, senza un vincolo di destinazione specifico, tali fondi vengono spesso impiegati per attività diversificate rispetto alla didattica, andando a discapito della qualità dell'insegnamento. La Gilda sostiene l'importanza di garantire che queste risorse siano utilizzate esclusivamente per il supporto formativo degli studenti.
Le dichiarazioni del coordinatore della Gilda
Il Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale, ha affermato che il rifiuto di firmare il CCNI nasce dalla volontà di costruire un dialogo più concreto e ascoltato dalle istituzioni. Questa posizione mira a spingere per politiche più eque e trasparenti nella distribuzione dei fondi dedicati alla scuola.
Implicazioni e prospettive future
La decisione di non sottoscrivere il contratto rappresenta un segnale forte, volto a ridurre i fondi destinati ai docenti e a riconciliare le risorse direttamente nelle tasche degli insegnanti. Ciò potrebbe contribuire a migliorare le condizioni salariali e motivazionali del personale scolastico, aprendo nuovi scenari di contrattazione e confronto tra le parti.
FAQs
Scuola e contrattazione: il rifiuto della Gilda di sottoscrivere il CCNI e le conseguenze sui fondi per i docenti
Domande frequenti sul CCNI FMOF e la posizione della Gilda
La Gilda non ha firmato il contratto CCNI FMOF a causa della riduzione dei fondi destinati ai docenti e della mancanza di trasparenza nella distribuzione delle risorse, che preferisce vedere risorse più direttamente confluite negli stipendi degli insegnanti.
L'obiettivo principale è ottenere una distribuzione più trasparente e equa delle risorse, che siano destinate direttamente allo stipendio dei docenti, migliorando così le loro condizioni economiche.
La decisione porta a una riduzione dei fondi costruendo un contenzioso che potrebbe, paradossalmente, portare le risorse direttamente agli stipendi degli insegnanti, anziché essere allocati tramite il contratto.
La Gilda evidenzia come si siano ridotti i fondi complessivi e come queste risorse siano state concentrate sulle posizioni organizzative, lasciando meno spazio alle attività di insegnamento diretto e alle risorse destinate ai docenti.
Una ripartizione più trasparente e basata su criteri oggettivi, come il numero di docenti e personale, può ridurre conflitti e ingiustizie interne, garantendo una distribuzione più equa delle risorse.
La Gilda sostiene che le risorse destinate ai corsi di recupero siano utilizzate esclusivamente per attività di supporto agli studenti, evitando impieghi lontani dalla didattica che compromettano la qualità dell'insegnamento.
Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale della Gilda, ha affermato che il rifiuto di firmare il CCNI è volto a costruire un dialogo più concreto e ascoltato dalle istituzioni, con l’obiettivo di promuovere una distribuzione più equa dei fondi.
Potenziali conseguenze includono una redistribuzione più diretta delle risorse negli stipendi, migliorando le condizioni salariali e motivazionali dei docenti, e una ridefinizione delle modalità di contrattazione nel settore scolastico.
Se le risorse vengono ridistribuite direttamente sotto forma di stipendi, potrebbe migliorare la motivazione del personale, ma c'è il rischio che si perda la destinazione specifica di fondi per iniziative di miglioramento dell'offerta formativa.
La scelta di non firmare il contratto rappresenta un atto di asserting per proteggere gli interessi dei docenti e spingere per una maggiore trasparenza e condivisione delle risorse, influenzando il futuro delle negoziazioni contrattuali.