Aula del Consiglio Regionale Lombardia con banchi e microfoni, sede di decisioni su enti certificatori riconosciuti

Informativa nuovo decreto enti certificatori riconosciuti

Redazione Supervisione editoriale: Francesco Silvaggio LinkedIn
8 min di lettura

Indice Contenuti

Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha avviato il percorso per l'approvazione di un nuovo decreto volto a ridefinire i criteri di valutazione e il riconoscimento della validità delle certificazioni delle competenze linguistico-comunicative in lingua straniera per il personale scolastico. L'intervento normativo nasce dalla necessità di aggiornare il precedente quadro regolatorio, ovvero il Decreto Ministeriale 62 del 10 marzo 2022, a seguito di diversi rilievi mossi dall'Autorità Garante della concorrenza e del mercato, che avevano evidenziato come i requisiti allora previsti fossero eccessivamente stringenti.

L'obiettivo principale della nuova disciplina è garantire un equilibrio tra l'apertura del mercato e la tutela della qualità della formazione linguistica. Durante l'incontro di informativa sindacale tenutosi il 19 ottobre 2026, l'amministrazione ha chiarito che la revisione mira a correggere i fattori che, negli ultimi tre anni, hanno ridotto drasticamente il numero di enti certificatori riconosciuti, passando da 41 a soli 8. Tra i principali ostacoli segnalati dal Garante figuravano l'obbligo di possedere cinque anni di esperienza nel settore, la necessità di avere la sede legale nel Paese della lingua oggetto di certificazione e la richiesta di sedi fisiche adeguate sul territorio nazionale.

Il nuovo provvedimento introduce dunque una serie di deroghe e semplificazioni che permettono una maggiore flessibilità operativa. Ad esempio, gli anni di esperienza richiesti per l'attività nel settore sono stati ridotti da 5 a 2, e la sede legale dell'ente erogatore delle certificazioni potrà trovarsi anche in Paesi dove la lingua certificata non è quella parlata come madrelingua. Queste modifiche mirano a facilitare l'accesso a nuovi soggetti qualificati, pur mantenendo standard minimi di controllo per assicurare che i titoli rilasciati siano conformi al Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue (QCER).

Cosa dice il D.M. 62/2022 in sintesi

Il Decreto Ministeriale 62 del 10 marzo 2022, attualmente oggetto di aggiornamento, ha introdotto una disciplina rigorosa per il riconoscimento dei soggetti qualificati, sostituendo il precedente D.M. 3889/2012. Secondo l'articolo 3 del provvedimento, gli enti che desiderano essere inclusi nell'elenco ministeriale devono soddisfare una serie di requisiti strutturali e qualitativi:

  • Possesso di atto costitutivo e statuto redatti per atto pubblico (con traduzione e riconoscimento giuridico per gli enti non italiani);
  • Sede legale nel Paese della lingua ufficiale o in Italia;
  • Personale qualificato (test developers, correttori, esaminatori) con conoscenza approfondita della lingua (livello C1 o madrelingua) e titoli specifici in glottodidattica e docimologia;
  • Documentazione comprovante un'attività nel settore delle certificazioni linguistiche per la formazione e l'istruzione per almeno 5 anni;
  • Presenza di una rete di sedi accreditate in Italia e capacità logistiche adeguate, specialmente per le prove a distanza;
  • Garanzia di trasparenza e oggettività mediante protocolli specifici per la somministrazione e la valutazione delle prove;
  • Obbligo di rilasciare certificazioni conformi al QCER con la relativa tabella di conversione sul retro.

Il decreto specifica inoltre che le domande di accreditamento possono essere presentate anche da due o più enti in partnership, purché costituiti in forma di Associazione Temporanea di Scopo o di Impresa, con la condizione che ogni componente del raggruppamento possieda integralmente tutti i requisiti richiesti. L'iscrizione nell'elenco ministeriale ha una validità triennale, salvo la necessità di presentare nuove domande per il rinnovo.

Per approfondire i dettagli tecnici del provvedimento vigente, è possibile consultare il testo ufficiale sul sito del Ministero: Decreto Ministeriale 62/2022.

Contesto e precedenti

La normativa attuale è il risultato di un percorso di progressiva istituzionalizzazione dei controlli ministeriali. Prima del D.M. 62/2022, la disciplina era affidata al D.M. 3889/2012, il quale si basava principalmente sul riconoscimento formale dell'ente da parte del governo del Paese della lingua certificata. Tale sistema, tuttavia, presentava lacune nel controllo diretto della qualità dei processi di certificazione da parte dello Stato italiano.

Il passaggio al decreto del 2022 è stato motivato proprio dalla necessità di una verifica diretta e documentale da parte del Ministero. Tuttavia, l'eccessiva rigidità di tali controlli ha generato un effetto di contrazione del mercato: nel triennio successivo all'entrata in vigore del DM 62, il numero di enti riconosciuti è crollato da 41 a 8. Questa situazione ha spinto l'Autorità Garante della concorrenza e del mercato a intervenire, segnalando che i requisiti erano troppo selettivi e potevano ostacolare la libera offerta di servizi educativi e formativi.

In questo scenario, il nuovo decreto si pone come una mediazione normativa. Da un lato, cerca di rispondere alle istanze di liberalizzazione del mercato e di semplificazione burocratica; dall'altro, deve rispondere alle preoccupazioni del personale scolastico e dei sindacati, che temono una svalutazione dei titoli e una possibile proliferazione di certificazioni prive di reale valore didattico.

Cosa cambia per docenti, ATA e scuole

L'introduzione del nuovo decreto comporterà diverse modifiche operative per il personale scolastico e per le istituzioni. Sebbene il testo integrale sia ancora in fase di definizione, le linee guida emerse dagli incontri di informativa delineano i seguenti cambiamenti:

  • Riduzione dell'anzianità richiesta: Gli enti certificatori dovranno dimostrare un'attività nel settore di almeno 2 anni (anziché 5), facilitando l'ingresso di nuovi soggetti nel mercato.
  • Flessibilità della sede legale: Gli enti potranno avere la sede legale in Paesi dove la lingua non è parlata come madrelingua, ampliando la platea dei possibili erogatori.
  • Campionamento della documentazione: Non sarà più richiesto il curriculum di tutto il personale, ma solo un campione di 2 unità per profilo professionale, semplificando l'iter di accreditamento.
  • Requisiti per il personale: Il personale dell'ente dovrà possedere un livello di conoscenza almeno C1, pur mantenendo la possibilità di rilasciare certificazioni fino al livello C2.
  • Validità delle certificazioni pregresse: Una delle richieste principali dei sindacati è che le certificazioni già conseguite dagli insegnanti prima delle modifiche mantengano la loro validità, indipendentemente da eventuali future revoche dell'accreditamento dell'ente che le ha rilasciate.
  • Esami a distanza: La modalità a distanza non sarà più un obbligo strutturale ma una condizione aggiuntiva, che dovrà comunque rispettare protocolli rigorosi per l'identificazione dei candidati e la sorveglianza.

Per le scuole, il cambiamento principale risiederà nella maggiore varietà di enti da cui poter attingere per la certificazione del personale. Tuttavia, la segreteria scolastica dovrà prestare attenzione alla validità triennale dell'iscrizione degli enti e alla necessità di verificare che i titoli siano conformi al QCER per la loro spendibilità nelle graduatorie e nei concorsi.

Per il personale scolastico, in particolare per chi partecipa a concorsi o procedure di assegnazione, è fondamentale monitorare l'elenco aggiornato degli enti riconosciuti. La sintesi normativa attuale per le GPS indica punteggi specifici per i livelli B2 (3 punti), C1 (4 punti) e C2 (6 punti), e solo le certificazioni rilasciate da enti presenti negli elenchi ministeriali saranno considerate valide.

Le posizioni

Le reazioni alla proposta di revisione del decreto sono varie e riflettono diverse priorità tra qualità della formazione e accessibilità del mercato. La FLC CGIL ha espresso forti preoccupazioni riguardo all'allargamento delle maglie dei requisiti, definendo il rischio di una "compravendita dei titoli". Il sindacato ha chiesto di rafforzare il requisito dell'esperienza (portandolo ad almeno 3 anni) e di richiedere i contratti di lavoro per un campione significativo del personale (almeno il 30%), per evitare che la qualità dell'insegnamento venga sacrificata a favore di un mercato troppo aperto.

La UIL Scuola, pur condividendo l'esigenza di maggiore trasparenza e dell'apertura agli enti italiani, ha posto l'accento sulla tutela delle certificazioni già acquisite. La sigla ha richiesto disposizioni esplicite che garantiscano la validità dei titoli ottenuti in passato, per evitare che il personale scolastico si trovi in una situazione di incertezza giuridica a causa di cambiamenti normativi successivi. Inoltre, la UIL ha sollecitato controlli periodici e verifiche a campione sulla regolarità delle prove, specialmente quelle svolte online.

Il Ministero dell'Istruzione e del Merito, dal suo, ha giustificato l'aggiornamento come una risposta necessaria all'evoluzione normativa e ai pareri dell'Autorità Garante. L'amministrazione punta a un sistema che garantisca univocità, oggettività e trasparenza, cercando di conciliare le istanze di semplificazione con la necessità di mantenere standard elevati per le competenze linguistiche del personale docente e ATA.

AspettoDettaglio
Anni di esperienza richiestiRidotti da 5 a 2 anni
Sede legale dell'entePossibile anche in Paesi non madrelingua
Campione curricola/contrattiRidotto a 2 unità per profilo professionale
Livello minimo personaleC1 (per certificazioni fino a C2)
Validità iscrizione entiTriennale
Scadenza domande (dal 2027)Entro il 15 febbraio (annuale)

FAQs
Informativa nuovo decreto enti certificatori riconosciuti

Qual è la data di entrata in vigore del nuovo decreto?+

Il decreto-legge n. 170 del 30 settembre 2026 è entrato in vigore il 1° ottobre 2026. Tuttavia, trattandosi di un decreto-legge, le disposizioni sono soggette a conversione in legge da parte del Parlamento entro sessanta giorni, con la possibilità di subire modifiche durante l'esame.

Quali sono i criteri specifici di valutazione della validità delle certificazioni?+

Il dossier non specifica i nuovi criteri dettagliati per la valutazione della validità delle certificazioni oltre ai requisiti minimi citati. È presente un gap informativo poiché manca il testo integrale del provvedimento che definisca tali parametri.

Come influenzerà il nuovo decreto la scelta degli enti certificatori da parte delle scuole?+

Il decreto mira ad allargare i requisiti per il riconoscimento degli enti, riducendo i vincoli precedenti come gli anni di esperienza (da 5 a 2) e la necessità di sede legale nel Paese della lingua certificata. Questa apertura di mercato mira a superare la situazione precedente in cui, a seguito del DM 62/2022, gli enti riconosciuti erano passati da 41 a soli 8.

Quali sono le posizioni dei sindacati riguardo al ridimensionamento dei requisiti?+

La FLC CGIL esprime preoccupazione per il rischio di abbassamento degli standard qualitativi a favore del mercato, temendo la compravendita di titoli. Il sindacato propone di rafforzare l'esperienza minima a 3 anni e di richiedere i curriculum per tutto il personale o per un campione significativo del 30%.

Quali sono le conseguenze pratiche per il personale scolastico che deve ottenere la certificazione?+

Il personale scolastico deve possedere un livello di competenza almeno C1, sebbene le certificazioni possano arrivare fino al C2. Il nuovo quadro normativo semplifica l'accesso per gli enti certificatori, ma il personale deve comunque garantire la qualità dell'insegnamento attraverso il possesso reale delle competenze linguistiche.

Fonti consultate

Redazione Orizzonte Insegnanti
L'autore

La preparazione può includere ricerca web e strumenti di intelligenza artificiale. Applichiamo controlli automatici su fonti, coerenza e originalità; i casi dubbi vengono fermati per revisione prima della pubblicazione.

Supervisione editoriale: Francesco Silvaggio LinkedIn

Leggi la politica editoriale
Condividi Articolo Aggiungi alle fonti preferite su Google Le nostre notizie compariranno più spesso tra le Notizie principali di Google