Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) ha espresso un parere unanime, durante la plenaria telematica del 29 ottobre 2026, sullo schema di decreto destinato a sostituire integralmente il DM 10 marzo 2022, n. 62. Tale provvedimento disciplina gli enti certificatori delle competenze linguistico-comunicative del personale scolastico, un ambito normativo che sta subendo una profonda revisione a seguito di interlocuzioni con l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
L'intervento del Ministero mira a eliminare le differenze di trattamento tra gli enti certificatori italiani ed esteri, rispondendo alle richieste dell'Antitrust per una maggiore liberalizzazione del settore. Tuttavia, il CSPI solleva preoccupazioni significative riguardo al fatto che la semplificazione normativa e la promozione della concorrenza non debbano andare a scapito della validità giuridica dei titoli rilasciati, i quali producono effetti determinanti in ambiti critici come le graduatorie, i concorsi e l'attuazione dei percorsi CLIL.
Secondo quanto evidenziato dal sindacato FLC CGIL - Scuola, lo schema attuale presenta diverse criticità strutturali che potrebbero compromettere la qualità dei percorsi formativi e la verificabilità dei titoli. Tra i punti più sensibili figurano l'abbassamento dei requisiti minimi per gli enti e la mancanza di tutele specifiche per i candidati con disabilità e DSA, elementi che potrebbero generare incertezze operative per le istituzioni scolastiche e per i lavoratori del settore.
Le criticità dello schema di decreto e il rischio sulla qualità dei titoli
Il parere del CSPI mette in luce come il recepimento delle istanze dell'Antitrust abbia portato a una riduzione dei parametri di accreditamento per gli enti certificatori. In particolare, l'esperienza richiesta per l'ente è stata ridotta da 5 a soli 2 anni, una soglia che il CSPI ritiene insufficiente e che dovrebbe essere riportata ad almeno 3 anni per garantire una solida competenza istituzionale.
Inoltre, il documento segnala che il campione di rapporti di lavoro per funzione utilizzato per la valutazione risulta troppo esiguo, essendo composto da soli 2 rapporti, mentre dovrebbe essere portato ad almeno il 30%. Un altro punto di forte preoccupazione riguarda la valutazione delle competenze di livello superiore: il CSPI sottolinea che il livello C1 risulta insufficiente per chi ha il compito di valutare prove di livello C1 e C2; in questi casi, sarebbe necessario possedere il livello C2.
La rimozione dei riferimenti ai titoli glottodidattici e docimologici rappresenta un cambiamento significativo che potrebbe influire sulla modalità di valutazione dei docenti, privandoli di parametri di riferimento precedentemente consolidati. Parallelamente, la questione dell'integrità delle prove emerge con forza riguardo alle modalità di esame a distanza.
Lo schema attuale non prevede l'obbligo di svolgere le prove orali in sedi autorizzate, esponendo il sistema a rischi quali la sostituzione di persona, l'uso improprio di intelligenza artificiale e la scomparsa del divieto di modalità asincrone. Il CSPI chiede esplicitamente che tali prove siano svolte esclusivamente in sedi autorizzate per preservare l'autenticità della certificazione.
Lacune normative e necessità di sistemi di verifica
Oltre ai requisiti tecnici, il CSPI evidenzia l'assenza di strumenti pratici per la gestione quotidiana dei titoli da parte delle scuole. Attualmente, la nota non specifica la presenza di un sistema telematico di verifica dedicato, il che lascia le segreterie scolastiche in una posizione di incertezza su come gestire la validazione dei documenti in modo rapido e sicuro. Viene inoltre richiesta l'introduzione di un codice univoco sui certificati per prevenire ogni tipo di falso o duplicazione.
| Aspetto Critico | Situazione nello Schema / Richiesta CSPI |
|---|---|
| Esperienza dell'Ente | Ridotta da 5 a 2 anni (CSPI chiede almeno 3) |
| Prove Orali a Distanza | Mancanza di obbligo di sede autorizzata (Rischio IA e sostituzione) |
| Verificabilità | Mancanza di codice univoco e sistema telematico per segreterie |
| Inclusività | Mancano tutele per candidati con disabilità e DSA |
Cosa cambia concretamente per docenti e personale scolastico
Per il personale scolastico, l'approvazione definitiva dello schema di decreto determinerà le nuove modalità con cui le certificazioni linguistiche potranno essere utilizzate per accedere a graduatorie e concorsi. Se le criticità sollevate dal CSPI non verranno corrette, i docenti potrebbero trovarsi a gestire titoli con una validità giuridica meno solida, rendendo più complessa la difesa della propria posizione in caso di contestazioni.
Per le segreterie scolastiche, la mancanza di un sistema telematico dedicato e di un codice univoco comporterà, nel breve periodo, una gestione manuale e potenzialmente più onerosa della verifica dei titoli presentati dai lavoratori. Al momento, non è chiaro quali siano le scadenze precise per l'entrata in vigore dello schema che sostituisce il DM 62/2022.
Inoltre, non è specificato se i nuovi requisiti di esperienza per gli enti certificatori entreranno in vigore immediatamente per i titoli già rilasciati o se si applicheranno solo alle nuove certificazioni. La nota del CSPI non fornisce dettagli su come verranno gestite le prove orali a distanza per evitare l'uso di intelligenza artificiale, se non attraverso la richiesta di svolgerle in sedi autorizzate.
In sintesi, il percorso normativo si muove verso una maggiore apertura alla concorrenza, ma il rischio concreto è una dequalificazione dei titoli linguistici. La tutela della qualità e la verificabilità rimangono i pilastri su cui il CSPI insiste per garantire che le certificazioni continuino a essere uno strumento affidabile per la carriera del personale scolastico.
FAQs
Certificazioni linguistiche, il CSPI chiede qualità
L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha richiesto l'eliminazione delle differenze di trattamento tra gli enti certificatori italiani ed esteri. Lo schema di decreto trasmesso dal Ministero recepisce tale richiesta per favorire la concorrenza.
Lo schema di decreto prevede l'eliminazione del riferimento ai titoli glottodidattici e docimologici. Questa modifica è stata evidenziata dal CSPI come una delle criticità che potrebbero compromettere la qualità e la validità giuridica dei titoli linguistici per il personale scolastico.
Attualmente mancano le tutele specifiche per i candidati con disabilità e DSA nei nuovi percorsi di certificazione previsti dallo schema di decreto.
Lo schema attuale prevede prove orali a distanza senza obbligo di sede, con il rischio di sostituzione di persona e uso di IA. Il CSPI richiede invece che tali prove siano svolte esclusivamente in sedi autorizzate e con il divieto di modalità asincrone.