Facciata dell'Università degli Studi, sede di dibattito sui requisiti per le certificazioni linguistiche dei docenti.

Certificazioni linguistiche docenti: il Ministero valuta nuovi requisiti per gli enti e le reazioni dei sindacati

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Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha avviato un iter di revisione del Decreto Ministeriale 62/2022, la norma che disciplina il riconoscimento delle certificazioni linguistiche per il personale scolastico. L'intervento dell'amministrazione mira a modificare i criteri di accreditamento degli enti certificatori, con l'obiettivo dichiarato di allentare i requisiti attualmente considerati troppo rigidi dall'Autorità Garante della concorrenza e del mercato, semplificando così gli oneri burocratici per i soggetti privati.

Tuttavia, questa spinta verso la semplificazione amministrativa ha generato una forte reazione da parte delle organizzazioni sindacali, in particolare FLC CGIL e UIL Scuola. Le sigle temono che l'abbassamento delle barriere d'ingresso per gli enti certificatori possa tradursi in un degrado qualitativo della formazione e, di riflesso, in una minore validità dei titoli acquisiti dai docenti. Il nodo centrale della discussione risiede nel delicato equilibrio tra la tutela della qualità dell'insegnamento e la necessità di rendere il mercato delle certificazioni più fluido e accessibile.

La revisione del DM 62/2022: tra semplificazione e criticità qualitative

Il quadro normativo attuale è stato profondamente trasformato dal decreto del 21 novembre 2024, che ha ridotto drasticamente il numero di enti qualificati da 41 a soli 8 soggetti, con validità triennale a partire dall'anno scolastico 2024/2025. La nuova bozza di decreto, presentata in sede ministeriale il 19 ottobre 2026, introduce modifiche sostanziali che potrebbero alterare la natura stessa del riconoscimento delle competenze linguistico-comunicative.

Tra i principali cambiamenti previsti dalla bozza ministeriale figurano:

  • La riduzione dell'esperienza minima richiesta agli enti, che passerebbe da 5 anni a soli 2 anni di attività certificatoria.
  • La possibilità per gli enti di avere la sede legale in Paesi dove la lingua certificata non è parlata come lingua madre, un punto che solleva dubbi sulla specificità del contesto linguistico.
  • Una drastica riduzione del campione di controllo sui curricula dei dipendenti degli enti, che scenderebbe a sole 2 unità per profilo professionale.
  • L'imposizione di un livello linguistico C1 per i dipendenti degli enti, nonostante questi siano autorizzati a rilasciare certificazioni di livello C2.

Questi nuovi parametri sono stati oggetto di un acceso confronto con i sindacati. La FLC CGIL ha espresso preoccupazione per il rischio di penalizzare la qualità della formazione a favore di logiche puramente di mercato, proponendo di mantenere almeno 3 anni di esperienza minima e di estendere i controlli sui curricula al 30% del personale. Parallelamente, la UIL Scuola ha richiesto garanzie specifiche per la tutela dei titoli già acquisiti, per evitare che la revoca di un ente possa influire retroattivamente sui punteggi ottenuti in graduatoria.

Nuove modalità operative e scadenze per il 2027

Il provvedimento in discussione non riguarda solo i requisiti degli enti, ma introduce anche nuove regole procedurali per il personale scolastico. A partire dal 2027, il sistema di riconoscimento delle certificazioni dovrà adattarsi a scadenze più rigide e modalità di esame aggiornate. In particolare, le domande di riconoscimento dovranno essere presentate annualmente entro il 15 febbraio.

Un altro punto di rilievo riguarda la gestione degli esami a distanza. Sebbene la bozza preveda la possibilità di svolgerli, la normativa imporrà garanzie di identificazione rigorose, vietando espressamente lo svolgimento delle prove scritte presso il domicilio dei candidati. Per quanto riguarda gli enti già accreditati, il Ministero ha previsto una fase transitoria: questi manterranno l'iscrizione fino alla naturale scadenza del periodo di validità corrente, senza interruzioni immediate.

AspettoDettaglio della Bozza / Normativa
Esperienza minima entiRiduzione da 5 anni a 2 anni
Sede legaleAmmessa anche in Paesi non madrelingua
Campione controllo curriculaRiduzione a 2 unità per profilo
Scadenza domande (dal 2027)Entro il 15 febbraio (annuale)
Validità elenco attuale3 anni (dal 2024/2025)

Cosa cambia concretamente per docenti e personale scolastico

Per i docenti e il personale ATA, la revisione potrebbe semplificare l'accesso alle certificazioni grazie a requisiti meno stringenti per gli enti, ma comporta anche una maggiore incertezza sulla uniformità qualitativa dei titoli rilasciati. È fondamentale monitorare l'esito delle trattative sindacali, poiché la protezione dei titoli pregressi da eventuali revoche future degli enti è ancora oggetto di discussione e non è ancora confermato se il Ministero accetterà tale tutela esplicita.

In sintesi, per chi lavora nella scuola:

  • Docenti e ATA: I titoli già ottenuti dovrebbero restare validi, ma i nuovi titoli saranno soggetti a un sistema di rinnovi annuali dal 2027.
  • Enti Certificatori: Avranno requisiti di accesso meno onerosi ma dovranno sottostare a una maggiore vigilanza ministeriale e all'obbligo di relazioni annuali.
  • Dirigenti e Segreterie: Dovranno gestire una maggiore chiarezza sulle modalità di esame a distanza e sui limiti di valutabilità delle lauree linguistiche nei concorsi.

Per approfondire i dettagli tecnici del decreto attuale, è possibile consultare il decreto ministeriale del 21 novembre 2024 pubblicato sul sito del Ministero.

Punti critici ancora in sospeso

Al momento, non è ancora chiaro se il Ministero accetterà la richiesta sindacale di rendere obbligatori i protocolli rigorosi per gli esami a distanza o se li manterrà solo come opzione. Inoltre, la trasparenza preventiva sui costi delle certificazioni, richiesta dalla UIL Scuola, rimane un punto da definire nelle prossime fasi del provvedimento.

Sintesi delle scadenze chiave

La data del 15 febbraio diventerà il riferimento annuale fondamentale dal 2027 per la presentazione delle domande di riconoscimento degli enti. Fino ad allora, la validità degli enti attualmente in elenco è garantita per il triennio in corso.

FAQs
Certificazioni linguistiche docenti: il Ministero valuta nuovi requisiti per gli enti e le reazioni dei sindacati

Quali sono le principali modifiche previste per gli enti certificatori?+

La bozza di revisione del DM 62/2022 prevede l'abbassamento dell'esperienza minima richiesta agli enti da 5 a 2 anni e la possibilità di avere la sede legale in Paesi dove la lingua certificata non è la madrelingua. Inoltre, il campione di controllo dei curricula verrà ridotto a 2 unità per profilo professionale e i dipendenti degli enti dovranno possedere almeno un livello C1.

Cosa succede ai titoli linguistici già ottenuti dai docenti?+

Attualmente è in discussione la richiesta sindacale affinché il Ministero garantisca esplicitamente che i titoli già acquisiti non vengano influenzati retroattivamente dalla revoca di un ente. Gli enti già accreditati manterranno la validità dell'iscrizione fino alla naturale scadenza del periodo corrente.

Quali sono le nuove scadenze per il riconoscimento delle certificazioni?+

A partire dal 2027, le domande di riconoscimento degli enti dovranno essere presentate annualmente entro il 15 febbraio. La validità dell'iscrizione per gli enti sarà triennale, con l'obbligo di fornire relazioni annuali al Ministero.

Come verranno gestiti gli esami a distanza per i docenti?+

Le modalità a distanza saranno disciplinate con garanzie specifiche di identificazione del candidato. È invece espressamente vietato lo svolgimento delle prove scritte presso il domicilio dei candidati per garantire l'integrità della prova.

Fonti consultate

Redazione Orizzonte Insegnanti
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